mercoledì 22 settembre 2010

Habemus Papam

[Il post di oggi è a firma di Gabriele]

Vorrei parlare di Alessandro Profumo. Ci si chiederà: e perché mai parlare di un banchiere, solo perché ha dato le dimissioni? No, piuttosto perché ne hanno parlato Giuseppe Cruciani e David Parenzo che, nei frammenti de La Zanzara che ho ascoltato, hanno dato vita al seguente siparietto"

- Parenzo: “Che differenza c'è tra i soldi dei libici e quelli delle Fondazioni?

- Cruciani: “Ebbè, qualche differenza c'è... Eppoi qualcuno già parla di Profumo come il Papa Straniero del Partito Democratico.”

In queste poche battute, piene del consueto sarcasmo, ci sono due temi centrali nella vita economica e politica del nosto paese.

Primo tema: sono migliori i soldi delle Fondazioni bancarie, quelli dello stato libico, oppure quello degli altri azionisti privati? Nessuno può rispondere in maniera univoca, ma io non punterei il dito sui libici (e su chi ce li ha mandati...) quanto piuttosto sulle Fondazioni bancarie, che sono quelle che hanno voluto la testa di Profumo.

Ieri anche Oscar Giannino nel suo programma discuteva con Tosi (Lega) e Colaninno (PD) del diritto delle fondazioni azioniste di chiedere le dimissioni di un amministratore delegato che non porta i risultati sperati. Ebbene, nel 1992 le azioni Credito Italiano valevano 1500 lire (0,75 euro), prima della crisi bancaria le azioni Unicredito erano arrivate a 6 euro! Chiunque, qualunque investitore assennato, nel frattempo avrebbe realizzato la plusvalenza,
ma non le Fondazioni. Perché? Semplice, le Fondazioni perseguono obiettivi economico-sociali ma, di fatto, sono soggetti politici, fanno politica e sono gestite da politici.

La mia conclusione: Profumo ha costruito una delle principali banche europee e ha fatto arrivare le azioni al valore di 6 euro. Se le Fondazioni non ne hanno approfittato e adesso hanno in mano azioni che sono tornate a valere 2 euro, voleva dire che avevano obiettivi non economici. Non era compito di Profumo assecondarli.

Secondo tema: può un autorevole esponente del mondo economico aspirare ad una carriera politica nel centro-sinistra, oppure la carriera politica è esclusivo appannaggio degli esponenti del centro-destra? Il PD dovrebbe o no stimolare candidature esterne alla sua attuale
classe dirigente? Io da questo punto di vista voglio fare "coming out": ben venga Profumo, che è considerato un prodiano, quindi un ulivista come tanto piace a Bersani.

Conosco già le obiezioni: cosa ha a che fare un banchiere con la sinistra? Risposta: cosa ha a che fare il PD con la sinistra?

Oppure: ci manca solo un altro Calearo! Risposta: Calearo è apparso dal nulla e al nulla è tornato, Profumo è sempre stato un coerente simpatizzante del PD, ed ha partecipato da elettore alle primarie. Nel maggio 2008 Stefania Rossini su L'Espresso intervistava Profumo e gli chiedeva se aveva intenzione di schierarsi in politica. La risposta fu un no. Ora che la politica gli ha teso questa trappola sarebbe interessante porgli nuovamente la stessa domanda.

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(Authan) Yo Yo Mundi, "Profumo" (2002)




E il profumo che sento comunque ha qualcosa di te
che ovunque io sia tu sei sempre dentro di me
il profumo che cerco dovunque è il desiderio di lei
che ovunque tu sia lei è ovunque tu sei...


33 commenti:

Francesca ha detto...

Al titolo del post manca quantomeno un punto interrogativo.

Credo che, in questa fase, sia irriguardoso sia verso il PD che verso l'ex-AD di Unicredit, impegnato come immagino sia a considerare le migliori opportunità per investire il gruzzolo della sua liquidazione!!

Al Pd piace Profumo, che oggi paga per una sua scelta giusta: non aver accettato di venire a patti con le consorterie che comandano in Italia e che in 15 anni ha creato l’unica grande multinazionale con una testa italiana.
Per questo il PD farà monitorare il grado di popolarità di un personaggio che ha sempre mantenuto il basso profilo, nonostante l'essersi apertamente schierato.

Per il momento il risultato di un sondaggio sul sito di REPU (oltre 9000 risposte in una mattinata) boccia la possibilità: "No, un banchiere non può essere un leader del centrosinistra"

Vicino al mago Dalemix e alla sua fondazione Italianieuropei, chissà se Mister Arrogance, classe 1957, malgrado ciò potrebbe piacere anche al rottamatore per eccellenza, Matteo Renzi, che, come lui, ha firmato il "Patto generazionale" promosso da Luca Josi?(http://www.pattogenerazionale.com/)

mariolino ha detto...

Con il post di oggi il mio commento non c'entra niente. La notizia del giorno è un'altra:
"Negata l'autorizzazione a utilizzare le intercettazioni di Cosentino".

Dal sito di Repubblica: “Con voto a scrutinio segreto l'aula di Montecitorio respinge la richiesta del Gip di Napoli di poter utilizzare le intercettazioni riguardanti l'ex sottosegretario del Pdl: 308 voti favorevoli alla relazione della giunta per le autorizzazioni, 285 i contrari, 36 gli assenti”.

Perché la Camera ha respinto? Ma come si permettono? In nome del garantismo? Con la scusa del garantismo i mafiosi non vanno in galera.
Alla Camera tanti gruppuscoli di consorterie mafiose. E noi li manteniamo, anche lautamente.
Bisognerebbe chiedere al caro Giuseppe Cruciani se il garantismo applicato al caso Cosentino lo indigna.
L’autorizzazione negata con voto segreto. Tutto questo è un grande schifo. Continuamo pure così.
Occorrerebbe mobilitarsi e andare davanti a Montecitorio a protestare in massa.

PaoloVE ha detto...

Buongiorno

bel post!

Per quanto riguarda il tema delle Fondazioni, in effetti il caso Unicredit evidenzia un grosso rischio insito nelle attuali modalità di intervento dello stato nell'economia italiana.

Personalmente mi sganascio davanti a chi sostiene che lo stato debba rinunciare ad avere un ruolo da investitore ed imprenditore. Credo invece che lo stato in economia debba essere non solo un regolatore ma anche imprenditore ed investitore, quanto meno in settori di interesse collettivo (la crescita dei paesi BRIC ne è una conferma).

Non mi scandalizzo quindi perchè la politica cerca di mantenere il controllo su una banca, ma quanto sta avvenendo attorno ad Unicredit mostra come l'intervento pubblico mascherato nei CDA delle fondazioni sia il modo sbagliato di realizzare una governance pubblica dell'economia. Gli enti in cui interviene lo stato devono confrontarsi con il mercato ed essere regolati con la trasparenza e la chiarezza che è giusto richiedere agli enti pubblici. Questo non sta succedendo in quegli ibridi che sono le fondazioni nè nelle utilities / municipalizzate, con il risultato di avere degli enti che non rispondono nè al mercato nè alla politica ma campano adagiati su situazioni monopolistiche o oligopolistiche (non voglio nemmeno entrare nei meccanismi di nomina dei CDA).
Il che, ovviamente, li trasforma in enti autoreferenziali, che non rispondono nè al cliente nè al proprietario campando dei loro privilegi: la premessa per diventare centri di spreco.

Se lo stato vuole intervenire nel mondo della finanza lo faccia con una banca statale che abbia indirizzi chiari. Tutto sarà più chiaro, logico e semplice da gestire. Perchè la politica non può imporre ad una banca privata di concedere prestiti a piccole aziende che rappresentano creditori a rischio, scaricando il rischio sugli investitori (che scapperanno dalla banca stessa) ma può erogarlo (se ritiene di dover tutelare la piccola impresa) attraverso una propria banca del cui operato rispondano nel bene e nel male (in termini elettorali) i politici che le hanno dato a livello politico quell'indirizzo.

Quanto alla Papabilità di Profumo, vale la pena parlarne dopo aver sentito quale potrebbe essere un suo eventuale programma, che ne dite?

Ciao

Paolo

Francesca ha detto...

La frase del giorno

Di Pietro oggi alla Camera dei Deputati: "Berlusconi è un bugiardo! Ha detto il falso quando ha affermato che a Montenero di Bisaccia l'unica laurea fosse quella del farmacista!
E che comunque la mia laurea fu data dai Servizi".

Segue querela.

Francesca ha detto...

Stasera alla Zanzara un numero strepitoso: Giuseppe Cruciani ne "il ruggito del super-garantista"!

Cosentino, la fondazione di Montezemolo attacca:
"Esultano per un signore accusato di camorra"
Italiafutura va all'attacco della maggioranza a poche ore dal voto dell'aula della Camera che ha negato l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni di Nicola Cosentino. Non solo. Con l'occasione critica la Lega e il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.

"La maggioranza - scrive la fondazione in un editoriale pubblicato sul sito dal titolo "I tornanti della storia e quelli delle coscienze" - esulta per il voto di oggi in Parlamento. "C'è compattezza. Si va avanti. Avanti a fare le riforme? Certamente no. Avanti nei provvedimenti per la crescita, i redditi, il lavoro, il fisco? Meno che mai. Avanti con la nomina di un ministro dello Sviluppo economico o di un presidente della Consob? Non scherziamo. Tutte cose trascurabilissime rispetto alla difesa di un signore su cui pende un mandato di arresto per camorra e che continua orgogliosamente ad essere il coordinatore del Pdl in Campania".

"In italia - prosegue Italiafutura - la politica assume sempre forme interessanti anche se di non facilissima interpretazione. Ci piacerebbe ad esempio riuscire a comprendere meglio la Lega. E' nata per difendere i ceti produttivi del Nord contro l'invadenza di un Sud parassitario e criminale e finisce invece per votare, esultante, in difesa di Cosentino".

"La stessa domanda - conclude la fondazione di Montezemolo - si potrebbe rivolgere al ministro Tremonti che pochi mesi fa dichiarava baldanzoso 'basta con un sistema in cui i poveri delle regioni ricche finanziano i ricchi, ladri, delle regioni povere'. Ma nell'epoca e nel paese dei tornanti della storia (e delle coscienze) può accadere anche questo".

Neon+Atlas ha detto...

Milano, 22 Settembre 2010
Ore 19:25

Il supergarantista, inimpressionabile, inscandalizzabile Giuseppe Cruciani sostiene che siccome il Tulliani non ha provato di essere innocente, allora è colpevole!

Ho sentito male io, oppure è arrivata l'Apocalisse?

Francesca ha detto...

@ N+A

confermo che è la stessa cosa che ho sentito anch'io!

"Raisi ha detto....siccome non potete provarlo....."

voglio segnalare l'ascolto imperdibile della puntata odierna di Focus Economia con la bella intervista all'economista Romano Prodi e i passaggi ripetuti delle chiare ed illuminanti dichiarazioni del trombone di Gemonio su Profumo allontanato(si) prima di trovare un successore!

(Perfido Barisoni!!!)

mariolino ha detto...

Caro Crux

Oggi ti aspettavo al varco.
Sul caso Cosentino sei stato patetico. Hai fatto pena.
"Un voto politico", "Una questione irrilevante"..."Lui ha dichiarato che si vuole fare processare".
Sempre a minimizzare i misfatti di questa destra becera.
Caro Crux, stiamo parlando di accuse di camorra.
CAMORRA. Non so se mi spiego.
Quello che è successo oggi alla Camera è gravissimo.

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Guarda cosa ne pensa Italia Futura, e non credo che Montezemolo sia un comunista.

I tornanti della storia e quelli delle coscienze
Dopo il voto su Cosentino
di Italia Futura
22 settembre 2010

La maggioranza esulta per il voto di oggi in Parlamento. C'è compattezza. Si va avanti.
Avanti a fare le riforme? Certamente no.
Avanti nei provvedimenti per la crescita, i redditi, il lavoro, il fisco? Meno che mai.
Avanti con la nomina di un Ministro dello Sviluppo economico o di un Presidente della Consob? Non scherziamo.
Tutte cose trascurabilissime rispetto alla difesa di un signore su cui pende un mandato di arresto per camorra e che continua orgogliosamente ad essere il coordinatore del PdL in Campania.
In Italia la politica assume sempre forme interessanti anche se di non facilissima interpretazione. Ci piacerebbe ad esempio riuscire a comprendere meglio la Lega. E' nata per difendere i ceti produttivi del Nord contro l'invadenza di un Sud parassitario e criminale e finisce invece per votare, esultante, in difesa di Cosentino.
La stessa domanda si potrebbe rivolgere al Ministro Tremonti che pochi mesi fa dichiarava baldanzoso "Basta con un sistema in cui i poveri delle regioni ricche finanziano i ricchi, ladri, delle regioni povere" ma nell'epoca e nel paese dei tornanti della storia (e delle coscienze) può accadere anche questo.

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Anche il tuo amico Parenzo è sdegnato. Solo tu non ci trovi niente di strano.
Ma si sa, lavori per Panorama.
CONFLITTO DI INTERESSI
CONFLITTO DI INTERESSI
CONFLITTO DI INTERESSI

Ciao

mariolino

Francesca ha detto...

BELLISSIMA!

In quanto al papa straniero per il PD.... lasciate perdere; meglio suggerire ad Unipol che esiste un manager di grande valore attualmente disoccupato

Francesca ha detto...

@ mariolino

:-D

almeno leggere i commenti precedenti prima di postare.....

mariolino ha detto...

@ francesca
Che fai, ti offendi perchè ho scopiazzato?
Guarda che lo so benissimo che un post simile l'hai scritto prima di me. E te ne ringrazio, altrimenti non avrei conosciuto il pezzo.
Ma il mio post è stato per ribadire il concetto, perchè era rivolto a Cruciani.
O Crux se ne è sbattuto allegramente di quello che avevi scritto, oppure non aveva ancora letto un tubo. Quando ho ascoltato le cruxaniate su Cosentino "mi sono indignato" in diretta e gli ho spedito una mail uguale a quella che ho postato in questo blog.
Vus avè comprì?

Francesca ha detto...

Censura per Profumo & signora che sbandierano la beneficienza.....

niente da dire sul Berlo che, in uno slancio di generosità mai tradotto nei fatti, disse di aprire le proprie case ai terremotati ??

o sugli annunci urbi et orbi di finanziare, DA PRIVATO, la ricerca medica del complice in affari ex-prete Verzè (che si ostina a fregiarsi del titolo di DON, vantando imbarazzanti intrallazzi con agenti dei servizi segreti) per una lunghissima vita?

mariolino ha detto...

@ gabriele
Scusa se ho cambiato discorso, e invece di dire la mia su Profumo, ho parlato di Cosentino.
Ma il voto camorristico alla Camera di oggi mi ha veramente indignato, come anche la dichiarazione di Cicchitto "il giustizialismo è andato incontro a una chiara sconfitta". Dimenticando di specificare che il voto di oggi impedirà ai Giudici di acquisire le intercettazioni in sede di giudizio.

@authan & altri blogger
Sul caso Cosentino: Authan & altri blogger, se ci siete dite la vostra. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate

Francesca ha detto...

Almeno Parenzo ne dice una giusta!
"Io giornalista.... non è che se mi portano una merda, io la pubblico cosi, senza un minimo di verifica"

Michele Reccanello ha detto...

Buonasera a tutti,

@mariolino


La maggioranza esulta per il voto di oggi in Parlamento. C'è compattezza. Si va avanti.
Avanti a fare le riforme? Certamente no.
Avanti nei provvedimenti per la crescita, i redditi, il lavoro, il fisco? Meno che mai.
Avanti con la nomina di un Ministro dello Sviluppo economico o di un Presidente della Consob? Non scherziamo.
Tutte cose trascurabilissime rispetto alla difesa di un signore su cui pende un mandato di arresto per camorra e che continua orgogliosamente ad essere il coordinatore del PdL in Campania.
In Italia la politica assume sempre forme interessanti anche se di non facilissima interpretazione. Ci piacerebbe ad esempio riuscire a comprendere meglio la Lega. E' nata per difendere i ceti produttivi del Nord contro l'invadenza di un Sud parassitario e criminale e finisce invece per votare, esultante, in difesa di Cosentino.
La stessa domanda si potrebbe rivolgere al Ministro Tremonti che pochi mesi fa dichiarava baldanzoso "Basta con un sistema in cui i poveri delle regioni ricche finanziano i ricchi, ladri, delle regioni povere" ma nell'epoca e nel paese dei tornanti della storia (e delle coscienze) può accadere anche questo.


Che dire... hai detto tutto te! E io approvo in pieno.

A me quelli del PD mi fanno veramente ridere a cominciare da Veltroni e la sua battuta del papa straniero. uesto ai miei occhi vuol dire che implicitamente riconoscono di:
- Non avere carisma.
- Non avere un messaggio politico diverso da quello Berlusconiano da proporre.
- Essere inadeguato.

Visto che anche Scalfari, uno dei più grandi sponsor del PD, domenica ha bocciato l'immagine del partito:

“Il Pd non ha appeal (stavo per dire sex appeal) Bersani da qualche tempo è più incisivo...”

Credo che sia giunto il momento che la dirigenza PD, a cominciare dai capi bastone D'Alema, Fassino, Veltroni, Franceschini, Bersani, Letta, di appendere le scarpe al chiodo e darsi a qualche altro mestiere, come ha detto Renzi rottamiamoli.

Beppe Grillo sostiene che
La politica non è un mestiere ma un servizio civile in cui presti la tua opera al servizio della collettività, 2 anni e poi a casa. Cosi la penso anch'io.

Michele Reccanello ha detto...

Ah dimenticavo una battuta su questo "Profumo".

Lui il super-enalotto l'ha vinto!

Ma è concepibile un emolumento così alto?
Io la trovo scandalosa, perché per quanto sia stato bravo, abbia ben operato, abbia alla fine prodotto ricchezza per gli azionisti, io una cifra del genere non riesco a comprenderla, e mi fa incazzare che nessuno abbia fatto parola a proposito di questo trattamento economico stratosferico.

Gabriele, Monza ha detto...

@ Mariolino

In effetti stavo cominciando a pensare ad un post su Cosentino, cosi' da stimolare commenti su Profumo!!!

Ritenevo di aver lanciato un bel tema..., dai, fatemi leggere qualche commento in piu'.

A proposito dell'annuncio di Profumo dei 2 milioni in beneficenza, per esempio, non capisco perche' Bill Gates possa fare annunci simili e Profumo invece no.

Il vero cattivo gusto, caro Cruciani, e' fare promesse e non mantenerle.
Chiedete a Bono Vox, Bob Geldof e agli aquilani...

peppe crusciani ha detto...

uuuhhhh, che noia.

sono argomenti difficili questi, la gente non capisce.

Michele Reccanello ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Michele Reccanello ha detto...

Gabriele

A proposito del secondo tema da te proposto certo che può, soprattutto in questo paese dove corrotti, indagati, gente della peggior risma è stata eletta, perché l'ex AD non potrebbe visto e considerato che è una persona linda. Un altro discorso è vedere se la gente lo vota. Io di sicuro no.

Michele Reccanello ha detto...

@peppe crusciani

Sai cosa mi fa incazzare?

Che passi da queste parti, senza aggiungere un tuo contributo, un tuo pensiero, solo per segnalarci un nuovo post.

Toccata e fuga.

Michele Reccanello ha detto...

Aggiunta a mio commento delle 21:46
ho dimenticato di dire che hai miei occhi questo vuol dire che implicitamente riconoscono anche di avere fallito

mi è rimasto nella penna (tastiera ;-))

Francesca ha detto...

Buongiorno,

sulla buonuscita di Profumo interessanti i commenti al post:

http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/09/21/milano-abbiamo-un-problema/


Se posso dire la mia a me personalmente pare molto piu' immorale dei 40 milioni all'ex-AD di Unicredit (165mila dipendenti, quasi mille miliardi di euro di assets, 27 miliardi di ricavi) il premio in palio del superenalotto!

E che dire di quelli che abbandonano i cani in autostrada??

Michele Reccanello ha detto...

@francesca

Precisazione: io trovo ingiusto sia il montepremi che la bonuscita dell'AD.
Non dico che gli debba spettare una liquidazione da semplice impiegato, nella terra dei Cimoli che fanno danni come la grandine e poi gli danno i premioni sicuramente Profumo ci fa un figurone, ma da quello ai 40 Meuro ce ne corre.

Michele Reccanello ha detto...

@paoloVE

perdonami ma io non capisco una cosa: Io le fondazioni me le immagino come quella di Svezia che assegna Premi Nobel, per definizione sono senza scopo di lucro. Che ci fanno dentro le banche?

PaoloVE ha detto...

@ MR:

la teoria è sostanzialmente corretta: se non ricordo male le fondazioni non devono avere scopo di lucro, ma possono investire purchè i proventi degli investimenti siano destinati ad altro che non profitti. Ad esempio Cassamarca ha ampiamente finanziato con i proventi dell'attività bancatria, tutta una serie di ristrutturazioni nel centro di Treviso che hanno permesso sviluppare il polo universitario, l'edificazione del nuovo centro direzionale cittadino, etc. etc.
In questo modo possono diventare uno strumento o un contraltare (nel caso trevigiano la seconda) del potere politico.

Ciao

Paolo

Paolo Rosa ha detto...

Torno sulla parte di ieri relativa al "documento" pubblicato da Libero e da "Il Giornale".

Concordo con chi ha detto che la cosa giusta l'ha affermata Parenzo a fine trasmissione: in sostanza la verifica delle fonti dovrebbe essere a carico di chi pubblica e mi riferisco in particolare a Dagospia.
Caro Cruciani, la sua affermazione finale "beh mi aspettavo che D'Agostino dicesse che il documento era vero" non era il caso di farla subito presente allo stesso D'Agostino nel momento in cui lui ha affermato "e che ne so io se il documento è vero o falso?".
Invece sempre i soliti distinguo su quanto affermava Raisi.
Purtroppo ho mancato la parte relativa a Profumo-Unicredit causa blackout imposto dalle gallerie presenti sul mio percorso durante il rientro a casa per cui non ne posso parlare.Ho sentito, invece, la parte relativa al Governatore della Regione Toscana e alla sua affermazione sul Presidente del Consiglio "puttaniere".
Ci colleghiamo al discorso del documento sulla casa di Montecarlo e la banalità che il giornalista dovrebbe verificare le fonti. Pubblicare articoli tipo "puttanaio rosso" basandosi su una lettera anonima non è giornalismo, e fino a qui Rossi ha ragione, però basta tirare sempre in ballo Berlusconi: è controproducente e si finisce con spostare l'attenzione su di lui e non sul problema.

Mi viene ora una domanda: ma il fatto che due giornali di Santo Domingo pubblichino un documento relativo ad una vicenda riguardante il cognato del Presidente della Camera italiano non ha un che di surreale?

Paolo2 :-)

PaoloVE ha detto...

@ Paolo Rosa:

L'uscita di D'Agostino "e che ne so io se il documento è vero o falso?" è stata bellissima, specialmente se vista nel quadro che Raisi ha faticosamente cercato di dipingere, rincarando anche la dose.

Ma l'ultimo cui passa per la testa che un giornalista debba verificare le fonti è sicuramente Cruciani...

Ciao

Paolo

francesco.caroselli ha detto...

L'unico motivo per il quale il PD potrebbe puntare su Profumo è la liberazione dall'accusa sempre-verde lanciata a getto continuo da B e da tutto il centro-dx: "questi cambiano nome e sono sempre gli stessi comunisti!"
Accusa quantomai vera fra l'altro.
Scegliere un banchiere (anzi manager) come leader potrebbe stroncare alla base quest'accusa.

Cmq Profumo per fare il leader dovrebbe fare le primarie e non so se sia pronto e abbastanza popolare. Secondo me persino Boccia se lo mangia a colazione

Ancora non si sa se Profumo sarà candidato come leader dell'opposizione ma ieri sera monzolinho si è portato avanti con il lavoro:
"un bel servizio su Profumo con una scritta a tutto schermo -40 milioni di Euro-.

Francesca ha detto...

Io tanti anni fa lavoravo in CH al commerciale e ho imparato a produrre falsi autentiticissimi; dichiarazioni, attestazioni, fatture di riparazioni in garanzia soprattutto per chiedere rimborsi all'importatore a Basilea!
Non c'erano gli strumenti di oggi, come lo scanner, ma si lavorava con il tipp-ex e le fotocopie e tanti accorgimenti come quello di non tagliare di netto con le forbici, ma strappare per lasciare i bordi da incollare uno sull'altro meno tracciabili dalla fotocopiatrice.
Al punto che la mia qualifica tra i colleghi era di "U.F.F.I -
Ufficio federale falsificazioni internazionali".

Figuriamoci se da Santo Domingo e con tanta sollecitudine arrivano simili informazioni, se fossero vere!

Concordo con Paolo Rosa.

E gli house organs potrebbero magari anche occuparsi un po' del nuovo scandalo in Abruzzo che coinvolge parlamentari del P2ELLE!

Viola ha detto...

non leggerò più Dagospia

Francesca ha detto...

E’ un fatto che tre giorni fa il Cavaliere aveva pranzato con il gruppo di vertice del «Giornale» (mentre ieri a palazzo Grazioli ha ricevuto Antonio Angelucci, senatore del Pdl ed editore di «Libero»). Ed è un altro fatto che l’altra sera, adunati i suoi colonnelli, aveva dato l’annuncio: «Domani leggeremo il documento che incastra Fini». Ieri mattina (anticipato pure da Dagospia) ecco in edicola il famoso «scartafaccio» sulle società off-shore da tempo sul tavolo del Cavaliere, mostrato ai vari visitatori come il più ambito dei trofei.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201009articoli/58785girata.asp

Lui è sempre in mezzo quando c'è da rimestare nel letame!
Basti ricordare il filmatino di M'Arrazzo, che trattenne per giorni e sul qual consiglio' all'ex-governatore del Lazio addirittura di prendere contatti con l'agenzia che lo "gestiva"!

Gabriele, Monza ha detto...

A proposito dei 40 milioni di buonuscita, bisogna considerare vari aspetti:

1) Viviamo in un paese che ha fatto nel dopoguerra una precisa scelta di campo, no al comunismo, sì all'economia di mercato. Ciò significa anche che i D'Alema possono comprarsi la barca e i Bertinotti possono frequentare le prime alla Scala di Milano. Il denaro spesso é una conseguenza, non una causa.

2) Dichiarare subito di voler devolvere 2 mln in beneficenza potrebbe essere, per ipotesi, un segno di pudore, di imbarazzo da parte di chi sa dare il giusto valore al denaro e si rende conto che 40 milioni sono effettivamente tanti.

3) Viviamo nel paese che ha eletto premier l'uomo più ricco di tutti, si parla di un patrimonio di 6 MILIARDI di euro. Tutto quindi é relativo, anche 40 milioni di buonuscita, che dopo le tasse diventeranno 20, e senza società off shore...

4) Oggi ci impressionano i 40 milioni a Profumo, ma se uno di noi vincesse i 145 mln del superenalotto, come ci comporteremmo...?