lunedì 13 settembre 2010

Adro 2, la vendetta

Oggi due post. Qui sotto Paolo, a parte Authan.

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[L'articolo è di Paolo]

Buongiorno,

il sindaco di Adro, che a lungo aveva già monopolizzato l'attenzione di Cruciani e della trasmissione, riesce a far parlare ancora di sé…

Dopo essersi alcuni mesi fa accodato all'iniziativa del comune di Arzignano (si, proprio il comune protagonista della bella puntata di Presa Diretta di ieri sera sull'evasione fiscale nel conciario vicentino) volta a negare da un giorno all'altro l'accesso alla mensa comunale ai bambini i cui genitori non fossero in regola con i pagamenti, il sindaco ha inaugurato in questi giorni una scuola realizzata grosso modo senza esborso per le casse pubbliche, permutando i vecchi stabili (da ridestinare ad altre più lucrose attività) con quelli nuovi e ricorrendo a sottoscrizioni per arredi ed accessori.

Augurandosi che tutto funzioni correttamente, tanto di cappello al sindaco ed ai finanziatori.

Tanto di cappello persino malgrado sembri, dalle notizie di stampa, che i simboli della Lega siano un po' troppo evidenti e ripetuti un po' in tutta la scuola. Il che, in una scuola pubblica, non mi sembrerebbe appropriato.

Immagino che questo però significhi che ad Adro non si ripeteranno problemi di finanziamento per la gestione della scuola, mense comprese: i finanziatori non sembrano mancare.
Immagino inoltre che ad Adro nessuno riterrà di scandalizzarsi se tra gli insegnanti qualcuno catechizzerà politicamente gli studenti, magari a sinistra, come la vulgata pretende ogni tanto succeda. In quella scuola la politica è naturalmente di casa, che c'è di strano…

Resta la tristezza per come quello che appare un buon esempio di gestione sia stato in parte rovinato da un furore ideologico incivile ed oltranzista: i simboli si possono rimuovere e cancellare (e spero che saranno rimossi e cancellati a brevissimo), ma ancora una volta il confine del confronto politico ha segnato un arretramento del confine della civiltà, ed ancora una volta ai danni dei più piccoli, cui certe meschinerie dovrebbero essere risparmiate.

Io sarò eccessivo, ma mi viene in mente quando è stata l'ultima volta che la politica è stata così pervasiva e condizionante nei confronti dei bambini. E non è un bel ricordare.

Ciao

Paolo

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(Authan) Questa vicenda surreale di Adro mi ha fatto venire in mente una scena meravigliosa dal film "La vita è bella", quella in cui Benigni presenta a modo suo il manifesto della razza ariana. Esilarante.




L'ombelico!

9 commenti:

Francesca ha detto...

Speranza vana che i simboli dell'orgolio leghista vengano cancellati, poichè la massima autorità in fatto di Istruzione Pubblica, pur avendo dichiarato di non condividere, ha già liquidato come "folklore" la vicenda.
In piu' c'è chi sostiene addirittura che il fantomatico "sole delle Alpi" sia un simbolo ben riconosciuto dalla gente del posto, legato a lunga tradizione, addiruttura presente in una antica chiesa.
E, come si sa, i leghisti sono ferventi praticanti, toglietegli tutto ma non i simboli religiosi, al punto che alla scuola di Adro il crocefisso lo hanno pure imbullonato al muro, Povero Cristo, come dice Michele Serra!

Suggerisco anche la lettura di GA Stella:

http://www.corriere.it/cronache/10_settembre_13/adro-scuola-bambini-lega-gian-antonio-stella_44c80ec6-befb-11df-8975-00144f02aabe.shtml

Mentre io concludo sconsolata pensado che dopo il referendum di ieri la Turchia si avvicina a grandi passi ai paesi democratici dell'Europa mentre l'Italia, culla della civiltà mediterranea, arretra e apre scuole di regime in stile coranico.

Francesca ha detto...

ecco, leggo ora una precisazione su REPU.
La ministra non parla nemmeno piu' di folclore!

"Si protesti anche per simboli sinistra". Pungolato sulla scuola di Adro, dipinta di verde e costellata di simboli leghisti, Mariastella Gelmini chiede che si protesti anche quando in classe entrano i simboli della sinistra. "Il sindaco di Adro ha specificato che il simbolo del Sole delle Alpi è stato scelto non perché simbolo della Lega Nord ma perché appartenente all'iconografia del Comune. Dico solo - aggiunge il ministro - che comunque è sempre un fatto importante quando enti pubblici decidono di investire nella scuola e nell'edilizia scolastica. E poi aggiungo che mi piacerebbe che tutti coloro che hanno polemizzato in queste ore con il sindaco di Adro lo facessero per coerenza anche le molte volte in cui sono simboli della sinistra a entrare in classe".


Che dirà Cruciani stasera?
L'argomento è spinoso, non ci sono mezze misure, non potrà evitare l'argomento....
O forse si?

F®Ømß°£ ha detto...

Ipocrisia dei democristiani travestiti da leghisti. COME AL SOLITO. Fanno la loro azione subdola e hanno sempre pronta una scusa ipocrita come questa del simbolo che sarebbe un simbolo del luogo.

E un grazie alla Gelmini con il suo solitissimo e sottilissimo ragionamento.

Non ci sono più parole, io non li sopporto più.

Tommaso nervoso

PaoloVE ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
PaoloVE ha detto...

@ Tommaso:

concordo, anche se c'è una cosa da aggiungere: quando i privati suppliscono alle carenze dello stato non si può certo sindacare sulle modalità che adottano. Adro sta dimostrando come il punto di partenza per le forme di abusi più pittoresche sia sempre più spesso l'incapacità dello stato a fornire risposte adeguate. il che, anche se abbastanza ovvio, rimane un tremendo specchio dell'inefficacia della nostra PA.

Ciao

Paolo

Francesca ha detto...

Se avessero realizzato un'opera completamente privata contrassegnandola con i loro simboli pero' provvedendo oltre che ai muri e agli arredi di propaganda, anche al personale stipendiato con i soldi del partito o dei suoi benefattori, nulla da eccepire.
Ma, come sappiamo, anche la scuola bosina di Lady Bossi è foraggiata coi soldi di Roma Ladrona.
Troppo comodo allora!

Ma puta caso, se uno ad Adro non dovesse essere leghista e non avesse possibilità di scegliere se mandare il proprio figlio in quella scuola piuttosto che in un'altra, magari fuori paese .... che fa, si piega ?
Ma queste cose non si sono mai viste in Paesi democratici!

PaoloVE ha detto...

...Insomma, sembra che venga accettato che il simbolo usato per marcare la scuola è il celtico e cinquecentesco (spero non sfugga la contraddizione tra questi due status, visto che dei celti si perdono le notizie un po' di secoli prima del millecinquecento) "Sole delle Alpi" e non il simbolo della Lega.

Tra poco Forza Nuova potrà aprire asili nido rivestiti di svastiche, pardon, simboli solari, e sarà difficile ridire qualcosa senza farli passare per vittime...

Ciao

Paolo

Francesca ha detto...

@ PaoloVE

beh... fai conto che pure il loro idolo - Alberto da Giussano - non è manco mai esistito storicamente e fan credere ai beoti padani che sia stato un valoroso soldato!

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

trovo vergognoso il fatto in sé di usare un simbolo politico per "decorare" ogni dettaglio di una scuola.

Mi fa infuriare la faccia tosta con cui il sindaco e Salvini si nascondono, con un sorrisetto di sufficienza, dietro al "simbolo cinquecentesco" (per l'altro è seicentesco).

Mi fa infuriare, mi fa imbelvire proprio.


I P O C R I S I A

e

V I G L I A C C H E R I A

la prima perché sanno benissimo che quello oggi è in primo luogo il simbolo della Lega.

la seconda perché, come sempre, fanno le cose e poi minimizzano senza assumersi la responsabilità.

Detto ciò, non condivido i paragoni stringenti con il nazismo e l'uso della svastica, ma ci sono un paio di cose che vanno dette.

1) è tipico dei più beceri neonazisti utilizzare l'argomento per cui la svastica è un simbolo che ha centinaia di anni di storia per contrastare le eventuali disposizioni che ne vietano l'utilizzo.

2) quando si vede il cestino metallico con quel simbolo forgiato al centro, come si fa a non pensare ad analogie proprio con le svastiche che si ritrovano in oggetti di vita comune nei musei o si vedono in ogni cantone nelle ricostruzioni storiche. La pervasività ossessiva del simbolo fa immediatamente venire in mente l'analogia.

È ovvio che non sto assolutamente paragonando tout-court i leghisti ai nazisti. I due paralleli sono limitati a quanto scritto nei punti sopra.

Aggiungo e concludo che benissimo scrive Gramellini oggi nel suo "Buongiorno": ci siamo triturati le gonadi con il giochetto usato questa volta dalla Gelmini, per cui dovremmo pensare ai temibili simboli della sinistra nelle scuole.

B A S T A ! ! !

1) Quali simboli? Dove?

2) Anche se fosse, vanno eliminati enrambi, non è che uno giustifica l'altro.

B A S T A ! ! !

Saluti

Tommaso sempre più incazzato