martedì 15 giugno 2010

Alzare la zampa

Oggi lascio la parola a Paolo, ma non prima di aver aggiornato la classifica delle interviste più insulse (più per le domande poste che per il soggetto intervistato) mai proposte alla Zanzara.

Partendo dal gradino più basso del podio, al terzo posto c'è Luca Telese, con la sua intervista ad un Morgan spiaggiaiolo e succhiacannuccie del 19 agosto 2009, molto prima dei suoi guai pubblici con la droga.

Al secondo posto, new entry! Alessandro Milan ieri sera dopo le 20:30 con la modella paraguagia Claudia Galanti. I quattro gatti che l'hanno ascoltata (in quei minuti era già cominciato il match tra Italia e Paraguay ai mondiali sudafricani) capiranno.

Al primo posto, primo inconstratasto e praticamente insuperabile, Giuseppe Cruciani con Benedetta Parodi il 13 maggio 2010 al salone del libro di Torino. Cosa cucineresti per Berlusconi?

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[Il post di oggi è di Paolo]

Buongiorno,

l'ennesima mini polemica sull'inno nazionale (protagonista l'ex ministro Luca Zaia), giunta anche ieri in trasmissione, mi porta a ragionare su alcuni comportamenti dei politici leghisti e sulla reazione che a questi viene opposta.

Ogni Stato ha un insieme di simboli attraverso i quali si dà una immagine (parlando "alto" mi verrebbe da dire una Estetica) e crea uno strumento di compartecipazione emotiva ed epidermica tra i cittadini: si va dalla bandiera, all'inno, alla foto del presidente, ai luoghi simbolo, agli eroi, alle celebrazioni pubbliche, ai campionati sportivi.

Come un cane che marca il territorio pisciando ad ogni angolo, i politici leghisti stanno contestando in maniera metodica e sistematica l'insieme dei simboli dello stato italiano e ne stanno proponendo uno alternativo:

- Sbandierano le loro bandiere verdi ed invitano a mettere il tricolore nel cesso;

- Fanno cantare il Va' Pensiero e mettono la sordina a Mameli;

- Rimuovono la foto del presidente dagli uffici comunali;

- Al Piave, Al Grappa ed a Vittorio Veneto contrappongono Pontida e le sorgenti del Po;

- A Garibaldi, Alberto da Giussano;

- Ostentano disprezzo per le feste nazionali (preferendo in alternativa i propri raduni annuali) e per i successi delle squadre nazionali, inventando tornei alternativi.

In questo momento la sostituzione dell'estetica leghista a quella nazionale italiana sta avendo successo, da un lato per la forte coesione e per il grande desiderio identitario dell'elettorato leghista, dall'altro per la scarsa attualità e forza dei simboli dell'Italia (anche confrontati con i simboli nazionali di altri stati: mentre in Italia si festeggiano vittorie militari ormai dimenticate dopo quasi un secolo, in Francia si celebre l'acquisizione di diritti civili il cui valore è percepibile anche dopo più di 2 secoli. Ovvio che la presa della Bastiglia sia un simbolo più resistente nel tempo).

A questo si aggiungano una lunga tradizione internazionalista nella sinistra italiana che, pur aborrendo idee scissioniste, non ha mai coltivato un culto della nazione ed un pesante revisionismo volto a ridimensionare il simbolo identitario italiano più recente: la Resistenza, che già di suo non è mai stato completamento condiviso.

Quello leghista è un successo su più fronti: in primo luogo la Lega ha creato un proprio insieme di simboli di riferimento (proprio come se fosse un stato), in secondo luogo li sta affiancando a quelli dello stato durante le celebrazioni pubbliche (legittimando la pari dignità tra i simboli della Padania e quelli italiani e "quindi" tra la Padania e l'Italia), infine sta ridimensionando il valore dei simboli nazionali, sistematicamente posti a confronto con quelle che, di fatto, sono delle caricature.

E non è un successo da poco, perché proprio per il fatto avere un valore emozionale, i simboli sono uno strumento importante per portare la gente a sentirsi istintivamente parte di un consesso: sta diventando sempre più facile sentirsi padani, sempre più difficile sentirsi italiani.

A questa situazione i politici nazionali non hanno saputo dare una risposta adeguata: come la pisciata di un altro cane nel mio territorio, le lamentele per l'oltraggio ai simboli della nazione non fanno altro che evidenziare la debolezza del potere costituito. Attualmente i leghisti stanno ostentando il fatto di pisciare nel territorio del vecchio padrone.

In assenza di forti valori condivisi (distrutti nel panorama italiano da decenni di politica scadente) persino l'annunciata iniziativa di Ignazio La Russa di regolare per legge la presenza dei simboli nazionali nei contesti pubblici potrebbe non essere sbagliata, specialmente se avrà l'accortezza di evitare l'equiparazione dei simboli nazionali con altri. Di qua c'è lo Stato, di là il circo. Tra i due una separazione netta, e lo Stato è più forte, quindi l'unico che puo' marcare il territorio pisciando negli angoli.

Ovviamente la cosa non potrà bastare, e c'è attualmente poco su cui fondare un forte sentimento nazionale. Persino la nazionale di calcio potrebbe portare acqua al mulino dell'Italia a danno di una potente forza disgregatrice. Da qualche parte bisogna pur ripartire…

PO POPOPO POPOPO
PO POPOPO POPOPO

:-)

Saluti

Paolo

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(Sempre Paolo) Francesco De Gregori, "Quattro cani" (1975)




Se ci fosse la luna,
Se ci fosse la luna si potrebbe cantare
Si potrebbe cantare...


25 commenti:

Pale ha detto...

Bel post aulico, Paolo, complimenti! Per me fare una legge per l'inno mi fa orrore per due motivi. La prima è che fra tutte le riforme di cui abbiamo bisogno, un aleggina per l'inno è l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno (e tra l'altro non verrebbe mai approvata con questa maggioranza in ostaggio volontario della Lega). In secondo luogo perchè noi non siamo la Cina o la Corea dove l'inno deve essere cantato sempre e comunque.

Le sparate dei Leghisti sono preoccupanti per il solo fatto che denotano ancora una volta la debolezza dello Stato. Esiste ancora il reato di vilipedio della Bandiera? Se si, allora che sia perseguito con paio di beceri leghisti che sbraitano ma che pasteggiano alle Camere...

Pale

F®Ømß°£ ha detto...

Bel post Paolo,

condivido molte delle tue istanze. I leghisti marciano sulla debolezza dello Stato e delle istituzioni che non sono peraltro difese efficacemente da nessuno, né a sinistra né tantomeno a destra.

La tragedia è che dietro a questo successo sui simboli e sulla fuffa ci sono dei democristiani camuffati e attualizzati totalmente inadatti alle decisioni di lungo periodo di cui l'Italia o la loro stramaledetta Padania avrebbero bisogno allo stesso modo.

Aggiungo inoltre che tutte queste ciarle sull'inno, sui 190 all'ora di Tosi, sulle miss con cui ci scartavetrano i totani hanno anche la consueta funzione di distrazione.

Saluti

Tommaso

Francesca ha detto...

@ Authan

io l'intervista alla modella me la son persa....
Immagino, data la nazionalità, il mite Milan abbia con lei trattato di calcio!
Ma modella.... e anche opinionista allora? E sennò di che han parlato?

Pero' ho sentita l'intervista a Sgarbi dalla Bulgaria dove è andato con il Berlo.
Ecco allora, nè uno, nè due, nemmeno il terzo assessorato, come invece prevedeva sicuro per l'unica lista PDL in gioco alle recenti Elezioni Regionali il piu' maleducato degli italiani, ieri invero stranamente con voce soft e confidential!

Ma, grazie a quelle 500 e qualcosa preferenze (se non erro) si è guadagnato il posto per attovagliarsi, con l'inutile Stefania Craxi, nei viaggi di stato come un consumato diplomatico, per finire cosi a raccontarci delle allegre sparate monotematiche di quel PDC ormai affetto da demenza senile.

@ PaoloVE

"che la sinistra non abbia mai coltivato un culto della nazione" ce lo hanno ricordato quegli ascoltatori e La Russa stesso quando affermano che la Patria è divetata cara solo adesso, e che invece negli anni '70 nominarla equivaleva ad essere fascisti.
Io dissento, c'è un grande patrimonio di cultura e storia che è diventato universale e che semmai è stato invece contrapposto ad un concetto di estremismo nazionalista.
La lega ha successo perchè attorno ai simboli e ai vessilli riesce a convogliare i voti e, come ho letto di recente su L'Espresso, chi passa alla lega non torna indietro. Consideriamoli pure persi, è un fatto di regressione culturale. Infatti i terreni su cui operai e Carroccio s’incontrano, sono quelli già scandagliati della sicurezza, della difesa dell’identità e dello stop all’immigrazione ma piacciono anche le posizioni rudi sulla famiglia e sulle relazioni tra i diversi generi sessuali (leggasi no alle unione gay, ad esempio) e più in generale l’anti intellettualismo e quel ribellismo padano che sbatte i pugni sul tavolo.
L’operaio sembra essersi de-ideologizzato (regressione culturale) e non si vergogna affatto di tenere nel portafoglio la tessera della CGIL e quella della lega.
Il che spiegherebbe come mai, specie nell’agroalimentare (settore in ripresa, ad alto tasso di immigrati), crescono le une e pure le altre, senza imbarazzi. E spiega anche come mai un operaio su due dica di vedere nella Cgil «un’agenzia di servizi per i lavoratori», al massimo «un luogo d’incontro», e nulla più.
(al Bo di Padova, nell’aula intitolata a Nievo, dal gotha Pd ai delegati Cgil, la domanda resta sempre la stessa: ora che la Lega piglia pure i voti degli operai, che si fa? )

Francesca ha detto...

http://danielesensi.blogspot.com/

L'Italia è il paese in cui Radio Padania che tifa contro gli azzurri fa più notizia di Radio Padania che inveisce contro i meridionali, i trans, i rom, i marocchini, gli immigrati.

Al pensiero che un giornalista, iera sera, in Sudafrica, si sia davvero preso la briga di chiedere a Lippi quel che pensasse dell'esultazione di Matteo Salvini per il gol del Paraguay, io quasi rabbrividisco.

Evviva il giornalismo italiano. Evviva il Paraguay.

Francesca ha detto...

La versione dello storico della lega, Gian Enrico Rusconi.

http://www.ilriformista.it/stories/Italia/240109/

«È lo stile leghista della duplicità o dell'ipocrisia, ogni tanto si manda il messaggio. Non sottovalutiamo la Lega che sta usando una tattica micidiale. Lo fanno intenzionalmente. Ma più che l'inno, quello che ha avuto un grande successo da almeno un decennio è il tricolore. La Lega ha dovuto ingoiarlo. Può darsi che l'attacco all'inno sia un modo di scavalcare subdolamente il tricolore».

PaoloVE ha detto...

@ Francesca:

Nel caso della Lega parli di regressione culturale, ma per quanto riguarda l'imporre la propria estetica, quella che stanno riportando è una vera vittoria culturale: stanno introducendo nuovi modelli di riferimento facendoli affermare a scapito di quelli precedentemente in vigore: è la cultura leghista che sta dimostrando maggior vigore di quella precedente, purtroppo.

E, come scrivi, c'è anche una seconda battaglia culturale che sta vincendo, che è quella che la accredita come portavoce degli interessi delle classi sociali meno abbienti ai danni di una sinistra ormai percepita come distante e radical chic...

Saluti

Paolo

Francesca ha detto...

@ PaoloVE

....Consideriamoli pure persi, è un fatto di regressione culturale. Infatti i terreni su cui operai e Carroccio s’incontrano, sono quelli già scandagliati della sicurezza, della difesa dell’identità e dello stop all’immigrazione ma piacciono anche le posizioni rudi sulla famiglia e sulle relazioni tra i diversi generi sessuali (leggasi no alle unione gay, ad esempio) e più in generale l’anti intellettualismo e ...

regressione culturale perchè condividere questi valori di intolleranza non mi sembra il massimo dell'apertura mentale!

bernard ha detto...

@Paolo

Non vedo con quale criterio dici che la Lega stia riuscendo a sostituire il valore estetico dei propri simboli rispetto a quelli nazionali.
Cosa ti fa pensare che stiano avendo successo in questo?

A me sembra che semplicemente stiano sfruttando il potere acquisito per portare avanti la loro idea di padania indipendente e libera da estranei, ma da qui ad avere successo nell' affermare questi principi in mezzo c'è un mare.

Ciao, Bernard.

Francesca ha detto...

TOTO-ZANZAA

l'esultanza a Radio PADANIA dopo il goal del Paraguay.

http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=9&IDalbum=27269&tipo=AUDIO

Francesca ha detto...

Stefano Cappellini non lo pensavo cosi "Pansa-oriented" solo livore!

http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/240117/

Il peccato originale è naturalmente Tangentopoli, la stagione nella quale milioni di italiani condannati all'opposizione da lustri si sono convinti che ciò che per decenni era stato precluso per la via delle urne fosse diventato possibile grazie alle Procure.

la solita ossessione berlusconiana!

E pensare che il pezzo di ieri di Cappellini sul DDL intercettazioni mi era piaciuto assai.

mah....
http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/239358/

PaoloVE ha detto...

@ bernard:

"Cosa ti fa pensare che stiano avendo successo in questo?"

Per esempio il fatto che ormai si dà per scontato di poter oltraggiare in maniera più o meno chiara e diretta i simboli dello stato. O anche solo equipararli ad altri che non hanno lo stesso significato o valore.

E' diventato ormai ovvio che per i leghisti con il tricolore ci si può pulire il sedere: anche la polemica che ne esce è stanca. Una bella differenza rispetto a quando una affermazione simile era oltraggio alla bandiera.
Il fatto che il tricolore sia un simbolo ormai decadente è ormai un dato acquisito ed il confine del lecito è stato spostato un passo più avanti.

Oppure questa:

http://www.circ-saronno.leganord.org/origgio/veneziapopolo.jpg

per vedere altrettanto tricolore devo aspettare che si vincano i mondiali...

Ciao

Paolo

Francesca ha detto...

@ PaoloVE

comincia a metterne uno al tuo balcone ad ogni ricorrenza!
esattamente come faccio io, che l'avevo comprato tanti anni fa e, lo confesso, lasciato piegato nell'armadio fino al 2006, quando ci fu il referendum costituzionale.
Lo tirai fuori, con del nastro adesivo nero incollai nella parte centrale bianca la scritta "NO" e la esposi. L'Italia disse appunto NO.
Poi l'adesivo lo staccai e da allora ad ogni celebrazione, 25 aprile, 2 giugno e 4 novembre, lo espongo.

A Varese i leghisti, com'è ovvio, spadroneggiano, e le loro cazzute bandiere sono ovunque.
Ricordo che ai Mondiali di Ciclismo due anni fa ce n'erano dietro ogni curva, tricolori pochi o niente.
E mi aspetto già una pioggia di milioni qui per ristrutturare lo stadio cittadino Ossola, ora che il Varese1910 F.C. è tornato in B dopo 25 anni.
E per i tifosi sarà stato solo merito degli amici di Maroni e comapgnia padana. Le bandiere con quel ridicolo sole delle Alpi barderanno tutto lo stadio.
Perchè alla fine quello che preme sono solo gli interessi locali per l'elettore leghista prototipo.
Non gli andare a chiedere che ne pensa di Pomigliano e di "dieta polacca" (che non è il modo con cui si dimagrisce a Vienna, come ha detto lo spiritosone Barisoni ieri al cospetto dell'illustre Pietro Ichino - tessera CGIL in tasca da 41 anni)!!
E anche sulla questione DDL intercettazioni han le idee ben confuse, per non parlare di art. 41 e libertà di impresa.
Per la loro stravagante idea di federalismo sanno solo che Roma ladrona deve dare indietro i soldi alla Padania gallina dalle uova d'oro!

F®Ømß°£ ha detto...

Concordo con Paolo, che centra perfettamente il problema.

Si tratta di una di quelle cose che fanno incazzare Cruciani il cinico-minimizzatore: la Lega non fa altro che rendere "lecite" cose che prima erano oggetto di riprovazione e di condanna comune.

Si sposta verso il peggio il limite di ciò che si può dire impunemente e pian piano si sposterà anche quello di ciò che si può fare.

Sfottimenti a bandiera e inno, razzismi e bestialtà di ogni genere, tutto è accettato, o come folklore, o come istanze su cui discutere.

Un giorno la mensa, l'altro giorno i posti sugli autobus, un giorno le canzoncine contro i terroni l'altro giorno quelle contro i negri. Tutto ormai è normale.

Si usano come foglie di fico i "Sono stato frainteso", gli "È fatto così", il luogo comune per cui "I leghisti amministrano bene" e intanto si accetta la sistematica distruzione delle istituzioni.

Saluti

T.

Francesca ha detto...

Ricordo di aver letto qualche tempo fa le utili riflessioni proposte dal Prof. Diamanti che paventa perfino il comparire, un giorno o l'altro, dei gazebo leghisti per raccolta firme sull'istituzione della pena di morte, perchè è la gente che glielo chiede, dopo che li hanno ossessionati con quella parola che mi fa vomitare e non riesco piu' a sentire!

Ottodixit ha detto...

Gentile Francesca,

Se abiti a Varese, come mi sembra, hai tutta la mia solidarietà. Vivere nella città con la più alta concentrazione di leghisti dev'essere un'esperienza davvero insolita.

Una cosa, però: il povero Gian Enrico Rusconi, storico della Lega? Per carità! Insegna scienza politica a Torino ed è un raffinato germanista. Una persona per bene, quindi mille miglia lontano dal popolo degli elmi cornuti.

Sono tanti? Sempre cornuti sono, questi elmi.

ste76 ha detto...

Rallegratevi italiani la secessione e' pura fantasia (avete presente il signore degli anelli, ecco proprio quella fantasia).

L'italiano lo si distingue da lontano in mezzo a qualunque altro gruppo di stranieri e non importa se e' un terrone o un polentone o un leghista, un Berlusconiano o l'ultimo comunista rimasto.

Si litiga sui simboli e sugli inni ma devo ancora trovarli due italiani che non riescano a trovare qualcosa su cui litigare e questo paradossalmente e' cio' che ci unisce.

Scusate il luogo comune, ma io da mezzo svizzero devo proprio dirvelo: in questo meraviglioso paese si litiga perche' si e' troppo simili, non certo per il contrario.

Per questo motivo tutto sommato guardo divertito ai leghisti e contemporaneamente (tralasciando la demagogia leghista) spero che prima o poi il federalismo si concretizzi in qualcosa che possa farci uscire dalla situazione stagnante in cui si trova il sud e quindi anche il nord.

ah e forza Italia!!

PaoloVE ha detto...

@ authan:

in classifica secondo ci stavano bene anche Lory Del Santo e Lando Buzzanca. O Rocco siffredi e Tinto Brass.
Non ricordo di cosa avessero perlato, ma ricordo di essermi chiesto cosa ca***o stessi ascoltando e perchè.

Saluti

Paolo

Francesca ha detto...

@ Ottodixit

si è stato un madornale errore, ma del tutto involontario, giacchè nemmeno nell'articolo che ho linkato dal Riformista si accenna all'errata qualifica di Rusconi come storico "della lega". Boh.. in quel momento avevo un po' di confusione in testa o forse ero semplicemente di fretta e non ho riletto!
ti ringrazio dell'affettuosa precisazione!

E infatti mi è anche sembrato strano trovare il prof. Rusconi su quel quotidiano, visto che solitamente lo leggo su La Stampa, come gli altri abituali ottimi editorialisti, vedi l'avv. Grosso di oggi!

Lapsus geografico
parlando di dieta polacca ho poi indicato Vienna, ovviamente intendevo Varsavia!
Sorry.....

Michele Reccanello ha detto...

Paolo,

Il tuo post mi è piaciuto anche se non sono d'accordo con tutto, in particolare quando parli della scarsa attualità dei simboli dell'Italia e facendo un paragone con quanto succede in Francia. Secondo me c'è un enorme differenza, perchè la Francia è unita in una nazione da secoli, mentre noi solo da 150 anni e quindi, e guardando anche alla storia della penisola, mancano quelle occasioni che possono avere cementato l'unità. L'unico momento si è avuto (in parte) solamente con la resistenza in cui gente di varia estrazione ha combattuto il nazi-fascismo. Dico in parte perchè la resistenza è stato un fenomeno che si è sviluppato nel centro-nord, mentre il sud si è ritrovato gli alleati in casa senza troppi sforzi.

Altro punto l'iniziativa di 'gnazio è una ca**ata, sui simboli dell'unità nazionale (inno, bandiera...)
c'è chi ci tiene, ma chi non apprezza o peggio disprezza, deride, dileggia, se lo dovrebbe tenere per se per non offendere chi la vede nel modo opposto.

Per fare l'unità d'Italia è stato speso un sacco di sangue cosi come combattere il nazi-fascismo ha richiesto il suo tributo, e quando vedo queste bestie col fazzoletto verde mi fanno una rabbia tremenda e non accetto uscite dementi come quella di Zaia.

Faccio presente che non sono uno sfegatato nazionalista (anzi!) e che l'inno di Mameli mi piace ma non è che ci sbrodoli se lo sento, il Và pensiero sarebbe un degno sostituto dell'inno, e non mi metto certo la mano sul cuore se sento l'inno se vedo una bandiera o la foto del presidente.

I miei complimenti e ringraziamenti per gli interventi di stasera ai due ascoltatori che si sono succeduti intorno alle 20:00 ovvero Lino, il taxista, sulle intercettazioni (per me un'intervento da applusi) e Cinzia che sbeffeggiava i Leghisti.

francesco.caroselli ha detto...

Dissento su 2 questioni:
La prima
Le feste nazionali italiane più importanti sono il 2 Giugno, 1 maggio, 25 aprile..
solo l'ultima ricorda una "battaglia".
le altre NO. 1 maggio è una festa europea e (forse anche mondiale, non lo so) e il 2 giugno è la data di un referendum.
Poi non è la lontananza che fa diminuire "l'affetto" verso una festa.
Dovevate vedere il mio stupore quando dei ragazzi spagnoli e catalani si sono messi a "litigare" su non solo quale battaglia... che era la loro festa nazionale.
Mi dovete credere sapevano i nomi dei generali, come erano disposte le armate.
TUTTO.
..se non sbaglio era una bataglia di fine '700... insomma un bel po tempo fa.

Ergo non è la lontananza temporale che fa passare la passione per le feste... è la semplice ignoranza o indifferenza.
(il 25 aprile è ancora sentita perchè c'è ancora molta "distinzione" fra le fazioni)


La seconda.
L'inno di Mameli non è un simbolo come il tricolore. Non è stata inserita nella costituzione. E' solo "twmporaneo" (come tutte le cose italiane)


Poi mi permetto di aggiungere un particolare.
il Brand Lega è è molto sostenuto.
Ho letto un mesetto fa su Internazionale che la Lega fa dei corsi che spiegano tutto.
Dalla storia ai simboli.
Formazione della classe leghista.
Argomenti economici e "di cuore" da usare nelle discussioni. Ti insegnano cosa vuol dire essere essere padani e federalisti.
C'è un'"ideologia" complessa dietro la Lega...e fanno di tutto per divulgare tali tematiche.
Le vecchie scuole di partito insomma.
Sono invitati dai consiglieri ai dirigenti fino all'ultimo cittadino.
Ve ne avevo già parlato forse..ma visto che l'argomento era la Lega...

Michele Reccanello ha detto...

Vi segnalo, totalmente OT, questo articolo giusto per farvi bollire il sangue.
L'etica di mr. B. impera, altro che manette educative, ci vorrebbe un randello educativo!

Francesca ha detto...

grazie Mike!
ieri c'era anche un articolo a firma di Michele Serra su REPU.

http://www.repubblica.it/politica/2010/06/15/news/l_italia_dei_favori-4847454/?ref=HREC1-5

"non serve intercettarli, basta intervistarli!"

Francesca ha detto...

@ caroselli

Anche il deputato Gianluca Buonanno (quello di recente intervistato da Cruciani) avrà di certo frequentato i corsi di alta ideologia padana per poi dichiarare che in tempi di crisi i suicidi in carcere (di mafiosi e pedofili in particolare) sono tutti soldi risparmiati e che: "sono sicuro che tanti cittadini la pensano come me"

http://www.repubblica.it/politica/2010/06/15/news/mafiosi-buonanno-4864150/?ref=HREC2-1

francesco.caroselli ha detto...

ah ah non ci crederete MAI, quindi dovete leggere qui (Il dottor Cruciani, l’impunito Battisti e le menzogne del culturame)

Cruciani viene definito illustre moralista

Strana la vita eh?

Crux ti saresti mai aspettato che a darti del moralista sarebbero stati dei "sinistri?
Certo sono dei sinistri mooolto diversi dagli utenti che frequentano questo blog...

adesso per dividere i sinistri oltranzisti dai sinistri moderati (cioè noi) si potrebbe giocare proprio s questo:
chi la considera un illustre moralista è un sinistro oltranzista, chi invece la considera un cinico "inindignabile" (scusate il pessimo neologismo ma non trovo termine migliore) è un sinistro moderato.

Francesca ha detto...

OT

ecco perchè il Berlo ha "il fuoco al cool" per l'approvazione del DDL intercettazioni....

Anche Giannino Letta.... con quella faccia da gentiluomo del papa....incriccato alla grande!

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201006articoli/55949girata.asp

ed è La Stampa che pubblica, mica il Mattinale dell Procure.