lunedì 29 novembre 2010

Lupi e iene

Qui sotto Paolo, a parte Authan.

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[Paolo]

Buongiorno,

non sto trovando appassionante il caso del giorno, cioè le rivelazioni di wikileaks, le quali mi pare si limitino a confermare cose già note e scontate. E men che meno ho trovato interessante la Zanzara di venerdì decisamente improntata sulla fondamentale figura di Debora Caprioglio.

Mi ha sorpreso invece in questi giorni sentire che, su diversi mezzi d'informazione tra cui Radio 24 (ma non ovviamente il programma di Cruciani sempre più cazzate-oriented) hanno avuto un discreto rilievo le opinioni del Prof. Luigi Zingales circa gli speculatori.

In breve mi pare che Zingales sostenga che in questo momento sparare contro gli speculatori sia sbagliato, in quanto gli speculatori secondo lui non agirebbero "come un branco di lupi" che assalgono una preda, ma piuttosto “come un branco di iene pronte ad avventarsi su animali morti, ma timorose di assalire quelli vivi”. Secondo Zingales la speculazione si sta infatti concentrando su paesi "malati", con le finanze in disordine, e non contro chi ha i conti a posto, quindi meglio lasciar stare gli speculatori.

Il peso ed il taglio dato a queste opinioni mi ha lasciato perplesso: se è vero che la speculazione sta colpendo paesi che, come Grecia ed Irlanda, hanno i conti disastrati, e che quindi bisogna comunque che questi paesi risanino la propria economia, il resto delle affermazioni di Zingales, fatte e sottintese, lascia molto perplessi.

Zingales dà per scontato che gli speculatori si limiteranno a spolpare gli stati che presentano debolezze finanziarie strutturali. Anche ammesso che questa cosa sia una cosa buona o neutra (non lo pensano né i greci né gli irlandesi, per dirne una), chi ce lo garantisce? Perché qui inizia il problema che Zingales non affronta: chi ci garantisce che gli speculatori, una volta portati in default gli stati più esposti guadagnandoci di volta in volta, non continueranno anche con i paesi che, pur avendo una economia sostanzialmente sana (nei limiti di quanto permette questa crisi), non avranno la forza di resistere alle loro mire? Nessuno, anzi, proprio questi sarebbero i bocconi più prelibati e redditizi. Come hanno spesso dimostrato storie aziendali di fallimenti e smembramenti pilotati dalla speculazione, anche in caso di aziende sane.

A fronte di questo rischio, l'eventuale beneficio economico (?) che il sistema trae dall'esistenza degli speculatori è tale da eccedere il costo della loro esistenza? Personalmente ritengo di no. E resto dell'idea che limitare la speculazione non eliminerebbe il problema di un sistema economico occidentale cresciuto gonfiando il debito pubblico e privato, ma comunque aiuterebbe a galleggiare, eliminando un fattore di rischio ed un ingiustificato peso economico, dando ad alcuni paesi il tempo di risanare le proprie economie.

Se la nave imbarca acqua, buttare a mare le tigri che si aggirano sulla tolda sbranando i marinai può aiutare a restare a galla, sia perché alleggerisce la nave, sia perché permette all'equipaggio di affrontare un problema in meno. E credo che se Zingales fosse su quella nave non direbbe "tanto stiamo affondando", ma "forse così riusciremo almeno a stare a galla più a lungo".

Ciao

Paolo

20 commenti:

Michele Reccanello ha detto...
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Michele Reccanello ha detto...

L'articolo di Zingales, di cui ne ho ascoltato la lettura stamani su R24 alle 06:15, volevo segnalartelo ben sapendo che ti avrebbe interessato.
Mi ha decisamente colpito l'osservazione che faceva sugli speculatori, che sono più delle iene che dei lupi, e che come questi quindi attaccano gli animali più deboli.

Io invece credo che il paragone descriva assai bene il panorama dei paesi PIIGS, noi compresi (sob!).

Francesca ha detto...

Era sufficiente vedere il programma di Lucia Annunziata 'In mezz'ora' di ieri per rendersi conto della gravità e dei pericoli a cui stiamo andando incontro: (dopo la Grecia, l'Irlanda e il Portogallo. E, subito dopo la Spagna, inevitabilmente l'Italia ) speculazione ma non solo, commentato da economisti internazionali di grande prestigio.

PaoloVE ha detto...
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PaoloVE ha detto...

... non avevo letto l'articolo, dove la posizione di Zingales è più chiara e (da me) condivisibile, prescindendo dalle considerazioni sulle assunzioni di rischio che gli speculatori farebbero: in sintesi Zingales qui dice che è necessario comunque risanare i conti e non nascondersi dietro la speculazione, che, da sola non causerebbe il crack..

Avevo invece sentito tre interviste il cui tenore mi era sembrato essere quello di chi sostiene che, fondamentalmente, anche gli speculatori hanno la loro funzione e la loro utilità.

Nell'articolo l'approccio è invece ben diverso... non so se nell'ascolto io ho inteso più di quanto Zingales volesse oppure se nelle interviste si sia fatto prendere la mano: chiedo scusa per il post a sproposito :-)

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

@PaoloVe,

non è a sproposito, invece la lettura dell'articolo (letture di R24 ore 6:10) io l'ho trovato un punto di vista originale e diverso. La domanda finale è la parte cruciale di tutto il ragionamento:
"Cadute la Grecia e l'Irlanda, spetterà al Portogallo il non invidiabile onore di essere il membro più debole del branco, intorno a cui si concentreranno gli speculatori. E dopo il Portogallo? Per il momento il candidato favorito è la Spagna. Ma basta poco (una crisi di governo al buio?) per farci apparire più deboli dei nostri cugini spagnoli. A quel punto si salvi chi può."

Ricordi quello che dicevi qualche giorno fa che secondo te era meglio andare a elezioni piuttosto che avere un governo che non decide?
Ecco, secondo me una crisi non al buio, se ancora qualche soggetto ha un minimo di senso di responsabilità, è la via migliore per fare le alcune riforme cruciali (mettere i turaccioli alla barca che fa acqua), e poi si torna al voto con ciascuna forza politica -spero nuova e con nuove persone - che fa la sua parte e che in una normale competizione elettorale si gioca le sue carte.

Alla luce anche di questo articolo, trovo ancora più sensato quanto dicevi.

PaoloVE ha detto...
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PaoloVE ha detto...

@ Francesca:

in realtà credo sia un po' più complicato di così...
Chi specula al ribasso cerca di deprimere le condizioni finanziarie di un paese e di guadagnare dal suo fallimento comprando CDS.

Cos'è avvenuto per la Grecia (e cosa sembra stia avvenendo per l'Irlanda?)

In nessuno dei due casi si è giunti al default, per cui gli speculatori possono aver abbandonato (e averci perso i soldi impiegati nel tentativo) oppure possono essere ancora esposti mantenendo attivi dei CDS su Grecia ed Irlanda e quindi devono aver ridotto le proprie disponibilità finanziarie. Ogni fallimento indebolisce la speculazione, più che la UE.

Ed ogni fallimento indebolisce la speculazione anche sotto un altro punto di vista.

Se all'inizio del domino era relativamente facile trovare un emittente di CDS abbastanza solido per coprire un default "piccolo" come quello della Grecia e dell'Irlanda, adesso lo è un po' meno assicurare uno scenario in cui si aggiungono ai destinati al default il Portogallo e/o Spagna e Italia: sto dicendo che man mano che il gioco diventa più grosso, più grandi diventano le cifre che dovrebbero pagare gli emittenti CDS.

Anche fino al punto di non poterle coprire, come quando al casinò salta il banco.

Non mi meraviglierei se a breve cominciasse ad esserci chi, invece di aumentare il costo dei CDS, rifiuti in toto di emetterli perchè troppo rischioso, perchè non sarebbe il grado di pagare il premio assicurativo.

O, in alternativa, non mi meraviglierei se venissero richiesti degli "stress test" sugli emittenti CDS rispetto ad un ipotetico fallimento dei PIGS, che evidenzino la cosa.

E ipotizzare di pagare i premi di un default congiunto di tutti i PIIGS + Austria (perchè di questo si parlerebbe) vuol dire avere disponibilità di una quantità di denaro colossale.

A quel punto perchè lo speculatore deve continuare a scommettere in tal senso, sapendo di non venire pagato in caso di vittoria?

Ciao

Paolo

Francesca ha detto...

Caro PaoloVE

mi inchino al tuo sforzo per rendere questo blog uno spazio educational in tematiche economiche.
Che dire?
Come sempre le tue vistose argomentazioni sono inconfutabili e me ne guardo bene dal metter becco.

Pero ti assicuro che in “Attacco all’euro”, la puntata di “In 1/2 h” in onda dagli Stati Uniti ieri, con ospiti a New York l’economista Dominick Salvatore, mentre collegati da San Francisco, il giornalista Federico Rampini e, da Roma, l’economista Paolo Savona, le cose non erano cosi complicate e financo incomprensibili (per i profani) ma molto molto piu' semplici....

PaoloVE ha detto...

@ francesca:

in realtà sono stato probabilmente contorto io: con i cds (che sono gli strumenti principali che spingono gli speculatori a scommettere) in pochissimi si sono ancora dovuti chiedere se qualcuno è in grado di pagare il premio assicurativo in caso di default, perchè l'eventualità riguardava realtà limitate.

Nel caso di un fallimento dei PIGS le cifre che dovrebbero essere pagate da chi assicura dal default sarebbero enormi. E probabilmente qualche "assicuratore" non sarebbe in grado di pagare. In questo caso la scommessa non porta alcuna vincita: non vale più la pena di investirci su da parte degli speculatori. E degli pseudo stress test lo evidenzierebbero bene, togliendo velocemente attrattiva alla speculazione, visto che non si vuole impedire di trattare CDS allo scoperto...

Non mi pare siano in molti a porsi questo problema, ma nella finanza non si brilla certo per lungimiranza, viste le capacità di analisi dimostrate dal sistema nella valutazione della solvibilità di Enron, Lehman, Parmalat, ...

Ciao

Paolo

Ciao

Paolo

Francesca ha detto...

ciao Paolo

intanto stamane nuovo record dello spread sui Bund....a 210!

E per le borse del vecchio continente si annuncia un'altra giornata orso....

michele penzani ha detto...

@Paolo. Il problema della speculazione è ciò che io considero in assoluto il Male Assoluto, perché in lampante combutta con i settori del sistema creditizio che conta e con le banche centrali.

Il caso della Grecia è quello più evidente, poiché la BCE autorizza la richiesta di un'emissione esagerata di obbligazioni che poi il Paese ellenico non riesce ad onorare...Guarda caso i CDS emessi per tutta quella montagna di debito coprono solo un 30% e sono spartiti per lo più tra banche tedesche e francesi (le nazioni che hanno gli scranni di analisi e decisionali sul benestare di concessione del credito, nella BCE)...Anche i non addetti ai lavori hanno sentito puzza di bruciato nel modus-operandi alle alte sfere creditizie ed a poco sono servite le giustificazioni circa l'impossibilità di capire a priori se il credito richiesto dalla Grecia fosse congruo...Ma come: un'economia grande come quella del solo Veneto (e neanche così variegata come prodotti offerti sul mercato) e totalmente schiava dell'import, non si riesce a capire che chiede quasi un quarto di più del totale di quello che gli serve per farla funzionare?

In chicagoblog mi sono un poco scandalizzato che un interessante articolo del noto competente Leonardo Baggiani
http://www.chicago-blog.it/2010/10/12/ma-i-governatori-capiscono-di-finanza/, fosse storpiato nel suo essere anche da taluni commenti di persone "addentro".

In conclusione: non c'è un speculazione alla "SPECTRE", bensì le regole e la "carta" in circolo sono create ad hoc da parti di chi quelle regole (keynesiane) e quella carta le fanno-emettono, per poter giocare sempre una partita a poker col pollo da spennare. Non si vedrà mai la Germania al posto del pollo...
Ciao.

michele penzani ha detto...

P.S. : e non solo perché ha i conti a posto, visto che le regole se le fa e se le è fatte su misura (Wim Duisenberg copiando Hans Tietmeyer).

michele penzani ha detto...
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PaoloVE ha detto...

@ michele penzani:

se devo essere onesto mi sembra che le regole dell'economia globale siano state scritte e cavalcate soprattutto dalle banche USA ed anglosassoni e portate avanti attraverso organismi sovranazionali come IMF e WTO...

Che la Germania non si sia sottratta è un fatto, ma non mi è certo sembrata la protagonista in tal senso...

Ciao

Paolo

michele penzani ha detto...

@PaoloVe: Aspetta...L'unico comune denominatore sono l'esistenza degli strumenti economici di scambio e non le normative per i sistemi di utilizzo, che sono discrezionali (altrimenti non ci sarebbero neppure le scuole di pensiero economico). Ma al di là di questo, nel mio post ho spiegato come le regole comunitarie keynesiane della BCE, siano state concepite per tutelare la posizione dominante della Germania (e fin qui nulla di strano)...Quello che denunciavo è il numero esiguo di CDS rispetto alle obbligazioni e spartite per lo più tra istituti di credito tedeschi (e francesi) dopo che i signori della BCE (tedeschi e francesi per lo più e dentro nei CDA di queste banche) avevano concesso quel debito alla Grecia. E questo modus operandi non è una regola globale di mercato, ma una truffa pianificata che pochi economisti hanno il coraggio di chiamare col suo nome.

PaoloVE ha detto...

@ MP:

Scusami ma non riesco a seguirti: la speculazione la fai acquistando allo scoperto CDS in quantità superiore a quanto necessario per assicurare i tuoi investimenti. Se ti senti sicuro non acquisti CDS...

Ciao

Paolo

michele penzani ha detto...
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michele penzani ha detto...
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michele penzani ha detto...

@Paolo: non c'è problema, ti spiego.

La speculazione che ho accennato nascerebbe così:

I CDS di cui stiamo parlando (poi ci sono tante e tante regole che permettono di poterli usare in maniera molto più articolata in funzione del contesto*), sono semplicemente assicurazioni delle obbligazioni emesse.
Essi aumentano il loro valore in maniera inversamente proporzionale al deprezzamento dell'obbligazione riferita (come un'assicurazione sull'auto: più fai incidenti e più il premio sale di conseguenza).

Ebbene: il fatto che alla Grecia sia stato concesso dalla BCE un debito eccessivo (ma come: i cervelloni finanziari non si accorgono che un'economia piccola e dipendente dall'export chiede più di quello che gli serve per far funzionare la sua economia?!) e i CDS relativi, sono emessi in una quantità pari solamente al 30% delle obbligazioni emesse...
Tali certificati vengono poi spartiti per lo più tra istituti di credito tedeschi (e francesi).

Guarda caso le obbligazioni greche si "scopre" essere state emesse in numero esagerato. Il governo greco, che a malapena riesce a pagare l'interesse delle obbligazioni piazzate, non è in grado di pagare l'eccedente (in pratica il 20% più interessi!!!)...Ma i CDS, essendo in quantità minore (e qui non è come l'assicurazione**), schizzano in alto esponenzialmente.

Trasferimenti da banche greche al pagamento dei premi dei CDS ci sono stati (a Cipro...Chissà perché), ma l'insolvenza greca è stata spalmata %mente tra i Paesi comunitari...

E' vero che in proporzione tali aiuti sono stati pagati in maggiormente da Germania e Francia, + o - il 45% del totale...Ma a questo punto anche gli asini hanno capito che il restante 55% è l'effettivo guadagno della truffa.


*: tra esse la possibilità del tutto discrezionale di un'autorità (in questo caso la BCE) di far decidere come applicare le regole a terzi (fatta la legge trovato l'inganno: "facciamo decidere all'amico dell'amico"...Che poco ha a che vedere con il libero e trasparente mercato: Germania docet)...Intendiamoci: così fan tutte le banche centrali, Fed compresa.

**: un solo CDS emesso potrebbe teoricamente anche salire del "N%" se fosse applicato su un totale di milioni di obbligazioni...Ovvio che la spudoratezza di chi crea e manipola le normative è inversamente proporzionale al grado di competenza economica della popolazione totale e direttamente dal peso di ogni singolo partner...Che anche nel caso dell'eurozona, dobbiamo considerare solo il secondo valore e trascurare il primo.

Ciao.