lunedì 22 novembre 2010

Si stava meglio quando si stava peggio, o viceversa

Oggi due post, entrambi di Paolo. Qui sotto il primo, a parte il secondo.

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[Paolo]

Buongiorno,

solo una piccola nota sullo scambio di battute intercorso in una delle ultime trasmissioni tra Cruciani e Parenzo a commento dell'affermazione di un ascoltatore secondo il quale la condizione di un operaio era migliore trent'anni fa rispetto a oggi.

Dal mio punto di vista il tema posto in quei termini era abbastanza ozioso. Come chiedersi se fosse più forte Pelè oppure Maradona. In trent'anni le cose sono talmente cambiate che ha poco senso porsi il problema di meglio o peggio, perché il percorso è stato di differenziazione a tutto campo, non semplicemente di miglioramento o peggioramento.

Il punto non è quindi che Parenzo fosse abbastanza in sintonia con l'affermazione dell'ascoltatore e Cruciani, ovviamente, no, ma che le analisi portate avanti da entrambi sono state troppo riduttive e superficiali, al punto che nessuno dei due si è nemmeno posto il problema di “quale” operaio di oggi considerare. Da cazzeggio con lo spritz.

Perché, se trent'anni fa gli operai potevano considerarsi una categoria entro certi limiti omogenea (limiti piuttosto ampi: da quanto ricordo la retribuzione di livelli equivalenti di contratto metalmeccanico piuttosto che energia piuttosto che chimico portava a stipendi che stavano grosso modo in rapporto 1 : 1,5 : 2 ), oggi tale omogeneità è definitivamente scomparsa. Un precario non solo prende molti soldi in meno del suo equivalente a tempo indeterminato, indipendentemente dal tipo di contratto, ma perde tutta una serie di benefici (a partire dalla concreta possibilità di accendere un mutuo per la casa o beneficiare di una pensione). Le distanze sono diventate talmente grandi che parlare dell'operaio in termini onnicomprensivi non ha più alcun senso.

Al di là di questo alcune considerazioni che ho sentito mi hanno fatto cadere le braccia: Cruciani, che giustamente insisteva sulla maggior sicurezza degli ambienti di lavoro odierni, aveva sostanzialmente un'unica altra cartuccia: “Oggi vai a New York con 500 €!”. Ad una persona che guadagna 800 € al mese (e con queste deve mangiare e pagare l'affitto) secondo voi la cosa può interessare? Forse per emigrare.

Parenzo da parte su andava un po' meglio, ricordando come le retribuzioni di un tempo permettessero agli operai di acquistare casa ed auto, nonché di andare in ferie e garantire gli studi ai figli. E di avere una prospettiva di un futuro migliore. Ma rovinava tutto insistendo pesantemente sul fatto che allora la classe operaia aveva un peso maggiore nelle rivendicazioni contrattuali (se fosse stato vero probabilmente gli operai di oggi non si chiederebbero se si stava meglio una volta…).

Sarebbe stato invece interessante ragionare un po' meno schematicamente…

Ciao

Paolo

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(Authan) Giorgio Gaber, "Gli operai" (1972)




11 commenti:

Viola ha detto...

bravo Paolo, sei una gran bella testa

francesco.caroselli ha detto...

Paolo ma Autan ti ha lasciato le chiavi del blog?
ihihhih
Cmq bel post.

Lo scorso capodanno ho fatto una interessante discussione con i genitori di una mia amica e ho appreso che quando loro erano giovani con il loro stipendio si potanvano compare la macchina con 2 max 3 menisilità.
Senza contare che il lavoro allora si trovava...

PaoloVE ha detto...

@ FC:

"Autan ti ha lasciato le chiavi del blog?"

Authan resta il signore e padrone del blog. Considerala una benevola satrapia informatica acostituzionale se vuoi.

Non so se, potendo, ne vorrei le chiavi: non saprei come gestire un blog ed è troppo comodo limitarsi a spedire una paginetta di riflessioni in word mentre altri fanno tutto il lavoro di impaginazione, CMM, ...

Però sono contento di aiutare come posso: questo spazio rimane un bel luogo di confronto.

Ciao

Paolo

No

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

forse è superficiale, tuttavia una grossa differenza a mio parere l'ha fatta la gestione del passaggio lira euro.

Gli stipendi hanno avuto la conversione corretta di un euro pari a circa 2000 lire.

I prezzi sono rapidissimamente e prevedibilmente lievitati fino a una conversione di fatto 1 euro 1000 lire.

Quando si tira fuori questo argomento, lo si fa spesso criticando l'euro in sé da un lato e dall'altra difendendolo per la stabilità economica che ci ha portato (per un po' almeno).

Ma il problema è che si è consentita questa inflazione innaturale, cosa che altrove è successa in misura minore.

Dopo pochi mesi dall'entrata in vigore dell'euro, una pizza costava già anche 20.000 lire. E lo stipendio restava fermo. La responsabilità è di chi ha permesso a commercianti e altri elementi asociali di comportarsi come nella jungla.

Saluti

Tommaso uomo della strada

MS ha detto...

mega OT:

@PaoloVE: "una paginetta di riflessioni in word"

Ahi, ahi, Paolo... per quanto mi riguarda hai perso un migliaio di punti per l'utilizzo di tale strumento.
Mi fermo qui... altrimenti eccedo nell'OT

Francesca ha detto...

Due fattori combinati.
Di sicuro il diminuito potere d'aquisto dei salari e il vertiginoso aumento dei bisogni voluttuari che anche i meno abbienti decidono di soddisfare a qualsiasi costo, al punto che magari c'è anche chi ha la muffa alle pareti perchè non si puo' permettere l'imbiancatura dei locali e non lo sa fare da se, ma piuttosto che rinunciare alla settimana bianca o al Mar Rosso 7 notti tutto compreso a 600 euri, fa un debito in banca o colleziona crediti al consumo!

Michele Reccanello ha detto...

Buonasera,

Volevo inserire una considerazione, ma FC mi ha preceduto.
Il paese di 30-40 anni fa, anche per complessità, non è paragonabile a quello di oggi. I miei mi ricordano sempre che si sono sposati a 19 anni senza un soldo in tasca, mio padre lavorava in un azienda agricola, l'appartamento era passato dall'azienda cosa certamente importante che ha contribuito, con le ore di straordinario che faceva si portava a casa 2 stipendi. Oggi non mi converrebbe fare troppi straordinari (quando li puoi fare visti i tempi di crisi che corrono) per le tasse che si porterebbe via buona parte del guadagno. I miei ricordavano che 40 anni fa le tasse erano una scemenza, non esistevano tasse sulla spazzatura (non c'era nemmeno il consumismo sfrenato di oggi), si pagava solo acqua e luce. Mentre allora con un solo stipendio tiravi avanti dignitosamente una famiglia, oggi talvolta non ne bastano due.

D'altra parte parole come competitività, globalizzazione, flessibilità erano molto di là da venire, poi è caduto il muro di Berlino...

Michele Reccanello ha detto...

OT @MS

Cosa hai contro word?

io molto, ma non è colpa mia se pochi conoscono openoffice, e quando lo proponi ti senti rispondere che non lo conosco ^_^

Michele Reccanello ha detto...

Condivido in toto le osservazioni di Tommaso. Mi ricordo che ad esempio chi puntava il dito contro gli arrotondamenti selvaggi sia stato chi faceva campagne stampa contro gli sciacalli dell'euro.

Mi riferisco a Repubblica che nel volgere di poco tempo, nel passaggio dalla lira all'euro porto il prezzo di copertina dagli 0,77 a 0,85 per poi arrivare a 1€ senza farsi troppi problemi.

mariolino ha detto...

Scusate se rompo ancora su un argomento che è diventato un chiodo fisso: smettiamola di parlare di zanzare per favore. Mandiamo il conduttore della Zanzara a cagare sulle ortiche.
Meglio discutere di calcio che commentare Cruciani.
Stasera l'ho sentito dalle 18:30 alle 19:00. Non ha fatto altro che cazzeggiare e spettegolato con Albertini e Parenzo. Nient'altro.
Bastaaaaa!

Lo state guardando Saviano?
Eccezionale il monologo sui rifiuti di Napoli.
Saviano è un grande.
Con i rifiuti di Napoli Berlusconi ha vinto nel 2008 le elezioni: nascondendo i rifiuti sotto il tappeto.
Nel 2011 i rifiuti di Napoli lo seppelliranno.
Fusse che fusse la volta bbona?
Questa volta ci credo alla grande.

Avete visto la pochezza dell’intervento di Maroni? E' stato poco furbo ad andare.
Era chiaro che avrebbe fatto una figuraccia.

PaoloVE ha detto...

@ MS:

uso spessissimo Openoffice, Firefox Thunderbird, ho anche contribuito in molte occasioni ad aumentarne la diffusione sia dove lavoro (dove ad esempio ho fatto implementare un sistema di agenda elettronica condivisa utilizzando l'estensione di Thunderbird che si chiama Lightning) sia tra clienti e fornitori (quando servivano dati e relazioni spesso davo un cd contenente quanto richiesto e l'ultima versione di Openoffice per accedervi).

Mi sono però reso conto che praticamente tutti mi chiedevano di avere il tutto in versione office o al limite pdf). Alla fine mi son dovuto adeguare. Spesso lavoro in Openoffice e salvo in xls o ppt: non ho mai acquistato licenze di office, ma ho word già installato...


Ciao

Paolo