lunedì 11 ottobre 2010

In perfetto ritardo

Oggi un post serio di Paolo, qui sotto, e un non-post poco serio e molto idiota di Authan, a parte.

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[Paolo]

Buongiorno,

nei giorni scorsi in Afghanistan sono morti altri 4 soldati i italiani, appartenenti al 7 Rgt. Alpini della Brigata Julia, in seguito ad un agguato al convoglio che stavano scortando. L'ennesimo sacrificio di militari italiani ha scatenato il solito tourbillon di reazioni: chi chiede il ritiro immediato del contingente italiano, chi di utilizzare con maggior convinzione le maniere forti, armando bombardieri e droni ed aumentando le dotazioni di elicotteri da combattimento. Rimane il cordoglio (anche mio) per i morti.

Trovo però sconcertante che a distanza di nove anni dall'invasione dell'Afghanistan si stia ancora blaterando, fuori tempo massimo ed a rientro già fissato, degli aspetti militari della missione.

Come è più che in Iraq, l'alleanza occidentale ha dimostrato di essere in grado di prevalere militarmente su un paese nemico dalla struttura statuale molto debole (tali erano, a seguito di embargo ed isolamento autoimposto i due regimi) anche lontano dai propri confini.

Non credo che sia una sorpresa il fatto che in ambedue gli scenari siano mancate le capacità di analisi necessarie per stabilire a priori alleanze necessarie a stabilizzare rapidamente gli stati invasi in una situazione almeno simile a quella desiderata dagli invasori, né i successivi interventi necessari ad iniziare un processo di ricostruzione materiale e sociale dei due paesi.

L'invasione dell'Iraq ha cancellato lo stato più laico ed occidentale della zona al prezzo di svariate decine di migliaia di morti, quella dell'Afghanistan non è sinora riuscita a scalfire le rivalità e divisioni tra etnie e tribù diverse, l'inefficienza e corruzione dello stato, né ad indebolire le posizioni di coltivatori d'oppio e trafficanti d'armi.

I mancati risultati possono dipendere solo limitatamente da errori strategici quali ad esempio avere disperso su due teatri diversi le proprie truppe, ma soprattutto dipendono dal non aver seriamente pianificato la riconciliazione / ricostruzione dopo il passaggio degli eserciti. Gli eserciti in campo possono sconfiggere un nemico, ma non sono in grado di controllare un territorio in cui ampie parti delle popolazioni sono ostili agli stranieri, oggi agli occidentali come ieri ai sovietici. Per questo sarebbero serviti altri e diversi tipi di interventi ed una loro precedente programmazione.

Mi meraviglia e mi fa pensare male il fatto che il nostro ministro della Difesa, che negli ultimi giorni è stato molto occupato in problemi politici interni (dai corsi scolastici di avvicinamento all'esercito al presenzialismo televisivo in funzione anti-finiana), attenda quattro cadaveri per proporre dei correttivi.

In Afghanistan, negli ultimi due anni, la situazione militare è progressivamente peggiorata. La frequenza degli attacchi ai convogli provenienti dal Pakistan e la loro violenza è aumentata, il Pakistan stesso sta contestando agli alleati gli attacchi aerei nel suo territorio e la situazione di scarsa stabilità e di contrasti politici nelle repubbliche ex sovietiche confinanti con l'Afghanistan hanno ulteriormente isolato le nostre truppe con il risultato che il problema della mancata gestione post bellica ha riaperto lo scenario bellico.

Purtroppo l'impressione su La Russa è quella di chi sinora si è disinteressato del problema, arrivando con viso di circostanza a serrare la stalla quando sono scappati i buoi. Esattamente quello che si richiede ad un ministro della difesa, no? Forse se avesse ascoltato un po' di più il tanto irriso e vituperato Gino Strada potremmo essere in una situazione un po' migliore.

Saluti

Paolo

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(Authan) Negrita, "Il libro in una mano, la bomba nell'altra" (2008)




Abbiamo un libro, una religione,
Abbiamo il fuoco, abbiamo ragione
Saremo più grandi, saremo più uniti
Saremo più forti con chi ci ha colpiti

Col libro in una mano, la bomba nell'altra
Col libro in una mano, la bomba nell'altra...


5 commenti:

Francesca ha detto...

caro PaoloVE

la tua disamina è superba ma purtroppo tutto il dibattito si riduce ai facili sondaggi per chiedere alla gente della strada se restare o tornare.
Stamane presto in auto non avrei pensato che anche il nostro mite Milan cadesse nello scontato.
Tanto di quello che risponde la gente.... frega a qualcuno ? Anche se immaginiamo che sulla scorta dell'emozione avrà prevalso di certo il partito del back home.

Malgrado gli sforzi di tanti soldati anche italiani, la missione non è affatto di pace e il clima è sempre piu' incarognito e peggiora ad ogni strage di civili, bersagli sbagliati, ci avete fatto caso?

Ritengo una follia quello che chiami da parte del ministro della Difesa "proposta di correttivi".
Credo che con gli aerei equipaggiati di bombe il massacro aumenterebbe su entrambi i fronti.
I talebani non sono caproni ignoranti ma hanno degli interessi concreti da difendere dagli invasori che vogliono cacciare ad ogni costo.

Mi ha fatto sorridere la notizia che siamo andati proprio noi italiani in modo davvero naif con i nostri soldati a mettere i fiori nei loro cannoni!

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-06-17/zafferano-contro-oppio-082700.shtml?uuid=AYzKuGzB

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
Art. 11 L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

L'ipocrisia dei nostri governanti che vogliono spacciare la missione in Afghanistan, come una missione di pace... dove poi ci scappano i morti, e allora occorre armare gli aerei con le bombe - che ce li hanno mandati a fare poi se finora non li hanno armati? - salvo poi non volersi assumere la responsabilità di certe scelte.

Personalmente io sono d'accordo con l'amico bloggerFeliciano di nonunacosaseria.

Michele Reccanello ha detto...

@PaoloVE,

a proposito di quanto sostieni nel tuo post:

Come è più che in Iraq, l'alleanza occidentale ha dimostrato di essere in grado di prevalere militarmente su un paese nemico dalla struttura statuale molto debole (tali erano, a seguito di embargo ed isolamento autoimposto i due regimi) anche lontano dai propri confini.


sono d'accordo con questo tuo passaggio, mentre su quello successivo a proposito di "...ambedue gli scenari..." meno.

Quando c'è da combattere le guerre contro gli eserciti gli USA sono una forza militare indiscutibile, ma quando dalla guerra si passa alla guerriglia, villaggio per villaggio, casa per casa, è un altro paio di maniche e mi sembra che Vietnam, Iraq, e Afghanistan lo dimostrano chiaramente.

E' quasi impossibile vincere in una guerriglia nonostante un forte esercito, se non si riesce a capire chi si ha di fronte e affrontarlo con armi diverse dai missili e i mitra.

PaoloVE ha detto...

@ F.C.:

a spanne in questo momento l'uso di bombe aeree mi pare inutile: potevano forse essere utili quando, anni fa, il conflitto serviva a conquistare il territorio, ma adesso che si tratta di controllarlo credo che le proposte di armare i droni e potenziare la flotta di elicotteri da combattimento sia più sensata.
Probabilmente avrebbe senso, solo dove le strade lo permettono e nei limiti del possibile, anche sostituire i più resistenti mezzi Puma ai Lince, ma si tratterebbe comunque di un impegno enorme.
Resta il fatto che è sostanzialmente quanto tentarono senza successo i sovietici negli anni ottanta per ottenere il controllo del territorio, il che non testimonia a favore di questa soluzione, che continua ad essere unicamente militare...

Ciao

Paolo

francesco.caroselli ha detto...

INon si puo dire che il consenso di Berlusconi sia populismo pebliscitario...
en caro cruciani
ma invece si può dire che la pietà per ragazzi morti in culo al mondo e il relativo consenso del popolo a far ritornare i soldati invece è facile populismo e sciacallaggio politico.

DOPPIOPESISMO?
noooo