giovedì 4 novembre 2010

Piove! Blub!

Oggi tre post. Qui sotto, Paolo, poi a parte Authan e infine peppe cruasciani.

+++++++++++++++++++++++++++++

[L'articolo è di Paolo]

Buongiorno,

nei giorni scorsi la mia regione, il Veneto, è finità per metà sott'acqua, a seguito di precipitazioni sicuramente abbondanti, ma non monsoniche né eccezionali. Per le provincie di Vicenza e Verona il precedente più simile era l'alluvione del '66, che però non raggiunse i livelli di questi giorni.

In questi giorni i lamenti e le giustificazioni si sprecano, su tutti Luca Zaia. Quando però si vanno a vedere le carte, si scopre che la realtà è un po' diversa da come viene descritta dal Presidente della Regione. Per cui, alla fine, forse fanno bene i media a continuare a parlare di Bunga Bunga come fa Cruciani: le precipitazioni sono state abbondanti, ma estremamente inferiori a quelle lamentate da Zaia (come dimostrano i dati sulla pioggia caduta rilevati dall'Arpa regionale) e l'effetto dello scirocco sul deflusso dei fiumi sostanzialmente ininfluente sulle province allagate di Vicenza e Verona (infatti le province di Venezia e Rovigo, che si trovano a valle, hanno avuto problemi molto minori).

E allora, cos'è che ha scatenato il casino di questi giorni?

Tempo fa avevo scritto un post su come attualmente la manutenzione dei boschi venga condotta in maniera inadeguata e predatoria nei confronti dell'ambiente, enfatizzando i problemi derivanti dal dissesto idrogeologico di vaste parti del paese: confermo quanto scrivevo, anche se in questo caso ha probabilmente avuto poco peso.

Aggiungo che da tempo la regimentazione delle acque non è più effettuata con una visione complessiva legata all'intero bacino idrografico, ma frammentata tra competenze locali diverse. Qual è il risultato di questa scelta federalista ante litteram? Che se oggi il torrente che attraversa il mio territorio straripa, domani ne cementerò le rive, risolvendo il mio problema locale e scaricandolo ingrandito sui territorio a valle. Che così potrà più comodamente allagarsi domani.

Ma il problema più grosso è la progressiva cementificazione selvaggia del territorio, che si sta portando avanti ferocemente in Veneto (quindi con l'assenso del partito di Zaia che se ne lamenta) ed in Lombardia. La prima volta che andate al centro commerciale, ad un centro congressi, in ufficio, in fabbrica, allo stadio,… guardate dove avete parcheggiato l'auto. Nel 99% dei casi vedrete asfalto (impermeabile alla pioggia) esteso a tutto il parcheggio, quando almeno l'area di stazionamento avrebbe potuto essere realizzata con grigliato di cemento che avrebbe permesso all'acqua di essere almeno in parte assorbita dal terreno sottostante, invece di essere scaricata sulle canalizzazioni. E' solo un piccolo esempio di come si sfrutti il territorio senza avere nemmeno le minime attenzioni cautelari nei suoi confronti. In questo modo i costruttori guadagnano due volte: la prima risparmiando sui costi di realizzazione delle opere, la seconda realizzando (spesso con procedure d'urgenza, le opere necessarie a compensare gli squilibri introdotti.

Zaia piange, si lamenta di una falsa eccezionalità degli eventi, ma è in realtà un alto rappresentante di un partito (la Lega) che ha contribuito negli ultimi quindici anni a depauperare il territorio veneto e lombardo con una edilizia selvaggia e di scarsissima qualità, fatta di asfalto, capannoni e cemento, e che tuttora promuove iniziative che vogliono portare avanti questo tipo di politica (penso dalle mie parti a progetti quali Veneto City, la città della moda, l'area commerciale di Fossalta – Venezia est,…), nell'esclusivo interesse dei costruttori, visto che esisterebbero spesso alternative migliori anche se meno redditizie per gli speculatori (per fare un esempio: perché aggredire terreno agricolo per realizzare Veneto City –che si deve realizzare senza che si sia ancora spiegato a cosa serva- quando a pochi km di distanza esistono aree sterminate di Porto Marghera che è necessario bonificare e riqualificare e che godono di una logistica già esistente e migliore?)

In realtà l'emergenza è in gran parte frutto delle scelte di chi adesso piange, ma non ha la benché minima intenzione di cambiare strada.

Ciao

Paolo

---------------------------------------

(Authan) Modena City Ramblers, "In un giorno di pioggia" (1994)




E' in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta,
il vento dell'ovest rideva gentile
e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
mi hai preso per mano portandomi via...


36 commenti:

MS ha detto...

Non conoscendo la realta' veneta ti pongo una domanda: Andra' come nella mia regione (ma credo valga in molte parti d'Italia), che nessuno (persona o ente) paghera' mai?

F®Ømß°£ ha detto...

Sante parole di Paolo.

Le politiche di corto respiro di un partito che si occupa solo di seguire gli umori di una popolazione prima o dopo si pagano.

Vorrei spendere una parola di furia e astio per i giornalisti locali impegnati in un'opera di diffusione del panico come in ogni disastro naturale.
Abito a poche decine di metri dal più grosso canale di Padova. La situazione vista con i miei occhi per quanto riguarda il livello e il traffico nella zona aveva poco a che fare con le esagerazioni terroristiche che leggevo su internet sui siti dei quotidiani locali.

Davvero abbiamo bisogno di centinaia di giornalisti locali, con scarse conoscenze in qualsiasi settore, dediti solo a diffondere paura con la cronaca nera normalmente e con i disastri in via eccezionale?

Saluti

Tommaso

PaoloVE ha detto...

@ tommaso:

...e, aggiungerei, nemmeno capaci di andare a verificare sul sito dell'Arpa l'entità delle precipitazioni (che sono state un da un terzo a metà di quelle dichiarate)?

Ciao

Paolo

PaoloVE ha detto...

@ MS:

credo proprio di si: un po' perchè è difficile provare dei rapporti deterministici di causa - effetto tra le scelte politiche e gli effetti di lungo termine, un po' perchè nemmeno ci si prova: abbiamo già dato per scontato che è il risultato di una situazione eccezionale. Il che non è, ma nessuno lo mette in discussione: tra poco rimarranno quattro geologi disoccupati a raccontarselo tra di loro, ma la gente, dai giornali saprà questo.

Ciao

Paolo

Francesca ha detto...

E' tutto giusto PaoloVE.
Ma chi fa questi ragionamenti di norma viene tacciato di essere ambientalista rompicoglioni, idealista di comodo, nemico del progresso.
Io lo so bene che faccio parte del movimento NO TAV.

Viola ha detto...

ben detto, Paolo

ne so qualcosa: per un problema di dissesto idrogeologico per incuria del comune sto assistendo a un rimpallo di scaricabarile tra Protezione Civile, Genio Civile (responsabile delle acque del sottosuolo) e Comune.

Diatriba che va avanti da 15 anni e che proverò a risolvere con una bella denuncia

F®Ømß°£ ha detto...

Nota: i rompicoglioni ambientalisti-per-sentito-dire esistono. Come i grillini e gli estremisti di qualsiasi ambito.

Essi forniscono la sponda con il loro cieco fanatismo a chi, furbescamente tutela gli interessi di pochi che preferiscono fare male risparmiando le opere che poi possono diventare responsabili dei disastri.

Saluti

T.

PaoloVE ha detto...

@ Tommaso:

è vero, ma è un fenomeno a due sensi: c'è chi non ascolta gli ambientalisti perchè li considera tutti oltranzisti e NO-qualsiasicosa e ci sono quelli che diventano NO-qualsiasicosa perchè non sono stati ascoltati.

Perchè a chi hanno costruito il Passante vicino a casa senza realizzare le opere di compensazione / attenuazione ambientale CONCORDATE in sede di progetto non passerà più per la testa di farsi fottere un'altra volta. A costo di tirare le molotov sulle ruspe. Perchè l'esperienza insegna che non verrà fatto ciò che è necessario ed opportuno per la comunità, ma quello che interessa e conviene ai costruttori, che finanziano le campagne elettorali di qualche politico.

Ciao

Paolo

Francesca ha detto...

grazie PaoloVE!
se non ci fossi tu.....bisognerebbe inventarti!

F®Ømß°£ ha detto...

@Paolo

ciò che intendevo è compreso in ciò che dici tu nell'ultimo commento.

Chi considera tutti gli ambientalisti fanatici e NO-qualsiasi cosa, lo può fare, disonestamente perché esistono i No-qualsiasi cosa fanatici e magari pure grillini.

Ma chi è il furbo e chi il fesso in questo giochetto perverso? Chi dei due ottiene il risultato?

Dovrebbero essere proprio gli ambientalisti degni di questo nome, gente che studia seriamente, non che usa come bibbia il blog di Beppe Grillo e la fuffa sui pannelli solari panacea di tutti i mali a emarginare le fronde fanatiche.

Se si è contenti di fare tante belle lotte contro i mulini a vento (e l'eolico non c'entra), con il risultato garantito di prenderlo solo in boffice si dà voce a chi urla di più e si ottiene questo lodevole risultato.

Notte

T.

Francesca ha detto...

Gente che studia seriamente....

si, personalmente i miei "ambientalisti" preferiti sono proprio loro, gente del tipo di Mario Tozzi o del meteorologo-ma-non-solo Luca Mercalli, mica certo degli svitati esaltati!

E pure i profeti della decrescita felice come Maurizio Pallante e il francese Serge Latouche ...."stare meglio producendo (e consumando) meno"!

Mettere in discussione l'economia attraverso l'ecologia che non significa essere "anti-sviluppo" e soprattutto tener sempre presente quel meraviglioso discorso di Bob Kennedy del 1968 ...Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Inutile dire che odio i centri commerciali e i forzati dell'outlet!

Francesca ha detto...

@ F®Ømß°£

È vero che spesso l'ambientalismo fa di tutto per apparire come un freno allo sviluppo, un fattore di conservazione o addirittura di regressione. Qui rischiamo, però, di passare da un estremo all'altro: da un eccesso di tutela a un eccesso di incuria. Ma il progresso di un Paese come il nostro, con il suo patrimonio di risorse naturali, artistiche e culturali, non può passare attraverso un assalto autorizzato al territorio, una manovra governativa di abbandono e di degrado.

http://www.repubblica.it/ambiente/2010/11/05/news/ambiente_tagli-8765493/?ref=HREC1-2

Non bastasse, da leggere anche ILVO DIAMANTI:

http://www.repubblica.it/rubriche/bussole/2010/11/04/news/l_alluvione_a_vicenza_cronaca_di_una_tragedia_minore-8748755/?ref=HREC1-5

PaoloVE ha detto...

...e, a chiusa dell'argomento, ecco la misura della sensibilità a certe tematiche:

http://tinyurl.com/sensibilit

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

si, personalmente i miei "ambientalisti" preferiti sono proprio loro, gente del tipo di Mario Tozzi o del meteorologo-ma-non-solo Luca Mercalli, mica certo degli svitati esaltati!

Scopro con piacere che qui non sono il solo ad apprezzare Tozzi, Odifreddi, o la Hack.

Francesca ha detto...

....avevo scritto "ultimi giorni di Pompei..." riferendomi ad una lapidaria affermazione del Prof. Michele Ainis a Ballaro'.

A causa della pioggia sta crollando proprio in queste ore anche un pezzo pregiato del nostro patrimonio archeologico unico al mondo.

La ministra del turismo forse non se n'è accorta.... magari è impegnata come per Mirabello ad organizzare anche per Bastia Umbra dei pullman di disturbatori, la claque antifiniana a pagamento, compresa la colazione al sacco.

E' davvero la fine, ma come non sperare comunque in un sussulto di dignità, forse abbiamo davvero toccato il fondo.... piu' giu' non si puo' andare.

Francesca ha detto...

urca!
sto ascoltando la diretta da Bastia Umbra e parla Granata....chiede a Gianfranco Fini che parla tra poco... di chiedere le dimissioni del ministro Bondi!!!

PaoloVE ha detto...

Buongiorno,

torno sull'argomento perchè qui è ripreso a piovere, le previsioni non sono buone a c'è il timore che le nuove piogge possano peggiorare la situazione, visto che i terreni sono ancora fradici ed impossibilitati ad assorbire acqua, quando non sono ancora sotto.

In questi giorni è stato evidente il disinteresse dello Stato per la situazione che si è verificata.

Nel Vicentino la Protezione Civile non era nemmeno in grado di dotare tutti i (tanti) volontari giunti in aiuto di stivali e ramazza, ma mandava Bertolaso a metterci la faccia.

Davanti ad una situazione grave ed estesa a 5 regioni sono stati stanziati solo 20 milioni, il tutto nel silenzio di Lega e dei quattro ministri veneti.

Leggo sui giornali locali tanta retorica del fare da soli, su quelli nazionali invece leggo molto poco di quanto sta succedendo.

E' bello che ci sia questo orgoglio da parte dei veneti, ma davanti a situazioni di emergenza è stupido farne una bandiera. Il Veneto prenda atto di aver commesso errori nella gestione del territorio e pretenda l'aiuto che gli è dovuto. Perchè è a questo che serve lo stato, e senza aiuti una provincia come quella di Vicenza avrà vedrà sommarsi ai problemi della crisi economica quelli di una inondazione non gestita, con conseguenze che potranno trascinarsi per anni.

Ciao

Paolo

Francesca ha detto...

Ah per pretendere... pretendono!

Infatti a Vicenza già minacciano di non pagare le tasse!

Ho sentito che i mezzi dei VVF anfibi recavano i loghi della regione Lombardia.... la Regione Veneto non ne ha!

Chissà se avranno usato nell'occorrenza i 7 veicoli 4x4 venduti anni fa dalla ditta xxxxxx di Varese in dotazione ad ognuno dei Dipartimenti di Protezione Civile delle Amministrazioni Provinciali del Veneto, con quello di Venezia al quale io stessa avevo assegnato il numero di telaio ZCE.......2000!!!

PaoloVE ha detto...

@ Francesca:

in questo momento più che pretendere cercano di farsi sentire: se guardo il sito del corriere le notizie sull'alluvione (o meglio per dire che non se ne parla...) vengono dopo la conferenza sulla famiglia, l'inizio della crisi di governo,Califano che chiede la bacchelli, Bondi contestato per il crollo di Pompei, la sparizione di un imprenditore bresciano e i sei extracomunitari saliti sulla gru a Brescia. Sono queste le reali proporzioni? E, quanto ai pochi aiuti, purtroppo vien voglia di dar ragione a chi trae le conseguenze dell'esser lasciati soli. La cosa pazzesca è che ad incassare il malcontento sarà la stessa Lega che puntella il governo che sta rispondendo così male.

Ciao

Paolo

Francesca ha detto...

eh caro PaoloVE, è un mondo crudele....eppero' non bisogna dimentircare che tanti di quegli imprenditori che adesso strepitano sono gli stessi (del comparto conciario ad esempio) che lo Stato che adesso vogliono pronto e generoso non hanno esitato a "fregare" non versando l'IVA e inventandosi ogni sorta di raggiri fiscali per centinaia di milioni!

Mi riferisco ad una recente puntata di REPORT, ovviamente.

Sai che quasi quasi mi spiace di piu' per i poveri animali incolpevoli che muoiono annegati...

PaoloVE ha detto...

@ francesca:

scusami, ma in questo ragiono in maniera opposta. Se c'è una emergenza non sto a valutare chi ce l'ha, soprattutto non lo faccio per stereotipi. Se no, come lasciamo gli evasori veneti sott'acqua, dovremmo lasciare i camorristi campani nell'immondizia, i mafiosi siciliani sotto le frane, ... c'è un luogo comune per tutti a giustificare l'inerzia dello Stato.
Ma uno stato inerte non ha motivo di esistere: uno Stato che dica ai suoi cittadini bisognosi "Arrangiatevi!" è un peso inutile sulle spalle dei cittadini: proprio come sostengono i secessionisti.

Ciao

Paolo

Francesca ha detto...

@ PaoloVE

Veneto e pioggia
[...] Non c’è nessun posto d’Italia e probabilmente d’Europa che sia stato cementificato, negli ultimi venti o trent’anni, come il Veneto. Per voglia di crescere, di costruire benessere, non c’è dubbio (speculatori e criminali a parte). Era comprensibile, in una terra rimasta a lungo povera e decisa a darsi da fare. In questa spinta, però, quella spinta “barbara” così ben descritta da Parise, si è perso il senso della misura (e anche il senso del paesaggio). Per questo, ad esempio, la superficie agraria è diminuita in vent’anni del 20 per cento in provincia di Padova, del 30 in quella di Treviso e di quasi il 40 per cento a Vicenza, epicentro del disastro attuale. “Una situazione che ha raggiunto i limiti dello sviluppo“, scriveva nel 2006 la Fondazione Nord Est nel suo annuale Rapporto sulla società e l’economia. Negli stessi anni, i fondi regionali stanziati per la sicurezza del territorio soso stati più che dimezzati e gli interventi di manutenzione del Genio civile ridotti a un quarto e le normative rimaste a ere geologiche fa o, le più avanzate, spesso disapplicate. [...]

Dall’editoriale di Gianfranco Bettin apparso oggi (05/11/2010) sulla Nuova Venezia.

Francesca ha detto...

in Veneto arrivano i nostri!
Domani B & B cammineranno sulle acque e si compirà il miracolo....

Si perchè fan sapere i veneti che se i soldi vanno a Pompei.... guai!

Ma di che cacchio si lamentano poi sti veneti con tutta la grana che è arrivata alle loro strade, campi sportivi e oratori, comuni e associazioni varie grazie alla legge-mancia, cancellata dal governo Prodi e prontamente risuscitata da questo governo.

Chissà poi se tutti sti soldi li avran spesi davvero bene o non saranno serviti per foraggiare le solite voraci clientele.

Da ricordare gli 800mila euri finiti alla scuola PRIVATA BOSINA della signora Bossi, moglie di....


http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2010/24-febbraio-2010/orticello-dell-onorevole-nuova-legge-mancia-scandalosa-aboliamola-1602528300107.shtml

Francesca ha detto...

L´Amaca

MICHELE SERRA
Hanno ragione, i veneti: sono sott´acqua nell´indifferenza generale (anche dei media), quasi la loro alluvione fosse un problema locale e non italiano. Centinaia di milioni di danni, famiglie rovinate, imprese affogate e nemmeno una vera prima pagina di un vero giornale nazionale. Al Sud ci sono abituati, a sentirsi lontani, a sentirsi meno importanti. Per il ricco Veneto è invece quasi un esordio, nella classifica delle regioni "dimenticate". Precedenti catastrofi, alluvioni e terremoti nordestini, ebbero una risonanza ben differente per quantità e per qualità.
Fossi veneto proverei a farmi qualche domanda sulle ragioni di questo legame affievolito, di questa solidarietà intiepidita. Fino a vent´anni fa il nesso storico e identitario tra l´Italia nel suo complesso e le sue singole parti era indiscusso, quasi naturale. Che il destino fosse comune, nella fortuna come nella disgrazia, era un´ovvietà. Se oggi viene percepito come "cosa dei veneti" un dramma che fino a pochi anni fa sarebbe stato condiviso da tutta la nazione, è anche colpa del localismo cieco e masochista che ha avvelenato il Nord. La forsennata speranza di fare da soli, di non avere bisogno degli altri, di potersi chiamare fuori dalla comunità nazionale, ha un prezzo: diventare periferia.

Michele Reccanello ha detto...

Mah!!!
I veneti si sono sempre vantati di poter (e saper) fare da soli, hanno sempre spernacchiato i piagnoni del sud per questo, e ora invece fanno come loro, Zaia in testa!

Se è come dice Paolo nel post, anch'io sono convinto che sia cosi, che bastano delle piogge un pò sopra la media per mandare tutto in malora - e questo vale per il veneto ma anche per altre regioni - non sento nessun politico interrogarsi sul perché possano bastare quattro gocce in più a fare dei danni. Tanto l'importante è cementificare, cementificare, cementificare...

PaoloVE ha detto...

@ francesca:

confesso che il tuo ultimo commento mi ha fatto cadere le braccia, in particolare dove chiedi: "Ma di che cacchio si lamentano poi sti veneti con tutta la grana che è arrivata alle loro strade, campi sportivi e oratori, comuni e associazioni varie grazie alla legge-mancia, cancellata dal governo Prodi e prontamente risuscitata da questo governo."

In questo momento c'è una zona che ha urgente bisogno di aiuto, indipendentemente dagli errori che alcuni suoi abitanti (non tutti) possono avere compiuto e dai privilegi di cui alcuni veneti (non tutti) possono aver goduto. Che i politici veneti (con Lega e PDL in prima fila) abbiano sperperato risorse in Veneto è indubbio (per la verità è avvenuto forse meno che da altre parti, ma non è nemmeno questo il punto), ma la sostanza non cambia.
C'è bisogno di aiuto, ed uno Stato che non lo fornisca e non si interessi del problema certificherà la sua distanza dai bisognosi e cancellerà da parte sua il contratto sociale con loro.

Da cittadino è una cosa che mi sgomenta, fossi un secessionista godrei come un riccio, perchè una scelta simile farà giustamente passare dalla mia parte anche persona moderate ed intelligenti ben diverse dalla massa secessionista attuale: essere sottoposti ad uno stato che non c'è quando ne hai bisogno è portarsi dietro un peso inutile, per cui è inevitabile che avvenga quello che avviene a tutti i pesi inutili prima o poi. Che vengano buttati via.

Ciao

Paolo

Francesca ha detto...

@ PaoloVE

son sempre li a urlare PADRONI A CASA NOSTRA....e allora cosa vogliono?
Non pagare le tasse?
Ma già è cosi!!!
L'evasione mica è solo al Sud, anzi quella sostanziosa secondo me è proprio nelle regioni piu' ricche!

Ricordo che giusto un anno fa nel messinese per frane da maltempo sono anche morte 30 persone e non mi sembra che ci sia stata poi tutta attenzione che i veneti oggi reclamano.

Adesso riscoprono che c'è uno Stato in Veneto, dopo che lo hanno dileggiato all'inverosimile?

PaoloVE ha detto...

@ francesca:

ho capito che questo è il tuo punto di vista, ma lo trovo sbagliato perchè tratta tutti gli alluvionati come evasori e leghisti, quando non è così. Il risultato sarà qualche poveraccio in più che non viene aiutato e molti secessionisti in più, quando poteva essere la chiara smentita di chi si sente trascurato dallo stato.

Quanto agli aiuti: all'evento di Scaletta Zanclea che citavi e che, pur facendo più vittime, interessò un'area molto più limitata e meno persone, vennero destinati dallo stato 20 milioni per i primi soccorsi.
La stessa cifra viene destinata adesso al soccorso cumulativo di Veneto, Liguria, Toscana, Friuli e non mi ricordo quale altra Regione: la sproporzione c'è e grossa...

Ciao

Paolo

Francesca ha detto...

Dai, PaoloVE, che Chicco Mitraglia ieri sera ha lanciato una sottoscrizione.... presto arriveranno soldi a palate!

Questa faccenda puzza assai.... ci sono state negli ultimi anni alluvio disastrose in ogni regione d'Italia, in Piemonte come in Campania, in Toscana e in Valtellina.

Manco han finito di far la conta dei danni e già i veneti minacciano la rivolta.
Questo è davvero esagerato.
Ma dico io se son cosi bravi e cosi attenti al loro territorio, di cosa han bisogno?
Insultano i connazionali del sud per l'assistenzialismo e loro che fanno? Uguale!
Alla faccia dell'idea di indipendenza e di secessione!

Mi piacerebbe proprio parlare con certi veneti delle macerie de l'Aquila, immagino già cosa pensano, che è colpa della loro inerzia e che vogliono la pappa pronta! E non si lamentassero che hanno avuto delle belle case nuove!

PaoloVE ha detto...

@ Francesca:

davanti all'orgia dell'inscalfibile luogo comune abbandono sconsolato...

Devo tristemente concludere che ha ragione chi sostiene che gli aiuti non sono arrivati perchè i veneti sono considerati tutti evasori secessionisti.

Però c'è qualcosa che non torna: se io, che non voterei Lega nemmeno sotto tortura, che ho sempre pagato le tasse fino all'ultima virgola (anzi oltre, attendo ancora la restituzione dell'IRAP che ero costretto a pagare indebitamente in quanto libero professionista), vivessi a Vicenza adesso potrei avere bisogno dell'aiuto dello stato, non di Mentana, e non ne avrei ancora ricevuto nemmeno una frazione del dovuto. C'è da sperare che non mi capiti, oppure confidare unicamente nelle proprie forze. Il che, davanti ad una alluvione è un po' poco.

Ciao

Paolo

Francesca ha detto...

LUOGO COMUNE....ahahhah!!

Mediaset: +4,6% utile 9 mesi a 192,6 mln, vede 2010 in crescita (RCO)

Ecco visto che il Berlo deve tanta della sua ricchezza al popolo bue che lo vota e che segue le sue TV, le sue case di produzione e distribuzione cinematografica, legge i libri editi dalle sue case editrici, ecc. ecc.... considerati i dati diffusi oggi pomeriggio da RADIOCOR su Mediaset.... non potrebbe fare un beau geste nei confronti del Veneto???

Mi risulta che invece l'accoglienza sia stata meno che entusiastica oggi a Padova.... per dire. Gente che ha sentito proclami, chiacchiere e nessuna chiara e comprensibile azione!

Ma i soldi arrivano, tranquilli!
Il trombone di Gemonio ha garantito su suo sigaro!

Francesca ha detto...

L'ex-PR da discoteca, di cui ha conservato la capigliatura gellata, ora governatore veneto Zaia, dice che "è una vergogna spendere 250 milioni per quei 4 sassi di Pompei"

Forse lui come il Trota non è mai sceso sotto Roma, forse mai nemmeno sotto il Po, e allora non puo' sapere che gli introiti per il turismo dei 4 sassi di Pompei fruttano ogni anno dai 20 ai 25 milioni di incassi allo Stato.

Secondo una classifica del Touring Club Italiano, stilata lo scorso anno delle mete artistiche italiane preferite, gli scavi di Pompei vengono subito dopo i Musei Vaticani e prima degli Uffizi di Firenze....e anche prima di Palazzo Ducale a Venezia!!!!!

Dall'apertura della Reggia di Venaria, gli scavi archeologici di Pompei presenziano anche nella top five dei monumenti più visitati d'Italia insieme al Colosseo, al sistema museale fiorentino, e a quello veneziano.

Per chi non avesse sentito le anticipazioni di Milan, agevolo il pezzo di Peppino Caldarola di oggi su IL RIFORMISTA.

http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/V8Y/V8YF4.pdf

Francesca ha detto...

Presto gli uffici provinciali veneti saranno inondati da istanze di rimborsi, non appena gli schèi promessi arriveranno!

Sarebbe interessante incrociare le domande presentate dai laboriosi veneti con le loro corrispondenti dichiarazioni dei redditi....sai che sorprese!!!

Francesca ha detto...

Le note sono quelle di Bella Ciao:

> «O Bacchiglione, portalo via...».

Insomma, il fiume in piena, che ha sconquassato il Vicentino, tolga di mezzo pure il premier, cantano i manifestanti sotto la prefettura di Padova, dove il grande illusionista rimane asserragliato per un`ora abbondante, prima di decidere una prudente fuga.
Non sono quattro gatti, ma una folla vera, altro che i ragazzi del comitato No-Dal Molin che un paio d`ore prima avevano contestato B&B a Vicenza.
A Padova c`è stato anche qualche tafferuglio con la polizia. E il bilancio finale di questa visita fortissimamente voluta dal Senatùr, presente pure il Trota, per il premier ha qualcosa di disastroso.

Lui, il principe della risata e delle strategie mediatiche, costretto a ridurre al lumicino il programma: paura della folla, nessuna visita nelle zone più colpite dell`alluvione: Caldogno (Vicenza) e Bovolenta, nella Bassa padovana.

(liberamente tratto dal pezzo di R. Sala su REPU di oggi)

PaoloVE ha detto...

...Tommaso! spero di attirare la tua attenzione su un bell'esempio di come si rispetta il territorio dalle nostre parti: parte qualche genio con la sfolgorante idea (ocio 12M): http://www.colonnadesman.it/colonnadesman.pdf , e subito trovi il politico che, pur dinanzi ad una evidente colossale inutile CAZZATA, scodinzola felice mirando all'osso al pensiero di quanto cemento può far mettere giù, nel supremo interesse della comunità: http://www.comune.mirano.ve.it/rassegna/01-10-2010.pdf .

Ciao

Paolo

Francesca ha detto...

Piove ancora, in Veneto ma non solo....

http://www.repubblica.it/rubriche/poteri-invisibili/2010/12/23/news/immobiliare_veneto-10541093/?ref=HREC1-2