mercoledì 7 aprile 2010

Il fratello cretino

I casi sono due. O Filippo Facci soffre di uno sdoppiamento della personalità, oppure ha un fratello gemello cretino. Non riesco a trovare altra spiegazione per una polemica così smisuratamente demente come quella che la metà oscura del lungocrinito editorialista di Libero (o il suo fratello cretino) ha montato nei confronti del Fatto Quotidiano.

Come può quello stesso editorialista capace di produrre articoli arguti e sagaci sui temi politici e - in maggior misura - sui temi etici (l'ultimo ieri) sprecare il suo talento per questionare un'altrui asserzione la cui veridicità non può essere assoluta, ma relativa, in quanto soggetta ad interpretazione e a punti di vista? Davvero non me ne capacito. Continuo a scuotere la testa incredulo, e la gente qui intorno a me comincia a guardarmi perplessa.

Ma facciamo un passo indietro, a beneficio a chi non ha ascoltato la Zanzara di ieri. Per farla breve, Facci, che è pure stato ospite in trasmissione portandosi dietro a tradimento Maurizio Belpietro, ha avuto da ridire sul fatto che il quotidiano di Antonio Padellaro e del nemico giurato Marco Travaglio si faccia vanto, scrivendolo addirittura in prima pagina sotto il logo della testata, di non ricevere finanziamenti pubblici. Per Facci ciò non corrisponde al vero, in quanto quelli del Fatto si avvalgono delle agevolazioni per le spedizioni postali, pagate in parte (alle Poste) dallo Stato. La morale è che chi si crede migliore degli altri, e fa sfoggio di tale presunta superiorità, poi deve stare molto attento a non sgarrare neanche di un millimetro, perché altrimenti si diventa ipocriti.

(Per completezza, a questo link trovate la replica del Fatto, a cui ha fatto seguito la controreplica di Facci. A quest'altro link trovate invece un articolo di oggi di Marco Lillo, pubblicato sul Fatto, sulla storia dei finanziamenti pubblici per Libero a fronte della quale se io lavorassi per il foglio di Belpietro una certa qual voglia di andare a nascondermi la proverei.)

Peccato però che l'impalcatura della critica al Fatto stia su a malapena con lo scotch. Può uno sconto (finanziamento indiretto) essere considerato alla stessa stregua di un finanziamento diretto, cioè di soldi che lo stato elargisce direttamente e specificatamente ai quotidiani in quanto quotidiani?

Secondo me no. E per capirlo basta estendere di poco questo genere di ragionamenti capziosi. Se (per ipotesi) i redattori del Fatto, per motivi di servizio, guidassero auto aziendali acquistate con i contributi per la rottamazione, anche quello sarebbe un finanziamento pubblico da additare? Se (per ipotesi) l'edificio in cui risiede la redazione del Fatto (immaginando che appartenga alla casa editrice del quotidiano) usufruisse dell'energia elettrica generata da dei pannelli solari montati sul tetto e acquistati con gli incentivi statali, sarebbe da considerarsi un finanziamento pubblico di cui un po' vergognarsi? Ma per favore, non diciamo cazzate.

Poi – ripeto – è una questione di interpretazioni. Quelli del Fatto, evidentemente, quando scrivono di non ricevere soldi pubblici fanno riferimento solo ai finanziamenti diretti e specifici per l'editoria (e i lettori del Fatto lo sanno benissimo, quindi non c'è alcun inganno). Il non attingere a tali fondi viene considerato un vanto, e sapendo come ciò faccia presa sui lettori si trasforma tale scelta in uno slogan. E' la cosa più normale dell'universo. Si chiama marketing, bellezza.

Molti giornali non sopravviverebbero senza i contributi statali diretti e specifici. Il Fatto invece (per ora) sì. Che male ci sia a rallegrarsene pomposamente lo capisce solo il fratello gemello cretino di Facci o quel pecorone di Giuseppe Cruciani che gli è andato dietro, dando, contrariamente a quelle che dovrebbero essere le sue linee guida, un sacco di spazio, ieri in trasmissione, ad un tema il cui interesse per gli italiani rasenta, secondo la mia percezione, lo zero assoluto.

E per chiudere, mi sia concessa ancora un'ultima stoccatina. Proprio Facci è uno di quelli che più di tutti nei mesi scorsi si è espresso contro la "militarizzazione" dell'informazione cartacea e televisiva. Non sarebbe ora di dare seguito a tale convincimento, smettendola definitivamente di dare il cattivo esempio?

UPDATE 09/04/2010. Qualcuno dica a Maurizio Belpietro di mettersi d'accordo con se stesso. Il più bel mascellone del giornalismo italiano, che ha spalleggiato Facci nella sua polemica sui contributi postali, nel 2008, su Panorama, magazine che allora dirigeva, sosteneva cose ben diverse, come spiegato in questo pezzo apparso sul Fatto del 9 aprile 2010.

---------------------------------------------

Rino Gaetano, "Mio fratello è figlio unico" (1976)




Mio fratello è figlio unico
[...]
perché è convinto che anche chi non legge Freud
può vivere cent'anni
perché è convinto che esistono ancora gli sfruttati
malpagati e frustrati...

28 commenti:

Ornette ha detto...

Condivido in toto il post di Authan, e aggiungerei: l'imbarazzante teatrino imbastito da Cruciani, con Belpietro che fremeva per intervenire dietro Facci mi ha ricordato molto il martellante "Chiedigli se c'ha un'amica" di Troisi a Benigni nel film "Non ci resta che piangere".
A proposito del fratello cretino, è proprio vero che la madre dei cretini è sempre incinta.:)

Ornette ha detto...

Ops, era Benigni che chiedeva a Troisi di trovargli un'amica..

nessuno ha detto...

Authan - 25 settembre 2008 @ 14:32

Ciao Luca,
sono d’accordo con quanto scrivi, e ho espresso il mio pensiero nel post del 23 settembre del blog dell’Anti-Zanzara.
Cosa ne pensa invece il tuo collega al Giornale Filippo Facci? Ne hai discusso con lui? E con Giuseppe Cruciani?
Ciao,
Authan


A quale dei due gemelli Facci faceva riferimento Authan rivolgendosi al blog di Luca Telese il 25 settembre 2008?

Michele Reccanello ha detto...

Copme già detto ieri sera, mi ha fatto rabbia come cruciani ha condotto la tramissione ieri, facendo intervenire i due "gemelli diversi" che non aspettavano altro di poter far fuoco sul giornale "avversario" ma non dando al Fatto la possibilità di dire la sua.

Per conto mio posso solo dire che acquistavo "Repubblica" e quando è uscito "il Fatto" ho cominciato ad acquistarlo sia perchè ci scrive Travaglio, Gomez e Fini, sia perchè appunto come dice Authan ... è marketing bellezza, e i soldi pubblici sono nostri!

Viola ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Cristiano ha detto...

Peccato che durante la trasmissione non penso -non ascolto la zanzara- si sia parlato del fatto che ancora una volta Libero è stato beccato a raccontare balle ai suoi affezionati lettori:
http://www.newyorker.com/talk/2010/04/05/100405ta_talk_thurman
o se non sapete l'inglese:
http://precariosan.blogspot.com/2010/04/sputtanamento-mondiale-per-maurizio.html

Cristiano ha detto...

scusate il link in italiano è:
http://precariosan.blogspot.com/2010/04/sputtanamento-mondiale-per-maurizio.html

francesco.caroselli ha detto...

Cristiano grazissimo dei link..
Cruciani perchè non chiami Belpietro e gli chiedi conto di queste interviste false?

Sul motivo per il quale Cruciani abbia attaccato cosi frontalmente Il Fatto uso le parole di Giglioli che però erano riferite a Sposini (anche lui ieri presente alla trasmissione fra l'altro):
"Alla Rai – beh, a Mediaset non ne parliamo – non basta più l’esercizio della prudenza, antico strumento di sopravvivenza dei contesti censori. Alla Rai adesso per perpetuarsi serve solo la militanza attiva, l’asservimento palese: i Minzolini, i Paragone, le Monica Setta.

Si chiama militarizzazione. E chi non si mette l’elmetto è un disertore."

Parole Sante!
Cruciani ha capito benissimo che aria tira e si comporta di conseguenza....
ma il problema dell'informazione in Italia non esiste, sia ben chiaro!

bart27 ha detto...

sicché (grazie Cristiano) Libero ha pubblicato
un'intervista falsa a Roth


beh, visto che Filippo Facci fa le pulci al quotidiano il Fatto perché sotto la testata c'è scritto che non prende finanziamenti pubblici,

sarà lecito fare le pulci al quotidiano Libero dal momento che... si chiama Libero ed è così "libero" che pubblica interviste false?

chissà cosa farà Cruciani stasera

Clem ha detto...

Per quanto riguarda il post di Cristiano, seguendo il collettivo Wu Ming su Twitter mi sono sorbito una serie di link in proposito.
Uno dei più interessanti è questo.
Questi non solo uccidono mediaticamente uno basandosi sui suoi calzini turchesi, ma comprano anche articoli da un freelance che se li inventa di sana pianta.
Però guai a questionare sul valore di questo house organ Berlusconiano. Anche perché sappiamo tutti di che organo parliamo e questo è un blog pulito.

Authan ha detto...

Bart,
l'intervista falsa a Roth e' opera di un singolo giornalista ("inventore di favole", avete visto il film con questo titolo? Molto bello), tal Tommaso Debenedetti, che con ogni probabilita' ha agito da solo ingannando la direzione di Libero, cosi' come in passato aveva ingannato altri giornali per i quali aveva pubblicato una falsa intervista a John Grisham. La figuraccia per Libero c'e' comunque tutta, se non altro per omesso controllo, ma troverei azzardato e esagerato ipotizzare del dolo volontario da parte del quotidiano di Belpietro su questa vicenda. Ciao.

Clem ha detto...

Bart, le interviste false di DeBenedetti sono tipo 50. Ne parlano sul New Yorker. E su altri giornali esteri, ovviamente comunisti.

Clem ha detto...

Oops. Ho avuto una piccola matita freudiana: ho confuso Il Giornale e Libero. Mi domando con sincero stupore come sia stata possibile tale circostanza.
Ohibò.

nessuno ha detto...

Interrogazione senatore Vita (Pd) a Berlusconi e Scajola

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 07 apr - Il Governo emani
"un nuovo decreto ministeriale che abroghi quello del 30
marzo 2010", che ha disposto la sospensione delle tariffe
postali agevolate per l'editoria, "evitando la chiusura
certa o molto probabile di moltissime delle 8mila testate
interessate".
Lo chiede il senatore del Pd Vincenzo Vita,
vicepresidente della commissione Cultura, in
un'interrogazione rivolta al presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi e al ministro per lo Sviluppo economico, Claudio
Scajola. Nell'interrogazione Vita ricorda che "con il
recente decreto interministeriale del 30 marzo 2010, senza
alcun preavviso, sono state improvvisamente sospese ai
beneficiari le tariffe agevolate per l'editoria, previste
dalla legge 46 del 2004. La legge aveva introdotto una serie
di agevolazioni tariffarie postali finalizzate a sostenere
la copertura parziale dei costi sostenuti dalle imprese
editrici di quotidiani e periodici iscritte al Registro
degli operatori di comunicazione (ROC), dalle imprese
editrici di libri, dalle associazioni e organizzazioni senza
fini di lucro e dalle associazioni le cui pubblicazioni
periodiche siano riconosciute da parte di sindacati, di
associazioni professionali di categoria e di associazioni
d'arma e combattentistiche, per la spedizione dei bollettini
dei propri organi direttivi

bart27 ha detto...

@ authan

certo, non arrivo a pensare che ci sia il dolo e la complicità della direzione di Libero, ma la cantonata è molto grossa...

per cui, chi fa le pulci, è normale che venga "contropulciato"

nessuno ha detto...

Chi conosce i segreti dei flussi di denaro nella sanità meglio dei proprietari delle più importanti catene dei Case di Cura Private?

Chi conosce i segreti delle leggi fiscali e conseguenti vantaggi e svantaggi macroeconomici meglio delle grandi aziende coi loro consulenti alla Uckmar?

Chi conosce i trucchi legali meglio dei grandi avvocati alla Previti o alla Pisapia?

Chi può conoscere i segreti dei vantaggi e svantaggi economici nel campo dell'editoria dei giornali grandi (pochi e tutti in per4dita)
e piccoli (una caterva) derivanti da leggine inserite nelle finanziarie annuali, meglio dei loro amministratori delegati che danno le loro disposizioni a qualche giornalista di fiducia, utile a sostenere tesi che il grande pubblico passivamente introietta?

Filippo Facci ha detto...

Anzitutto piano con le parole («cretino») perché il riferimento è molto meno indiretto dei contributi presi da Il Fatto. Travaglio avrebbe già querelato.
In secondo luogo, vedo che il banale dettaglio da me reso noto (i contributi indiretti presi da Il Fatto) hanno spinto gli amici del quotidiano di Padellaro a rendere noto ciò che invece era stranoto a tutti: che Libero, come altri quotidiani, percepisce lauti contributi diretti per l'editoria. Non era un segreto. Ne parlò Report sin dal 2006. Nessuno lo negava o se ne vergogna, mi pare. Nessuno, a Libero o altrove, ha mai fatto un baccano d'inferno contro i finanziamenti diretti o indiretti, quelli più onerosi per il contribuente e contro i quali Beppe Grillo e compagnia chiesero un referendum abrogativo. Non è su Libero che scrivono certi cerebrolesi che da anni dicono cazzate tipo «siamo noi che vi manteniamo» rivolto ai giornalisti. Non è Libero, e neppure l'Unità, e neppure Avvenire, ad aver deciso di riportare, sotto la testata, che non riceve «alcun finanziamento pubblico». Libero non ha mai tuonato, mi pare, contro le agevolazioni che riceve. Così' come nessuno ha mai obbligato il Fatto ad accedere al finanziamento - pardon - al «contributo indiretto» che lo Stato rimborsa alle Poste. Non è obbligatorio fruire del rimborso, basterebbe cioè spedire la copia con un bel francobollo. E' il Fatto che ne sta facendo una tragedia: ma basterebbe che aggiungesse, sotto la testata, che non percepisce contributi «diretti». Che il Fatto beneficiasse di contributi indiretti a quanto pare non lo sapeva nessuno o quasi, e io l'ho scritto: ecco tutto. Per il resto: se ritengono che le agevolazioni sulle spedizioni postali non siano paragonabili ai finanziamenti diretti, che dire: lo dicano a Beppe Grillo, ai grillini, ai travaglini, a loro stessi.

Authan ha detto...

Filippo,
grazie per il tuo commento. Sono tentato di dire di esserne "onorato", ma non so se è il caso :-)

Trasformerò il tuo testo nel post del giorno aggiungendo una mia risposta. Dammi solo il tempo.

Grazie,
Authan

PS: se ti interessasse sapere il mio nome e cognome - spero non per querelarmi - Giuseppe Cruciani li conosce. Qui non li indico solo per privacy. Dico questo giusto per prevenire accuse di essere il solito anonimo insultatore blah blah).

Pale ha detto...

@ Filippo

Avrei un paio di piccoli commenti sul tuo accorato post che vorrei condividere con te.

"Anzitutto piano con le parole («cretino») [...]"

"Non è su Libero che scrivono certi cerebrolesi che da anni dicono cazzate tipo «siamo noi che vi manteniamo» rivolto ai giornalisti."

Mi limito a constatare che mentre Authan ha usato un'artificio letterario (anche piuttosto forte, come tu stesso hai rilevato, opinione sulla quale concordo) per mostrare il suo disaccordo verso le cose da te dette in trasmissione, tu non ti preoccupi poi di usare un epiteto molto offensivo ("celebrolesi") nei confronti dei giornalisti del Fatto.

Isocrate, già nel V secolo A.C. (ossia ben prima di Cristo) diceva "Non fare agli altri ciò che ti riempirebbe di ira se fatto a te dagli altri".

"ma basterebbe che [il Fatto, ndr] aggiungesse, sotto la testata, che non percepisce contributi «diretti»."

Entrando nello specifico del discorso, capisco il tuo punto di vista, secondo il quale, il Fatto si vanta di essere "puro al 100%, con le 5 stelle", mentre poi, in qualche modo, usufruisce di aiuti statali.

A ben vedere però questo discorso non regge. È come dire che io ricevo aiuti statali solo perchè scarico gli scontrini delle medicine. Questi aiuti sono indiretti e non hanno niente a che vedere con quelli dati all'editoria o agli incentivi per la rottamazione.

È ovvio che il "Mattinale delle Procure" si vanti di non ricevere finanziamenti. Ed è altrettanto ovvio (e per questo ti ringrazio per aver portato questo all'attenzione della gente) che si riferisca solo ai contributi diretti. Sta poi al lettore (o al non-lettore) stabilire quanto di vero-vero vi sia in una campagna di marketing.

Cordialità,
Pale

Francesca ha detto...

@ Authan

credo che sarebbe FF a doversi dichiarare ONORATO per le tue parole:

....come può quello stesso editorialista capace di produrre articoli arguti e sagaci sui temi politici e - in maggior misura - sui temi etici (l'ultimo ieri) sprecare il suo talento per questionare un'altrui asserzione la cui veridicità non può essere assoluta, ma relativa, in quanto soggetta ad interpretazione e a punti di vista?

Dopo Cruciani anche FF prosegue senza senso in una polemica davvero fuori misura.
Solidarietà ad Authan.

bart27 ha detto...

Pur non essendo d'accordo con Filippo Facci, apprezzo molto che abbia postato la sua versione su questo blog.

Mettendosi in gioco, e accettando il confronto, si è guadagnato il mio rispetto, pur essendo molto critico con alcune sue posizioni, e ancora di più con quelle del quotidiano Libero.

Tutto sommato ha fatto una cosa normale. Ma di questi tempi è una notizia, perché oggi sempre più spesso si urla invece di discutere.


bart, il cugino contento

Fabio Giampaoli ha detto...

@ Filippo Facci

Ma alla fine cosa volevi dire?
La solita vecchia dimostrazione che il più puro c'ha la rogna?

Se proprio ci si vuole trovare una questione, o uno spunto, lo spunto secondo me è questo:

Quelli che dovrebbero essere liberali senza l'aiutino di stato e partiti forse non riuscirebbero ad andare avanti (ed è una cosa che ultimamente pare andare parecchio di moda un pò da tutte le parti), mentre ci sono pochi altri invece che forse c'e la fanno da soli o quasi da soli, o per lo meno ci provano.

Se il Fatto scrivesse: "Quotidiano che non riceve Alcun Finanziamento Pubblico apparte lo sgravio sulla spesa di spedizione per mandarvelo a casa", solo ed esclusivamente sulle copie degli abbonati che ricevono la copia cartacea a casa, questo potrebbe placare il suo, formalmente parlando, giusto disappunto?

"...contro i finanziamenti diretti o indiretti, quelli più onerosi per il contribuente...."

ecco questo potrebbe essere invece una cosa un pò più interessante, ci sono dati alla mano da qualche parte?

Fabio

bart27 ha detto...

@ authan

se Filippo Facci ha sentito il bisogno di replicare vuol dire che questo blog punge, e quindi complimenti !

Francesca ha detto...

....che Libero beneficiasse di contributi era stranoto, che ne beneficiasse Il Fatto non lo sapeva praticamente nessuno.

e chi lo dice?

io per esempio lo sapevo e non ho mai trovato incoerenza tra il percepire un'agevolazione di carattere "neutrale" come l'esigua riduzione del prezzo per la spedizione postale e il dichiararsi orgogliosamente non beneficiari dei contributi statali sull'editoria!
Sono ordini di grandezze molto diverse, anche per gli intelletti piu' primitivi.

nessuno ha detto...

Che noia, questi francobolli, pagati o non pagati o pagati solo in parte!
Vedo che abbiamo tutti del gran tempo da perdere e per rifarci addosso dei gran complimenti!

Italiani, grandi pensatori.

francesco.caroselli ha detto...

Questo non lo vedrete mai sui telegiornali..
non si tratta di berlusconi o della Mafia come ormai vi ho abituati.

Non ci sono parole.
Buona visione

Francesca ha detto...

@ nessuno

Confessa! Ti ho beccato!

Lo sappiamo che in virtu' della tua veneranda età, come previsto per gli over70, godi di un'agevolazione nel pagamento allo sportello dei bollettini postali: 0,77 cents contro 1,10 euri !!

kid a ha detto...

Come gia` detto nel post, il mio interesse per questa storia rasenta lo zero. Assoluto.

Voglio dire, chissenefrega se "il Fatto Quotidiano" beneficia di contributi "indiretti"? Filippo Facci sguazza nella superficialita`.
Ma il nocciolo della questione e` un altro: quelli de "il Fatto" hanno fatto -scusate il gioco di parole - della liberta` di scelta della propria linea editoriale il loro cavallo di battaglia, sin dai primi giorni.
E tale liberta` e` diretta conseguenza del fatto che, essendo praticamente un giornale che si autofinanzia e si autosostiene, non deve rendere conto a nessuno delle scelte editoriali.