martedì 27 luglio 2010

L'evoluzione della specie

La difesa della legalità deve essere una bandiera dell'azione politica del Pdl. In questo senso occorre distinguere la giusta tutela del garantismo, perché si è innocenti fino al terzo grado, dall'opportunità, in certi casi, di continuare a mantenere incarichi politici quando si è indagati.

Questa frase, pronunciata ieri da Gianfranco Fini, ha fatto saltare sulla sedia l'entertainer Giuseppe Cruciani quando le agenzie l'hanno battuta a trasmissione in corso. “Fini ripudia la linea garantista del PDL, di cui in passato era solito farsi interprete, e si sposta su posizioni dipietriste” ha in sostanza commentato il conduttore.

Potrei fare un post lunghissimo sull'esegesi della frase di Fini, di quanto siano sacrosante le sue parole, di quanto sia capzioso il vederci l'auspicio di un automatismo "giustizialista" tra la messa sotto indagine e il gesto di dimettersi, quando invece il presidente della Camera parla solo di valutarne l'opportunità “in certi casi” (i più gravi, evidentemente), rinunciando a quelle distorte forme di ipergarantismo senza se e senza ma per le quali un'inchiesta, che sia per non aver pagato un multa per divieto di sosta o per omicidio di primo grado, non significa di per sé mai nulla (questo che è, alla rovescia, un automatismo sciagurato). Ma preferisco fermarmi qui, per concentrarmi invece su un altro aspetto della querelle Fini, che mi accingo ora a sviluppare.

Confessiamolo. Sarebbe meraviglioso se la terza carica dello Stato raccontasse e illustrasse per filo e per segno in modo esplicito, dettagliato, circostanziato, il percorso che lo ha portato a scavare un solco così profondo tra sé e il suo quasi ex socio Silvio Berlusconi. E' inutile negare che nelle posizioni assunte da Fini ci siano elementi di contraddizione con la sua storia politica, le sue scelte, le dichiarazioni passate, le alleanze. Una spiegazione sarebbe tanto doverosa quanto gradita.

Ciò detto, però, non ci si può fermare, ogni volta che si dibatte del caos nel PDL, alla constatazione che il presente di Fini fa a pugni con il suo passato, liquidando tutto nella pattumiera dei "giochi di potere", che è quanto il nostro Cruciani è solito fare nella sua Zanzara. Ad un certo punto bisogna prendere atto che qualcosa è successo, che dai tombini e dalle chiaviche della destra berlusconiana, andata via via sempre peggiorando nel corso degli anni e mai tramutatasi nell'auspicata forza liberale e riformista, è sgorgata una minoranza per la quale la contiguità con il cavaliere è diventata motivo d'imbarazzo. Come scrive oggi l'odiato (da Crux) Michele Serra su Repubblica, “che cosa gli abbia [a Fini] attraversato il cervello non si capisce bene, se non che la frequentazione attiva e solidale di Berlusconi e dei suoi gli abbia ispirato un'invincibile refrattarietà”.

Bisogna cioè registrare che si è innescato un meccanismo evolutivo, uno sviluppo di un ramo della specie che ha visto nel cambiamento, nella rottura col passato, l'unica via di salvezza da una possibile estinzione, giudicata, a torto o a ragione, alle porte. Vien quasi da richiamare le teorie di Charles Darwin sulla selezione naturale, se non fosse che in politica la selezione dei forti avviene non in conseguenza di mutazioni genetiche casuali, ma sulla base di scelte ponderate, frutto di valutazioni articolate, di previsioni sul futuro orientamento del consenso popolare, e, se vogliamo, anche di calcolo politico (che non è necessariamente lo sterco del diavolo), di cui solo il tempo potrà confermare la correttezza.

E' in questo quadro, più ampio e complesso di quello triviale e approssimativo dei giochi di potere, che secondo me vanno collocati i tumulti della fronda dei finiani. Per l'ex leader di AN e per i suoi sodali non è in ballo la conquista (del potere), ma la sopravvivenza (al declino del potere attuale). C'e il convincimento che la strada della destra berlusconiana sia senza approdo. Un convincimento fortificato proprio dall'aver percorso tale strada per molti anni, aspetto che, da questo punto di vista, perde il suo tratto di incoerenza.

[Tasso di demagogia, moralismo e luogocomunismo di questo post: 91%]

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Pearl Jam, "Do The Evolution" (1998)




This land is mine, this land is free
I'll do what I want but i do irresponsibly
It's evolution, baby...


31 commenti:

Francesca ha detto...

Sarebbe meraviglioso se la terza carica dello Stato raccontasse e illustrasse per filo e per segno in modo esplicito, dettagliato, circostanziato, il percorso che lo ha portato a scavare un solco così profondo tra sé e il suo quasi ex socio Silvio Berlusconi. E' inutile negare che nelle posizioni assunte da Fini ci siano elementi di contraddizione con la sua storia politica, le sue scelte, le dichiarazioni passate, le alleanze. Una spiegazione sarebbe tanto doverosa quanto gradita.

Ma scusate, non è abbastanza chiaro? Come potrebbe essere piu' esplicito, nella sua volontà di dare una svolta radicale al proprio percorso politico, uno che agisce come Fini?
Cosi come allora decise di non voler morire fascista, prendendo le distanze in modo chiaro ed inequivocabile dalla sua storia iniziale, che lo ha traghettato poi, passando (con coraggio) attraverso Fiuggi, ai giorni nostri, evidentemente non intende morire berlusconiano, volendo continuare a restare un uomo di destra, moderna e legalitaria, senza alcuna concessione all'impunità e alla sudditanza del governo verso i leghisti.
Dopo le dichiarazioni del fedele Granata vs il sottosegretario Mantovano, da piu' parti si sono levate le richieste che Fini lo sconfessasse e addirittura il ministro della Difesa (personale) del Berlo è arrivato ad immaginare di ingolosirlo con un ministero.
Fini ha risposto come chi so io: RI-DI-CO-LO!
Non hanno capito proprio niente.
Emmenomale che ora la resa dei conti si avvicina ogni minuto di piu'.

MarianoS ha detto...

Hai notato anche tu la bottiglia di succo di mutagene ingurgitata da Fini?

A parte le sciocchezze, il solco tra Fini e Berlusconi lo si puo' intendere come definitivo, credo non ci potra' essere piu' convergenza.
Saranno molto interessanti gli sviluppi.

Secondo me, a medio/lungo termine Fini sara' premiato.

Saluti,
Mariano

Clem ha detto...

Sono stato qualche giorno senza connessione, mi son letto d'un fiato i post dell'ultima settimana, un OT: la cosa del luogocomunismo reiterato ad ogni post funziona un po' pochino, non l'ho capita bene e non capisco dove porti. Mi suona un po' come il mio ripetere "Apolide e apolitico" per prendere per i fondelli Nessuno, che lo metteva al posto delle virgole credendo di essere brillante, ovvero lo coglieva solo lui.

Francesca ha detto...

sull'orlo dell'OT.....

C'è chi come il co-fondatore del P2ELLE non è piu' innamorato di Silvio .....e c'è chi come Alessandro Cattaneo, neo-sindaco di Pavia (figlio dell'ispettore etico dell'azienda presso cui lavoro), lo ritiene invece superman!

La «forza trascinante» di Silvio Berlusconi è un punto di riferimento essenziale per Alessandro Cattaneo. «Ha una capacità di leadership riconosciuta unica. Riesce sempre a fare quadrato. È un esempio per noi giovani per il modo di porsi e di ottenere consenso e riconoscimento».

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-07-21/Cornelli-Cattaneo-Nord-164514.shtml?uuid=AYYmgt9B

In questo bell'articolo del SOLE24ORE giovani amministratori locali a confronto; lo stesso Cattaneo e Roberto Cornelli, classe 1974, rieletto sindaco di Cormano nel giugno 2009 con il 66% dei voti, in piena debacle del centrosinistra. Un successo che lo ha portato ai vertici del Pd milanese, di cui è segretario metropolitano.
Immaginato anche come sfidante possibile alle prossime elezioni comunali di primavera a Milano contro la Moratti (che ha già ricevuto l'ingaggio del Berlo come ben sappiamo dall'intervista del Crux!)

Authan ha detto...

Clem,
lasciami i miei divertissement. Non è necessario siano capiti da tutti, basta che li capisca uno.

PaoloVE ha detto...

Buongiorno,
anche oggi, un po' come ieri, mi ritrovo a chiedermi il perchè una dichiarazione come quella di Fini, che dovrebbe essere ovvia e scontata in un mondo "normale" (per dirla alla Dalema), possa diventare una notizia motivo di commenti.

E la risposta purtroppo è ovvia quanto la notizia: i comportamenti sistematicamente sopra le righe di SB sia da Presidente del Consiglio che da leader dell'opposizione sono stati tali da cancellare dal vocabolario della destra italiana il concetto di "politicamente opportuno", rendendo Fini un innovatore ed una mosca bianca.

Ed anche oggi, come ieri, trovo che sia più interessante il commento (di Cruciani) che la dichiarazione in sè.

Tra l'ipergarantismo settoriale dell'attuale destra di governo e la politica forcaiola di Antonio "Belzebù" Di Pietro esistono molte sfumature, e la dichiarazione di Fini si situa proprio in queste sfumature intermedie, sfumature che evidentemente Cruciani non vede o non vuole vedere.

Il comportamento che Cruciani mette in atto sembra essere esattamente lo stesso della Binetti di venerdì sera: fa quadrato, acriticamente, attorno ai propri riferimenti politici. Gli amici stanno nel quadrato, gli altri son nemici...

Insomma risponde all'appello "O con me o contro di me", addirittura prima che questo sia lanciato, appena si manifesta la prima crepa sul fronte berlusconiano.

Se volessi essere cattivo direi che è la prova evidente del fallimento della facoltà di Scienze Politiche che l'ha laureato, perchè la politica è ben altro che un continuo schierarsi muro contro muro come sta facendo.

Saluti

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

gran bel post authan, ma mi rimane un dubbio grande come una casa: Pur condividendo spesso i punti di vista del presidente della camera, mi chiedo e vi chiedo, ma dal 2001 al 2006 quello che allora era il vice PDC che cosa faceva e dove era, dal momento che i molti dei guai giudiziari di B. erano già lì sul tavolo?

Clem ha detto...

Authan: non ho assolutamente intenzione di toglierteli. Solo, nella mia assenza prolungata, non avendo letto tutti i commenti, temevo di essermi perso dei passaggi.
Io comunque ti invidio per la lucida razionalità con cui guardi a quella che chiami l'evoluzione di Fini. Io, mi spiace, non riesco a prenderlo sul serio. Per citare un tuo altro post recente, tutto quel che mi viene da dire è "Buongiorno! Caffè? Brioche?".
Anche perché il suo diritto a cambiare idea ci è nel frattempo costato anni di Berlusconi e non ti scrosti le corresponsabilità di dosso semplicemente dicendo "Ho cambiato idea". Come anche tu suggerisci, sarebbe bellissimo, e aggiungo io ESSENZIALE, che non solo ci spiegasse lo stato di allucinazione in cui è vissuto in questi anni passati, e quale prodigio della medicina lo abbia risvegliato e gli abbia fatto cambiare idea, ma anche esattamente cosa, negli scorsi anni, gli faceva pensare che invece proteggere i pregiudicati e gli indagati a tutti i costi, specialmente se presidenti del consiglio, fosse prioritario.
Il tutto ovviamente a livello puramente teorico. Nella pratica, di Fini (o di Cruciani) mi frega meno di zero, possono anche essere mangiati dagli squali mentre fanno snorkeling nudi in Alaska, per quanto mi riguarda, che non mi cambia la vita di una virgola.

Authan ha detto...

Michele, è abbastanza puerile insistere nel porsi questa domanda. Lo spiego nel post. Sì, sarebbe bello se Fini spiegasse tutto, dalla A alla Z, senza limitarsi a far capire intuire le cose. Però ad un certo punto si faccia un passo oltre. E' in corso un processo evolutivo nella destra italiana. All'ultimo incrocio un sottogruppo non ha seguito il branco e ha preso un'altra strada. Nel 2001-2006, semplicemente, questo processo evolutivo doveva ancora cominciare. Forse all'epoca non c'era la consapevolezza che c'è oggi, o forse le circostanze non erano favorevoli. Chissà. L'importante è che alla fine la svolta ci sia stata.

Authan ha detto...

Clem,
io me la spiego così: buttare giù Berlusconi nelle legislature passate significava mandare al governo sinistra ed estrema sinistra, fumo negli occhi per Fini. Nell'ottica del meno peggio, era cmq preferibile il cavaliere. Oggi, con l'estrema sinistra estinta e con la sinistra in crisi, lo scenario è cambiato. La caduta di Berlusconi non è più preludio ad un governo e ad una nuova maggioranza insostenibili per Fini.

Francesca ha detto...

...far quadrato acriticamente attorno ai propri riferimenti politici...

Perfino uno dei famosi 9 probi viri, altro che giudici garanti e uomini onesti di riconosciuta autorità morale per dirimere la contesa!

URBANI (PDL): TRA BERLUSCONI E FINI NON E' PENSABILE IL LIETO FINE
Tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini ''un lieto fine, in questa battaglia politica, mi sembra purtroppo impensabile''. Giuliano Urbani, ex ministro e ora nel collegio dei probiviri del Pdl, in un'intevista al 'Corriere della Sera', spiega che ''Fini e' un uomo della Prima Repubblica, e' figlio di quella storia, e' espressione dei partiti, mentre Berlusconi, culturalmente appunto, e' tutto da un'altra parte: lui e' l'uomo del fare, e' quello che ripete sempre di non voler 'partecipare al teatrino della politica'. Questo li rende distanti anni luce, e percio', del tutto incompatibili''. Urbani, fondatore di Forza Italia, sostiene anche di ''aver previsto tutto, gia' nel 2004''. E a questo proposito racconta un aneddoto: ''Eravamo nel bel mezzo di un consiglio dei ministri. Ad un certo punto, dopo aver ascoltato un ragionamento di Fini, di soppiatto scrissi un bigliettino a Berlusconi e glielo allungai. A quel punto...''. ''La frase esatta -spiega- non la ricordo. Ma il succo era, piu' o meno, questo: Silvio, guarda che queste sono le tesi della sinistra''. Allora ''Berlusconi legge, mi guarda, sorride amaro e a sua volta -racconta Urbani- allunga il biglietto a Fini'', che dopo averlo letto ''non mi parlo' per un mese''. Quanto alla vicenda che riguarda il finiano Fabio Granata, a chi gli chiede di una eventuale valutazione del caso nel collegio dei probiviri, Urbani replica: ''C'e' una certa chiara, evidente incompatibilita' culturale con la stragrande maggioranza del partito...''

Francesca ha detto...

TOTO-ZANZARA....tra una manovra e un DDL c'è tempo pure per.....

Moviola cancellata, il P2ELLE insorge.
Presa di posizione del presidente dei deputati Cicchitto: «Così la sì da vinta agli arbitri»
«Il fatto che dalle trasmissioni Rai sul calcio per il prossimo campionato venga bandita o comunque molto ridimensionata la moviola è del tutto negativo - ha sottolineato il numero uno dei deputati pi2ellini - Ciò, infatti, vuol dire che le autorità calcistiche, in primo luogo quelle arbitrali, sono riuscite nel loro intento, visto che non hanno mai gradito l'uso di questo strumento conoscitivo». Di conseguenza, ha detto ancora Cicchitto, «sta avvenendo questo fatto paradossale: invece di mettere la moviola in campo come avviene nel rugby, ci si accinge a ridimensionarla anche in Rai».

PaoloVE ha detto...

Sentir parlare di evoluzione della specie nella destra con questi rapporti di forza mi ha fatto venire in mente i darwin awards: http://www.darwinawards.com

Enjoy!

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

@authan,
diciamo che mi piacerebbe capire se le posizioni di Fini sono frutto di calcolo politico o di reale convincimento.
Ma hai ragione te quando dici che sarebbe bello che spiegasse un sacco di cose.

Michele Reccanello ha detto...

ho trovato il blog di alexander stille assai interessante.

Nonno ha detto...

Ci vuole anche la libertà di poter cambiare idea, di poter essere incoerenti, di svegliarsi e poter dire che si è sbagliato e che si vuol cambiare o correggere la rotta. Non mi fido del cambiamento di Fini - non del tutto - ha pur sempre detto che Mussolini era un grande statista (o qualcosa del genere per cui era stato anche intervistato dalle Iene). E ritengo che anche oggi sta dicendo cose che in una democrazia, dove c'è un controllo democratico dell'operato dei politici, dovrebbero essere scontate e che nella sua compagine politica non lo sono. Che dire...bene alzato Fini, tè o caffè?

Michele Reccanello ha detto...

sempre dal blog segnalato le considerazioni di stille ancora più interessanti.

Francesca ha detto...

Amarcord.....

«Cuore», il settimanale satirico diretto da Michele Serra, quando nel 1993 si consumò lo scontro al ballottaggio di Fini con Rutelli, per la conquista della carica di sindaco di Roma, gli dedicò un titolone folgorante, facendogli dire:

«Voto Rutelli. Questi fascisti mi fanno paura».

Il sommario diceva:

«Mi sento anche un po’ extracomunitario, ebreo e comunista, per non parlare delle mie nuove tendenze omosessuali».

E noi che pensavamo fosse satira…

francesco.caroselli ha detto...

oggi non ho molto apprezzato il post del caro Authan.

Che le nuove posizioni di Fini siano un'evoluzione lo dici TU.
Sicuramente Cruciani ad un'affermazione del genere storcerebbe il naso.
Forse non avrebbe tutti i torti.

Il fatto che ora Fini sia diventato meno berlusconiano può essere visto come un'evoluzione solo da chi la pensa come te (anche da me).

Ci potrebbero essere altre letture.
Per esempio che si sta sfasciando il bipolarismo, e ciò è molto pregiudizievole di un buon assetto politico.
Si potrebbero dire altre cose "contro" le posizioni di Fini.


Il Tasso di demagogia, moralismo e luogocomunismo in questo post non è tanto alto come pensi.
Sei stato un po fazioso, il che va benissimo, anzi ti chiedo da tempo di esserlo di più, ma dovresti esserne piu cosciente, invece mi pare che sia stato "involontario".
(e secondo me quella percentuale è invece un giochino bellissimo! Anzi propongo di farlo votare in modo che tale percentuale esca da una specie di sondaggio del blog. Oppure potresti ometterre la percentuale per le prime 4-6 ore e noi potremmo "giocare" ad indovinare la percentuale.)


Voglio commentare la STRONZATA che ha detto Fini.
Essere indagati è troppo poco per dimettersi.
Si può essere indagati anche per automatismi giuridici!

Io credo che la questione di "opportunità politica" si presenti e se ne debba tenere conto quando un cittadino passi da indagato a imputato.
E quello lo "scalino" che non si deve varcare.

Nel prossimo post vi spiego perchè.

Una terza via, più garantista rispetto quella che ho appena espresso, potrebbe essere quella di aspettare almeno il primo grado.
Ma poi si rischia che a quel punto si aspetti anche il secondo grdo e a quel visto che siamo aspettiamo la cassazione cosi ci togliamo ogni dubbio.

francesco.caroselli ha detto...

Ecco la MIA motivazione per la quale bisogna dimettersa da imputato e NON da indagato:

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Per essere indagati basta poco: Vado in questura e sporgo denuncia contro di Authan.
Indagato automaticamente.
E Authan si deve dimettere da ministro delle comunicazioni (e proprio il tuo ministero).
Non mi sembra corretto.
Concordate?
Invece per diventare "imputato" biogna passare attraverso la valutazioni di almeno 2 giudici diversi!
Imputato, ovvero sotto processo ovvero rinviato a giudizio.
Un PM indaga su Jean-Luc Picard, comincia le indagini e mostra i suoi sospetti al GIP che già preliminarmente valuta se ci sono le condizioni per approfondire.
Alla fine delle indagini il PM porta tutto di nuovo al GIP e che valuta se ci siano prove sufficienti per una valutazione di merito all'interno del processo.
Quindi convinto che ci siano prove sufficienti sono PM e GIP (due persone distinte).
Ma non basta per finire rinviato a giudizio, serve un terzo parere, che viene dato dal GUP durante l'udienza preliminare.
Se anche la terza persona è convinta che sia necessario un processo per stabilire la tua innocenza/colpevolezza allra diventa infine "imputato".

Mi sembra un buon compromesso, fra le posizioni estremistiche
-non lascia la poltrona fino al terzo grado di giudizio
-lascio la poltrona se appena appena sono indagato.
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Le dichiarazioni di Fini non le collocherei affatto Tra l'ipergarantismo settoriale dell'attuale destra di governo e la politica forcaiola di Antonio "Belzebù" Di Pietro (paolo copyright), a me sembrano più estremiste di quelle di Di Pietro.
Persino De Magistris, propriolui, la pensa in maniera più garantista di Fini, e questo ci deve far riflettere....
Come è possibile?

Clem ha detto...

Paolo: ehehe, i Darwin Awards sono una cinica ma soddisfacente lettura.
Authan: mi risulterebbe più semplice essere d'accordo con te se il partito di Fini non avesse perso progressivamente punti a favore di FI/CdL/comunquesichiamiilpartitodiberlusconil'annoprossimo fino ad esserne completamente assorbito.
Ti dirò che conosco, giuro, uno che per ripicca per questo comportamento ha smesso di votare per Fini e si è messo a votare RIFONDAZIONE.

francesco.caroselli ha detto...

Cmq io mi spiego la tempistica di Fini molto banalmente:
quando è stato fondato il PDL lui non voleva affatto "confluirci, ma s è trovato costretto visto che tutti i suoi generali era già a villa certosa a festeggiare la nascita del più grande partito d'italia.
Se se ne fosse andato in quel momento si sarebbe trovato da solo.
In questi anni Fini in maniera molto lungimirante si è preparato il terreno per la scissione.
Si è trovato nuovi "fedelissimi" e nuovi centri culturali come Farefuturo.
Si è ri-verginato con una carica istituzionale e adesso è "percepito" universalmente in maniera diversa (ha fatto infatuare tanti sinistrosi e centristi).
Quindi alle domande: "come mai Fini non se n'è andato prima? Come mai se ne accorto solo ora di che è B?"
io rispondo Fini non è un suicida, anzi è un abile politico, e molto egoisticamente ha aspettato il momento più propizio per abbandonare B e ricavarne il massimo profitto politico.
Io penso che momento migliore di oggi non esista...e oggi lui è pronto.


Comincio ad avere il dubbio che i miei commenti siano troppo lunghi e quindi noiosi....
sorry

Gabriele, Monza ha detto...

Condivido l'idea che Fini stia cosdtruendo il suo futuro sul collasso politico-giudiziario del microcosmo berlusconiano. Il tasso di opportunismo sul quale si e' costruito quel sistema lo portera' anche alla sua autodistruzione. E lui raccogliiera' e rimettera' insieme i cocci.

Condivido anche la convinzione che il piano di Fini abbia radici nell'episodio del predellino, quando Fini - spiazzato - abbozzo' e, a mio parere, giuro silenziosa e irrevocabile vendetta.

francesco.caroselli ha detto...

non è possibile.
Sono d'accordo con Cruciani.
Indagato non vuol dire nulla.

Giusto per sapere..
nel blog sono in minoranza?

bella l'intervista a Granata.

Michele Reccanello ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Michele Reccanello ha detto...

@Francesco Caroselli

I tuoi commenti non sono noiosi, ma talvolta sono interventi fiume dove alla fine chi legge perde il filo, penso che per il mezzo a disposizione (il blog), la sintesi sia uno strumento importante per rendere efficace il proprio messaggio.

A proposito di Granata, ho goduto come un riccio, mentre prendeva, metaforicamente, a sberle il crux, il quale deve essere stato contagiato dalla malattia di Fede perchè fa sempre finta di non capire un ca**o quando c'è qualcuno che porta argomenti, con dei punti di vista a lui sgradevoli.

Sono d'accordo per quanto riguarda il tuo commento delle 18:23, ma ti faccio notare che per GC, le dimissioni non le dovresti dare non se sei solo indagato, ma anche se sei imputato in 10 processi diversi, e questo mi fa incazzare.
A me come cittadino non mi garantisce nessuno se, l'imputato ministro o politico è innocente o colpevole, e quindi sfruttare la sua posizione per farsi delle leggi a proprio vantaggio, quindi proprio per questo chi è imputato dovrebbe dimettersi.

Grazie per avermi fornito la risposta alle mie domande su Fini nel tuo commento delle 19:47

francesco.caroselli ha detto...

a Michele

Io invece ho apprezzato il tuo link al blog di Stille.
Lo conoscevo ma non conoscevo il suo blog.
Lo considero un gran giornalista.
Il suo blog "in un altro paese" si chiama come il suo bellissimo documentario.
Un ottimo punto di inizio se si vuole cominciare a capire cos'è successo in Sicilia e in Italia.
Io lo farei vedere nelle scuole.
N.B.=- il film è del 2005... ma il finale sembra girato ieri.
qui l'inizio su youtube.

PS-Ieri notte c'è stato un commovente tributo a Falcone.
Ovviamente dopo mezzanotte e mezza.
Non vogliamo mica che troppo gente lo guardi!

Francesca ha detto...

OT

in attesa spasmodica dell'odierno post di Authan (no idea about what/who is concerning) vi posto un articolo dal quotidiano di riferimento di chi sapete voi, per restare sul tema della bella puntata di Giannino che vi invito a riascoltare stasera, ospite il prof. Ichino, che pure è citato, e che, in trasmissione, ho sentito riproporre una volta di piu' il taglio IRPEF sui salari da 1000 euri da finanziare in parte reintroducendo l'ICI cosi babbionamente eliminata dal Berlo con un danno per le casse comunali di oltre 3 miliardi.


http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/248175/

Michele Reccanello ha detto...

ot

f.c. con il suo "questo film bisognerebbe farlo vedere a scuola" mi ha fatto venire in mente che da piccolo andavo alle elementari ONAOMAC, per figli di orfani di carabinieri, e che era gestito dalle suore. Ogni tanto, c'era una sala cinema, ci facevano vedere dei film. Tra questi mi ricordo i fratelli Cervi.

Zero7 ha detto...

Buongiorno, io non so come faccia a seguire quotidianamente la zanzara, che riprende, a mio modesto avviso, le peggiori miserie della politica italiana, e rimanere ancora sano di mente.
Comunque auguri.
Francesco di Torino

Gabriele, Monza ha detto...

Avevo commentato che Fini, nel "giorno del predellino", abbozzò e giurò silenziosa e irrevocabile vendetta.

Nella serata di oggi, pare che abbia affermato - con tono conciliante e riferendosi al PDL - "qui sto e qui resto".

A questo punto, dobbiamo ritenere che Fini abbia ancora una volta bluffato? E che ritorni quieto quieto nei ranghi smentendo le nostre elucubrazioni sulla "presa di distanza" da Mister B.?

Non credo che sia così, però...