lunedì 12 aprile 2010

Pane e acqua

Questo è il secondo post del giorno, opera mia (Authan). Non perdetevi il primo, di Paolo.

+++++++++++++++++++++++

Si è discusso molto, negli ultimi tempi, di come alcune amministrazioni comunali guidate dalla Lega hanno affrontato il problema dei mancati pagamenti della retta per il servizio mensa nelle locali scuole. Ai figli dei cittadini morosi di Montecchio Maggiore (provincia di Vicenza) sono stati serviti dei pasti alternativi, costituiti da panini imbottiti, mentre ad Adro (Brescia) agli inadempienti il refettorio è stato negato tout-court, costringendo i genitori dei bambini interessati a prelevarli dalla scuola.

E' giustificata questa estrema inflessibilità - come, o almeno così mi è parso, ha lasciato intendere Giuseppe Cruciani - se non altro a garanzia di chi le rette le ha sempre pagate puntualmente? Oppure - come scrive Luca Telese nel suo blog - in considerazione del fatto che molte delle famiglie coinvole sono di stranieri, siamo di fronte ad un “moderno razzismo dissimulato sotto i feticci del sorriso cortese e della buona amministrazione”?

Secondo me c'è un osservazione importante che non ho sentito avanzare da nessuno. Ma ci arriviamo. Prima è doverosa una premessa, che è questa: una famiglia può lesinare su tante cose: dall'abbonamento Sky, alle sigarette, alla marca delle scatolette di tonno, eccetera eccetera. Ma se c'è una cosa su cui non si può risparmiare è la mensa della scuola. Se si usufruisce del servizio, il servizio va pagato. Punto. Perché non farlo, per dei genitori, significa mancare di rispetto in primo luogo per i propri bambini, il che è riprovevole. Se non si può o non si vuole pagare lo si dichiara fin da subito e si rinuncia al servizio. Nel caso poi sussistano situazioni di grave indigenza e/o insuperabili problematiche logistiche, allora diventa indispensabile invocare l'aiuto dei servizi sociali del comune.

Ciò detto, secondo me nei provvedimenti intrapresi a Montecchio ed Adro c'è comunque qualcosa che non va e su cui non si può far finta di nulla, alla Cruciani, in nome di una cinica fiscalità. La ragione è ovvia: non si può far pagare a dei bambini le colpe dei propri genitori. E' immorale, è incivile, è disonorevole. E rischia pure di diventare psicologicamente traumatizzante per i piccoli. Su questo Crux farebbe bene a chiedere lumi al suo collega collaboratore di Radio 24 Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell'età evolutiva.

E quindi? Il comune deve tenersi le morosità e metterci una pietra sopra? Ma certo che no. Ed ecco l'osservazione importante da fare ma che nessuno fa. Oltre alla rette delle mense scolastiche, esistono molteplici altre potenziali situazioni di morosità, da parte di alcuni cittadini inadempienti, che i comuni devono affrontare. La tassa rifiuti, l'ICI (è stata abolita solo per le prime case), l'imposta di pubblicità e pubbliche affissioni, e altre. Domanda: in questi altri casi come reagiscono le amministrazioni di Montecchio e di Adro? Si affideranno, immagino, ad una società di recupero crediti che, seguendo un appropriato iter, perseguirà l'obiettivo del saldo delle somme dovute, coinvolgendo, se necessario, l'autorità giudiziaria e arrivando, al limite, al pignoramento di alcuni dei beni dei debitori.

Perché per i mancati pagamenti delle rette delle mense scolastiche non si può seguire questa stessa strada, anziché adottare la scorciatoia del rivalersi direttamente sui bambini? Questo è secondo me il punto. Questa è la domanda centrale a cui serve dare risposta. Sui mille e passa comuni d'Italia solo due hanno scelto la scorciatoia di cui sopra, e secondo me ciò vorrà pur dir qualcosa. Ma cosa? Beh, qualcuno dirà che i sindaci di Montecchio e di Adro sono i due più pragmatici. Qualcun altro, invece, che sono i due più razzisti. Secondo me, più banalmente, sono solo i due con le più grandi manie di protagonismo. E basta.

--------------------------------

Francesco De Gregori, "Pane e castagne" (1987)




Ci sta una terra di nessuno, da qualche parte del cuore
Come un miraggio incastrato tra la noia e il dolore
Domani ce lo diranno dove dovremo passare,
Ma c'è una terra di nessuno e ci si deve arrivare...


14 commenti:

Francesca ha detto...

Quei due comuni hanno agito direttamente, senza sentirsi in dovere morale, per rispetto dei bimbi che, come scrisse il guru Gramellini "vengono prima di tutto", di convocare una volta di piu' i genitori in ritardo con i pagamenti per verificare quali fossero le possibilità alternative.

Nessun desiderio quindi di andare incontro alle persone per permetter loro di onorare gli impegni, magari con dilazioni nel tempo o con tariffe agevolate ulteriormente.

E se avessero provato a rivolgersi ad Equitalia per far mettere delle belle ipoteche sulle proprietà dei genitori scrocconi o disporre il fermo amministrativo delle loro autovetture?

Scherzo eh!?
Si vede che ho visto Report ieri sera!
Pero' quando uno pensa che, per carità, i piccoli comuni fan fatica a garantire questo tipo di servizi grazie ai continui tagli di risorse e poi vedi che con i soldi dei contribuenti si pagano i voli degli ospiti PRIVATI del PDC.... lo sperpero e l'assenza di controlli nelle grandi opere (G8) ha fatto duplicare le spese a favore di imprenditori amici....

PaoloVE ha detto...

Buongiorno.

Credo che la componente razzista dei provvedimenti ci sia, ma che sia minima, infatti sono stati coinvolti anche bimbi italiani. E non escludo che una parte dei provvedimenti abbiano riguardato i figli di qualche furbo.

Come evidenzia Authan esistono però altri modi, non discriminatori e che evitano che i figli debbano scontare le colpe dei padri, per evitare situazioni simili.

Ma evidentemente una tale minima delicatezza non era considerata necessaria dalle amministrazioni che hanno deciso di fare diversamente, per cui anch'io penso che si sia trattato di una scelta dettata dal protagonismo ad ogni costo. La cosa su cui riflettere è che questo protagonismo sembra essere tristemente pagante...

Saluti

Paolo

nessuno ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
nessuno ha detto...

Come possono ovviare le amministrazioni comunali per mantenere i pasti nelle mense scolastiche anche per i pargoletti i cui genitori non pagano le relative quote?

Lapalissiano. Non pagando le fatture alle ditte fornitrici e/o gli stipendi a cuochi/e e personale di servizio.

Così le ditte fornitrici non potranno pagare il salario ai loro dipendenti i quali non potranno pagare le quote per la mensa scolastica dei loro pargoli.

E' la finanza creativa degli antiTremonti.

A meno che non si aumenti la quota ai genitori che la pagano regolarmente.

Come avviene per le tasse che c'è chi le paga salate e chi le evade.

Oppure si fa una bella manifestazione popolare con candele e bandiere.

Oppure, paga di tasca propria il sindaco.

A meno che non si voglia altruisticamente accollare tutta la spesa il buon Luca Telesa con una bella colletta sul suo blog, alla maniera dei frati francescani mendicanti (con ricchissimi conventi).

Michele Reccanello ha detto...

Mi riallaccio al commento di Francesca, "i bimbi vengono prima di tutto", come già scritto nel pozzo degli off topic, le istituzioni, e i comuni in questo caso, hanno il dovere di perseguire il bene comune, e per come la vedo io, il bene comune sono dei bambini che non devono essere trattati diversamente da altri, per colpe che loro non sono. I comuni o le dirigenze scolastiche dovrebbero, se non lo fanno i genitori , interessarsi del perchè non vengono pagate quelle rette - lo vorrei sapere anch'io perchè - e se fossero appurati dei casi in cui effettivamente i genitori sono in difficili condizioni economiche dovrebbero cercare di aiutare questi bimbi, o nel caso i genitori di questi si credono furbi intraprendere altre strade. Assistenti sociali? Recupero crediti? Pignoramenti? Ganasce fisali? Tutto è ok purchè, ripeto, non siano i bimbi a fare le spese degli errori dei grandi

Ciao

ste76 ha detto...

@Authan

d'accordissimo sul fatto che i bambini non devono pagare per gli errori dei genitori.

Il fatto e' che in questo caso la cosa piu CONVENIENTE (non giusta)
e' imporre il metodo "se non paghi non usufruisci".
La differenza sta' proprio li'.
Per la tassa rifiuti, per l'ICI, per l'imposta di pubblicità e per pubbliche affissioni, il metodo "se non paghi non usufruisci" non funziona, altrimenti figurati.

La Lega potrebbe farci tenere la spazzatura dentro casa, bambini o non bambini presenti ma sarebbe controproducente.

francesco.caroselli ha detto...

ottimo contributo multimediale
bravo Authan

PaoloVE ha detto...

Buongiorno,

a ulteriore conferma che esistevano altri modi per rimediare alla situazione, stamattina ho sentito che un benefattore ha sanato con una donazione di 10.000€ la situazione creatasi al comune di Adro.

Il che fa pensare che forse il comune non ha ritenuto di sbattersi per attivare per tempo qualcosa che assomigliasse ad un a sponsorizzazione, preferendo sospendere il servizio ai bambini.

Con buona pace di chi non vuole esistano soluzioni degne di un paese civile e vuole dimenticarsi che i gestori dei servizi in ambito pubblico esistono anche per evitare problemi agli utenti (scarsa qualità o interruzione del servizio) ed ai fornitori (mancati pagamenti).

Da parte mia, per quel che vale, un sentito ringraziamento all'anonimo civilissimo imprenditore.

Saluti

Paolo

Francesca ha detto...

Mi unisco al grazie di PaoloVE con ammirazione per l'anonimo connazionale e vi trasmetto questo splendido articolo:

http://www.quibrescia.it/index.php?/content/view/17878/1/

Queste parole pesano come pietre!

"Agli immigrati chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell'educazione. Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che, seduti in un bel ristorante, se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da un’ucraina.
I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione del servizio mensa tra 20-30 anni vivranno nel nostro paese. L'età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perchè il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E' anche per questo che io non ci sto. Voglio urlare che io non ci sto, ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma che vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani".

nessuno ha detto...

un bonifico anonimo che ha saldato i quasi 10 mila euro di debito accumulati dalle famiglie dei bambini.
Caspita, quasi 10.000 euro di debito accumulati non si sa in quanto tempo, in un comune della provincia di Brescia, - che non è come Secondigliano o Scampia - non sono pochi.
Bellissimo il gesto di uno che vota Formigoni (non Penati), pensando a quando qualcuno dovrà cambiargli i pannoloni, praticamente un pagamento anticipato.

Ora i fornitori potranno essere pagati dal sindaco leghista col bonifico dell'elettore formigoniano.

La prossima volta, quando il debito si sarà formato di nuovo, ci penseranno ACLI e CGIL che a parola, cioè con saliva si erano attivate?

PaoloVE ha detto...

Trovo molto triste quando qualcuno ritiene che la cosa più intelligente che ha da fare in quel momento sia ripagare con sarcasmo l'autore di una buona azione.
Perchè potrebbe capitare che i buoni samaritani abbian le balle girate quando i sarcastici commentatori ne avranno bisogno

Saluti

Paolo

Francesca ha detto...

http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_13/lettera-imprenditore-adro-non-vado-in-tv_f302461e-4719-11df-be6f-00144f02aabe.shtml


no comment

nessuno ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
nessuno ha detto...

Buongiorno tristezza...
amica della mia malinconia...
la strada la saaai
staremo sempre insieme
in compagni i a.