lunedì 29 novembre 2010

Son tempi duri per i reazionari del terzo millennio

Secondo post del giorno, di Authan. Il primo era di Paolo.

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Giuseppe Cruciani, venerdì 26 novembre: “Le riforme vanno imposte dal governo senza dar retta a nessuno, altrimenti non si combina un cazzo”.

Ora con tutta la buona volontà di questo mondo, con tutto il rispetto che si deve alle opinioni altrui, come si fa a non pensare che chi concepisce in questo modo la conduzione di un paese altro non sia che un reazionario? Un reazionario moderno, un reazionario del terzo millenio, ma pur sempre un reazionario.

Attenzione. Entro certi limiti non c'è nulla di cui vergognarsi nell'essere reazionari. Si può ambire ad una democrazia plebiscitaria nella quale tutti gli strumenti di mediazione (il parlamento, i sindacati, le authority, le istituzioni di garanzia, tutti orpelli che fanno sbuffare il nostro amico conduttore come ben sa lo zoccolo duro dell'audience della Zanzara) perdono rilevanza a vantaggio del governo e della figura del presidentissimo "eletto dal popolo" (e poi rieletto alle elezioni successive se ha lavorato bene, o mandato a casa se ha lavorato male) nelle mani del quale si concentra l'intera catena decisionale. E' una concezione come un'altra. Per me aberrante, ma pur sempre una concezione a cui va riconosciuta piena legittimità visto che affonda comunque le proprie radici sul sacro principio della volontà popolare.

C'è solo un piccolo problema. Chi crede in una democrazia plebiscitaria dovrebbe partire da un assunto di base dal quale non si può in alcun caso prescindere. Per condurre un paese forte di superpoteri e senza necessità di "dar retta a nessuno" serve almeno il 50% più uno dei voti. Maggioranza assoluta. Non relativa. Assoluta. Perché senza la maggioranza assoluta viene meno l'assunto fondamentale della volontà popolare prevalente.

E qui, signori miei, casca l'asino. Lo scenario politico tripolare che è andato delineandosi negli ultimi tempi sbatte contro la visione plebiscitaria. Se i cittadini hanno più di due scelte, non v'è certezza che uno dei poli possa raggiungere la maggioranza assoluta, e l'idea che la coalizione di maggioranza relativa (qualunque colore abbia), anche se con solo, per esempio, il 35% dei voti, possa, in virtù del premio di maggioranza previsto dall'attuale legge elettorale, prendersi il 55% dei seggi parlamentari deve, e sottolineo deve, far inorridire qualunque democratico che si rispetti. Reazionari del terzo millennio compresi, voglio augurarmi. Non c'è mito della "governabilità" che tenga di fronte ad un tale palese e solare sprezzo della volontà popolare.

Che il cosiddetto porcellum sia nel mirino di molti è quindi comprensibile. Far presente, poi, che molti di coloro che vogliono cambiare legge elettorale sono gli stessi che tale legge l'avevano approvata a suo tempo è francamente puerile, visto che fino a non molto tempo fa il sistema bipolare, l'unico che poteva giustificare il porcellum, sembrava inscalfibile. Ma le situazioni cambiano, si evolvono, si modificano. Il giocattolo del bipolarismo nostrano (che, ahinoi, non ha saputo/voluto evolversi nel bipartitismo perfetto in salsa americana) si è rotto e non rimane che prenderne atto.

Andare a votare con questa legge elettorale è, paradossalmente, e indipendentemente dal "vincitore" finale, un attentato alla democrazia. Sembra un ossimoro, ma è la semplice verità. Lo dice la logica, lo dicono i numeri di tutti i sondaggi. Se ciò dovesse accadere, esiste un solo modo per evitare che una minoranza (nel senso di maggioranza non assoluta) si prenda l'intero paese per cinque anni: assicurarsi che una maggioranza assoluta alla fine ci sia. Il polo di centro e quello di sinistra (cioè coloro che oggi sono favorevoli ad una modifica della legge) dovrebbero formare un cartello elettorale spiegandone con chiarezza le ragioni ai cittadini del loro rispettivo elettorato di riferimento. Cittadini che in larga parte, ne sono certo, capirebbero. Poi magari Berlusconi vince lo stesso, ma dovrà farlo ottenendo la maggioranza as-so-lu-ta, se ne è capace.

Solo una volta che il premio di maggioranza fosse eliminato (o assegnato a chi ha comunque ottenuto di suo almeno il 50% dei consensi) potremmo ragionare in termini di "ogni polo gioca per sé, con il proprio leader e il proprio programma, e vinca il migliore” la partita delle elezioni. Salvo poi, presumibilmente, dar comunque vita di volta in volta a governi di coalizione con accordi post-elettorali, non essendoci altra alternativa. Sissignore, accordi post-elettorali. Esattamente come è recentemente successo nella civilissima e da tutti ammirata Gran Bretagna e come succede da sempre nell'altrettanto civile ed ammirata Germania.

18 commenti:

mauro ha detto...

ottimo e abbondante. null'altro da aggiungere.
se ti canditi hai il mio voto! ;-)

Francesca ha detto...

Se la fida Ghisleri ha confezionato al Berlo un sondaggio del gradimento pari al 56%, che egli ha con soddisfazione esibito pure a Lisbona la scorsa settimana, è persin credibile che ci sia ancora qualcuno convinto, nonostante i numeri del pelato Pagnoncelli di IPSOS, che la maggioranza degli italiani voti dalle politiche del 2008 per la coalizione al governo, senza manco tener conto del partito dell'astensione che pure è ben nutrito.

Fin che ci sarà un'informazione distorta e manipolata qualunque menzogna sarà verità.

Quelli che vollero il Porcellum come Casini UDC e altri ed oggi ne chiedono la rivisitazione, suscitando i commenti inviperiti degli stessi che dicono ai finiani ".... ma per 16 anni avete appoggiato etc..." io risponderei che, se da un lato le preferenze avevo i loro difetti, di certo è andata peggio con le liste bloccate e i nominati decisi dalle segreterie che han fatto entrare in Parlamento ogni sorta di amici, dipendenti etc.

OT

Il Prof. Profumo del POLI di Torino ha risposto picche alla candidatura per il Comune..... e anche a Bologna siam messi male.... a Milano poi!!

mauro ha detto...

anche se, mi vien da aggiungere, sarebbe l'assist perfetto per il tipo di campagna passive-aggressive che ha nelle corde il berlusca: "i sepolcri imbiancati della politica di professione, tutti uniti contro di me. è complotto!"
e temo pure che ci cascherebbero in tanti... forse troppi.

Viola ha detto...

buon post Authan, ma qualcosa mi dice che il nostro baccello preferito (http://www.facebook.com/photo.php?fbid=156757977690621&set=o.333871594605) questa sera abbandonerà questi argomenti per tuffarsi nel gossip di Wikileaks

PaoloVE ha detto...

@ Authan:

"Entro certi limiti non c'è nulla di cui vergognarsi nell'essere reazionari. "

Insomma... :-)

Ciao

Paolo

Authan ha detto...

"Entro certi limiti"... E si parla cmq di presidenzialismo estremo, di democrazia plebiscitaria, mica di tirannie :-))
Ciao.

PaoloVE ha detto...

@ Authan:

non so: a me reazionario continua a sembrare una parolaccia. E anche conservatore non mi suona bene... :-)

Ciao

Paolo

Gabriele, Monza ha detto...

1) Ben vengano le riforme fatte "senza dar retta a nessuno"...così noi cittadini-maggioranza gli piazziamo lì un bel NO al referendum confermativo, e il Governo celodurista lo prende un'altra volta in saccoccia.

2) La distinzione maggioranza relativa - maggioranza assoluta é ineccepibile. Co' sta storia del "consenso popolare" WikiPapi ci ha propinato la balla di avere dalla sua parte il 70-80-90-bum! % degli italiani, e invece non arrivava al 45%.

Cruciani se lo metta...in testa. Con questa legge elettorale, saremo sempre governati da minoranze.

PaoloVE ha detto...

@ Gabriele:

"Cruciani se lo metta...in testa. Con questa legge elettorale, saremo sempre governati da minoranze.": se al governo ci fosse il centro - sx Cruciani l'avrebbe capito BENISSIMO!

:-)

Ciao

Paolo

mariolino ha detto...

Paolo: “non sto trovando appassionante il caso del giorno, cioè le rivelazioni di Wikileaks, le quali mi pare si limitino a confermare cose già note e scontate”
Viola: “buon post Authan, ma qualcosa mi dice che il nostro baccello preferito questa sera abbandonerà questi argomenti per tuffarsi nel gossip di Wikileaks”
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Invito Authan e Paolo e i vari bloggers, Viola compresa, a leggere con attenzione l’articolo arma letale, scritto da Vittorio Zucconi su Repubblica di oggi.
Se vi pare gossip....
Mi stupisce la sufficienza con la quale le vicende Wikileaks è stata accolta in questo blog.
E’ certamente la notizia del giorno, ne parla tutto il mondo e se ne continuerà a discutere ancora per chissà quanto.
Ma qui si preferisce spremere le meningi sempre e comunque su Cruciani, quasi al limite del pettegolezzo.
Contenti voi....

PaoloVE ha detto...

@ mariolino:

come vedi il mio post di ieri non riguardava Cruciani (come succede sempre più spesso: la trasmissione è sempre più un pretesto anche artificioso per parlare d'altro).

Sul caso wikileaks mi pare che le considerazioni da fare siano un po' diverse da quelle che sento e lo stesso Zucconi che citi mi pare manchi il punto.

Semi ufficialmente quanto rivelato da wikileaks sui rapporti tra democrazie occidentali (ma anche con Russia e Cina) era già noto e scontato, per filo e per segno (un po' diverso il discorso per il medio oriente, del quale si parla però poco).

Non c'è nulla che non fosse già finto sulle pagine dei quotidiani ad altissima tiratura, non solo in quelle di giornali per addetti ai lavori. Chi legga giornali come Limes ha probabilmente già letto informazioni più interessanti di quelle emerse da wikileaks ed altrettanto o più attendibili.

Le notizie secondo me sono altre. La prima è che il sistema diplomatico USA è inefficace (ma anche questa non è una notiziona). C'era da aspettarsi qualcosa di diverso da un sistema gestito non da professionisti ma dai grandi elettori del presidente (= finanziatori)? Per di più afferente ad una superpotenza in crisi? Non credo, anzi mi aspettavo di peggio.

Gli aspetti più importanti rimangono comunque custoditi in un ambiti di riserbo tuttora sufficiente (non è uscito nulla di top secret sullo scacchiere occidentale), se altre rivelazioni più serie non dimostreranno il contrario (e questa sarebbe LA notizia).

La seconda riguarda il medio oriente, dove invece aver reso pubblici i contatti tra Israele e le controparti arabe prima dell'operazione "piombo fuso" e le pressioni di stati arabi su Israele ed USA perchè attacchino l'Iran renderà molto complesso se non velleitario il tentativo di mediazione per la questione palestinese intrapreso da Obama.

Ma questo sembra non interessi nessuno, forse anche perchè i margini erano già astremamente ristretti, sempre che ci fossero.

In sintesi non mi pare che wikileaks abbia sinora scompaginato il mondo delle diplomazie: lo aveva fatto ben di più con le pubblicazioni dei documenti sulla guerra in Iraq...

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
Scusate l'OT anche se tocco un argomento ripreso da GC ieri...

Minimizator MODE MAX sulla vicenda che riguardava Wikileaks, chissà che il nostro non cambi idea alla lettura di questo articolo di Federico Rampini.
Su una cosa GC ha ragione, quello che è venuto fuori finora non è la scoperta dell'acqua calda rispetto a ciò che già sapevamo su B., ma un conto però è dire che la Dibble è un oscuro funzionario dell'ambasciata e un altro è dire che invece è di primo piano come sembra emergere dalla lettura dell'articolo di Rampini.

PaoloVE ha detto...

@ MR:

la Dibble non è un oscuro funzionario: era la vice responsabile dell'ambasciata USA a Roma e da allora ha fatto carriera salendo a ruoli superiori, da quanto ho capito...

Ciao

Paolo

michele penzani ha detto...

@Authan (ho letto velocemente solo il post, i commenti purtroppo no e mi scuso se mi ripeto): la concezione della frase del Cruciani, a mio modesto parere, ha la sua fondatezza solo considerando due assunti. Il primo riguarda la nota natura corporativista del nostro Paese, che permane dal "ventennio" e che rende il Parlamento il braccio disorganizzato di tali forze. Il secondo che non esiste una convergenza, tra i partiti dell'arco parlamentare non al governo, circa l'idea di legge elettorale.

Il concetto che hai espresso è condivisibile, ma il problema dell'Italia è esattamente quello opposto: purtroppo l'ingovernabilità del Paese è data solo dalla frammentazione partitica, alimentata proprio dal sistema corporativo. Non è corretto affermare che questa legge elettorale (o più in generale un qualsiasi premio di maggioranza) non garantisce la governabilità. Purtroppo in Italia la governabilità non è proprio possibile.

L'attuale crisi della maggioranza nasce -poi- da un'aggravante di tale frammentazione, cioè politici eletti in liste (blindate) senza preferenza di un partito, hanno avuto la possibilità di creare una nuova forza politica...E qui i paradossi sono due: tra questi politici parte di essi sarebbero favorevoli alle preferenze (quelli più noti), altri no (quelli che non conosce nessuno). L'altro paradosso è che questi scissionisti auspicherebbero la governabilità, senza maggioritario, con un governo da eleggere in sistema elettorale cambiato (per cui non esiste convergenza) ad opera di un governo di larghe intese...
...Credo che in Italia, nel concreto, tutto ci sia fuorché qualcosa di lontanamente avvicinabile al concetto di reazionario...Pure con premi di maggioranza.

francesco ha detto...

Bah, io sono dell'idea che una democrazia plebiscitaria non è una democrazia ( non solo l'unico ad avere questa idea...). Dal cui assunto discende che essere reazionari in uno stato democratico vuol dire essere anti-democratici.
Ma andiamo con ordine: una democrazia rappresentativa compiuta consente ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti. Il plurale porta il pluralismo: c'è chi sceglierà una posizione, chi una persona, chi un partito, chi un'idea che ritiene prioritaria e di conseguenza voterà questo o quello. L'insieme dei rappresentanti, sempre e comunque ben controllato da leggi e contrappesi, porta avanti l'insieme delle idee e delle posizioni dei cittadini. La libertà di stampa, la libertà di accesso ai media di tutti i rappresentanti e di tutti i cittadini garantisce il contatto tra le due categorie. La libertà di mandato dei rappresentanti, direttamente eletti, fa si che si possano affrontare scelte non popolari con accordi diffusi, senza l'ossessione del consenso. Non la faccio più lunga del necessario ma ci sarebbero tonnellate di cose da dire.
Una democrazia plebiscitaria è più simile ad una tirannia plebiscitaria: si fonda tutta sulla persona del leader e sulla sua abilità comunicativa, sul suo potere di smuovere le masse parlando alla loro pancia. Chi non si ricorda che sia Hitler che Mussolini sono saliti al potere con la condiscendenza della grande maggioranza della popolazione?
Essere reazionari, volere un presidenzialismo coi super-poteri vuol dire essere anti-democratici. Chi lo vuole può dire che non è vero, che alla fine democrazia significa solo quello che vuole il popolo, ma non mi persuaderanno mai di questo.
Noi siamo ben lontani sia dall'una forma di governo che dall'altra. Ma ci stiamo dirigendo pericolosamente sulla china sbagliata.
Saluti

PaoloVE ha detto...

...standing ovation per francesco...

Ciao

Paolo

michele penzani ha detto...

Francesco, ripeto: in Italia esiste la non governabilità. Il tuo bellissimo post ci sta bene nella teoria.

Michele Reccanello ha detto...

@PaoloVE

Quelli che sono venuti fuori da wikileaks sono i giudizi di qualcuno all'interno dell'ambasciata. Abbiamo poi saputo che era la Dibble che per me era un "?" fino alla lettura dell'articolo che ho linkato.

PS GC ha ripetuto ancora ora che era un funzionario non molto importante dell'ambasciata.

@GC

anche a me mi pare di vivere in un paese surreale. Vedi il G8 di Genova.