giovedì 17 giugno 2010

Mistificazioni

La parola del giorno, per quel che mi riguarda, è "mistificazione". Per tre motivi.


UNO…

Non che servissero davvero altre prove, ma se proprio qualcuno pretendeva di vedere la pistola fumante per convincersi di quanto Silvio Berlusconi sappia mistificare la realtà (e il bello è che spesso accusa pure i suoi avversari politici di farlo qui è lui il vero maestro di questa arte), piegandola a suo piacimento, ebbene, eccolo servito.

Per il cavaliere gli italiani che direttamente (in quanto indagati) o indirettamente (parlano con un indagato) finiscono nella maglia delle intercettazioni sono stimabili in sette milioni e mezzo. Sette milioni e mezzo. Una cifra totalmente fuori dal mondo, frutto di un ragionamento capzioso e strumentale. Non sto neanche a spiegare i motivi, chi vuole un approfondimento legga il dettagliato pezzo di Piero Colaprico apparso oggi su Repubblica.


…DUE…

Dopo aver preso per i fondelli Roberto Saviano e Repubblica per via del numero di appelli pubblici che lo scrittore campano, per mezzo del quotidiano di Scalfari, ha di recente lanciato, indovinate che fa oggi in prima pagina il Foglio di Giuliano Ferrara? Esatto. Lancia un appello. Strepitoso. Ma ancor più strepitoso è il testo dell'appello stesso. Un anatema contro chi “nel conflitto intorno alla legge sulle intercettazioni offusca o marginalizza il principio liberale e costituzionale della riservatezza”, al grido di “intercettateci tutti”.

Ora, siamo seri. Qualche sciagurato che strepita al grido di "intercettateci tutti" ci sarà pure, ma quel che conta è che nessuna forza politica né alcun movimento d'opinione numericamente significativo vede la prospettiva di intercettazioni di massa in stile Grande Fratello (quello di Orwell s'intende, non quello di Endemol; nell'appello di Ferrara compare l'espressione “deriva Orwelliana”) come uno scenario auspicabile. Il Foglio, dando vita all'appello, vorrebbe farci crede il contrario, ma la sua è una battaglia contro i mulini a vento, contro un pericolo reale o potenziale che semplicemente non esiste.

Insomma, una totale mistificazione, di cui mi sarebbe proprio piaciuto conoscere l'opinione del nostro amico Giuseppe Cruciani, noto detrattore dello strumento del pubblico appello (tranne che per il caso Cesare Battisti, ovviamente, l'unico anticristo per cui uno strappo alla regola non guasta mai). Se molti degli appelli di Repubblica potevano essere sopra le righe o fuori luogo, questo di Ferrara lo è ancor di più.

Ah, dimenticavo. Tra i primi firmatari dell'appello del Foglio chi è che proprio non poteva mancare? E' lui o non lui, è lui o non è lui? Ma cerrrrrto che è lui: Piero Ostellino, dal pianeta Marte.


…E TRE

Il terzo mistificatore di cui voglio occuparmi è il direttore del TG2 Mario Orfeo, che ieri alla Zanzara è stato ospite di Alessandro Milan (un po' troppo condiscendente, quest'ultimo, nel condurre l'intervista) al fine di commentare le polemiche scaturite dalla messa in onda, in un'edizione del telegiornale di Rai2, delle immagini di un imputato dello scandalo dei grandi appalti, Fabio De Santis, che, ammanettato, veniva accompagnato dalla polizia penitenziaria all'interno del tribunale di Firenze.

A suo dire, l'intento di Orfeo era di denunciare la vergogna dell'uso delle manette in un contesto pubblico per un soggetto che non è socialmente pericoloso. Ma anche prendendo per buono tale proposito (secondo me, invece, si è voluto solo fare un scoop a buon mercato), quello che di fatto è successo è che per denunciare una presunta gogna per De Santis, Orfeo ce lo ha messo lui, il De Santis, alla gogna, mostrando a milioni di telespettatori una situazione a cui in pochi avevano avuto modo di assistere direttamente in loco. E lo ha fatto, peraltro, senza chiedere alcun permesso al diretto interessato, tanto che l'avvocato di De Santis si è risentito.

Se vogliamo trovarci una morale, il comportamento di Orfeo è stato un po' come bombardare in nome della pace o, per citare una vecchia battuta, trombare in nome della verginità. Una mistificazione più grande è davvero difficile concepirla.

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INXS, "Mystify" (1987)




Some silken moment
Goes on forever
And we're leaving broken hearts behind
Mystify
Mystify me...


12 commenti:

Francesca ha detto...

1) il metodo di calcolo che usa il Berlo è sempre il solito, lontanissimo dalla realtà e tanto per impressionare.
Basti pensare a quell'altro esempio piu' volte ripetuto del numero dei processi subiti (oltre 100), delle udienze per gli stessi (2500) e dei soldi spesi per difendersi (oltre 200 milioni di euri).
E lui le spara sempre piu' grosse.
Balle spaziali, tanto chi puo' controllare?
Siamo tutti cloroformizzati come il pubblico di Mattino5.

2)Ma perchè Ferrara non lo chiede alla gente comune quanta paura ha di essere intercettata? E Soprattutto se la gente crede davvero che ci sia qualcuno che tenga sotto controllo anonimi cittadini da incriminare per sovvertire il voto popolare!!
Invece di pigiare sempre e solo sulla difesa della privacy, si convincesse una volta per tutte che le intercettazioni sono il mezzo piu' economico e garantista di formare la prova e per far condannare i colpevoli, a disposizione dei detectives.
La legge, necessaria per porre fine agli abusi derivanti da illecita pubblicazione, avrebbe dovuto occuparsi di affrontare la fuga di notizie. Punto.
Il costo? 11 euro + IVA al giorno, cifra ridicola rispetto al pedinamento che impegna uomini, veicoli, rimborsi spese, pasti.
Vedasi intervista al procuratore aggiunto di RC, Nicola Gratteri:

http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+stampa+On-Line/PdfNavigator.htm?DateFrom=17-06-2010&pdfIndex=28

3) In tema di RAI, dopo l'intervista alla Busi su Vanity Fair di cui ci ha ampiamente raccontato il mite Milan, ripetendoci piu' e piu' volte il suo disgusto per dover raccontare un'informazione cosi distante dalla realtà, è stato gustosissimo sentire la risposta di Masi alla domanda di Zavoli circa la "sottile leggerezza" di certe notizie del TG1 di Minzolini: "quella è la cifra del successo"!

francesco.caroselli ha detto...

vedo che francesca non legge i miei commenti! :-)
l'intervista a gratteri l'avevo già trascritta...(vedi qui, il mio terzo commento)
anch'io ho trovato bellissima l'intervista...

era nel sito www.19luglio1992.com
(uno dei miei siti "di riferimento")

Francesca ha detto...

@ caroselli

repetita juvant!

Antonio ha detto...

la mia nonnina mi ha insegnato una cosa:male non fare, paura non avere. ha ragione travaglio... che colpa ne hanno i pm se i deliquenti parlano con i potenti? che frequentino altre persone. ma, seriamente parlando, pensiamo davvero che ai pm interessi la scappatella coniugale dell'impiegata delle poste? forse si se la relazione sfocia nella persecuzione e quindi nello stalking. ma se invece la scappatella (o peggio) la fa un ministro o un boiardo di stato,mi permettete di sapere a chi pago uno stipendio, se è affidabile o meno, se è un genio o un imbecille, etc etc? l'aggettivo pubblico mi pare abbia un significato chiaro (devoto oli docet)quindi...va da se che un uomo pubblico è un uomo trasparente. di più; non più tardi di 2 settimane fa l'ambasciatore americano ha dichiarato che era meglio lasciar stare, così come l'ocse. ma ha ragione francesca, ci siamo crucianizzati. no ci indigna più nulla, nemmeno lunardi che dichiara che è normale ricevere favori se sei potente...ridatemi la prima repubblica, per favore

Michele Reccanello ha detto...

il metodo di calcolo che usa il Berlo è sempre il solito, lontanissimo dalla realtà e tanto per impressionare.

Ma i conti a lui tornano sempre e comunque...

Michele Reccanello ha detto...

a proposito di manette (poverini i potenti quando finiscono nella polvere!) vi segnalo il pezzo a firma di Massimo Fini sul Fatto di ieri.

Michele Reccanello ha detto...

posto di nuovo il link perchè quello del mio commento precedente non funziona ecco qua.

Francesca ha detto...

@ Antonio

18/6/2010 Il grande Embè

MASSIMO GRAMELLINI

Della motivazione con cui il tribunale di Firenze ha negato la libertà provvisoria a due comandanti delle ferocissime Truppe d’Appalto (Balducci & De Santis) mi ha colpito l’ultima riga: «Gli indagati mostrano una evidente carenza di percezione della antigiuridicità del proprio comportamento». Insomma, dopo mesi di cella, i signori della Cricca continuano a non capire cos’hanno fatto di male. Anche il caso Scajola e le recenti dichiarazioni dell’ex ministro Lunardi rivelano uno stile di vita allucinante percepito come assolutamente normale. La famosa filosofia dell’Embè. Ho ristrutturato casa a un amico, embè? L’amico ha dato un lavoro a mio figlio, embè? Mio figlio ha messo su una società con la moglie dell’amico, embè? Un embè tira l’altro e alla fine tutti confluiscono nel Grande Embè che rischia di sommergerci. Perché Balducci e De Santis non sono schegge impazzite, ma espressioni estreme di un atteggiamento diffuso: il primato delle relazioni sulle capacità, delle conoscenze sulla conoscenza. Chi entra in contatto con un ente pubblico non si chiede neanche più quali siano le procedure. La sua unica preoccupazione è: conosco qualcuno lì dentro? Il morbo ha invaso persino i recinti sacri della giustizia, dove l’avvocato più ricercato non è quello che conosce la legge, ma quello che conosce il giudice.

«L’Italia è tutta un frou frou di do ut des» scriveva lo scrittore Enzo Siciliano, assiduo frequentatore delle terrazze romane, altamente specializzate in materia.

Non immaginava di avere coniato l’epigrafe delle mille cricche d’Italia.

Francesca ha detto...

ecco un'altra bella mistificazione...

Oggi in CDM si discute di articolo 41 e dei prossimi urgenti interventi legislativi per stabilire il principio che "tutto è libero tranne ciò che e' vietato".

Par di capire che la grande riforma abbia come summa
IL CONTROLLO EX POST
come piace tanto al superministro che il sistema solare ci invidia!

Proprio una meraviglia, questa dei controlli a babbo morto.

In un paese come l'Italia, poi, malgrado lacci e lacciuoli, la cricca degli appalti e i grandi eventi trasformati regolarmene in emergenze da gestire fuori dalle regole ....

Jack (nickname) ha detto...

Che Berlusconi si inventi numeri per giustifica la legge anti-intercettazioni e' normale. Che tutti i commentatori (Milan/Criciani in primis) si soffermino in oziose dissertazioni in punta di filosofia su se sia giusto intercettare tutti, etc... e' un MALE del Paese.
A chi dice "Chi non ha niente da nascondere non ha paura di essere intercettato" subito Milan ribatte "non e' possibile augurarsi uno stato di Polizia, etc...". Ma di cosa stiamo parlando? Di cose che non esistono? Basterebbe riformulare di poco la frase dicendo che in un Paese che scala tutte le classifiche di corruzione e malaffare "limitare le intercettazioni puo' essere una PRIORITA' solo di chi ha qualcosa da nascondere...". Compito di un Governo e' avere ben chiare le sue priorita'. Le statistiche ce ne indicano parecchie altre. "Le intrecettazioni costano tanto", dicono. La soluzione e' semplice: si rinegozino le tariffe (alte) coi gestori telefonici (qui nessuno ne parla, a dimostrare quanto oziosi siano i nostri commentatori).

Michele Reccanello ha detto...

A proposito del punto due

"Ma ancor più strepitoso è il testo dell'appello stesso"

Chi è andato sul link proposto da authan avrà sicuramente visto da quali "intellettuali" è firmato...

Non aggiungo altro!

Francesca ha detto...

che tristezza....

Alessandro Campi & Flavia Perina anche loro han firmato.

Come Carlo Rossella e quel residuato di Prima Repubblica che è la Boniver!

mah...