giovedì 30 settembre 2010

Generale, queste 5 stelle

Secondo post del giorno, di Authan. Il primo era di Paolo.

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Cosa ha stimolato l'ascolto della Zanzara di ieri? No, stavolta niente bisogni fisiologici. Ma neppure altre impressioni diverse dai soliti cliché. In particolare, dosi massicce di sarcasmo sono state profuse a piene mani, dai conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo, su Beppe Grillo e, indirettamente, anche al di là delle reali intenzioni, sugli attivisti del suo Movimento 5 Stelle, movimento nel quale peraltro figura una grande varietà di persone, dal becero tracotante al mite ecologista, che sarebbe sbagliato e semplicistico categorizzare in un tutt'uno.

Ma va bene così. Viva il sarcasmo, viva l'ironia, viva la satira, viva le imitazioni di Grillo ad opera del talentuoso Parenzo, non ci sono problemi, e chi si offende fa male ad offendersi. Si figuri il sottoscritto, poi, che con le 5 stelle non ha nulla a che spartire, né in politica, né nei pernottamenti fuori sede. Solo che, come abbiamo già detto fino alla nausea – e francamente mi annoio a morte nel rimarcarlo ancora – lascia un po' l'amaro in bocca l'innegabile constatazione che la stessa beffeggiante ferocia non viene largheggiata con analoga intensità verso tutti-tutti-tutti gli attori del palcoscenico politico, cosa che disvela quelle che poi sono le legittime ma ostinatamente e slealmente negate preferenze politiche del conduttore principale della trasmissione.

(Prevedibile risposta di Crux: "Io non uso il bilancino nell'ironizzare su questo e su quell'altroooooo! Traffico!". Contro-risposta: l'ordine di grandezza dell'iniquità di atteggiamento non è il bilancino del farmacista, ma la pedana su cui vengano pesati i tir.)

Quanto sopra vale per Cruciani. Per Parenzo vale invece un discorso diverso. Sorge il sospetto che tra lui e Beppe Grillo sussistano delle ruggini di natura personale. Altrimenti non si spiega cotanta malevolenza, specie se si tiene conto che meno di due anni fa (ringrazio il mio commentatore Ornette per la segnalazione) è stato pubblicato un libro di cui Parenzo è coautore e che ha una prefazione scritta proprio dal comico genovese. Uno che disistima così tanto una persona, poi si fa scrivere una prefazione da lui? E' strano, no? Poi per carità, tutto può essere. Magari Parenzo ha legittimamente maturato la sua pessima opinione su Grillo solo negli ultimi tempi. Però in tal caso sarebbe carino dirlo e spiegare perché prima la si pensava diversamente. Grillo, col suo modo di porsi e coi suoi eccessi verbali, non è mica una novità dell'ultimissima ora.

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Ognuno ha le proprie idiosincrasie. Crux non sopporta (chissà se un giorno ce ne spiegherà mai l'incomprensibile motivo) chi cita i propri figli per argomentare su un tema. Io invece non sopporto chi fa richiami gratuiti al terrorismo.

Per poter sostenere (e ieri in trasmissione è successo) che in Italia sta tornando il terrorismo bisogna avere in mano argomenti solidi e tangibili. E le minacce anonime contro Massimo Calearo, da cui la decisione - giusta, perché non si sa mai - di assegnargli una scorta, mi spiace, non lo sono. E' una brutta pagina, certo, ma gli anni '70 sono e restano un'altra storia. Le violenze non episodiche ma sistematiche, organizzate, metodiche di quei tempi oggi semplicemente non ci sono. Siamo su due piani diversi, non c'è confronto. Giampaolo Pansa, caro Cruciani, con le sue visioni lugubri, non ha ragione proprio per nulla. E meno male che poi alla Zanzara si vuole rifuggire ogni catastrofismo…

Dire, come in sostanza ha fatto Parenzo con l'approvazione di Cruciani, che la virulenza verbale di alcuni (non certo tutti) grillini, dipietristi e popoloviolisti ha una connotazione riconducibile a scenari di terrorismo è una solenne stronzata destituita di qualunque fondamento. E' come dire che il sindaco di Adro e tutti i suoi elettori sono dei nazisti tout-court, e non, semmai, quelli dell'Illinois.

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Francesco De Gregori, "Generale" (1978)




Generale, queste cinque stelle,
queste cinque lacrime sulla mia pelle...


9 commenti:

PaoloVE ha detto...

@ authan:

"E' come dire che il sindaco di Adro e tutti i suoi elettori sono dei nazisti tout-court, e non quelli dell'Illinois" opure (http://tinyurl.com/CiarraKippah)
come dire che Ciarrapico e tutto il Pdl sono degli inveterati antisemiti.
Ma su questo immagino che Cruciani saprà fare i dovuti distinguo (anche col bilancino, se servisse).

E chissà se i solerti probiviri del PdL hanno qualcosa da ridire su chi, al Senato e non al bar dopo troppo alcol, ha simili uscite.

Ciao

Paolo

Viola ha detto...

ieri mi sono resa conto di come la zanzara party sia efficace quando sei in autostrada o in mezzo al traffico... non funziona se ascolti per ascoltare.. devi nel frattempo fare altro

beh, non volevo scrivere, ma Generale mi strappa una lacrima e come minimo un saluto in questo freddo pomeriggio di inizio autunno

stamattina ho sentito Giannino, ed è un'altra storia, grande piglio, simpatia, battute fuori dai denti e garbo, ma con contenuti che ti fanno riflettere. Consiglio a tutti di andare a sentire la trasmissione di oggi , in modo particolare la seconda mezzora.

e comunque a GC complimenti per ieri, più sonora non poteva essere la presa per i fondelli della politica

paolo ha detto...

Del M5S si può dire tutto il bene e tutto il male. Ognuno ha le proprie idee e fa bene ad averle.
Dico solo che le eventuali figure barbine che dovessero fare in parlamento ( se le faranno ) non incideranno sul bilancio dello stato. Già questo, a me personalmente, toglie qualsiasi istinto sarcastico. Evidentemente per Cruciani funziona diversamente.

Neon+Atlas ha detto...

E te credo che Cruciani "se ne frega". Magna la pappa a Mediaset... ma va là! (cit.)

Francesca ha detto...

@ PaoloVE

so che segui anche tu la rassegna stampa mattutina di Milan e non ti sarà di certo passata inascoltata la notizia della barzelletta sugli ebrei, raccontata dal Berlo alle sue preferite riunite a cena la sera del suo compleanno.

Ma siamo sicuri che sia lo stesso uomo che ieri ha deprecato l'affermazione contro Fini di un senatore del suo partito?
La medesima persona che si proclama grande amico di Israele?

Credo che certa ironia se la possano permettere solo persone di una diversa sensibilità, e non solo artistica, come ad esempio, Moni Ovadia.

PaoloVE ha detto...

@ francesca:

deprecato? non mi sembra proprio...
SB ha affermato che Ciarrapico, nella foga del discorso, ha detto una parola di troppo e che lui invece è amico di Israele.

Minimizator e balle al massimo, quindi, anche perchè, nel discorso di Ciarrapico di foga non ce n'era neanche un po', come si può constatare facilmente ascoltandolo.

Come dicevo ieri, nel PdL sono stati chiamati i probiviri ad intervenire per dissensi politici interni, cosa che evidentemente non si ritiene opportuna nel caso di uscite antisemite, al Senato, di un Senatore della Repubblica Italiana.

Deduco che la cosa in quel partito non sia poi un dissenso (almeno non un grave dissenso) nè un problema, e la cosa mi viene confermata da un PdC e leader del PdL che non riesce ad astenersi dal raccontare barzellette antisemite, come quella di cui si parla oggi.

Non credo che l'Italia corra il rischio di veder risorgere in forme pericolose l'antisemitismo (diverso è il discorso per altre forme di razzismo), ma di certo non sono questi i personaggi che vi si oppongono, e non credo sia solo mancanza di sensibilità...

Mi spiace sorprendermi a pensare che è un peccato che alleati e partigiani, al tempo, non abbiano fatto una pulizia più profonda: sarebbe stato doloroso, ma probabilmente utile.

Ciao

Paolo (con in capo una Kippah virtuale)

labrador105 ha detto...

@ Francesca

La barzelletta sugli ebrei l'aveva già raccontata l'anno scorso...si vede che gli piace proprio...
http://www.youtube.com/watch?v=3QQVzP0i9wk

Francesca ha detto...

Nella sua replica di ieri al Senato, in risposta a una battuta sgraziata del senatore Ciarrapico, il premier Berlusconi ha dichiarato testualmente: “Da ragazzo ho avuto amici ebrei, che mi hanno raccontato le sofferenze delle loro famiglie. Ho abitato per molti anni, a Milano, proprio di fronte a una scuola israeliana: era anche generosità, perchè ho offerto spesso pranzi e cene. E la visita al campo di sterminio di Auschwitz, insieme all’orrore per la barbarie dell’olocausto, mi ha trasmesso un sentimento di solidarietà incancellabile. Da allora, l’ho detto e lo ripeto, anch’io mi sento israeliano”.

Ora, chiunque abbia amici ebrei dovrebbe sapere che le “amicizie ebree” sono da sempre un topos sospetto, nei discorsi sull’ebraismo. Non parliamo delle eleganti rivendicazioni di generosità, quali l’offerta di pranzi e cene. Ma quello che colpisce, in questa frase, è anzitutto la qualifica di “israeliana” per una scuola ebrea. E poi, il non sequitur tra l’impressione suscitata da una visita ai campi di sterminio, e la solidarietà con Israele.

Con le sue parole, e in una sola frase, il premier non ha fatto altro che reiterare la subdola confusione, propagandata da media e istituzioni, fra tre aspetti che sono molto diversi fra loro: il giudaismo religioso della fonte biblica, il semitismo culturale del popolo ebraico e il sionismo politico dello Stato d’Israele. Una confusione che viene spesso usata per stroncare sul nascere le critiche a Israele e alla sua politica in Palestina, tacciandole appunto di antisemitismo.


http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2010/10/01/il-premier-si-sente-israeliano/?ref=HRER1-1

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,

Non so se è stato notato da qualcuno di voi, ma per la serie chi la fa l'aspetti un articolo di G. A. Stella "Ci rubano lavoro». L'offesa svizzera
con quel topo anti italiano"
che dedico a tutti i leghisti
Ne ho ascoltato la lettura stamani a "letture a radio 24".