mercoledì 1 dicembre 2010

Corto circuito demagogico

Oggi due post. Qui sotto Alessandro (also know as winston), già protagonista ieri, e a parte Paolo.

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[Testo di Alessandro (winston)]

Giorgio non è un vero studente: domenica scorsa, invece che rimanere a casa a studiare, è andato a vedere il test match di rugby Italia-Fiji. Luisa, poi! Pensate che nel weekend fa 40 km con il treno per andare a trovare la nonna che abita sola. Almeno lei va dalla nonna, direte voi. Antonio va a ballare con gli amici tutti i venerdì sera! Inaudito! E non vorrei parlare di Carlo... E' addirittura andato a Roma a protestare contro la riforma dell'università! Che roba! Poco importa la reale performance scolastica di Giorgio, Luisa, Antonio e Carlo; se non stanno a casa a studiare (notte e giorno, feriali e festivi... perchè è questo il messaggio) non sono veri studenti.

Questo è, in buona sostanza, il pensiero di Berlusconi e pure di Cruciani, che non ha mai avuto il tempo di manifestare perchè pensava a studiare. Appare evidente che non sia necessario un esperto di logica per dimostrare come questa affermazione sia tanto lontana dalla categoria del reale quanto è invece vicina alla categoria del demagogico. Si può studiare e protestare, studiare e lavorare, studiare e fare sport, non mi dilungo negli esempi nè nel tentativo di confutare una tesi che non sta in piedi neppure con le stampelle.

Spostandoci sul fronte della protesta, è altresì vicino alla categoria del demagogico argomentare contro una riforma con frasi generiche ripetute a pappagallo ("il decreto smantella la ricerca"; sì, ma come e perché?) e prive di appigli e di esempi concreti e pertinenti relativi al provvedimento; è irritante sapere di manifestanti che protestano a priori in base al colore del governo che propone una legge. Ed è comprensibile che Cruciani, al pari di Berlusconi, sia infastidito da questo fenomeno che purtroppo è endemico del Belpaese.

Per quel che riguarda il premier, la strategia comunicativa è più che comprensibile; per far presa sul pubblico e sull'elettorato servono slogan chiari e semplici, atti a ridurre la complessità di un evento tramite una presa di posizione netta che faciliti la somatizzazione del concetto da parte del destinatario della comunicazione. Quello che invece appare meno comprensibile è la strategia comunicativa da parte di un conduttore radiofonico che si rifugia nella stessa banalizzazione, quando avrebbe tutta l'abilità oratoria di dimostrare l'inconsistenza delle tesi di svariati ascoltatori ai quali mancano le giuste argomentazioni.

E' chiaro che tra i manifestanti che in questi giorni stanno rubando la scena mediatica alle solite escort ci sia una percentuale (alta o bassa che sia) di studenti assolutamente disinformati sulla riforma che scendono in piazza solo per fare "casino" o per perdere qualche giorno di scuola, come è chiaro che il sillogismo "chi manifesta non è un vero studente" sia mistificatorio. Ma per quanto detto prima, è troppo augurarsi che il confronto rompa il corto circuito demagogico e si sposti su un piano più dialettico? Ci si può forse continuare a trincerare dietro la scusa della trasmissione "di cazzeggio" per giustificare certe prese di posizione imbarazzanti?

Certo, si può cambiare frequenza... Ma il problema non sono quelli che si "incazzano", da una parte o dall'altra, e che chiamano per intervenire e dissentire, considerato che hanno una capacità di analisi e di critica tale da fargli formulare un proprio pensiero. Il problema sono coloro che assimilano queste fantomatiche balle con spirito acritico. Vuole Cruciani continuare ad essere megafono funzionale della becera demagogia di una parte politica in risposta alla becera demagogia dell'altra parte, o possiamo augurarci di avere una Zanzara che sia megafono del pensiero critico, propositivo e non aprioristicamente precluso al confronto, che anima ancora i cuori di tanti italiani, indipendentemente dalla loro appartenenza politica?

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(Authan) The Beach Boys, "Student Demonstration Time" (1971)




Well there's a riot going on
There's a riot going on
Well there's a riot going on
Student demonstration time...


14 commenti:

Authan ha detto...

Grazie per il post, winston. Molto bello l'incipit.

Hai ragione nel dire che in trasmissione si sentono troppi giudizi tranchant. L'approfondimento e' affidato a qualche occasionalissimo radioascoltatore che riesce a rompere il muro degli slogan, in mezzo ad un mare di intereventi di qualita' infima. Ormai sentire opinioni qualificate alla Zanzara e' una chimera.

Authan ha detto...

Molto interessante l'articolo di oggi sulla Stampa della montezemoliana Irene Tinagli sulla riforma universitaria, che avrebbe diversi aspetti positivi. In una trasmissione come si deve sarebbe da far intervenire di volata.

Lo stesso vale per una vecchia conoscenza della trasmissione del Crux, don Peppino Caldarola, ormai scomparso nell'era della cazzeggiante Zanzara 2.0. Molto bello il suo pezzo di oggi sul Riformista, nel quale si parla delle manifestazioni studentesche, al di là degli eccessi, come di un momento di vitalità da non disprezzare.

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

condivido il post in generale, a parte quando scrivi che Cruciani avrebbe l'abilità oratoria per avere la meglio sugli ascoltatori usando la dialettica.

Credo che, dopo anni di Zanzara, possiamo anche smettere di sopravvalutare quest'uomo:

Diamo per scontato che abbia un'intelligenza superiore alla media di coloro che lo chiamano (cosa che non è equivalente ad avere un'intelligenza straordinaria).
La sua strategia principale prevede di far perdere la pazienza all'ascoltatore al fine di farlo cadere nell'esagerazione, cui poi attaccarsi per trascinarlo nel ridicolo. Questo non dimostra comunque che la tesi della vittima sia debole, quanto piuttosto che l'ascoltatore cede alle provocazioni.
Quando questa banalissima strategia (attuata peraltro da una posizione di vantaggio, con interruzioni e microfoni dalla propria parte) fallisce, cosa sa fare il nostro? Quando mai l'abbiamo visto confutare delle argomentazioni con altre argomentazioni più convincenti?

Quando sente particolarmente l'argomento (e a mio parere, si rende anche conto che la sua posizione è indifendibile, vedi il caso degli studenti "tutti fannulloni" ecc.), il nostro amico perde addirittura le staffe prima dell'ascoltatore, risultando anche un filino patetico, oltre che fastidioso da ascoltare.

Tanti saluti

Tommaso

Francesca ha detto...

Il tema della riforma poteva rappresentare l'occasione per GC di dimostrare che sotto quella scorza di pressapochismo e parlare per sentito dire, c'è un vero giornalista che si documenta e argomenta con cognizione di causa.

E invece no.

Per darsi un tono ha semplicemente citato l'articolo di Giavazzi (anche Gasparriocchiodibue lo ha fatto a Ballaro'... minkia, ma era davvero il pezzo del giorno??) tout court perchè nell'economia di questa trasmissione basta e avanza!
Infatti gli ho mandato un SMS chiedendogli se, dopo aver letto il pezzo in questione, almeno il DDL lui, se non proprio tutto l'abbia anche solo sbirciato magari!

E' un copione ormai arcinoto, come tutte le volte che agli ascoltatori che vorrebbero parlare di qualche argomento un po' piu' di sostanza rispetto al teatrino della politica, GC risponde che a Radio24 ci sono altri spazi appositamente dedicati e che non è il caso di prendersi troppo sul serio!

Confermo che si puo' protestare e studiare....con profitto, ora come lo si faceva ai miei tempi oltre 30 fa anni quando non perdevo occasione di unirmi in corteo, assemblea o presidio che fosse.
Capirete, ho vissuto gli anni storici di Lotta Continua, dei "suicidi" in carcere della banda Bader-Meinhof, delle BR, dal rapimento di Sossi al sequestro Moro.... di Piazza della Loggia....i tanti ragazzi ammazzati da una parte e dall'altra della barricata....occasioni ce n'erano ogni giorno e non si poteva restare indifferenti.

Eppure studiavo. Aggiungiamo il fatto che a 15 anni ebbi un grave incidente con un trauma cranico encefalico, coma profondo, rianimazione e mesi di ospedale.....dal quale mi ripresi talmente bene da concludere la scuola e passare alla maturità con un bel 60/60 e lode nel 1980 anche se tra tanti laureati qua dentro sono una pezzente!

giaco ha detto...

No, mi dispiace. Non sono completamente d'accordo con il post di Alessandro. Secondo me è troppo tollerante con l'intolleranza del Crux. Quando il conduttore intende dimostrare il suo teorema che la protesta è contro il governo e dunque non di merito, sbaglia un passaggio logico cruciale. Perché questo governo ha dimostrato e continua a dimostrare con decine di fatti e provvedimenti che il suo intento è depotenziare cultura, istruzione e ricerca. Si può quindi manifestare contro il governo e la sua intera politica nel campo, restando assolutamente nel merito della discussione. Non c'è ombra di pretestuosità, checché ne pensi il reazionarissimo Cruciani (che bello sentire l'ascoltatore di Bologna che lo fustigava ironicamente con verve dialettica "Lei è meglio di così"!).
Quanto all'apparente moderazione della Tinagli, non mi convince neanche un po'. E' vero che la discussione va fatta sui dettagli della riforma, ma sarebbe sbagliato tenere fuori la prospettiva futura, la visione globale del problema. Queste cose entrano necessariamente anche nei dettagli e si vedono, cavolo se si vedono. Ad occhio nudo.
Di questo mi piacerebbe sentir parlare in trasmissione (ah, beata ingenuità con l'indecente Zanzara attuale!): dei grandi modelli di sviluppo del sistema della ricerca e dell'istruzione che intendiamo scegliere. Se una scuola all'americana in mano alla mano invisibile del mercato e senza tutele per i meno abbienti meritevoli o un sistema quantomeno equilibrato tra pubblico e privato, con l'autonomia come principio essenziale dell'istituzione. Se vogliamo un Paese che si chiude nel terziario più spicciolo rifiutando cultura e innovazione o un'Italia che finalmente rivendichi il suo grande passato culturale e scientifico come risorsa per il futuro. A chiunque non abbia fette di lardo sugli occhi risulta che questo governo si muove sempre con cecità, disinteresse e supponenza su queste problematiche, se non con l'intento di chiudere i conti con un'elite intellettuale (quel che ne resiste dignitosamente che purtroppo è misera cosa) percepita come etranea, o peggio "comunista".

Per il momento, insomma, alla Tinagli preferisco l'analisi sferzante di Carlo Galli:
http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=53342041

Saluti.

Michele Reccanello ha detto...

Bravo Winston,

Visto che berlusconi sostiene che se gli studenti se protestano non studiano, penso che sia assai peggio i presidenti del consiglio che quando passano il loro tempo a fare bunga-bunga non pensano ai problemi del paese...

F®Ømß°£ ha detto...

Dopo aver letto Tinagli e Galli, resto ancora dubbioso, e mi viene da domandarmi:

1) perché non si possono avere ospiti decenti per approfondire questi temi a la Zanzara e non i soliti Sgarbi e Zanicchi?

2) Cruciani sarebbe mai in grado di scrivere un articolo come quello della Tinagli?

3) Sarebbe in grado il conduttore di partecipare a un blog come questo?

Notte

T.

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,

Avevo postato da altra parte, ma penso che qui stia bene...
ecco il pensiero di Odifreddi, che per certi versi farà piacere al Crux sulla scuola e le proteste studentesche, e sulla Gelmini.

winston ha detto...

@tommaso:
Che Cruciani abbia o meno l'abilità oratoria è purtroppo indimostrabile ed inconfutabile, perchè la sua tattica è quella di non usarla ma di banalizzare fino all'estremo.
Secondo me ce l'ha, ma ammetto che sia solo una sensazione!

@giaco:
Forse nello specifico sono stato indulgente con l'intolleranza di Cruciani, che garantisco mi infastidisce molto.
hai sicuramente ragione sul fatto che le politiche del governo, in generale, siano penalizzanti relativamente alla cultura, però mi infastidisce anche chi è in piazza a manifestare ed intervistato sui perchè alla sua contrarietà alla riforma risponde con frasi fatta, generiche e non pertinenti alla riforma e ai provvedimenti specifici.
E Cruciani, seppur con toni che ritengo sbagliati e con argomentazioni incosistenti, ha ragione secondo me nel criticare questo aspetto.

giaco ha detto...

@winston

Ok, capisco la tua posizione, ma continuo a condividerla solo parzialmente. E' vero che ci sono in piazza anche i soliti centri sociali demagogici e talvolta violenti, qualche ignorantello che non sa di cosa parla, ecc. Questo capisco possa dare fastidio, ma concentrarsi su questo aspetto secondo me fa perdere di vista l'insieme. Che è quel che fa comodo al governo. Per quel che ho letto io ad es. sui blog degli studenti, la loro videolettera e tutto il resto, si tratta di persone che hanno le idee chiare, si documentano, argomentano e fanno proposte alternative (condivisibili o meno) sui singoli aspetti della questione. Estrapolando il fastidioso ignorantello che strologa in sinistrese anni '70 finisci per fare di tutta l'erba un fascio e questo non va bene. Senza offesa, ma è una di quelle generalizzazioni sterili che fanno gongolare il Cruciani o lo Giannino di turno.
Avendo lavorato per quasi un decennio da precario nel mondo della Ricerca ti assicuro che il problema non è quello degli ignoranti che sparlano, ma di quelli consapevoli e vili, che per anni hanno tollerato politiche aberranti non sapendo guardare al di là del proprio orticello (e magari approfittandone), o fingendo di non vedere lo smantellamento in atto (con la scusa proprio di dover studiare, di non aver tempo per la politica mentre il mondo gli crolla intorno). Italiani pavidi, come diceva giustamente Monicelli.
Alla fine vedere cortei di ragazzi con scudi che riproducono copertine dei grandi classici della filosofia e della letteratura mi stringe il cuore - su questo forse non riesco ad essere obiettivo - e, con tutti gli errori che possono commettere più o meno ingenuamente, mi trasmette almeno un refolo di speranza.

francesco.caroselli ha detto...

il livello di pensiero di questo blog è altissimo.
solo i link che voi tutti inserite sono una vera e propria raccolta di chicche.
Ultimamente mi trovo d'accordo con Giaco con cui condivido la tristezza per i manifestanti che intervistati rispondono con frasi fatte o capaci sltanto di inveire contro il governo.
Io credo che non sia un caso.
'era una volta una trasmissione su Italia1 che si chiamava secondo voi" in cui si intervistavano i cittadini su svariati argomenti.
Chi l'ha vista almeno una volta sa di cosa sto parlando.
la scelta degli interventi raccolti è basilare, scegliere con precisione i più beceri e irritanti è disonesto. Un metodo semplice semplice per stroncare qualunque simpatia verso un movimento.

Michele Reccanello ha detto...

@F.C.

me la ricordo, e mi ricordo anche il periodo, vicino alle elezioni guarda caso, oltre al conduttore un certo Del Debbio.

Che poi le interviste fossero montate ad arte questo lo trovavo assai evidente...

F®Ømß°£ ha detto...

@winston

condivido il teorema dell'indimostrabilità della qualità retorica di Cruciani, ma faccio alcune notazioni che mi fanno propendere per l'ipotesi che non sia granché.

1) Se fosse così abile nel favellare, perché usare le interruzioni come metodo principale di attacco all'ascoltatore? Interruzioni fatte sia parlando sopra (non è mai possibile finire una frase) sia con il Traffico.

2) Se fosse così abile nell'eloquio, perché quando viene messo di fronte a una domanda che mette in crisi le sue apodittiche prese di posizione non riesce mai a spiazzare l'interlocutore cambiando punto di vista, ma se ne esce con dei "non è così" altrettanto non argomentati?

3) In televisione l'ho visto raramente, ma è lì che si vede di più la sua pochezza dialettica: non può interrompere, è costretto a rispondere alle domande e deve limitare la sua arroganza. Io ricordo figure barbine sul ponte sullo stretto e tante tante scene mute.

Saluti ;-)

T.

giaco ha detto...

"L'abilità oratoria di Cruciani". Secondo me così la questione è malposta. Cruciani maneggia con imbarazzante abilità tutte le tecniche retoriche de "L'arte di ottenere ragione" di Schopenauer, e anche di più (vedi il perfetto manuale di Peppe Crusciani per aggiornamenti al XXI secolo). Quel che gli manca sono i contenuti, che rasentano il vuoto assoluto. L'avete notato voi stessi più volte: il Crux non sviluppa mai un ragionamento indipendente, e in casi estremi cita (senza neanche capirla del tutto secondo me) l'opinione degli altri, quella che gli solletica di più la "pancia". E' bravissimo a zittire, a sovrastare, a depistare, a falsificare, a ritrattare a metà, facendo un cinico uso del vantaggio di impugnare il microfono "on the air", ma davvero credete che sia possibile discutere costruttivamente con una persona del genere? L'unico interesse del programma è saggiare l'umore dell'italiano medio che si crede furbo e smaliziato (lui ne è una rappresentazione perfetta), il microfono aperto ai commenti e qualche ameno e rinunciabile frizzo e lazzo qua e là. ;-)

G.