Dopo una mattinata passata nel letto in uno stato di veglia precaria (ora va un po' meglio grazie a qualche pasticca miracolosa, ma non quelle di Morgan, eh!) devo dire che mi sono proprio goduto, per lo meno negli sporadici frammenti di lucidità, sia la trasmissione di Alessandro Milan che quella di Oscar Giannino.
E grazie a tali programmi, su quel che è successo al congresso dell'IdV ci ho capito infinitamente di più che non dall'ascolto della Zanzara “ridanciana” di ieri sera. Sì, per carità, grazie a Cruciani mi sono pure fatto due risate con l'audio dell'impazzimento di Francesco Barbato che sul palco urlava “io amo la libertaaaaaà”, ma, per il resto, la sensazione di vuoto assoluto è quella che più mi era rimasta addosso alla fine della trasmissione. Come detto, ho rimediato stamattina. Quasi quasi mi ammalo pure domani. Authan
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[Il post di oggi è del solito mitico Paolo]
Buongiorno.
La puntata è stata così insulsa da far ammalare persino Authan. Auguri, "tenutario"!
Non riesco proprio a credere che sostituire progressivamente ospiti più intelligenti, acuti e meno folkloristici con Buzzanca, Califano, Sgarbi, Brass ed ora il mago Otelma possa avere giovato all'audience. Comincio a sembrare uno di quegli anziani che rimpiangono i bei tempi andati.
Ricordate quando intervenivano Caldarola, Polito, Loquenzi, eccetera? Di quel gruppo di ospiti è sopravvissuto solo Telese. Cruciani non pensa che se ieri sera invece del mago Otelma avesse ospitato Pietro Ichino a fronte della sua interessante lettera pubblicata dal Corriere, segnalata ieri anche dalla nostra Francesca, la trasmissione sarebbe stata più interessante ed anche più partecipata dagli ascoltatori? (A margine, cosa ancora più seria, i radicali non avevano proprio nessuna proposta migliore per la Liguria del mago televisivo?)
Vabbè. L'unica cosa degna di nota mi sembra sia stata la sarcastica analisi fatta sul convegno dell'IDV. Doppiopesismi a parte, mi vedo costretto a dar ragione a Cruciani su gran parte delle sue osservazioni, a partire da quella sulla incoerenza sul caso De Luca, incoerenza rilevata ieri sera in trasmissione anche da Sonia Alfano e oggi sul Fatto Quotidiano.
Di Pietro, dopo aver per anni insistito sulla necessità di una totale illibatezza dei candidati, oggi appoggia il candidato del PD alla Regione Campania, De Luca, che è indagato per corruzione, condizione che ha sempre dichiarato essere moralmente inaccettabile per i suoi avversari.
Se la cosa non nascesse dall'oggi al domani con un ribaltone a 180° sotto elezioni saluterei questo fatto come una maturazione dell'IDV su posizioni più mediate e meno oltranziste (secondo me, e con buona pace di Cruciani, si dovrebbe essere candidabili sino alla eventuale condanna in primo grado), così ho invece l'impressione che si sia giunti a definire una linea politica "ad personam" per De Luca, invece di candidare De Luca dopo aver rivisto gli indirizzi politici. E questo, per me, non è un bene.
Non mi ha meravigliato sentir dare molto spazio a Genchi, Barbato, ed in generale alle posizioni più oltranziste e visceralmente antiberlusconiane dell'IDV, spazio che personalmente non credo meritassero, ma che ci poteva stare, specialmente se si vuole ironizzare sulla svolta moderata dell'IDV e sulla sua alleanza con il PD. Certo che se a rimproverare Genchi di complottismo era il conduttore della trasmissione "Complotti" e ad esecrare i toni di Barbato era l'amico di Salvini e Prosperini, di che stiamo parlando? Mi pare il bue che dà del cornuto all'asino.
Saluti
Paolo, grande mago!
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(Sempre Paolo) Parlando di maghi televisivi il contributo multimediale perfetto è questo:
More difficult!
