lunedì 20 dicembre 2010

Piccole amichevoli manganellate preventive

Qui sotto un post di Paolo. Oggi ce n'è pure uno di Authan.

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[Paolo]

Buongiorno,

Dopo aver ringraziato Cruciani per l'ottima trasmissione di venerdì e per lo spazio giustamente concesso all'approfondimento delle posizioni politiche di Scilipoti (credo la puntata si intitolasse analizzando il nulla o qualcosa di simile: è indicativo che GC si sia divertito molto in compagnia di cotanto personaggio, è preoccupante invece che cotanto personaggio rivesta un ruolo di responsabilità in uno stato), passerei a qualcosa di più interessante per il commentino di oggi, partendo dalla uscita di Gasparri che invita agli arresti preventivi dei facinorosi per prevenire il rischio di incidenti in occasione delle manifestazioni previste nei prossimi giorni contro la riforma dell'università.

Le polemiche che stanno nascendo sull'argomento sono secondo me in buona parte giustificate: una iniziativa di questo genere, gestita con criteri analoghi a quelli che impediscono ad un certo numero di tifosi riconosciuti come violenti di accedere agli stadi (i DASPO) , potrebbe dare qualche buon risultato tenendo lontano dalle manifestazioni i teppisti di professione, e, in fondo, è sempre meglio di quanto avviene in sua assenza quando scoppiano i disordini: le manganellate e le molotov sono tutt'altro che preventive...

Per questo tipo di gestione però mancano i tempi tecnici necessari per il passaggio attraverso la struttura giudiziaria prima delle prossime manifestazioni, sempre che qualcuno non sia invece più interessato ad utilizzare le violenze dei manifestanti per oscurare il contenuto delle manifestazioni.

Di conseguenza è facile ritenere che questa sia una gasparrata qualsiasi, ipotesi che viene rafforzata dalla caratteristica sobrietà del personaggio (che parla di ARRESTI preventivi, cosa che i daspo non sono), da alcune affermazioni fatte a corredo quale quella che afferma che si sa benissimo chi sono i violenti (e allora perché non li beccano quasi mai?), dalla pacatezza degli inviti ai genitori dei manifestanti a tenerli a casa invece di lasciarli andare insieme a potenziali assassini, ed alle risposte del Viminale (che lo invita a non soffiare sul fuoco).

E nella gasparrata c'è effettivamente però una cosa che è interessante andare a vedere, e cioè il livello di faciloneria di Gasparri stesso, nonchè, leggendo in trasparenza i contenuti della proposta, quale sia per lui l'idea di garantismo.

Non mi meraviglia quindi che per molti la reazione alle sue uscite sia stata quella di evocare lo spettro del fascismo, né credo che abbiano preso in questo modo un granchio particolarmente grande: la mentalità che ha partorito questa proposta si è dimostrata rozza, forcaiola, incline all'abuso della forza, irrispettosa delle opinioni e delle scelte altrui, portata ad alimentare un clima d'odio e di contrapposizione frontale. Quindi giustamente una mentalità almeno parafascista, anche se fortunatamente non pericolosa per la piccolezza del suo latore, piccolo balilla aspirante federale in ritardo sui tempi.

Ciao

Paolo

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Proviamo a dimenticare, con Neri Marcorè.




Il mio nome è Gasparri. Svuoto cantine.

9 commenti:

Francesca ha detto...

Le parole del senatore, ovvero
l'irresponsabilità al potere

di Federico Brusadelli (FareFuturowebmagazine - 20/12/2010)

«Quelle di Gasparri mi paiono parole strampalate», «Fa una confusione totale», «Auspica provvedimenti illiberali».
Perché quello «era un problema di terrorismo», e invece questo «è un problema di ordine pubblico».
A parlare – intervistato dalla Stampa – non è un pericoloso estremista, un fiancheggiatore dei violenti, un sovversivo comunista.

È Virginio Rognoni, il ministro democristiano che nel 1979, quando scattò la “grande retata” del 7 aprile 1979 evocata dal capo dei senatori pidiellini, sedeva al Viminale.
Erano anni bui per davvero, quelli.
Eppure nemmeno allora – spiega Rognoni – scattarono gli “arresti preventivi” evocati dal capo dei senatori del Pdl.

Non c’è bisogno di agitare lo spettro del “fascismo”, né paventare derive sudamericane.

Basterebbe questo, basterebbero le parole di chi il terrorismo lo ha affrontato per davvero, e lo ha affrontato dal cuore dello Stato, per giudicare le parole di Maurizio Gasparri.

Basterebbe ascoltare le parole di Roberto Saviano, impaurito da una «follia autoritaria», ma anche quelle di Pierferdinando Casini che chiede di «mantenere i nervi saldi».

O quelle di Pietro Calogero, il magistrato che nel 1979 autorizzò gli arresti e che oggi definisce l’uscita di Gasparri una «sciocchezza».

E se a tutto questo si aggiunge l’irritazione lasciata trapelare da alcuni esponenti di governo (Maroni e La Russa su tutti), la potenziale pericolosità della sparata di Gasparri appare in tutta la sua drammaticità.

E lui, non pago, rilancia: «Nei cortei ci sono potenziali assassini!».

Ecco la politica secondo Maurizio Gasparri. Ecco la sua ricetta: la provocazione come unico mezzo per far valere le proprie (deboli) ragioni, la corsa a chi la spara più grossa come unico metodo per impostare il dibattito pubblico, la rissa verbale come unica via per “stanare” gli avversari, anzi i nemici, e portarli al confronto. In sintesi, l’irresponsabilità al potere.

Non è la prima volta. E non sarà l’ultima, purtroppo. Perché è questo lo stile, sono questi i contenuti, è questa la forma e la sostanza di cui è capace una certa destra. Anzi, una certa politica. Una politica che altrove sarebbe minoritaria, estremista, relegate a “folklore” più o meno innocuo. E che qui, invece, si ritrova ad avere tra le mani i destini di un paese.

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Sottoscrivo tutto, qui l'articolo-intervista su La Stampa a Virginio Rognoni.
http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/380677/

francesco.caroselli ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
god_of_love27 ha detto...

Gasparri fa presa solo sugli ignoranti e su chi guarda il TG4.
Non temete, c'è gente sveglia in giro che non crede a questa gente

francesco.caroselli ha detto...

Alla "Gasparatta" di oggi aggiungo la "larussata" di giovedi ad Annozero dove il ministro della difesa ha dichiarato agli studenti: "siete fortunati che i poliziotti non abbiano ricevuto l'Ordine di spazzarvi via, altrimenti vi avrebbero già spazzato via in un attimo".
L'ha ripetuto diverse volte, e non era difficile cogliere la voglia forsennata di dare quell'ordine.
(meno male che all'interno c'è Maroni senno avremmo visto molto piu sangue)


Confrontando le dichiarazioni del duo La Russa-Gasparri non può non essere EVIDENTE E SOLARE come Fini sia stato costretto a crearsi un nuovo partito.
I suoi ex-colonnelli non hanno piu nulla in comune con lui.
Sono dei nostalgici di dei regimi fascistoidi sudamericani (sempre ben protetti dagli USA di Nixon & Co.)


Obama vince le elezioni.
Gasparri: "al-qaida sarà piu contenta"
Ma perchè non ci sono cablogrammi di wikileaks su Gasparri?



Luttazzi diceva di Gasparri: "ha la faccia di un Bracco (cane da caccia) sorpreso dalla propria scorreggia"


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Sugli anno di piombo vorrei fare una piccola considerazione generale: quel clima era fomentato e per niente osteggiato dallo Stato italiano.
L'Italia era di fatto di una nazione a sovranità limitata.
La famosa democrazia di cui oggi si riempono la bocca non poteva avere piena realizzazione pratica.
Gli attentati, le bombe etc.. erano un "paracadute" con il quale salvare la situazione (instaurare un regime paramilitare di emergenza) in caso di uno sfondamento del PCI alle elezioni.

francesco.caroselli ha detto...

Mumble ma queste dichiarazioni di Gasparri non vi hanno ricordato il film Minority Report?
Pre-crimine

Ornette ha detto...

@Francesco: Sì, me lo hanno ricordato anche a me, e infatti nella rete sono già state battezzate "Minorati report", in onore del duo tragicomico Ignazio La Frusta e Maurizio Gaspazzo :)

PaoloVE ha detto...

Buongiorno

OT: non ricordo chi mi abbia consigliato qualche tempo fa il blog Phastidio.net. Comunque gli tributo pubblici ringraziamenti: lo sto trovando molto interessante.

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

Buonasera,

grande post! A proposito di Minority Report, ho appena comprato e iniziato a leggere "colti sul fatto" di M. Travaglio, con la prefazione di una delle più "adorarate" giornaliste del Crux, ovvero Barbara Spinelli, che si intitola appunto cosi:

...Se Marco (Travaglio) fa tuttavia pensare ai precog c'è un motivo preciso: perché è il depositario, nella storia italiana che ci è contemporanea e che nel frattempo è abbastanza lunga, di un Minority Report. Di depositari ce ne sono in Italia, ma più delle volte fanno il morto o il giunco, aspettando che la piena passi. C'è un'altra versione della storia nazionale, infatti, rispetto alle contraffatte versioni ufficiali: una versione sommersa, negata, e Travaglio ne è il custode impavido da decenni.
Per forza di cose la sentinella è invisa, come nel racconto di Dick, e tanto più preziosa, E' heimlich e un heimlich, di casa e non di casa. Quando verità storiche di un paese sono sepolte per più di mezzo secolo, quando i reati s'affastellano senza mai essere chiariti e i criminali continuano a girare indisturbati, tutto diventa Minorty Report: il senso delle leggi, le regole della civile convivenza, persino la Costituzione del 48.

Francesca ha detto...

Dedicato a tutti quelli che volevano copiare dalla Lega Nord!

L´amaca
MICHELE SERRA

Current tv ha reso pubblico un documento sonoro tristissimo. Radio Padania. Due giovani leghisti stanno parlando (sulla radio ufficiale di un partito di governo) delle manifestazioni studentesche. Si augurano che la polizia "massacri quei bastardi", parlano di ossa che crocchiano, invocano il sangue. La parola "bastardi" risuona ogni tre secondi, non trova sinonimi, come in un rosario lobotomico. Le due voci sono stridule, scempiate da una cadenza dialettale imbarazzante. Il livello dialettico è bassissimo, i concetti meno che rozzi, di "politicizzato" –se la politica è anche espressione di pensiero – i due ragazzi non hanno niente.
I partiti di massa hanno sempre spalancato le porte agli ignoranti, perché a questo servono: dare voce a chi non ne ha. Ma hanno sempre cercato di aiutarli, educarli, se necessario contrastarli. La Lega ha la colpa storica, gravissima, imperdonabile, di avere trasformato l´ignoranza in un vanto, in un tratto identitario, "popolare". Nella voce e nelle parole di quei due si avverte una spocchia oscena: quella di un popolo incanaglito e felice di essere stato sollevato dalla fatica di capire, di conoscere, di studiare. Ho provato pena profonda per quei due ragazzini sbavanti, rabbia infinita per i loro capi, che li hanno cresciuti a loro immagine. Traditori dei loro figli, e traditori del popolo.