giovedì 21 ottobre 2010

La caduta dei castelli di carta

Qui sotto un post di Paolo. Oggi, a parte, c'è anche un pezzo di Authan.

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[Testo di Paolo]

Buongiorno.

Il ministro Galan, all'uscita del recente consiglio dei ministri che ha approvato i nuovi assetti finanziari in vista della manovra finanziaria, ha affermato che si è trattato di una tragedia perché non ci sono i soldi. Fino a qualche tempo fa una affermazione simile sarebbe stata etichettata come catastrofismo puro, mentre adesso non suscita particolari commenti.

E l'unanimità sbandierata da Tremonti sul provvedimento è solo di facciata: il ministro Bondi era polemicamente assente ed il ministro Gelmini, cui viene bloccata la riforma dell'Università, aveva una diavolo per pettinatissimo capello: persino Brunetta è rimasto in un attonito silenzio in materia.

I successi in materia di sicurezza vantati dal governo non sono poi così visibili, anzi:e se fatti come quelli di Rosarno o Castelvolturno possono essere ascritti a realtà molto particolari (anche se non ricordo alcun precedente simile sotto altri governi), gli atti violenti e brutali di questi giorni non sono assolutamente dissimili per gravità da quelli della Garbatella di tre anni fa, essendo nati anzi in contesti che si supporrebbero meno degradati.

La stabilità e la coesione vantate dalla coalizione governativa il giorno dopo le elezioni, forte di una maggioranza parlamentare mai verificatasi dal dopoguerra, sono andate in fumo quando Fini ha deciso di gettare la maschera ipocrita dietro alla quale si era cercato di celare il fatto che il partito dell'amore era in realtà un'accozzaglia di politici aventi idee politiche diverse, spesso tra loro inconciliabili ed incompatibili con quelle degli alleati leghisti.

Gli scontri che si stanno verificando a Terzigno e i mucchi si spazzatura che si stanno riformando a Napoli sono la prova che due anni fa, con misure eccezionali, si era tamponata una situazione di emergenza, ma, una volta nascosta la polvere sotto il tappeto, non si era risolto il problema generale, né lo stesso è stato sostanzialmente affrontato successivamente: le discariche riaperte si stanno riempiendo all'inverosimile e l'inceneritore di Acerra continua ad avere un'unica linea funzionante (quando non si guasta anche questa).

Per quanto riguarda la ricostruzione de L'Aquila tutto appare ancora sostanzialmente fermo, ed anzi stanno adesso emergendo i limiti delle scelte intraprese, se è vero che gli albergatori stanno ancora ospitando nelle loro strutture (pagati con circa 9 mesi di ritardo e solo minacciando di interrompere il servizio) circa un migliaio di sfollati.

Sicurezza, rifiuti di Napoli e capacità di gestire l'economia erano stati i cavalli di battaglia della destra alle ultime elezioni politiche, e, come si vede i risultati sono stati quanto meno discutibili, sicuramente non in linea con i miracoli promessi.

La gestione del terremoto e la governabilità erano poi state utilizzate a rinforzare l'immagine del governo, ed anche queste carte si stanno rivelando armi a doppio taglio.

In questa situazione si parla di riformare la giustizia e le leggi elettorali e dei problemi della Rai…

E' chiaro che Berlusconi non vuole tornare alle elezioni partendo dalle posizioni di debolezza attuali, ma non è in grado di recuperare il decisionismo che sinora lo ha fatto premiare dall'elettorato. La coabitazione con Fini lo indebolisce ogni giorno.

Nemmeno Fini ha convenienza ad affrontare elezioni a brevissimo, con un partito non ancora strutturato né ben radicato sul territorio, ma, come hanno dimostrato le reazioni contrarie della base finiana (e di molti simpatizzanti esterni) alla retroattività del lodo Alfano, non può nemmeno attendere a lungo, col rischio di compromettere l'identità del nascente partito e perdere il sostegno dei potenziali elettori.

In sintesi, malgrado l'apparente calma sul fronte politico di questi giorni, continuo a pensare che le elezioni a primavera rimangano lo scenario più probabile perché quello che meno danneggia i due principali protagonisti della attuale crisi politica.

A sinistra farebbero bene a farsi trovare pronti, magari partendo dal proporre una soluzione credibile al problema sollevato dalla direzione dell'Inps quando finalmente ammette l'ovvio, e cioè che ai parasubordinati (co.co.co., co.co.pro., partite IVA, etc.) non è dato sperare in una pensione. Eppure qualcuno poco tempo fa ci aveva detto che il nostro sistema pensionistico era all'equilibrio…

Ciao

Paolo

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(Authan) Imagination, "Just An Illusion" (1982)




Uh uh uh uh, ah ah
Illusion...


7 commenti:

Francesca ha detto...

Senza aspettare due anni per prenderne coscienza appieno, come tanti, ho il vanto di poter affermare che già a fine 2008, e la prova è in un mio intervento radiofonico alla Zanzara, il primo credo, io mi ero resa conto che le mirabolanti imprese del sedicente governo del fare erano chiacchiere fumose e misure insufficienti o dannose per il sistema paese.
la vicenda Alitalia e lo spreco di qualche miliardo di denaro pubblico....
l'inutile abolizione dell'ICI, puro calcolo propagandistico, con 3 miliardi di euri venuti a mancare alle casse comunali, un provvedimento in direzione totalmente opposta al federalismo fiscale....
l'invenzione della social card con un bacino di utenza sbandierato di 1.3 milioni di cittadini ma in realtà poi assegnato a meno della metà, per limiti di reddito esageratamente bassi o pratiche burocratiche complesse e tali da rendere impossibile la predisposizione della pratica....
la detassazione degli straordinari quando le aziende già chiudevano o erano in cassa integrazione.....

A tutto questo aggiungasi l'elenco preciso e puntuale ben illustrato da PaoloVE.... praticamente un fallimento!
E malgrado ciò mi stupisco di come ancora, almeno a sentire i dati dell'ultimo sondaggio IPSOS sciorinati dal mite Pagnoncelli, malgrado una evidente perdita di consenso, la coalizione di governo P2ELLE + LN etc., avrebbe comunque ancora la maggioranza intorno al 41% se non erro, quindi di un bel tocco superiore all'opposizione anche nelle composizioni + variegate.

E mentre Tremonti dice a seconda dei casi che le tasse non si possono abbassare (eccerto, come li incassi altrimenti i 35 miliardi di gettito dell'IRAP che va a finanziare la spesa sanitaria regionale, o l'IRPEF sul lavoro dipendente che è l'unica tassa sul reddito certa che entra nelle ormai vuote casse dello stato?) e che la riforma fiscale non si puo' finanziare con i proventi della lotta all'evasione (ma fino a ieri non si era vantato di quanto incassato con lo scudo fiscale in offerta speciale?) il PDC ricorda di essere il primo contribuente italiano ..... con qualche piccolo favoritismo ma non stiamo a guardare tutto e, soprattutto, che a nessuno venga in mente di toccare le rendite finanziarie!

mariolino ha detto...

Catastrofismo.
Ad una lettura frettolosa il post è catastrofista. Ma poi, anche approfondendo i vari argomenti, non si può non essere d’accordo. L’articolo rispecchia bene la realtà della politica italiana. La catastrofe prossima ventura è molto probabile.
Elezioni a primavera. E poi? Con questo PD? Con il decrepito Bersani? Con il 15% di italiani che leggono i giornali e l’altro 85% che guarda solo la TV e quindi, a parte i talk-show che seguono in pochi, si nutre di TG e programmi di rincoglionimento?
Ci sono soluzioni? Non senza legalità. E senza quattrini.
Perché mancano i danè? Perché l’evasione fiscale, la corruzione e le mafie la fanno da padrone. Come può il governo impegnarsi seriamente nella lotta alla legalità quando tante ombre gravano sul passato del Presidente del Consiglio e cricche di evasori, corrotti e mafiosi siedono in parlamento?
La giunta per le autorizzazioni nega la prosecuzione dell’indagine per Lunardi, l’arresto di Cosentino e l’acquisizione agli atti delle intercettazioni per lo stesso. Le cricche si autoassolvono. I parlamentari non legiferano contro il loro interesse. Non godono a darsi mazzate sui coglioni.
Una possibile soluzione a breve sarebbe un giro di vite sulla giustizia, riformando totalmente i codici civili e penali al fine di sveltire i processi, abolendo (almeno) un grado di giudizio, dando meno spazio al garantismo e eliminando codicilli, lacci e lacciuoli con i quali sguazzano gli avvocati difensori. Hai evaso? Hai rubato? In galera. Poi dimostrami il contrario.
Con maggior legalità e più quattrini si potrebbe fare tanto: aumentare gli stipendi, dare più servizi, rendere le città vivibili e, quel che più conta, offrire ai giovani la speranza di un futuro migliore.
Altro che ladri di galline e fascistelli disadattati svelti di mano.

Francesca ha detto...

@ mariolino

condivido in toto:

Come può il governo impegnarsi seriamente nella lotta alla legalità quando tante ombre gravano sul passato del Presidente del Consiglio e cricche di evasori, corrotti e mafiosi siedono in parlamento?


Questo per rispondere a quanti hanno sdegnosamente replicato a Fini: "Non accettiamo lezioni di legalità" e anche per tutti i fans di questo blog dell'avvocato di Lozza diversamente ministro dell'Interno.

:D

F®Ømß°£ ha detto...

@Paolo

condivido il post, in tutto il suo pessimismo. Non posso però che sussurrarti che "incocigliabile" non ci piace assai :-D

Saluti

Tommaso

PaoloVE ha detto...

@ Tommaso:

Di solito nemmeno a me! E non credo nemmeno di poter fare come quelli che quando dicono un cazzata la etichettano come provocazione o licenza poetica. Spero che Authan abbia la pazienze di correggermi!

Ciao

Paolo

Authan ha detto...

Aaaargh. Colpa mia, Tommaso.

Paolo aveva scritto "incompatibili", ma c'era una ripetizione con la stessa parola usata subito dopo e io ho cambiato in "inconciliabili", mettendo, nella fretta, una 'g' di troppo (tu una 'n' di meno invece :-)))

Ora correggo.

PaoloVE ha detto...

...l'avevo detto che era una provocazione..., mica scrivo asinate simili, IO!

:-)

Ciao

Paolo