giovedì 8 aprile 2010

Filippo Facci ci scrive

Filippo Facci ha gentilmente risposto alle osservazioni mossegli dal blog nel precedente post a proposito della questione, da egli sollevata, dei contributi statali indiretti per le spedizioni postali di cui il Fatto Quotidiano si gioverebbe. Qui sotto riporto la replica di Facci, a cui fa seguito una mia controreplica.

Buona lettura,
Authan

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LA REPLICA DI FILIPPO FACCI

Anzitutto piano con le parole («cretino») perché il riferimento è molto meno indiretto dei contributi presi da Il Fatto. Travaglio avrebbe già querelato.

In secondo luogo, vedo che il banale dettaglio da me reso noto (i contributi indiretti presi da Il Fatto) hanno spinto gli amici del quotidiano di Padellaro a rendere noto ciò che invece era stranoto a tutti: che Libero, come altri quotidiani, percepisce lauti contributi diretti per l'editoria. Non era un segreto. Ne parlò Report sin dal 2006. Nessuno lo negava o se ne vergogna, mi pare.

Nessuno, a Libero o altrove, ha mai fatto un baccano d'inferno contro i finanziamenti diretti o indiretti, quelli più onerosi per il contribuente e contro i quali Beppe Grillo e compagnia chiesero un referendum abrogativo. Non è su Libero che scrivono certi cerebrolesi che da anni dicono cazzate tipo «siamo noi che vi manteniamo» rivolto ai giornalisti. Non è Libero, e neppure l'Unità, e neppure Avvenire, ad aver deciso di riportare, sotto la testata, che non riceve «alcun finanziamento pubblico». Libero non ha mai tuonato, mi pare, contro le agevolazioni che riceve.

Così come nessuno ha mai obbligato il Fatto ad accedere al finanziamento - pardon - al «contributo indiretto» che lo Stato rimborsa alle Poste. Non è obbligatorio fruire del rimborso, basterebbe cioè spedire la copia con un bel francobollo. E' il Fatto che ne sta facendo una tragedia: ma basterebbe che aggiungesse, sotto la testata, che non percepisce contributi «diretti». Che il Fatto beneficiasse di contributi indiretti a quanto pare non lo sapeva nessuno o quasi, e io l'ho scritto: ecco tutto. Per il resto: se ritengono che le agevolazioni sulle spedizioni postali non siano paragonabili ai finanziamenti diretti, che dire: lo dicano a Beppe Grillo, ai grillini, ai travaglini, a loro stessi.

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LA CONTROREPLICA DI AUTHAN

Filippo,
prima di tutto, ti ringrazio per aver speso del tempo ad intervenire in un blog di poco conto. Pensa che in precedenza, in due anni e passa di attività, ho ottenuto, a livello di interventi per iscritto, solo un salutino da Luca Telese e il nulla più totale da Giuseppe Cruciani.

Se hai avuto modo di leggiucchiare qua e là qualche pezzo di questo sito ti sarai accorto che qui l'insulto non è di casa. Si cerca di fare analisi, approfondimento, commento e contro-commento con pacatezza e moderazione, anche se qualche volta non si lesina il ricorso all'ironia, al sarcasmo, al graffio e alla ruvidezza. Ma sempre nei limiti. Un po' come succede tutti i giorni alla Zanzara, e come succede quotidianamente nei tuoi testi (vedi anche l'uso della parola “cerebrolesi” nella tua replica riportata qui sopra).

Se ho dato del cretino a "tuo fratello gemello", Filippo, significa che non considero te (il "vero" Filippo Facci) un cretino. Mi sembra evidente. Anzi, a dirla tutta in numerose occasioni ho speso belle parole per te, e non certo per piaggeria (in altre occasioni invece ti ho criticato, perché secondo me la tua ossessione per Marco Travaglio sminuisce in primo luogo te stesso).

Ma veniamo alla questione dei contributi statali. La critica che ti ho rivolto nasce dalla constatazione che la questione da te posta si poggia su una tua valutazione soggettiva. Tu assimili i contributi indiretti a quelli diretti, e sei padronissimo di farlo. Ma non è scritto nelle tavole della legge che debba essere così. Ci sono molti modi per accedere a sconti, tariffe agevolate, ecc. ecc. che prevedono un esborso o un mancato guadagno da parte dello stato. Io nel mio articolo ho citato i casi delle auto aziendali e dei pannelli solari, ma ce ne sono altri. Vuoi che te ne offra altri due? E offriamoli.

Poniamo ad esempio quest'altro possibile caso: se i redattori del Fatto usano (sto inventando) dei computer aziendali Olivetti (costano meno dei Dell e degli HP), e se l'Olivetti ha ricevuto fondi pubblici per la cassa integrazione, è questo da considerarsi un finanziamento indiretto al Fatto?

E ancora (questa la rubo al mio commentatore Pale): se nel piccolo box di pronto soccorso negli uffici del Fatto ci sono medicine fiscalmente scaricate, è pure questo un finanziamento indiretto?

Dov'è il confine, Filippo? Ti rendi conto della perversione a cui porta un ragionamento capzioso quale il tuo? Un ragionamento, se mi permetti, in un perfetto stile Marco Travaglio (soggetto che in questa sede non è dileggiato ma neppure idolatrato, per intendersi). Come puoi odiare tanto una persona e poi comportarti come lui? Non ha senso.

Che lo slogan del Fatto sotto il logo della testata faccia riferimento specificatamente al finanziamento diretto (quello di cui Libero invece gode allegramente grazie ad artifizi amministrativi messi in atto “senza vergogna”) secondo me lo capiscono anche i sassi. Chi non lo capisce lo fa solo in conseguenza di un atteggiamento pregiudizialmente ostile nei confronti della testata diretta da Antonio Padellaro e sulla base di un livore e di un risentimento personale nei confronti di alcuni dei giornalisti che al Fatto lavorano. Il che è legittimo, ma sapendo ciò la tua critica, Filippo, perde consistenza e valore fin dalla radice.

Per chiudere, un paio di ulteriori osservazioni. La prima: se è vero che Libero non ha mai tuonato in particolar modo contro i finanziamenti all'editoria, è però vero che lo ha fatto più in generale contro gli sprechi o gli usi inappropriati di denaro pubblico. E per molte persone (tra cui anche Giuseppe Cruciani, ma sotto sotto penso anche tu, Filippo) i finanziamenti diretti all'editoria sono inappropriati (mentre non lo sono i contributi per le spedizioni postali).

Seconda e ultima osservazione: se un Beppe Grillo qualsiasi in passato ha stigmatizzato i contributi indiretti per le spedizioni postali ha fatto malissimo. Nessun problema a sottolinearlo (questo blog non è un fan club di Grillo). Anzi quasi quasi ora chiamo Beppe e gli urlo in faccia che ha detto una grandissima cazzata. (Scherzo, ma solo perché non ho il numero di Grillo.)

Mi fermo qua, ringraziandoti ancora, Filippo. Nel caso decidessi di controreplicare a tua volta, sei il benvenuto.


UPDATE 09/04/2010
PS. Filippo, potresti chiedere al tuo direttore Belpietro se quello che nel 2008 scriveva questo articolo su Panorama, nel quale era molto ben illustrata l'abissale differenza tra contributi postali e finanziamenti diretti, era proprio lui o il suo gemello diverso? ^__-

41 commenti:

Gabriele, Monza ha detto...

Anche se intimamente mi fa incazzare, la vicenda dei contributi diretti e indiretti all'editoria mi lascia indifferente. Non e' altro che l'ennesimo esempio di quella "Guerra Civile Dialettica" che e' in corso da anni tra Destra e Sinistra, tra quotidiani viola e quotidiani verdi, tra chi vota "pro" e chi vota "contra".
Basta! E' ora di finirla. Questo e' un Paese diviso e lacerato che richiede a tutti, nessuno escluso, di fare un passo indietro e di cominciare a fare un po' di costruttiva autocritica. Senza partigianeria.
Mi fa piacere che Facci legga e commenti L'Antizanzara (di fatto e' un bel riconoscimento per il lavoro di Authan), ma spero che cio' avvenga su temi di piu' ampio respiro, con un diverso orizzonte prospettico e, lo ripeto, con uno spirito COSTRUTTIVO.
Mi sembra che Facci qualche segnale in questo senso l'abbia recentemente inviato, non altrettanto si può dire del buon Cruciani.

francesco.caroselli ha detto...

complimenti Authan,
orami fai parte del gotha dei giornalisti!
quand'è che ti iscrivi all'albo cosi possiamo insultarti un po?

"venduto!"

"servo del potere!"

si capisce che scherzo?
Cmq vorrei dire la mia in questa discussione.
Anzi, piu che la mia, riporto le osservazioni di Marco Lillo espresse ieri sera in trasmissione. (c'è gente che segue l'anti-zanzara e non la zanzara - Crux rosica!)

Il Fatto Quotidiano che si compra in edicola non riceve nessun finanziamento pubblico.
ne diretto ne indiretto.
Su piu di 100.000 copie vendute poco piu di 10.000 (il 10%) riceve un finanziamento...ovvero solo gli abbonati.
Che deve fare la redazione del fatto?
Per gli abbonati deve cancellare la frase incriminata?

PS-Grillo tuonava soprattutto per i finanziamenti diretti.
E io sono un grillino e un travaglino... non me ne vergogno.
Sarò un celebro-leso?

PPS-al secondo rigo della replica di Facci già compare il nome di Travaglio...
scommetto che il buon Filippo ha una bamboletta voodoo con gli spilloni.
Filippo MOLLALA!
...fatti curare!
sembri un maniaco-ossessivo-compulsivo

Francesca ha detto...

@ FF

beh... una querela per "lungocrinito".... sarebbe anche motivata!

In ogni caso da Travaglio c'è da imparare a star al mondo, visto che per le offese di Sgarbo Sgarbi qualche bel soldino (30.000 euri secondo la sentenza) l'ha rimediato!

Aspetto di leggere un prossimo pezzo di valore sulle oltre 50mila preferenze alla Carfagna......

Spirito Liberale ha detto...

Onore a Filippo Facci, questa volta avrà preso un granchio, ma leggerlo su l'anti-zanzara fa veramente piacere!!!

elenao ha detto...

Io leggo il Fatto e sapevo delle agevolazioni per le spedizioni postali (peraltro utilizzate da tutte le case editrici), mi fa specie che Facci stia a spaccare il capello in quattro su una faccenda veramente risibile, anzi, non mi fa specie perché so quanto detesti Travaglio a prescindere. Sarebbe ammirevole se lo ammettesse, e se dicesse, che so, che ha un tirassegno in camera con la faccia di Travaglio e che si diverte a tirargli le freccette. Ieri su Macchianera, stesso argomento, stesso dibattito, al quale ha partecipato pure Luca Sofri, un altro che ce l'ha su con Travaglio per faccende che nulla c'entrano con le agevolazioni postali. Mi viene il sospetto che il successo del Fatto abbia fatto rosicare un po' di gente, Cruciani compreso, se gli argomenti sono questi, comunque, non c'é molto da stare allegri...

Francesca ha detto...

OT - Very important info

Imperdibile la puntata di ANNOZERO dal titolo:

"IL PROFETA"
(ovvero colui che predisse la vittoria della LN)

ospiti:

GIULIO TREMONTI
("NOI agnolotti, LORO cous-cous"... chissà se ripeterà tutte le boiate di Torino, come quella su M'arrazzo?!)

Gad Lerner
Luca Ricolfi
Stefano Bruno Galli, editorialista de La Padania
Diego Della Valle (lo scarparo)
e il sindaco (PD) di Montebelluna Laura Puppato

fine
ciao!

samson ha detto...

Duole leggere la replica si Facci , e questo perchè sembra che egli non abbia l'onestà di voler cogliere il punto sostanziale che differenzia i 2 tipi di finanziamento (se cosi possiamo chiamare l agevolazione postale ).Come appare ovvio dagli esempi fatti da Authan ,il Fatto Quotidiano si differenzia perchè non sussiste grazie ai finanziamenti pubblici,
se poi ,come qualsiasi azienda privata ,lo stato prevede delle agevolazioni fiscali a merito dell utilità pubblica che ne scaturisce dal suo operato,non vedo perchè il giornale di Padellaro non debba approfittarne.Che cosa dovrebbero fare secondo Facci? Visto che gia non percepiscono finanziamenti ?
Capisco che a quelli di Libero da fastidio che ci sia una voce fuori dal coro , voce che rifiutando i finanziamenti pubblici si libera dal condizionamenti politico , evidenziando quanto ne siano compromessi gli altri,d'altronde se i panni sono sporchi
si nota di piu se in mezzo comincia ad essercene qualcuno pulito... no?

Palladifango ha detto...

«Come puoi odiare tanto una persona e poi comportarti come lui? Non ha senso»

Come non ha senso?

Si chiama identificazione proiettiva, caratterizza più o meno ogni odio.

Hai voglia se ha senso.

massimo.zanardi ha detto...

aldilà della polemica tra Facci e Il Fatto e provando a entrare nel merito della legittimità dei contributi indiretti, non trovate assurdo che si debba coprire con denaro pubblico parte delle spese di spedizione di un prodotto editoriale? non trovate che questo tipo di agevolazioni contraddica i principi fondamentali del capitalismo frenando, con premi alla pigrizia imprenditoriale, lo sviluppo dei prodotti e della loro fruizione. Nello specifico credo che agevolare la distribuzione cartacea rallenti il processo di transito alla distribuzione elettronica, notevolmente più efficiente.

Clem ha detto...

È interessante che ci sia un commento del diretto interessato, però l'argomento è yawn.

paolo ha detto...

Authan la differenza tra i contributi indiretti della posta e quelli per i pannelli solari è l'ammontare dell'agevolazione. Molto più grande nel primo caso.

Non solo, pure la specificità del contributo . La spedizione postale è una colonna portante dell'attività di un giornale. La corrente elettrica anche, ma 9 casi su 10 in una azienda è tradizonale. Siamo ancora lontani dai tempi ( ahimè ) in cui le mosche bianche saranno le aziende che non possederanno pannelli solari.

Sono daccordo con Facci quando scrive che "Il Fatto" dovrebbe aggiungere il sostentivo "diretti". La differenza di sussidi statali tra un giornale classico e "Il Fatto" resterebbe comunque sostanziale e metterebbe a taciere le critiche.

Alla fine di tutti i discorsi delle repliche e contro repliche, rimane il fatto, a parer mio, che questi contributi DIRETTI siano un'autentica rapina ai danni dei contribuenti.

Authan ha detto...

Alla fine di tutti i discorsi delle repliche e contro repliche, rimane il fatto, a parer mio, che questi contributi DIRETTI siano un'autentica rapina ai danni dei contribuenti.

Questa frase è un modo perfetto per chiudere la questione. Alla fine, anche ponendo che Facci abbia ragione (e secondo me, insisto, non ce l'ha) quello che egli ha fatto è stato un cercare la pagliuzza nell'occhio altrui senza badare alla trave nel proprio.

Ciao.

Gabriele, Monza ha detto...

Tanto per cambiare discorso, mi piacerebbe vedere Facci, Telese, Travaglio e ovviamente Cruciani, come ospiti di uno stesso Talk-Show.
Tema a piacere. Moderatore: Luca Bottura
Chissà chi ne verrebbe fuori meglio....

MarianoS ha detto...

Quest'ultimo intervento (di Paolo) coglie perfettamente il punto: la vera tristezza e' che i contributi "dovrebbero" essere utilizzati per dare impulso all'economia verso la migliore direzione.
Gli impulsi, per loro natura, hanno la caratteristica temporale della brevita', e purtroppo questo dinamismo non l'ho (quasi) mai visto in Italia.
Anzi, purtroppo il nostro Paese e' estremamente conservativo e statalista... e non ne usciremo facilmente. Mi fermo qui, per non andare OT.

Saluti,
Mariano

bart27 ha detto...

Alla fine di tutti i discorsi delle repliche e contro repliche, rimane il fatto, a parer mio, che questi contributi DIRETTI siano un'autentica rapina ai danni dei contribuenti.

sono d'accordo, ma con un importante distinguo

quando si dice "editoria" ci si riferisce a una galassia di attività, estremamente diverse

la prima distinzione va fatta fra chi fa quotidiani e chi fa libri, e successivamente, fra chi fa libri seriamente e chi no.

vorrei spezzare una lancia per molti piccoli editori che fanno con sacrificio libri specialistici

in questo caso sono d'accordo su un aiuto da parte dello Stato, ovviamente con tutti i controlli e i paletti del caso.
Altrimenti, molte discipline universitarie importanti sarebbero in serissima difficoltà

per cui, un conto è il quotidiano Libero, un conto è la casa editrice che pubblica, che so, uno studio sul sanscrito

massimo.zanardi ha detto...

@bart

per quanto concerne le spese di produzione e spedizione del supporto (libro stampato), possono essere praticamente azzerate passanto al supporto digitale, quindi non c'è alcun motivo di continuare a pagare a tipografie e corrieri questo servizio obsoleto. Ma quand'è che ci decidiamo a cambiare millennio?

riguardo ai costi di editoriali più propriamente intesi (produzione del documento, editing, pubblicizzazione ecc.) ritengo che concorrano a comporre il rischio di impresa e che dovrebbero essere coperti dai ricavi. La pubblicazione di uno studio sul sanscrito può essere coperta dagli incassi di pubblicazioni più commerciali, oppure da un maggior costo/copia a carico del pubblico di nicchia degli studi sul sanscrito. Se poi non si trova un pubblico sufficientemente motivato, nè un editore disposto a sacrificare al sanscrito parte degli introiti derivanti dai prodotti commerciali, beh, allora significa che del sanscrito frega fondamentalemte un cazzo a nessuno e quindi tanto vale lasciar campare un albero in più o produrre 8byte di memoria in meno...

nessuno ha detto...

Contributi di Stato o del contribuente?
Auto aziendali, pannelli solari, medici e medicine, ospedali, Case di Cura Private e cure termali (?), cultura, balletti, opere liriche al chiuso ed all'aperto, sostegno diretto e indiretto (postale) a giornali ed editoria, rottamazioni, ciclomotori, cucine ed elettrodomestici, case ecosostenibili, abbonamenti a internet veloce (per i giovani fino a 30 anni) e prodotti industriali come inverter e motori elettrici, gru, rimorchi, macchine agricole.

Sono tutti incentivi.
A favore di chi?
Di chi compra o di chi produce per vendere? Direte che è la stessa cosa.
Ed allora ci si chiede: a carico di chi? dello Stato e cioè del contribuente che quelle cose non le compra, non le gode e non le usa.

Conclusione banale e banalizzante: anche i governi di destra sono statalisti quanto quelli di sinistra.

francesco.caroselli ha detto...

a paolo
Sono daccordo con Facci quando scrive che "Il Fatto" dovrebbe aggiungere il sostentivo "diretti".
Mi pare che diretti sia un aggettivo non un sostantivo, ma cosa piu importante tale modifica andrebbe fatta solo sulle copie in abbonamento.
Che si fa?
In edicola testata standard e e per gli abbonati ci aggiungiamo "diretti".
Certo che se questa è l'unica critica che riescono a muovere al Fatto sono messi proprio male!


PS-Quest'era del digitale che molti frequentatori agognano a me non piace proprio.
Certo la digitalizzazione dei libri è una cosa fantastica.
Ma l'oggetto materiale "libro" non verrà mai soppresso.
(per fortuna).


Off-topic
Sarebbe davvero paradossale se ora l'Inter finisse sotto-accusa dalla giustizia sportiva.
Maurizi aveva introdotto l'argomento, mentre invece Cruciani non si fila affatto questo argomento.
Perchè?
Al bar con gli amici non si parla anche di questo?
Mah!

francesco.caroselli ha detto...

Moggi ha chiuso per punizione un arbitro (paparesta) nello spogliatoio.
Moggi chiamava Cannavaro per dirgli di giocare male cosi l'inter l'avrebbe venduto a poco.
Moggi & Friends minacciavano i giocatori che non volevano cambiare procuratore e passare al figli.
Moggi dettava i "sorteggi" della serie A (quelli che dovevano essere totalmente casuali).
Moggi puniva con arbitraggi contrari le squadre che non si adeguavano alla "cosca". (vedi fiorentina).
Moggi diceva agli arbitri di vedere "anche quello che non c'è".
Nelle partite che precedevano gli scontri diretti con la juventus, moggi indicava quali giocatori andavano ammoniti, ovvero quelli già diffidati, cosi avrebbero saltato le partite con la juve.
moggi sentiva non solo i designatori, ma anche giudici sportivi e arbitri. A tutti questi aveva fornitp schede telefoniche straniere...proprio per non farsi intercettare.

Cruciani e Mughini possono dire quello che vogliono....
ma mi fanno proprio vomitare!

francesco.caroselli ha detto...

a francesca mi aspetto un tuo commento sulla storia della Ru486...
dai che ti voglio bella "femminista".

Cruciani: "l'aborto è depenalizzato"
No Cruciani l'aborto è peccato, non è piu reato.


Ruggisci un po.

E PaoloVE? Dove sei finito?
Vi devo confessare che all'annuncio dello stacco pasquale di Authan mi sarei aspettato i tuoi post...
ci hai deluso tutti.. e ci stai privando della tua arguzia.
Ritorna!


Ostellino, che pervertito.

francesco.caroselli ha detto...

gli avvocati della juventus hanno chiesto la condanna perchè altrimenti la juve finiva nel CND.

INTERISTA CONVINTO A CUI NON BASTANO I 2 SCUDETTI TOLTI.

ostellino che c'entra l'eredità degli Agnelli?

e che RESTAURAZIONE SIA
congresso di vienna
sta arrivando
sono troppo criptico??????

Viola ha detto...

Dal Fatto Quotidiano di oggi, pag. 6:

ZANZARE IN CARRIERA
Seguiamo con trepidazione l’ascesa professionale
di Giuseppe Cruciani, conduttore della “Z a n z a ra ”( Radio 24) e comprendiamo il suo sogno nel cassetto: approdare a Mediaset e, magari, un
giorno prendere il posto di Emilio Fede. Le zanzare si sa scalpitano e nessun traguardo appare loro
irrealizzabile. Beata gioventù. Un consiglio tuttavia
sentiamo di rivolgere a Cruciani. Se vorrà un dì essere come Emilio Fede (o Barbara D’Urso) eviti di
accompagnarsi a stravaganti personaggi che
spacciano per clamorosi scoop autentiche bufale.
Martedì, per esempio, la “Z a n z a ra ”ha dato ampio spazio a un sedicente giornalista di “L i b e ro ”e alla sua clamorosa rivelazione: il “Fa t t o ”sostiene di non ricevere alcun finanziamento pubblico e invece beneficia di sgravi sugli abbonamenti postali.
Caspiterina. E come se, poniamo, per il fatto di
usufruire degli sgravi irpef di un contribuente si
dicesse che si fa finanziare dallo Stato. Cruciani ha
fatto di peggio non interpellando nessuno del “Fa t t o ” ma limitandosi a leggiucchiare la nota pubblicata su questo giornale domenica scorsa. No, caro Cruciani così non si diventa Fede. Al massimo, Facci.

Saluti!!

bart27 ha detto...

@ massimo.zanardi - 18.34

1)
sono favorevolissimo alla digitalizzazione dei libri, ma in una prospettiva ibrida, dove cioè la carta rimane, accanto ai bit.

Per due ragioni. Una è la conservazione. E' un aspetto importantissimo troppo trascurato dal nostro tempo malato di "presentismo".
In altre parole, ho molta più fiducia che un libro di carta sia ancora leggibile tra 100 anni piuttosto che un PDF.

L'altra ragione riguarda gli aspetti ambientali. Va molto, ma molto diminuita la presunta ecologicità del digitale rispetto alla carta. La carta, se inserita in un ciclo di produzione virtuoso (come fanno in Svezia, dove per ogni albero consumato se ne ripianta un altro) può essere sostenibile perché rinnovabile. I computer, invece, contengono molte sostanze inquinanti e molte materie prime che sono scarsamente riciclate o riciclabili.

2)
dire che il mercato è l'unica entità che decide le sorti di un certo tipo di libri è pericoloso. Cosiccome è scellerato chiudere certi corsi di laurea perché "improduttivi", sempre sulla base di questo famoso "mercato". Lo sai che nella mia città è a rischio il corso di Storia Romana? Ti pare una cosa sana? Studiare Cicerone non serve a nulla? Ho citato apposta nel post precedente il sanscrito, proprio per solleticare i fan del "sapere professionalizzante", che invocano un sapere e una cultura immediatamente spendibile in posti di lavoro, un falso mito, falsissimo.

Lo sai cosa mi disse un Ad di una grossa multinazionale? Per la loro comunicazione, cercano laureati in filologia classica, lettere, filosofia... e di quelli provenienti da corsetti di lauretta in scienze della comunicazione (teoricamente molto più "produttivi" ) se ne sbattono altamente...

Tornando ai libri, va benissimo il rischio d'impresa, ma il problema sono le grosse storture che ci sono nella distribuzione, malata di monopoli e posizioni dominanti, che impediscono all'editore di qualità di avere visibilità, dunque pubblico, dunque introiti, dunque indipendenza. Il giochino che tu dici di creare dei vasi comunicanti dove i libri che tirano finanziano quelli che non tirano è corretto, ma ha un limite oggettivo, e può permettere di fare pochi libri di nicchia rispetto a quelli necessari. Un po' come estrarre l'oro... per farne un grammo devi macinare tonnellate di roccia.

ste76 ha detto...

@bart27
I computer, invece, contengono molte sostanze inquinanti e molte materie prime che sono scarsamente riciclate o riciclabili.

I libri si stampano con computer e macchinari certamente non "puliti". E l'inchiostro???

Invece, una chiavetta usb puo contenere un intera biblioteca.

Michele Reccanello ha detto...

@Francesco
Ho sentito un pezzo di zanzara di lunedì e devo dire che Maurizi non mi è dispiaciuto affatto. Magari si potesse cambiare il conduttore di una trasmissione come la sintonia della radio...

parafrasando Clem: la puntata di stasera è stata yawn!

Evidentemente finite le elezioni il nostro affezionato conduttore è a corto di argomenti e allora si attacca alle solite frasi che riempiono gli armadi vuoti della politica, oppure ai francobolli pagati a metà. Mi sa che se continua così mi sintonizzerò sullo zoo di 105, ogni tanto tra le sguaiatezze - che almeno mi fanno sorridere - spuntano anche delle punture di zanzara. Peccato solo che vada in onda in altro orario.

Non vorrei entrare nel merito di calciopoli di cui stasera si è parlato, tra le altre (poche) cose, in lungo e in largo durante la puntata:
Ma ricordo male o è lo stesso Conduttore, esempio di coerenza, che quando le intercettazioni svelano il losco, gli illeciti, corruzione, il marcio della politica e dei politici allora sostiene che sono un indecenza, e quando invece si tratta di parlare di pallone, e quelle stesse intercettazioni ne svelano il losco, gli illeciti, corruzione, il marcio, allora vanno bene?

...Fantastico! :-(

@Authan arrivo esimo ma comunque complimenti per la serie A!

Francesca ha detto...

@ caroselli

e che ti dovrei dire sulla RU486?

pur di ostacolarne l'adozione com'è in Europa da decenni, han reso obbligatorio il ricovero!
anche se Casini l'ha buttata lì come battuta, ho paura davvero che l'intento sia quello di attaccare la L194 come dei novelli crociati con Ferrara in testa, la Roccella, Cota e i leghisti a cavallo!
Spero bene che si rileggano le parole di FF che ben indicano come la pensa l'elettorato!
Per il resto, l'aborto è sempre un dramma; credo che nessuna donna, nemmeno la piu' stupida lo affronti a cuor leggero e soprattutto senza un minimo di SENSO DI COLPA, perchè lascia sempre un segno indelebile.

bart27 ha detto...

@ ste76

non ho affatto detto che la carta inquina meno dei bit

ho semplicemente detto che è un confronto estremamente complesso, che va fatto analizzando tutti i processi industriali in campo

ho contestato lo slogan, molto di moda oggi, secondo il quale i bit sono pulitissimi, la carta no.

non è vero, pur essendoci differenza, questa è minore di quello che può sembrare fermandosi solo alla buccia di questi processi.

i fattori sono tantissimi,

e il confronto tra l'ecologicità di un libro di carta rispetto a uno elettronico va prima di tutto fatto non in un dato istante, ma per un lasso di tempo lungo almeno un secolo (i libri non sono come i rasoi usa e getta) e vedrai che il fatto di stabilire chi consuma più energia elettrica tra i due è tutto da vedere

ste76 ha detto...

@bart27

ciao, nel precedente messaggio, per motivi di tempo, credo di essere stato un po telegrafico e brusco.

Il libro sicuramente e' piu affascinante di una chiavetta usb. Inoltre puo essere letto quasi ovunque e quasi in qualunque momento. Come tutti, ho un paio di libri che custodisco gelosamente (1984, Il piccolo principe, e l'unico topolino soppravissuto ai miei innumerevoli traslocchi).

Da un punto di vista strettamente energetico e ambientale non c'e proprio paragone, pensa per esempio al costo energetico della produzione e della DISTRIBUZIONE dell'ultimo libro di Umberto Eco, tonnellate di materiale che se ne va in giro per il mondo. E poi pensa a Emule e agli ebook :D

D'altra parte il libro non e' l'unico bene che viene spostato, anzi ne e' un infinitesima parte quindi agli eventuali dettrattori del libro che usassero l'argomento ecologico risponderei piuttosto con una domanda: "i frutti esotici e fuori stagione li mangi?"

In conclusione, per me, fai bene a difendere il libro, ma sul argomento strettamente ecologico hanno ragione gli altri, comunque, dato che poi il bit non fa e non da tutto quello che fa e da il libro (non ancora perlomeno) direi: VIVA i LIBRI (bibbie a parte).

PaoloVE ha detto...

Buongiorno,

visto che a scrivere del gemello cretino di Facci si rischia la querela, scriverò in maniera asettica ed impersonale der libberismo de noijartri e de la ccoerenza "à la carte" di certi pezzacci di carta che passan per giornali.

Pezzacci di carta che mi hanno smerigliato le gonadi scartavetrandomele per anni con lo slogan:

"Meno tasse! Meno stato!
W il libero mercato!"

Ma poi, quando un loro concorrente fa il proprio mestiere utilizzando per il 90% in meno di loro la greppia pubblica che fanno? gli dicono bravo e si precipitano tutti dal loro prognatico direttore all'urlo "Visto che bravi loro? adesso lo facciamo anche noi, vero?! SI! anche noi! Si può fare! Yes we can!"?

Of course not!

Pubblicano invece i puntigliosi ed arguti argomenti del loro più lungocrinito articolista contro chi lo ha fatto che colla lente di ingrandimento evidenziano come in realtà non proprio tutto e non direttamente ma...

Eeehh, queste si che son notizie, madama la marchesa!

Il che mi lascia pochi dubbi su chi siano in realtà "I più migliori der bigoncio".

Parafrasando anche il titolo della prima pagina di Libero di ieri (i miei ironici complimenti a quel "Marameo ai giudici" per la firma di Napolitano al legittimo impedimento) c'è da dire "Marameo alla coerenza" (ma probabilmente era più importante essere coerenti nella solita maniaca ossessione contro ADP, Travaglio, Grillo, etc., sempre, comunque, ovunque e per qualsiasi motivo).

Questo è, per l'appunto, il libberismo dei noijartri, non non quello del libero mercato, ma quello da bbancarella de pportapportese. Dove il pesce è sempre fresco, il vino è sempre buono, e son tutti finocchi col culo degli altri.

Saluti

Paolo, il gemello arguto

Francesca ha detto...

"Marameo ai giudici" un par de ba....

http://www.corriere.it/politica/10_aprile_07/legittimo-impedimento-questione-costituzionalita_2ab9e9e0-4279-11df-a011-00144f02aabe.shtml

intanto i super-PM di Milano De Pasquale e Spadaro già pronti a ricorrere alla Consulta!

Giorgino ha firmato e ha fatto benone, il Cav. di Hardcore avrebbe ripreso con i deliri di persecuzione che tanto gli fa comodo sollevare pur di non metter mano ai veri problemi del Paese!

ste76 ha detto...
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F®Ømß°£ ha detto...

Un bentornato a Paolo, di cui quoto tutto.

1) La differenza tra contributo indiretto e contributo diretto è oggettiva

2) La differenza numerica del 90% è altrettanto oggettiva.

Cruciani capzioso.

Saluti

Tommaso

paolo ha detto...

@Francesco.Caroselli

Buu che brutta figura ho fatto !! Ehehe.... Chiedo perdono !!

Per quanto riguarda la tua osservazione non sono daccordo. Il contributo indiretto per le spedizioni è a favore del bilancio di tutto il giornale quindi andrebbe scritto ovunque.
Sono daccordo invece sul fatto che si è cercato il pelo nell'uovo, ma come ho scritto nel mio post precendente, sottolinearlo metterebbe a taciere tutte le imbarazzanti polemiche per sempre. Anzi, quella parolina aiuterebbe la gente a ripensare alla questione. E questo non sarebbe niente male.

bart27 ha detto...

superquoto Paolo !

@ massimo.zanardi
@ ste76

tutti i discorsi che abbiamo fatto sui libri rispetto al mercato, mancavano di considerare se in Italia c'è davvero il tanto citato "libero mercato"...

ci ha pensato Paolo a ricordarcelo


verifica parola: libero

ste76 ha detto...

@gemello arguto

quoto tutto
E ora mi e' piu' chiaro.

Pero' a pensarci bene screditare un giornale avversario o comunque tentare di smontare un suo slogan fa parte del "libero mercato". Giusto? Che centra la coerenza con il profitto? Forse siamo buoi noi, che ci andiamo dietro?

Io comunque devo ringraziare Facci e il suo gemello , perche hanno decisamente risvegliato in me un interesse positivo verso "il Fatto" (nonostante il mio fastidio verso Travaglio). Mi abbonero' senz'altro se mettono la parolina "diretti"

Signor Cometti ha detto...

Facci dovrebbe mettersi d'accordo con il suo direttore:

http://nonleggerlo.blogspot.com/2010/04/pestato-maurizio-belpietro.html

Malombra

F®Ømß°£ ha detto...

L'articolo linkato dal signor cometti chiude la questione con una sonora pernacchia direi.

Michele Reccanello ha detto...

@Bart

verifica parola: libero

infatti Travaglio su libero ironizza spesso:

Libero no occupato

Clem ha detto...

Ovviamente nessun commento da parte di chi di dovere sull'update di Authan. Probabilmente non è più tornato a leggere qui.

Ornette ha detto...

Ieri titolone di Libero "IO, TRAVAGLIO E LA MAFIA" con intervistona di Facci a Ciuro che....
scagiona completamente Travaglio dal fango gettatogli addosso per anni sulle vacanze pagate dalla Mafia!!!
http://nonleggerlo.blogspot.com/

Francesca ha detto...

@ Ornette

sarà sicuramente un TOTO-ZANZARA clamoroso!

Ricordo la puntata di ANNOZERO in cui quel pagliaccio di Belpietro-Ambroginod'oro, pur di non parlare dell'imbarazzante Berto-liso tiro' fuori per la duemilionesimavolta questa porcheria!

E anche il ministro degli agnolotti l'altra sera da Santoro ha tentato qualche infelice battuta al riguardo con Marcolino.....