giovedì 16 dicembre 2010

Cui prodest?

Non c'è alcuna evidenza che agenti infiltrati abbiano fomentato le azioni più incivili durante i disordini di Roma del 14 dicembre. Hai voglia a passare in rassegna le foto e i video. Ognuno, specie se si parte con la predisposizione mentale di trovarci a tutti i costi degli indizi, ci vede quello che vuole, un po' come quando si guarda le forma delle nuvole in cielo.

Senza fare confusione con quelle moltitudini di studenti e lavoratori che sfilano tranquillamente nei cortei e che magari inscenano chiassose ma innocue proteste simboliche, esistono purtroppo sparuti gruppetti di giovani e giovanissimi dalle menti acerbe o obnubilate che pensano che lo sfasciare vetrine e l'incendiare automobili siano gesti portatori di un messaggio positivo, ribelle, rivoluzionario e liberatorio. Ci piacerebbe pensare che non fosse così, addossando tutta la colpa ai famigerati agenti provocatori, ma la realtà è questa. Del resto, se anche gli infiltrati ci fossero per davvero, questo non sminuirebbe comunque le colpe per le violenze perpetrate da chi prezzolato dalla polizia non è.

Il punto è un altro. Se proprio vogliamo dedicarci alla dietrologia spicciola, il dubbio da porsi, semmai, non è se ci siano o meno gli infiltrati, ma se chi aveva in carico la gestione dell'ordine pubblico abbia o no fatto tutto quanto umanamente e fisicamente possibile per prevenire le situazioni di tensione o per sedarle prima che degenerassero. Per quanto io non ami crogiolarmi nel complottismo, certi dubbi, semplicemente facendo leva sul raziocinio, sorgono spontanei.

"Cui prodest?", dicevano i latini. A chi giova? Chi trae reale vantaggio politico dai peggiori episodi di guerriglia urbana? Chi necessita di meravigliosi pretesti per screditare tutte le manifestazioni di dissenso, anche quelle pacifiche? Quando le domande sono retoriche, rispondere è pleonastico.


PS. Sempre sui disordini di Roma, splendido come sempre il Saviano di oggi su Repubblica.

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Rage Against The Machine, "Township Rebellion" (1992)




Shackle their minds when they're bent on the cross
When ignorance reigns, life is lost...

32 commenti:

Francesca ha detto...

il capo della Polizia Manganelli (nomen omen) in un'intervista oggi a L'Unità dice: le tensioni nel paese sono in forte crescita e che in questo quadro di instabilità politica ed economica le forze dell’ordine sono chiamate ad un improprio ruolo di supplenza.
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A Claudia Fusani Manganelli dice che il caso rifiuti a Napoli e Terzigno, lo stato della Fiat, le aziende che chiudono non sono problemi di polizia, non possono essere affidate solo all’ordine pubblico: sono questioni politiche, economiche.

Dice infine che “questo superlavoro è chiesto a chi è pagato sempre meno”.
Denuncia cioè che la polizia è sottopagata, privata dei mezzi necessari a svolgere il suo lavoro proprio nel momento in cui le si chiede di coprire mansioni e ruoli non suoi.

Non dimentichiamo che il giorno prima degli scontri di piazza abbiamo visto cinquecento agenti manifestare davanti a Montecitorio e gridare “Vergogna”, fischiare il ministro La Russa.

Poliziotti che manifestavano contro il governo, questa volta senza felpe. Senza bisogno di mimetizzarsi.

Se non è una polveriera questa dite voi quale. Lo dica il governo Scilipoti, che da oggi sostituirà il metodo Boffo col metodo Moffa: comprare ancora due o tre deputati dell’Udc, un paio ex di An. Attenzione a scherzare col fuoco. A proposito di responsabilità: provate a toglierla dai nomi dei partiti e metterla in atto, a condizione di esserne capaci.
(Conchita De Gregorio - 15/12/2010)
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Chi ha seguito ieri sera EXIT ha potuto sentire le proteste degli agenti soprammenzionati e soprattutto che TUTTA l'Europa è squassata dai moti ribelli, altro che "sono sempre compagni che sbagliano, secondo la sinistra" come ha scritto un altro servitore oggi!

renzo ha detto...

Dell'articolo di Saviano mi ha particolarmente colpito un passaggio "E se le camionette bloccano la strada prima del Parlamento?"... Che senso ha mettere una camionetta della polizia nel bel mezzo di una strada? Non assomiglia ad una sorta di furbata per "attivare" le menti dei più scalmanati e scaldare gli animi? Domande retoriche anche queste...

renzo ha detto...

PS: complimenti per l'ttimo contributo multimediale :)

Authan ha detto...

"E se le camionette bloccano la strada prima del Parlamento? Ci si ferma lì, perché le parole stanno arrivando in tutto il mondo, perché si manifesta per mostrare al Paese, a chi magari è a casa, ai balconi, dietro le persiane che ci sono diritti da difendere, che c'è chi li difende anche per loro, che c'è chi garantisce che tutto si svolgerà in maniera civile, pacifica e democratica perché è questa l'Italia che si vuole costruire, perché è per questo che si sta manifestando. Non certo lanciare un uovo sulla porta del Parlamento muta le cose.
Tutto questo è molto più che bruciare una camionetta. Accende luci, luci su tutte le ombre di questo paese.
"
Roberto Saviano

Ciao Renzo, grazie per i complimenti.

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

concordo con quanto scritto da authan al cèntopercènto. Il fatto che da sempre chi guadagna politicamente da questo genere di violenza siano le forze destrorse, autoritarie e reazionarie dovrebbe insegnare qualcosa a questi gruppetti di giovani obnubilati per dirla con il nostro ospite. Naturalmente ignoranza e stupidità impediscono che ciò avvenga e fatico a non essere molto estremista su ciò che si meritano tali individui.

Nella mia classifica di gruppi dannosi alla società dopo di loro vengono solo gli ultras violenti e la criminalità organizzata.

Ho apprezzato molto l'articolo di Saviano. Se le teste di casco imparassero a fermarsi dove ci sono le camionette ci sarebbe un futuro.

Invece non c'è.

E comunque ha vinto Berlusconi!

Saluti

T.

giaco ha detto...

Buongiorno.

Mi trovo d'accordo con Authan con l'analisi sulle infiltrazioni, certa dietrologia che scatta come reazione pavloviana rischia di essere un boomerang. Interessante e accorata la lettera di Saviano e comprensibile anche l'intervento del Telese sul suo blog, però in effetti tutte queste prese di posizione mi suonano, dopo anni che le leggo, come risapute, banalotte e con un retrogusto di moralismo che tranquillizza la coscienza ma resta sterile sul piano empirico: facile comporle a tavolino ed atteggiarsi ad inflessibili paladini della non-violenza gandhiana dietro a uno schermo di computer o con le chiappe al caldo del proprio salario più o meno ancora assicurato. Il loro semplicistico e magari anche condivisibile idealismo si scontra contro tizi che se ne fregano da quindici anni di qualunque cosa dici e fai, distorcendo sistematicamente il tuo pensiero sui media, per sovrappiù insultandoti ferocemente e sfottendoti con arroganza quando sei nell'angolo, disperato. E allora io non credo alle strumentalizzazioni, ritengo che la vecchia ideologia dei settanta abbia poco a che fare con quel che stiamo vivendo: non c'è nulla di preparato nelle proteste, o almeno molto poco, e chi le cavalca (centri sociali et similia) sono uno sparuto manipolo, ben visibile ma infinitamente minoritario. Viceversa la strategia della tensione non è quella spicciola della polizia che schiera le sue truppe in un modo o nell'altro nelle strade, ma una strategia di alto livello, in cui il potere non conosce più limiti esterni ed intermedi, di qualunque forma essi siano, non accetta più alcuna espressione di mediazione su nessun terreno.

Ieri diceva bene Tano D'Amico citato in un articolo di Repubblica (e riecheggiato oggi sia da un ricercatore sui tetti che dal generalmente pessimo Alzetta, l'estremista di Action): quel che è avvenuto a Roma non era una guerriglia organizzata come nel '77, ma una rivolta simile ai tumulti parigini del '48, o (aggiungo io) all'assalto ai forni, alle sollevazioni di fronte alle infami tasse sul macinato. Non perché ci sia la fame di mezzo, ma perché il 14 si è materializzata una rabbia cieca, incontrollabile, spontanea, catartica. Giudicarla a posteriori con le consuete categorie di giusto/sbagliato politicamente ed eticamente è esercizio futile. Meglio chiedersi quali siano gli elementi scatenanti (li ho elencati sopra), e studiare come frenarli in pratica, non solo appellandosi a un generico “resistiamo porgendo l'altra guancia e col tempo le ingiustizie saranno sconfitte”. (segue)

giaco ha detto...

Buongiorno.

Mi trovo d'accordo con Authan con l'analisi sulle infiltrazioni, certa dietrologia che scatta come reazione pavloviana rischia di essere un boomerang. Interessante e accorata la lettera di Saviano e comprensibile anche l'intervento del Telese sul suo blog, però in effetti tutte queste prese di posizione mi suonano, dopo anni che le leggo, come risapute, banalotte e con un retrogusto di moralismo che tranquillizza la coscienza ma resta sterile sul piano empirico: facile comporle a tavolino ed atteggiarsi ad inflessibili paladini della non-violenza gandhiana dietro a uno schermo di computer o con le chiappe al caldo del proprio salario più o meno ancora assicurato. Il loro semplicistico e magari anche condivisibile idealismo si scontra contro tizi che se ne fregano da quindici anni di qualunque cosa dici e fai, distorcendo sistematicamente il tuo pensiero sui media, per sovrappiù insultandoti ferocemente e sfottendoti con arroganza quando sei nell'angolo, disperato. E allora io non credo alle strumentalizzazioni, ritengo che la vecchia ideologia dei settanta abbia poco a che fare con quel che stiamo vivendo: non c'è nulla di preparato nelle proteste, o almeno molto poco, e chi le cavalca (centri sociali et similia) sono uno sparuto manipolo, ben visibile ma infinitamente minoritario. Viceversa la strategia della tensione non è quella spicciola della polizia che schiera le sue truppe in un modo o nell'altro nelle strade, ma una strategia di alto livello, in cui il potere non conosce più limiti esterni ed intermedi, di qualunque forma essi siano, non accetta più alcuna espressione di mediazione su nessun terreno.

Ieri diceva bene Tano D'Amico citato in un articolo di Repubblica (e riecheggiato oggi sia da un ricercatore sui tetti che dal generalmente pessimo Alzetta, l'estremista di Action): quel che è avvenuto a Roma non era una guerriglia organizzata come nel '77, ma una rivolta simile ai tumulti parigini del '48, o (aggiungo io) all'assalto ai forni, alle sollevazioni di fronte alle infami tasse sul macinato. Non perché ci sia la fame di mezzo, ma perché il 14 si è materializzata una rabbia cieca, incontrollabile, spontanea, catartica. Giudicarla a posteriori con le consuete categorie di giusto/sbagliato politicamente ed eticamente è esercizio futile. Meglio chiedersi quali siano gli elementi scatenanti (li ho elencati sopra), e studiare come frenarli in pratica, non solo appellandosi a un generico “resistiamo porgendo l'altra guancia e col tempo le ingiustizie saranno sconfitte”. (segue)

giaco ha detto...

Personalmente credo che non ci sia da meravigliarsi di questo "ruggito" di massa, proprio per quel che ho detto prima. Conducono a tali inevitabili esiti anni di frustrazioni e di totale assenza di qualunque confronto costruttivo con le categorie socialmente a disagio, nello spirito dei tempi derise, sbeffeggiate, umiliate, e alternativamente ignorate ostentatamente anche laddove era politicamente assurdo farlo o dipinte come il male assoluto, ideologizzato e insensato. E il brutto è che nessuno ha ancora elaborato uno strumento critico di protesta efficace e nonviolenta che sfugga alla feroce strategia berlusconiana di negare l'evidenza e i problemi, aggiungendovi lo sberleffo e la disinformazione sistematica. La protesta simbolica, per quanto geniale possa essere, si perde in pochi giorni nel vortice, nel tritacarne mediatico; lo sciopero, anche generale, è un'arma spuntata e a doppio taglio quanto più crea disagi (a questo siamo arrivati, che Cruciani e moltissimi come lui predichino lo sciopero invisibile, sennò sarebbe comunque "prepotenza"). Cosa resta per farsi sentire e convincere un governo a renderti interlocutore, a farti sedere intorno a un tavolo, l'unico luogo in cui il confronto può diventare davvero produttivo?

Ecco, sta qui il nodo. Chi, a ragione, critica le esplosioni di violenza, dovrebbe ragionare su questo, fare un passo oltre e proporre nuove strategie di opposizione credibili. Cancellando ogni regola questo sistema di potere sta portandoci in un vicolo cieco in cui inevitabilmente il muro contro muro ci porterà a un collasso tragico. E a poco serve far notare per l'ennesima volta che l'opposizione non è rappresentata politicamente dai mediocri in parlamento, a poco serve trincerarsi dietro le grandi bandiere del principio: non violenza, volontà popolare e via dicendo.
Mi fermo: son già stato troppo torrenziale. Il punto credo sia comunque chiaro.

G.

F®Ømß°£ ha detto...

@giaco

sono in disaccordo con l'analisi per ciò che concerne ieri. Si è trattato di quattro gatti, imbecilli, violenti, sicuri di essere impuniti, ma per nulla disperati.

Non c'entra nulla, e mi spiace essere d'accordo con Cruciani, una massa consistente di gente così incazzata da spaccare tutto.

Lo si è detto il giorno prima che ci sarebbe stato casino, e puntualmente casino c'è stato. Altro che rabbia spontanea. Figuriamoci catartica poi.

Non sono nemmeno d'accordo che le proteste non violente siano del tutto inutili. L'idea dei monumenti è stata una buona idea. I giornalisti sono costretti a parlarne e intanto i Cruciani non si possono lamentare di tafferugli e strade bloccate.

Sono d'accordo sul fatto che la classe dirigente non risponda assolutamente alle istanze di tante persone che sono senz'altro arrabbiate, anche se da lì a fare le teste di casco a Roma ce ne passa.

Mi fermo se no divento torrenziale anche io.

T.

Authan ha detto...

Il punto e' molto chiaro, giaco. Pero' nemmeno tu "vai oltre",nemmeno tu trovi le soluzioni alternative che siano qualcosa piu' degli scioperi invisibili e qualcosa meno delle camionette date alle fiamme.

Io la soluzione in tasca non ne ho. Ma so che devastare una citta' e sbagliato. Farlo "per una giusta causa" non alleggerisce la questione. Rimane sbagliato. Non si devasta una citta', e su questo non si discute. Questo deve esse un punto di partenza, non un punto di mediazione. La non violenza non e' un compromesso. E' il minimo sindacale. E' la base su cui discutere. Non viviamo in una tirannia dell'ottocento. Siamo nel terzo millennio, in una democrazia. Imperfetta, anomala, ma pur sempre democrazia.

renzo ha detto...

Mi intrometto nella questione.
La mia personale idea è che le proteste di piazza, almeno nel nostro paese, non hanno mai raggiunto e non raggiungeranno mai lo scopo che si sono prefissate. Analogo discorso vale per gli scioperi. Se la protesta di piazza è civile e pacifica, oppure se lo sciopero è programmato e non troppo invasivo, l'unico effetto è qualche attenzione sulla stampa. Se la protesta è incivile e lo sciopero selvaggio l'unico effetto è un'attenzione maggiore della stampa e numerose (e a mio avviso giustissime) condanne. Alla fine l'effetto sulla politica è pari a zero. E' sempre stato pari a zero, almeno negli ultimi 30 anni. Per cui a mio avviso anche soluzioni intermedie tra lo "sciopero invisibile" e le manifestazioni violente, sempre che esistano, raggiungeranno lo stesso identico obiettivo. Zero.

Detto questo comunque ammiro sinceramente le persone che continuano imperterrite a manifestare, con convizione e fiducia, sperando in un cambiamento. Ammiro la loro perseveranza, il loro voler almeno provarci. E spero che un giorno riescano a raggiungere lo scopo, anche se ormai non ci credo più.

PS: alla faccia del pessimismo eh?

francesco.caroselli ha detto...

risulta sempre piu chiaro che chi ha compiuto gli atti violenti l'altro giorno erano professionisti della guerriglia.
Vi ricordate quando gruppi di Ultrà assaltarono con tecniche sfacciate ma efficaci addirittura una caserma dei carabinieri?
Probabilmente sono gli stessi. Gente che non vede l'ora di menar le mani.
Quando ci sono disordini e il clima si surriscalda può succedere di tutto....
E non parlo solo dell'Italia, persino Il pricipe Carlo ha dovuto subire l'onta della contestazione . L'ultima volta che arrivarono uova sul principe di galles fu 200 anni fa.
Non è cosa normale.
Allontaniamoci un secondo dalla vergogna italiana con i suoi "principi" e guardiamo al mondo.

La crisi ha bloccato l'economia, mandato intere nazioni sul lastrico.
Come mai? 'L'AVIDITA' delle classi dirigenti.
Classe dirigente politica (grecia, l'unica nazione europea piu corrotta della nostra italia) e classe dirigente finanziaria.
Chi sta pagando per questi scempi?
I poveri cristi che non hanno nessuna responsabilità.
Le fasce piu deboli, a cui vengono tolti dei DIRITTI (come l'accesso allo studio in Inghilterra) non sanno come reagire perchè è da troppo tempo che non si organizzano, si trovano colte in contropiede e soprattutto il malessere riguarda ancora una porzione esigua della popolazione, ma se continua cosi non lo so che puo succedere!

Il neo-liberismo selvaggio sta mostrando il suo volto: le lobby che da anni siedono all'ombra del potere (e spesso ne tengono le redini) stanno facendo il loro lavoro. La democrazia rappresentativa sta mostrando qualche limite e non si può pretendere che il popolo venga spogliato delle sue conquiste sociali in silenzio e senza proteste (e non pensiamo solo all'Italia)

W Kirchner
W JFK

W Vendola
Fra internazionalista

giaco ha detto...

Sì Authan, per carità non dico che hai torto, e non vorrei (vista l'animosità di Tommaso - le cui opinioni apprezzo sempre molto - sul punto) essere passato per un giustificazionista filo-tumulti. Lungi da me giustificare. Però cercare di comprendere e analizzare resta un dovere. Capisco che quel però a qualcuno sembri insopportabile, ma esprime un disagio che sinceramente mi porto dentro, anche dopo le belle parole di Saviano. E ti assicuro che non sono mai stato un manifestante professionista, né tantomeno un individuo ideologizzato nel senso deteriore che si attribuisce alla parola (anzi, per inciso, grazie a Paolo per avere smontato lucidamente quella miope accezione in un post precedente).

Nessuno ha la ricetta in tasca, neanche io che ho sollevato il problema, e me ne dolgo. Quel che mi dispiace è che di questa ricerca di nuovi metodi si parli poco. Wikileaks ad esempio porta un modello innovativo in questo senso, ed è apprezzabile. I tetti, i libri-scudo e l'occupazione dei monumenti (peraltro respinti ciecamente da Cruciani su tutti i fronti) per quanto grandiosi e scaldacuore non credo andranno molto oltre la terza o quarta pagina di cronaca quando verranno usati una seconda volta.

Quanto al discorso della democrazia imperfetta vs tirannia dell'Ottocento... bah, non credo le cose siano così semplici da schematizzare, ma neanche mi voglio imbarcare in una discussione senza fine sui limiti della non-violenza, per quanto io sia convinto che esistano e come in situazioni di emergenza e autodifesa (vedi le interminabili liti sul concetto di guerra giusta). Ma la percezione dell'emergenza e dell'autodifesa varia da individuo a individuo e lì inizia il casino... Per esempio: avresti partecipato a un tumulto contro Mussolini nelle stesse piazze di Roma? Avrebbe avuto senso condannarlo in nome della non-violenza? Forse sì, io risposte certe non ne ho, ma le domande mi piace continuare a pormele e a porvele... :-)

G.

giaco ha detto...

@Tommaso & Renzo

La vedete in modo totalmente opposto, con tutta evidenza.

Io resto a metà strada. La stampa ha un potere di condizionamento sulle vicende sociali e sulla loro rappresentazione parlamentare che persiste, anche se si tratta di un potere nei fatti sempre più debole.
E cmq facendo l'esempio di Wikileaks mi pare di essere andato oltre la media aritmetica tra tumulto e acquiescenza... :-P

PaoloVE ha detto...

Buongiorno,

sono d'accordo, anzi di più, con chi biasima le manifestazioni violente, che risultano dannose e controproducenti (da cui l'eterno dubbio degli infiltrati).

Non è però nemmeno ammissibile vivere in uno stato che di una manifestazione non violenta non si interessa neanche un po', perchè in questo caso, se l'unica cosa importante è il danno e la violenza (e non le motivazioni ed il numero dei manifestanti, per dire due cosette secondo me importanti), a chi chiede attenzione non resterà che causare danni e commettere violenze, sbagliando.

Ciao

Paolo

francesco.caroselli ha detto...

Grande Giaco!
condivido quel che dici e soprattutto in relazionare alle nuove forme di resistenza e a Wikileaks...
In questo blog credo che i propositi e gli effetti del lavoro di Assange siano stati MOLTO sottostimati, penso invece siano la scintilla per un nuovo fuoco di libertà, la libertà di sapere quello che i governi ci vogliono tenere nascosto come se fossimo dei bambini, degli esseri inferiori.
In relazione a questo trovo sempre di ispirazione questo visionario video.
Anche in italiano (ma fa schifo, guardatelo in Inglese che è meglio).
Poi ci sarebbe anche quest'altro video altrettanto visionario ma un po meno "spinto"
NB_i video sono stati concepiti diversi anni fa...
PS-Nell'ultimo video la voce è attribuita a Phlipp Dick.
E perchè non Asimov?

francesco.caroselli ha detto...

Cruciani stasera ha le sue "cose".
Ma perchè non si prende 5 gocce di Valium?
E poi perchè è cosi incazzato?
Berlusconi comunque ha vinto, qual'è il problema?

Michele Reccanello ha detto...

Buonasera,

diceva Renzo
La mia personale idea è che le proteste di piazza, almeno nel nostro paese, non hanno mai raggiunto e non raggiungeranno mai lo scopo che si sono prefissate.

D'accordo che le manifestazioni devono essere pacifiche per non passare dalla parte del torto... se vuoi ottenere qualcosa non ti devi fermare al primo giorno, una volta si sosteneva che bisogna durare un minuto più del padrone. Penso che se si riesce ad organizzarsi con uno sciopero generale che blocchi il paese e a tenere duro per giorni, si giunga alla fine a dei risultati.

Grande Sonia Alfano

francesco.caroselli ha detto...

Cruciani sei un tifoso anche tu...
la tua parte CONICIDE con quella di B quindi smettila di fare il l'imperziale e sii oneste.
Con i radioascoltatori e con te stesso.


PS-il voto che ho dato alla Alfano è stata una scelta giusta.
Non capisco Cruciani che abbia da ridire. Dialetticamente ha risposto alla grande e sul contenuto ha mostrato di avere ragione da vendere.
Alla fine Crux ha detto "solo in Italia c'è una Alfano".
Quindi l'anomalia è l'Alfano???

Francesca ha detto...

17/12/2010

Proprio

jena@lastampa.it

Tutti gli studenti a piede libero, proprio come Berlusconi.

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...proprio come Dell'utri e Cosentino.... aggiungo io!
E in ogni caso Alé Magno ha poco da protestare, mica li han prosciolti i giovani, tutti incensurati, il processo ci sarà a breve.
Evidentemente i giudici han ritenuto non sussistenti i presupposti per la detenzione.
Facile no? O forse li han rilasciati proprio perchè qualcuno spera che reiterino prestissimo, quando si discuterà in Parlamento il DDL Entero-Gelmini!!

Perchè non ci dice qualcosa piuttosto Alé Magno sulla legge passata per sfoltire le carceri e che ha mandato a casa delinquenti ed assassini all'ultimo anno di detenzione?
Avevano vinto con la campagna della sicurezza no?? E quante volte con "certezza della pena"??

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Stamattina da Milan anche il prefetto Serra ha sostenuto di esser sempre stato contrario alle "zone rosse" e di non aver mai autorizzato la partenza di cortei con manifestanti coperti in volto..... ma c'è un lavoro da fare che presuppone incontrarsi PRIMA!

renzo ha detto...

@ Michele

Secondo me "uno sciopero generale che bloccasse il paese per giorni" non solo non raggiungerebbe comunque l'obiettivo (non mi ricordo scioperi terminati con un successo) ma sortirebbe l'effetto contrario di far incazzare chi effettivamente subisce lo sciopero, cioè i cittadini (ovviamente dipende cosa intendiamo per sciopero generale).

Rimango della mia idea, è giustissimo manifestare e ammiro chi lo fa (chiaramente in modo pacifico), ma le vedo purtroppo (e sottolineo PURTROPPO) come iniziative sempre e perennemente destinate all'insuccesso.

francesco.caroselli ha detto...

Renzo ti consiglio di fare un giro in francia, perchè le cose non vanno come dici tu.

renzo ha detto...

Francesco infatti non mi riferivo all'estero ma solamente al nostro simpatico Paese.

francesco.caroselli ha detto...

Ieri mi sono proprio incazzato.
Nero.
Giannino e Cruciani chiedevano la testa dei direttori del FattoQ., di Repubblica e dell'Espresso perchè hanno semplicemente pubblicato delle foto sospette.

Come se il nostro Stato fosse sempre cristallino, trasparente.
Ieri sera c'è stata una puntata di "La storia siamo noi" su Piazza Fontana.
Ebbene io ancora dovevo nascere, ma lo Stato italiano uccise 13 persone innocenti, sacrificate su una scacchiera di un gioco MOLTO più grande.
Lo Stato pianificò, organizzò, fornì l'esplosivo, depistò le indagini, costruì dei colpevoli (ignari) a tavolino....
insomma un paio di infiltrati per fare casino sono proprio il minimo che ci si possa aspettare!

Non capisco poi perchè trasmissioni come quella di ieri sera le mettano in onda solo a notte inoltrata.
Su rai1 e rai2 il primo pomeriggio ci sono due trasmissioni fetecchie che fra l'altro sono anche il clone l'una dell'altra.
La Rai produce cose egregie ma le nasconde sistemandole la notte tardi. Forse hanno paura che la gente pensi? Mistero.

Tenetevi forte e preparatevi a leggervi uno sproloquio, perché oggi ho le dita calde….

renzo ha detto...

@ francesco
Pienamente d'accordo con te nell'incazzo estremo nel sentire proporre da Cruciani (estasiato) le sonore VACCATE dette da Giannino (che sembrava completamente uscito di senno)

Francesca ha detto...

foto sospette?

e i video in cui si assiste al pestaggio di ragazzini inermi, senza caschi e spranghe da parte degli agenti?
O quello in cui un corpo già a terra viene calpestato dallo stivale del poliziotto??

Ce n'est qu'un début

Clem ha detto...

Ovviamente Cruciani sara' stato garantista nei confronti degli studenti cosi' come lo e' nei confronti di, che so, dell'Utri. Vero?
C'e' un bell'articolo in proposito su ilpost (solo che quelli firmano quasi sempre "admin" e non si capisce chi scrive -_-)

francesco.caroselli ha detto...

Credo che la puntata di ieri sia stata una specie di “pietra miliare” della nostra trasmissione preferita.
Ha dimostrato quanto è ottuso Parenzo e quanto è intollerante Cruciani. La coppia più bella del mondo.
In primis c’è da dire che ieri Cruciani non sopportava nessuno che la pensasse in maniera un pò diversa dalla sua.
Bastava un’affermazione un pò più “forte” dell’ordinario e subito troncava l’ascoltatore con le sirene dell’ambulanza.
Ovviamente le affermazioni “provocatorie” dovevano essere non condivise da Cruciani perché affermazioni altrettante provocatorie, ma “simpatiche” al Crux, avevano l’effetto opposto: lo esaltavano e andava in brodo di giuggiole.
In particolare ho trovato fastidiosissimo l’intervento di Diego Volpe Pasini.
Cruciani condivide con questo figuro più di una simpatia..
Sicuramente è uno degli “autentici moderati” di cui parla Berlusconi.
Il personaggio è intervenuto come normale ascoltatore poi però è stato riconosciuto dalla nullità cosmica Parenzo e lo stesso ha cominciato ad incensarlo con frasi come "numero uno, sei il numero uno".
Per darci ulteriori informazioni Parenzo ce l’ha inquadrato come il fondatore del partito-movimento “Basta Immigrati”.
Poi per fare il tipo smart e intelligente non ha detto la cosa più ovvia (“questo è razzismo”)... no… David Parenzo per stupirci ha detto "basta immigrati è come dire basta freddo".
Oltre che il nome, forse David Parenzo condivide con il ben più famoso David Gnomo anche la grandezza del cervello.
Devo proprio far dare del comunista amico gli immigrati, ma quello che dice Parenzo non si può lasciar passare.
Gli immigrati non sono dei parasitti inutili di cui ci si può privare da un giorno all’altro, gli immigrati sono parte integrante della società e senza di loro la società italiana stessa si paralizzerebbe.
Se il motto fosse Stato "Basta immigrati clandestini" già sarebbe andato leggerissimamente meglio, ma cmq sarebbe stato razzista, perchè anche fra i clandestini c'è un sacco di brava gente e che magari avrebbe anche diritto all’asilo politico poiché che scappa da situazioni a dir poco disperate...
oltretutto clandestino non vuol dire per forza "criminale".... Il motto sarebbe dovuto essere "basta immigrati clandestini criminali"... Con un motto del genere avrei potuto accettare che dire una simile ovvietà equivale a dire "basta freddo".
Basta immigrati = basta freddo -----è una bestialità, complimenti Parenzo.

Ma continuiamo, perché l’intervento di quel gran signore che è Diego Volpe Pasini è stato meraviglioso!
Ecco qualche definizione che ho trovato su di lui....
...agli occhi di molti, “pericoloso”.

Per “pericoloso”, nel linguaggio della politica, si intendono quei tizi che, vuoi per carattere (solitamente narcisismo) o convenienza, dispongono della straordinaria capacità di far passare per manifestazioni di libertà e/o verità (diritto di cronaca se riescono a confezionare un qualsivoglia mezzo di comunicazione) la sistematica denigrazione del prossimo: avversari, alleati, parenti, conoscenti e amici, rom e marocchini.


Il resto lo trovate qui

Ma non basta, il simpatico signore si fa notare alquanto...
ecco qualche notiziucola trovata semplicemente utilizzando Google.

arrestato (forse per questo è tifoso di B…. condivide con lui qualche problemucolo con la giustizia)

Ecco l'elenco delle sue condanne:

To be continued..

francesco.caroselli ha detto...

Credo che la puntata di ieri sia stata una specie di “pietra miliare” della nostra trasmissione preferita.
Ha dimostrato quanto è ottuso Parenzo e quanto è intollerante Cruciani. La coppia più bella del mondo.
In primis c’è da dire che ieri Cruciani non sopportava nessuno che la pensasse in maniera un pò diversa dalla sua.
Bastava un’affermazione un pò più “forte” dell’ordinario e subito troncava l’ascoltatore con le sirene dell’ambulanza.
Ovviamente le affermazioni “provocatorie” dovevano essere non condivise da Cruciani perché affermazioni altrettante provocatorie, ma “simpatiche” al Crux, avevano l’effetto opposto: lo esaltavano e andava in brodo di giuggiole.
In particolare ho trovato fastidiosissimo l’intervento di Diego Volpe Pasini.
Cruciani condivide con questo figuro più di una simpatia..
Sicuramente è uno degli “autentici moderati” di cui parla Berlusconi.
Il personaggio è intervenuto come normale ascoltatore poi però è stato riconosciuto dalla nullità cosmica Parenzo e lo stesso ha cominciato ad incensarlo con frasi come "numero uno, sei il numero uno".
Per darci ulteriori informazioni Parenzo ce l’ha inquadrato come il fondatore del partito-movimento “Basta Immigrati”.
Poi per fare il tipo smart e intelligente non ha detto la cosa più ovvia (“questo è razzismo”)... no… David Parenzo per stupirci ha detto "basta immigrati è come dire basta freddo".
Oltre che il nome, forse David Parenzo condivide con il ben più famoso David Gnomo anche la grandezza del cervello.
Devo proprio far dare del comunista amico gli immigrati, ma quello che dice Parenzo non si può lasciar passare.
Gli immigrati non sono dei parasitti inutili di cui ci si può privare da un giorno all’altro, gli immigrati sono parte integrante della società e senza di loro la società italiana stessa si paralizzerebbe.
Se il motto fosse Stato "Basta immigrati clandestini" già sarebbe andato leggerissimamente meglio, ma cmq sarebbe stato razzista, perchè anche fra i clandestini c'è un sacco di brava gente e che magari avrebbe anche diritto all’asilo politico poiché che scappa da situazioni a dir poco disperate...
oltretutto clandestino non vuol dire per forza "criminale".... Il motto sarebbe dovuto essere "basta immigrati clandestini criminali"... Con un motto del genere avrei potuto accettare che dire una simile ovvietà equivale a dire "basta freddo".
Basta immigrati = basta freddo -----è una bestialità, complimenti a Parenzo.

francesco.caroselli ha detto...

Ma continuiamo, perché l’intervento di quel gran signore che è Diego Volpe Pasini è stato meraviglioso!
Ecco qualche definizione che ho trovato su di lui....
...agli occhi di molti, “pericoloso”.

Per “pericoloso”, nel linguaggio della politica, si intendono quei tizi che, vuoi per carattere (solitamente narcisismo) o convenienza, dispongono della straordinaria capacità di far passare per manifestazioni di libertà e/o verità (diritto di cronaca se riescono a confezionare un qualsivoglia mezzo di comunicazione) la sistematica denigrazione del prossimo: avversari, alleati, parenti, conoscenti e amici, rom e marocchini.


Il resto lo trovate qui

Ma non basta, il simpatico signore si fa notare alquanto...
ecco qualche notiziucola trovata semplicemente utilizzando Google.

arrestato (forse per questo è tifoso di B…. condivide con lui qualche problemucolo con la giustizia)

Ecco l'elenco delle sue condanne:
1) 1991 frode in commercio, multa di euro 51.65 non menzione
2) 1991 violazione norme igieniche 5 giorni di arresto(sostituito con ammenda di euro 64.56) e ammenda di euro 206.58, non menzione
3) 1993 omicidio colposo 5 mesi e 10 di reclusione, pena sospesa
4) 1994 omesso versamento contributi previdenziali. Giorni 20 di reclusione ( sostituiti con ammenda di euro 309.87) e multa di euro 258.23
5) 1994 omesso versamento contributi previdenziali e violazione sull?assistenza. Interdizione di 72 giorni e incapacità di contratti con pubbl. ammi per anni 1. Reclusione mesi 1 e giorni 10 (sostituita con multa di euro 516.46) e multa di euro 413.17.
6) 1995 dichiarato fallito
7) 1995 omesso versamento contributi previdenziali e violazione sull?assistenza. Giorni 20 di reclusione e multa di euro 774.69 Interdizione di 20 giorni e incapacità di contratti con pubbl. ammi per anni 1.
8) 1995 omesso versamento contributi previdenziali e violazione sull?assistenza. Vista la continuazione dei reati giorni 60 di reclusione (sostituita con multa di euro 774.69) e multa di euro 154.94. Interdizione di 60 giorni e incapacità di contratti con pubbl. ammi per anni 1.
9) 1996 dichiarato fallito
10) 1996 omesso versamento contributi previdenziali e violazione sull?assistenza. giorni 90 di reclusione (sostituita con multa di euro 3.486.08) e multa di euro 154.94. Interdizione di 90 giorni e incapacità di contratti con pubbl. ammi per anni 1.
11) 1997 violazione in materia di collocamento di extracomunitari. Ammenda di euro 774.69
12) 1998 cumulo delle pene inflitte. Multa di euro 1.704.31
1999 omesso versamento contributi previdenziali e violazione sull?assistenza. giorni 15 di reclusione (sostituita con multa di euro 700.00
Prese da qui, dove potete leggere anche diversi commenti del Diego Volpe Pasini stesso.

francesco.caroselli ha detto...

Ma continuiamo, perché l’intervento di quel gran signore che è Diego Volpe Pasini è stato meraviglioso!
Ecco qualche definizione che ho trovato su di lui....
...agli occhi di molti, “pericoloso”.

Per “pericoloso”, nel linguaggio della politica, si intendono quei tizi che, vuoi per carattere (solitamente narcisismo) o convenienza, dispongono della straordinaria capacità di far passare per manifestazioni di libertà e/o verità (diritto di cronaca se riescono a confezionare un qualsivoglia mezzo di comunicazione) la sistematica denigrazione del prossimo: avversari, alleati, parenti, conoscenti e amici, rom e marocchini.


Il resto lo trovate qui

Ma non basta, il simpatico signore si fa notare alquanto...
ecco qualche notiziucola trovata semplicemente utilizzando Google.

arrestato (forse per questo è tifoso di B…. condivide con lui qualche problemucolo con la giustizia)

francesco.caroselli ha detto...

Ecco l'elenco delle sue condanne:
1) 1991 frode in commercio, multa di euro 51.65 non menzione
2) 1991 violazione norme igieniche 5 giorni di arresto(sostituito con ammenda di euro 64.56) e ammenda di euro 206.58, non menzione
3) 1993 omicidio colposo 5 mesi e 10 di reclusione, pena sospesa
4) 1994 omesso versamento contributi previdenziali. Giorni 20 di reclusione ( sostituiti con ammenda di euro 309.87) e multa di euro 258.23
5) 1994 omesso versamento contributi previdenziali e violazione sull?assistenza. Interdizione di 72 giorni e incapacità di contratti con pubbl. ammi per anni 1. Reclusione mesi 1 e giorni 10 (sostituita con multa di euro 516.46) e multa di euro 413.17.
6) 1995 dichiarato fallito
7) 1995 omesso versamento contributi previdenziali e violazione sull?assistenza. Giorni 20 di reclusione e multa di euro 774.69 Interdizione di 20 giorni e incapacità di contratti con pubbl. ammi per anni 1.
8) 1995 omesso versamento contributi previdenziali e violazione sull?assistenza. Vista la continuazione dei reati giorni 60 di reclusione (sostituita con multa di euro 774.69) e multa di euro 154.94. Interdizione di 60 giorni e incapacità di contratti con pubbl. ammi per anni 1.
9) 1996 dichiarato fallito
10) 1996 omesso versamento contributi previdenziali e violazione sull?assistenza. giorni 90 di reclusione (sostituita con multa di euro 3.486.08) e multa di euro 154.94. Interdizione di 90 giorni e incapacità di contratti con pubbl. ammi per anni 1.
11) 1997 violazione in materia di collocamento di extracomunitari. Ammenda di euro 774.69
12) 1998 cumulo delle pene inflitte. Multa di euro 1.704.31
1999 omesso versamento contributi previdenziali e violazione sull?assistenza. giorni 15 di reclusione (sostituita con multa di euro 700.00
Prese da qui, dove potete leggere anche diversi commenti del Diego Volpe Pasini stesso.