lunedì 15 novembre 2010

Tempi duri per tutti quando Berlusconi non detterà più l'agenda

Oggi due post. Qui sotto Paolo, a parte Authan.

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[Paolo]

Buongiorno,

Pur sapendo che Berlusconi ha sette vite come i gatti, e pur credendo che, in caso di elezioni, il cavaliere oggi porterebbe comunque a casa il maggior numero di consensi, ed un forte potere di condizionamento, sono anch'io convinto che la sua parabola abbia preso una piega discendente.

E non tanto per lo spettacolo ben descritto da Filippo Facci nel suo articolo di ieri, sicuramente e tragicamente veritiero sino in fondo, ma anche reversibile (in caso di affermazione del cavaliere, gli stessi che stanno scappando sono prontissimi a corrergli in soccorso, nella miglior tradizione degli opportunisti italiani - ci sarebbe peraltro da chiedere a Facci come gli sia stato possibile essere anche solo minimamente a favore di una tal masnada di approfittatori, in passato…).

Che fosse o no al governo, Berlusconi negli ultimi sedici anni ha sempre dettato di fatto l'agenda politica, esercitando direttamente o indirettamente un potere di condizionamento enorme sullo scacchiere italiano, riuscendo ad imporre temi imprevisti anche partendo dalle posizioni di opposizione (si pensi alla questione sicurezza prima delle ultime elezioni, ad esempio…).

Vederlo in questi giorni subire le diverse inclinazioni di Fini è uno spettacolo assolutamente insolito, cui non siamo abituati. Anche le risposte e le reazioni alle iniziative del Presidente della Camera, le pretese di elezioni per un solo ramo del parlamento, quelle di imporre lo status quo o nuove elezioni, l'apparire in ritardo e solo dopo pesanti sollecitazioni sulla scena di un disastro (!)… appaiono in qualche modo inadeguati tentativi del cavaliere di puntellare il proprio precario equilibrio politico, e non sono certo i messaggi semplici, definiti ed attenti all'immagine che il presidente del consiglio mandava sino a poco tempo fa e che gli erano valsi un consenso popolare con pochi precedenti.

Per contro la capacità di Fini di mantenere il controllo del boccino ed imporre le tematiche all'attenzione dell'agone politico, gli stanno attribuendo specularmente un peso politico superiore alla rappresentanza. In questo particolare momento Fini sta vincendo alcune battaglie (non certo la guerra) contro l'ex alleato/padrone le sue stesse armi e sul suo stesso campo.

Quali che siano gli sviluppi futuri, credo comunque che questa situazione non sia recuperabile e che, quindi ci si debba preparare ad affrontare un problema nuovo: i politici italiani, oltre a dover imparare a lavorare senza riferirsi alle categorie del berlusconismo e dell'antiberlusconismo, dovranno imparare a definire i propri calendari e le proprie priorità, a differenza di quanto hanno fatto sinora, in quanto tutto era imposto, volenti o nolenti, dal cavaliere. Chissà se lo sapranno fare…

Ciao

Paolo



Giannelli


4 commenti:

Neon+Atlas ha detto...

Bel post, Paolo.

Personalmente penso non ci sia da cantar vittoria. Anche perchè un tramonto di Berlusconi non credo coinciderebbe con il tramonto del blocco mediatico-imprenditoriale della fam B. (Marina, anyone?).
E stando così le cose è sufficiente qualsiasi burattino al governo che faccia le veci di.

ps certo in caso di nuove elezioni non so se sarebbe peggio averlo come Primo Ministro o (mon dieu) Presidente.

francesco.caroselli ha detto...

Devo fare mea culpa.
Non ho mai capito che di berlusconiani esistono diverse varianti.
C'è l'allocco, quello che crede che Lui sia veramente l'Unto del Signore. Un rincoglionito dalla propaganda (forse la specie più diffusa)
Poi ci sono i prezzolati, o il più dispregiativo servi. Questi senza fare tante domande hanno trovato diversi vantaggi nello schierarsi con il Tycoon italico.
Poi ci sono i fondamentalisti, tipo Sallusti. Talebani, ultimi giapponesi, chiamateli come volete, ma questi resisteranno fino all'ultimo.

L'ultima frase d è quella illuminante
Vogliono Piazzale Loreto, la pelle di Berlusconi. Ma se vogliono questo, noi non possiamo che fare la guerra, con le armi in pugno.

Probabilmente Sallusti quando fa riferimento a Piazzale Loreto non si immagina veramente quello ma una cosa molto più probabile (e giusta): la ridistribuzione dei diritti televisivi.

Quando qualche tempo fa, si discuteva sul blog di chi potesse sostituire Berlusconi io non ebbi dubbi. Pensai subito alla figlia (o figlio).
Ora confermo ancora di piu la previsione.
Sono pronto a scommettere.
(Per lei, con una storia giudiziaria immacolata e una vita privata vendolianamente morigerata, essere Presidente del Consiglio e e anche a capo di un impero sarà ancor più facile)


In India ,che è la più grande (nel senso di numerosa) democrazia del pianeta c'è anche una dinastia.
Il capo del governo è quasi sempre un discendente di Gandhi.
ma non voglio fare paragoni a dir poco impropri.

PS_Paolo non vedo loro di parlare di "qualunquecosanondiberlusconi".
Ultimamente sono rimasto considerevolmente shockato dalle dichiarazioni dell'ex-ministro Conso.

Francesca ha detto...

ah stiamo freschi se i pensatori illuminati come FF affermano che in mezzo a tanti LUI, il re bugiardo delle facce toste, è sempre il migliore!

Anche in USA adesso ne parlano fuori dai denti, e mica solo per sghignazzarci addosso a causa dei continui sexy gates che lo coinvolgono.

Newsweek (numero del 22 novembre) "La sua cultura dell'harem sta minando l'economia italiana e il suo stesso governo"
Il settimanale dedica quattro pagine alle vicende italiane partendo dal crollo di Pompei: "il ministro in carica dei siti archeologici, quando gli hanno chiesto se si sarebbe dimesso, ha risposto che non era responsabile. E' così che funziona il governo in Italia. Nessuna responsabilità. Nessuna vergogna. Nessuna attenzione a un paese che si sbriciola", e aggiunge "Per quasi vent'anni l'Italia praticamente non è cresciuta e nessuno accetta la colpa".

Personalmente credo che dopo di LUI non sarà difficile per nessuno fare qualcosa di meglio, non piu' distratti dalle sue esigenze affaristiche e giudiziarie.

PaoloVE ha detto...

@ francesca:

c'è sicuramente da stare freschi, ma in effetti nel PDL non vedo nessuno il cui peso politico sia minimamente confrontabile con quello di SB. Prima dello strappo c'era Fini e la situazione pesava evidentemente su tutti e due...

Ciao

Paolo