venerdì 11 giugno 2010

Pianeta Terra chiama Ostellino, rispondi Ostellino

Questa mattina a Bianco o Nero (trasmissione che stoicamente Alessandro Milan continua a condurre nonostante il nuovo impegno serale, pro tempore, alla Zanzara), nell'ambito di una discussione sul DDL intercettazioni appena approvata in Senato, abbiamo assistito ad una straordinaria lezione di filosofia teoretica da parte del professor Piero Ostellino, il quale ha illustrato agli ascoltatori la dottrina "liberale" (parola feticcio per l'ex direttore del Corriere, citata quasi in ogni frase) del primato dell'individuo sulla collettività. Non esiste, secondo Ostellino, un bene superiore in nome del quale la collettività possa togliere al singolo cittadino un diritto fondamentale tra cui quello alla riservatezza.

Se mi fossi trovato nell'aula di una qualche università, mi sarei alzato ed avrei applaudito a scena aperta. Dico sul serio. Del resto, quando sento gente che bercia scemenze come "intercettatemi, siiì, godo! Intercettatemi! Anzi intercettateci tutti! Chi segue la retta via non deve temere le intercettazioni!", non posso fare a meno di pensare di trovarmi di fronte a menti bacate o inconsapevoli delle follie che partoriscono. Io non voglio essere intercettato. Ma neanche un po'. Un'intrusione nel mio privato mi darebbe immensamente fastidio.

Però - perché non può mancare il però - nel momento in cui si esce da un discorso teorico, e di principio, e si passa a discutere delle conseguenze pratiche della legge sulle intercettazioni, ho trovato le parole di Ostellino un tantino astratte e facenti a pugni con le necessità pratiche. Lo stato al servizio del cittadino e non viceversa, l'individuo che prevale sul collettività, eccetera eccetera eccetera, sono tutti concetti meravigliosi, che però poi vanno calati in un mondo reale dove bisogna far convivere esigenze in chiaro conflitto tra loro (riservatezza, privacy, sicurezza, repressione dell'illegalità), ma della medesima importanza.

Io, nel mio piccolo, a scendere a patti col mondo reale per lo meno ci provo. Ribadisco che odierei essere intercettato, ma al contempo sono consapevole che, incidentalmente, nell'ambito di chissà quale indagine, esiste una probabilità bassissima, infinitesimale, che una mia conversazione possa essere registrata, e, pur auspicando che ciò non succeda, non mi sembra che ci siano gli estremi, ma neanche alla lontana, per parlare di stato di polizia o “stato etico” (espressione usata da Ostellino). Nel mondo in cui vivo io il compromesso mi pare, tutto sommato, ampiamente nella soglia dell'accettabilità.

Nell'inferno in cui crede di vivere Ostellino, invece, i cittadini sono tutti oppressi. l'Italia, per l'editorialista del Corriere, sarebbe una paese “intimamente fascista” (testuale) non perché i cittadini siano vessati da un regime guidato da un Duce sanguinario, ma perché esiste un moloch diabolico chiamato "collettività", che Ostellino identifica senza mezze misure nella magistratura, che perseguita l'individuo. Ne scruta i gesti, ne origlia le parole, pronto a fulminarlo se dovesse, ad esempio, “andare a puttane” (ha detto proprio cosi, Ostellino, cheper quel suo riferimento al fascismo si meriterebbe un bel Radio-Londra-alla-rovescia).

Ora, io mi guardo intorno, leggo, parlo con le persone, vivo la mia vita, e in tutta sincerità, per quel che mi riguarda, così come non credo di vivere in un terribile regime dittatoriale berlusconiano, neppure mi sento oppresso dal grande fratello della congrega dei PM malvagi. Siamo seri. Non è così. Nella mia percezione la magistratura fa il mestiere per cui è preposta: in presenza di un'ipotesi di reato, indaga, e, quando ritiene, usa le intercettazioni, se esse possono contribuire all'accertamento dei fatti. E l'ipotesi della cosiddetta "pesca a strascico" non è mai stata dimostrata con prove inoppugnabili da nessuno. Non è un fatto, ma una teoria complottista degna di nerd visionari usciti da un episodio di X-Files.

Sia chiaro, io non ho un'immagine idilliaca di giudici e PM. So che si parla non di robot onniscenti ma di uomini che possono sbagliare, ma rifiuto categoricamente il concetto della magistratura moloch. E' semplicemente una follia da b-movie. Non è il mondo reale che viviamo tutti i giorni.

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Ci credete se vi dico che la filosofia di Ostellino mi ha fatto venire in mente Star Trek? Principalmente per una frase che pronuncia Spock nel secondo film ("L'ira di Khan"), e cioè: "The needs of the many outweigh the need of the few. Or the one" (Le necessità dei molti prevalgono su quelle dei pochi. O di uno).






E non basta. Nel telefilm Star Trek: The Next Generation (qui sotto il video con la sigla) compaiono i Borg, violenta razza tecno-organica (famosa per sbaragliare ogni nemico all'urlo di "ogni resistenza è inutile, sarete assimilati!") i cui individui non sono in realtà dotati di libero arbitrio in quanto collegati mentalmente ad un'unica entità collettiva. Chissà cosa ne penserebbe il professor Ostellino :-)




Spazio, ultima frontiera


21 commenti:

Francesca ha detto...

Ostellino dovrebbe spiegare allora cos'è quello che, non le toghe rosse, ma dei sedicenti giornalisti militanti, invadenti e spioni, hanno fatto al giudice Mesiano, colpevole solo di aver scritta una sentenza non di certo politica, a dirimere una causa tra privati?

Allora cos'è... rispetto della privacy ? del diritto a muoversi e soprattutto abbigliarsi come meglio si crede?

Michele Reccanello ha detto...

@authan

Del resto, quando sente gente che bercia scemenze come "intercettami, siii, godo! Intercettami! Anzi intercettateci tutti! Chi segue la retta via non deve temere le intercettazioni", non posso fare a meno di pensare di trovarmi di fronte a menti bacate o inconsapevoli delle follie che partoriscono.

Può anche darsi che tu non accetti di essere intercettato, per ragioni di privacy. E mi sta bene soprattutto perchè sei una persona "non pubblica".

E' questa, dal mio punto di vista la distinzione fondamentale. Perchè chi accetta un incarico pubblico di un certo rilievo, lo fa (o dovrebbe farlo) nel pubblico interesse. I parlamentari sono un esempio. E per questo che la vita di chi si dà alla cosa pubblica dovrebbe essere come una "casa con pareti di vetro" in cui chiunque (che ha votato, e/o è da questi amministrato) può ficcarci dentro il naso e chiedere di conto di quello che ci vede dentro.
Quando invece certi personaggi pubblici, si appellano al diritto della privacy, per me, queste persone dovrebbero dedicarsi ad altro. Ed è normale che nasca in tanti cittadini il sospetto che - visto tutta la merda che è venuta a galla e che non ti permette di pensare diversamente - questi signori abbiano molti scheletri da nascondere nell'armadio, e quindi appellandosi alla privacy cercano quelli scheletri di non farli uscire. Quindi per me l'assunto intercettatemi perchè non ho niente da nascondere è una cosa seria che non sottovaluterei per niente.
Difficilmente a persone comuni come quelle che qui in questo blog dialogano potrà capitare di essere intercettati. E se, per uno scherzo del calcolo delle probabilità, dovesse anche capitare non credo che sia così drammatico se ci sentono trescare con la ganza/o, invece che parlare di pannolini con la moglie!

Francesca ha detto...

quasi quasi vado a cancellare tutti gli sms a luci rosse del colonnello muratore!

Michele Reccanello ha detto...

@authan,

sei riuscito a fregarmi con il tema del post di oggi. Avrei scommesso (perdendo) che l'argomento di oggi sarebbe stato sull' intervento (e le cazzate dette) di Littorio.

Michele Reccanello ha detto...
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PaoloVE ha detto...

@ authan:

dì un po', dopo Facci, Cruciani e Telese adesso miri ad ospitare sul Blog anche Ostellino? :-)

Esiste un evidente paradosso nel ragionare come fa Ostellino per assoluti.

Faccio un esempio IT: ogni cittadino ha il sacrosanto diritto, nel nome del rispetto della propria privacy, a non vedere reso pubblico alcunchè riguardi i propri dati sensibili, mentre Ostellino, in quanto giornalista, ha il sacrosanto diritto, se ne è a conoscenza e li reputa di interesse pubblico, di renderli di dominio pubblico appellandosi al diritto alla libertà di stampa. I due assoluti non possono coesistere.

Il mio diritto assoluto a non essere condannato se innocente porta necessariamente ad una giustizia inefficiente, che non può coesistere con il diritto assoluto alla sicurezza dei cittadini.

E potrei continuare.

Il fatto è che ragionare per assoluti significa in realtà sragionare.

E ogni società non solo può, ma deve stabilire a quale quota di diritti chiama i suoi cittadini a rinunciare, pena la paralisi ed il collasso sociale.

Qualcuno potrà approfittare di questo per sparlare di stato etico, ma in realtà si tratta solamente di società in grado di funzionare.

Ma anche Ostellino sa di sragionare andando per assoluti, ne sono più che certo: lui stesso non metterà mai in dubbio il diritto di tutti di avere pari opportunità, nè ancor meno quello che più nega questo diritto, e cioè il diritto alla proprietà.

Tutto riesco ad immaginare, tranne un Ostellino che per sostenere le pari opportunità, mi diventa collettivista.

E la riprova della malafede di Ostellino è nel ragionamento relativo alla frequentazione di puttane: a fulminarti, se scoperto, non sarà un magistrato, ma una società ipocrita che non considera reato la prostituzione, ma ti tratta peggio di un evasore fiscale se frequenti una prostituta (vi ricordate quando si pensava di inviare le multe a casa a chi si fermava con la macchina?).
Caro Ostellino, a malafede da queste parti è come la passione: si sente!

Saluti

Paolo

Authan ha detto...

Michele,
qualche giorno fa su Facebbok mi e' arrivato l'invito ad aderire ad un gruppo chiamato "Intercettateci tutti" e ho deciso che volevo farci un post sopra. L'Ostellino di stamattina, poi, mi ha dato lo spunto per ritornare sull tema delle intercettazioni e ho deciso di prendere due piccioni con una fava.

Feltri si e' espresso con un luogo comune, generalizzando e banalizzando una situazione che e' invece molto complessa e piena di sfaccettature. Francamente non c'e' molto di piu' da dire.

Michele Reccanello ha detto...

@authan

pienamente d'accordo con te su feltri!

Michele Reccanello ha detto...

@paoloVE

mi è piaciuto (non è una novità) il tuo ragionamento. Attento però se Travaglio dovesse imbattersi nel tuo commento credo che ti darebbe il premio di massacratore di giornalisti dell'anno ;-))

Clem ha detto...

Mi piace il riferimento alla teoria complottista da nerd alla X-Files subito seguito da un riferimento a Star Trek :D

Ostellino = seghe mentali.

La collettività è composta da individui, e chi lavora per la collettività deve rinunciare a certi privilegi che avrebbe da individuo non lavorante per gli altri individui. Fine.

Non c'è da spenderci parole. Questi semplicemente vogliono non doversi più preoccupare quando fanno le porcate al telefono, e pur di non comprarsi un software di criptazione da neanche 300 euro ci fanno la legge sopra.

Michele Reccanello ha detto...
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Michele Reccanello ha detto...

la dimostrazione di ciò che sostiene Clem è nella dichiarazione resa da Dell'Utri che ha ammesso di essere entrato in politica per non essere arrestato. Figuratevi quanti elementi cosi ci sono, tipo Ciarrapico, seduti in quegli scranni che si stanno solo per se stessi!

francesco.caroselli ha detto...

Authan mi hai colpito in uno dei miei punti deboli...
Star Trek!
Io sono fan sono della The Next Generation.

Immensamente grazie.

E se ti capita di avere un chip emozionale (mitico add-on di Data) passala al Crux "el cinico".



Sgarbi: "Ci sono 10 milioni di ragazze italiane pronte a fare sesso gratis con Berlusconi".
Ma mica ci sono tutti quei ministeri!

E vogliamo poi dimenticarci di tutti gli italiani "maschi" che non vedono l'ora di incularsi B?



Jean-luc Picard Rules
Kirk sucks

francesco.caroselli ha detto...
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francesco.caroselli ha detto...

Vorrei fare un plauso al secondo commento di oggi.
Quelle di Michele.
Anch'io penso che la distinzione fra personaggio pubblico e comune cittadino sia la chiave di volta per un qualsiasi ragionamento sulla privacy.
Voglio aggiungere che i parlamentari già godono di privilegi inaccettabili.
senza bisogno di fare altre leggi.
Non si può intercettare il telefono di un parlamentare, e se intercettando CASUALMENTE capita un parlamentare quella stessa telefonata non si può usare a meno di chiedere il permesso al parlamento che sistematicamente nega.
In Italia succede che Dell'Utri diventa senatore per proteggersi!
Succede se Cuffaro diventa senatore dopo essere stato condannato in Primo grado per favoreggiamento semplice a mafiosi e in secondo a favoreggiamento mafioso.
E che fa?
Cuffaro si è fatto 50 utenze a suo nome.
Non credo che le usi tutte lui...
è una roba indegna.

E Di Girolamo? ce lo dimentichiamo?
Mokbel (referente della 'ndrangheta) gli diceva espressamente "sei li perchè ti ci abbiamo messo noi", "adesso devi fare i NOSTRI interessi".

Alla Mafia/e non manca il consenso popolare, i voti. Assolutamente. Se l'andazzo che c'è c'è oggi fosse cominciato una decina di anni in anticipo penso che avremmo avuto Ciancimino Presidente del Senato e Mannino e della camera..

Gia prima di questa legge indegna i parlamentari avevano delle indebite protezioni.. che rendono il ruolo di parlamentare appetibile per le mafie...
ricordo a tutti che le mafie non conoscono crisi.
MAI.
ANZI proprio nei momenti di crisi, carenza di liquidità, che fanno la parte del leone, perchè pecunia non olet.

baciamo le mani

francesco.caroselli ha detto...

visto che stiamo parlando di questo ddl intercettazioni vi riporto un'intervista a Nicola Gratteri. un Magistrato che non ha mai fatto dichiarazioni "politiche". Un magistrato che sta in prima fila nella lotta alla 'ndrangheta. H sequestrato piu coca lui da solo che tutta la magistratura da sola.
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Si cambia registro sulle intercettazioni. E’ preoccupato?
“E’ un grave errore di strategia contro le mafie. Anche se la limitazione investe i reati fine è ovvio che se devo indagare su un mafioso, io non parto intercettando un capo mafia, o un notorio mafioso, parto sempre da gente quasi insospettabile. Voglio dire che le indagini sull’associazione a delinquere nascono indagando su reati minori. Porre queste limitazioni è un grosso vantaggio per le mafie, per le organizzazioni criminali

Costano troppo le intercettazioni, dicono.
Non è vero. L’intercettazione è il mezzo più economico e garantista che esista. Io se metto sotto controllo un telefono con 11 euro più iva, io per 24 ore conosco dove si sposta questa persona. Per avere lo stesso risultato devo fare un pedinamento con due,tre macchine e allo stato costa almeno 2-3 mila euro.

Il testo modifica anche le ambientali?
Le ambientali sono state la grande svolta dagli anni ’90 ad oggi nella grande investigazione. I maggiori risultati dal punto di vista probatorio le abbiamo avute dalle ambientali, la voce naturale di due mafiosi che parlano corrispondono in termini di valore alle dichiarazioni di venti collaboratori di giustizia.

Il testo prevede che le intercettazioni devono essere autorizzate da un giudice competente, che decide in composizione collegiale.Cosa ne pensa?
Quella è una follia. Ogni mattina io penso a questi pulmini che partono da Castrovillari, da Rossano, da Vibo per andare a Catanzaro per portare le richieste di intercettazioni al tribunale distrettuale di Catanzaro e anche per una proroga. Ma non portare solo la richiesta di 20-30 pagine, ma portare 20-30, 100 faldoni. Ci sono fascicoli composti da 180 faldoni. Portare ogni volta 180 faldoni da Cosenza a Catanzaro vuol dire una giornata, il giudice poi deve leggere e le carte devono tornare indietro. Siamo all’età della pietra, torniamo all’inchiostro e calamai. Nel 2010 dovremmo puntare all’informatizzazione.

Aumentano gli arresti dei latitanti? Un successo del governo?
Cosa concretamente hanno fatto il ministro della giustizia e il ministro dell'interno? Me lo dice lei? Cosa hanno modificato dal punto di vista degli uomini a disposizione, da punto di vista normativo? Nulla. Gli arresti sono il frutto esclusivo del lavoro, del sudore di chi fa polizia giudiziaria, anche oltre le ore di lavoro previste, sapendo che le ore straordinarie saranno pagate solo in parte.

E’ uno sfascio questo provvedimento per il sistema giustizia?
Certamente, uno sfascio.

Michele Reccanello ha detto...

@F.C.
grazie!

Per riassumere la sostanza di ciò che sostenevo chi è preposto ad amministrare la cosa pubblica, politici, funzionari, dirigenti... deve sapere che quando assume un incarico deve rinunciare alla privacy in nome della trasparenza, naturalmente devono esserci anche dei benefici come ad esempio lo stipendio o benefit.

E andrei anche oltre. Per i motivi che ho esposto sopra, darei la possibilità a chi interessa, cittadini, giornalisti, forze dell'ordine, magistrati, insomma chiunque di poter alzare la cornetta comporre un numero per "origliare" nei telefoni dei parlamentari e funzionari pubblici.

Cosi si alzerebbe una delle pareti della casa di vetro!

francesco.caroselli ha detto...
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francesco.caroselli ha detto...

Michele sono un po meno drastico...
è un tantino esagerato dare a tutti la possibilità di origliare le proprie discussioni telefoniche.
Anche i personaggi pubblici hanno diritto ad una vita privata.
I discorsi con la moglie e con i figli ad esempio sono privati.
Ma anche con chiunque altro.
Se non è ravvisato un "reato" non dovrebbero essere resi pubblici.

Ma andiamoci piano..detta come sopra anche le telefonate di B e Saccà ad esempio non sono state considerate reato ma la rilevanza pubblica c'era tutta!
Se ricordi B chiedeva a Saccà di trovare posto a delle allegre ragazzuole per comprare dei senatori PD.
Nelle motivazioni con il quale il giudice ha respinto le accuse si legge che il rapporto fra B e Saccà è talmente "asimmetrico" che non si può ravvisare corruzione.
Ovvero Saccà è cosi servile che non ci sarebbe stato bisogno delle promessa di B di aiutare Saccà per il suo progetto di Bollywood calabrese, perchè Saccà avrebbe comunque aiutato il premier.
Assurdo ma è cosi!
Ma la rilevanza di tale discussione è sicuramente pubblica, dov'è la privacy in questo caso?
B parlava da Pres del Consiglio e imprenditore (due cose che gli viene difficile scindere) e Saccà parlava da presidente di Rai Fiction.
Non erano Silvio e Agostino, erano due funzionari pubblici che si scambiavano favori.
Siamo d'accordo?
Le distinzioni vanno fatte..e non è nemmeno difficile, basta non essere in cattiva Fede (o basa non essere Emilio Fede) per capire la differenza ad esempio con il caso di Balducci.

Io credo, che salvo distorsioni e perversioni, la legge ancora per poco in vigore sulle intercettazioni sia adeguata.
Per "origliare" al telefono qualcuno c'è bisogno che un Pm abbia indizi di reato e che il GIP (un'altra persona) si convinca della necessità di "origliare".
Un PM non si può alzare la mattina e decidere di intercettare Pinco Pallino. Deve presentare le sue convnizioni al GIP che poi deciderà se autorizzarle o meno.

Se B dicesse cose sconcie alla moglie (ex ormai) non ci sarebbe nulla di male, non dovrebbero essere pubbliche.
Se B dicesse cose porche ad un'altra donn, tali frasi non dovrebbero essere pubbliche...

Certo gli abusi ci sono stati, nessuno lo mette in dubbio, ma sono un'eccezione che conferma la regola, la legge funziona.
Il PDL strilla infatti che siamo tutti intercettati, che le intercettazione sono tantissime.. ebbene per tutte queste intercettazioni sono usciti ben pochi abusi...

francesco.caroselli ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
francesco.caroselli ha detto...

Visto che i commenti languono vorrei riportare qualche link che ho trovato interessante (PaoloVe mi dispiace ma sono tutti video).
Spero Authan non si arrabbi...

Gli ultimi arresti di mafia e i colletti bianchi. Ascoltate i commenti di Messineo e Scarpinato (procuratore capo e procuratore aggiunto a PA). (con il DDl intercettazioni i PM non potranno piu parlare con la stampa, pena l'estromissione dalle indagini. Quindi gustatevele, potrebbero essere le loro ultime "esternazioni"... una specie di testamento!)

Gli audio che non si potranno piu ascoltare (by RepublivaTV)


Petizione per convincere Napolitano a non firmare il DDl intercettazioni
In questo video trovo molto condivisibili le parole dette da Genchi che sintetizzo di seguito:
nell'Italia di oggi non è più possibile uccidere Matteoti, non è possibile far chiudere giornali, non è possibile mandare la gente in esilio, non è possibile incendiare le sedi dei partiti.
Adesso si gioca tutto sull'informazione, sulle agenzie di stampa, sui programmi giornalistici e sui Tg. Per questo B è cosi duro proprio su certi "argomenti"....
Trovo che questa sia la migliore risposta alle parole di Cruciani quando parla della querelle Berlusconi-Santoro- Intercettazioni di Trani: "secondo me Berlusconi non si dovrebbe nemmeno occupare di Santoro..."



Ridere
quanto è "fuori questa?
troppo