lunedì 8 marzo 2010

Rien ne va plus

Anche dopo il post di ieri, in edizione speciale domenicale, c'è ancora qualche puntino sulle i da mettere in questa vicenda delle liste e del decretino notturno, perché in alcuni ambienti si cerca di far passare un autentico ribaltamento della realtà contro il quale occorre alzare una barriera di cemento e razionalità.

Se fosse solo il trascurabile (con tutto il rispetto, detto dal super-trascurabile sottoscritto) Mario Adinolfi a dire certe cose forse non me ne preoccuperei, ma se a farlo, nel suo editoriale sul Foglio di oggi, è Giuliano Ferrara, mentore e punto di riferimento di Giuseppe Cruciani, allora è bene mettere le mani avanti, visto il livello di sudditanza psicologica col quale il conduttore della Zanzara è solito porsi nei confronti dell'Elefantino.

Scrive Ferrara: La sinistra poteva cuocere a fuoco lento l'avversario, in disperata condizione di bisogno, e, al momento giusto, ripescarlo indebolito al punto giusto e salvarlo con un gesto di magnanimità repubblicana, in perfetta intesa col presidente della Repubblica, nel nome del buonsenso: non è bello vincere contro nessuno, giocare contro i fantasmi, segnare punti tavolino escludendo mezzo paese dalle urne, dunque bisogna rimediare e riportare in gioco questi saltimbanchi.

Per come invece sono poi andate le cose, conclude poi Ferrara, il centrosinistra e il PD sono riusciti a salvare e rilanciare un PDL che meritava di straperdere le elezioni”.

Eh no. Questa visione degli avvenimenti è bacata alla radice. E prima che Cruciani la faccia sua (lo farà sicuramente, ci scommetto i miei due euro), mi sembra il caso di anticipare l'operazione di smontaggio del Ferrara pensiero.

Innanzi tutto, applicando la medesima logica dell'Elefantino, ma nel verso opposto, uno potrebbe argomentare nel seguento modo (ad esempio lo fa sindaco leghista di Varese, Attilio Fontana come spiegato oggi sulla Stampa in un articolo di Michele Brambilla), arrivando alla conclusione contraria: al PDL sarebbe bastato borbottare qualche parola di scuse e andare dal PD col cappello in mano a chiedere una soluzione condivisa. La vicenda si sarebbe risolta tutto sommato con danni limitati, mentre ora l'opposizione ha gli appigli per fare un sacco di vittimismo, urlando, anche in piazza, al cambio unilaterale delle regole del gioco in corso d'opera. Si sono cioè dati alla sinistra elementi per serrare i ranghi e chiamare a raccolta il suo esercito, ottimo modo per combattere l'astensionismo.

In secondo luogo, la strategia del “cuocere il PDL a fuoco lento” corrisponde esattamente a ciò che il PD ha tentato di compiere. Che la soluzione politica alla fine sarebbe stata accettata era chiaro a tutti, ma giustamente Bersani voleva che il PDL pagasse un prezzo. L'agire diversamente, da parte del segretario del PD, il proporre cioè di sua sponte “un gesto di magnanimità” sarebbe stato interpretato dalla maggior parte del popolo della sinistra, a torto o a ragione, come una resa, una totale sbracata, una conferma definitiva dell'incapacità di praticare una seria opposizione.

Questo sarebbe successo se Bersani si fosse comportato nel modo descritto da Ferrara. L'ipotetico beau geste del PD sarebbe risultato in una gigantesca perdita di consenso (a favore di Di Pietro e dell'astensionismo) di dimensioni infinitamente superiori a quella che avrebbe patito la destra per via del piccolo smacco dovuto all'essere stati salvati dalla "magnanimità" del PD.

Inoltre, caro Ferrara, parlare col senno di poi è facile, ma se ragioniamo con gli elementi che erano noti prima di venerdì notte non si può dire che Bersani, nell'azzardare le sue puntate alla roulette, abbia sbagliato strategia. Egli aveva acceso effettivamente il gas e messo a cuocere l'avversario per costringerlo all'umiliazione delle scuse pubbliche (premessa politicamente indispensabile al "gesto di magnanimità", affinché l'elettorato sinistroide lo accettasse) o, in alternativa, allo strappo istituzionale della leggina. Sì, "strappo istituzionale", perché il presidente Giorgio Napolitano solo un giorno prima aveva lasciato intendere che non avrebbe firmato un decreto non condiviso dall'opposizione.

Forse non sapremo mai con certezza le intime ragioni per cui il Capo dello Stato ha cambiato opinione (anche se un articolo di Bruno Vespa sul Mattino di sabato scorso, dall'eloquente titolo "La Sarajevo disinnescata" un'idea ce la dà), ma se il PDL è saltato fuori dalla pentola è solo perché Napolitano, in modo legittimamo ma inatteso, con una decisione della quale istituzionalmente non si può che prendere atto, per quanto deprecabile possa essere (ogni ipotesi di impeachment, come ho già detto, è una follia), ha sparigliato le carte.

Ma ad ogni modo, ormai quel che è successo è successo. Les jeux sont faits, rien ne va plus. Se a destra peserà di più la figuraccia fatta sulle liste, culminata in una leggina furbetta, o l'averla avuta vinta ottenendo la firma del Capo dello Stato, e se a sinistra si riuscirà comunque a sfruttare la vicenda a proprio favore, anche ricorrendo alla piazza, minimizzando l'astensionismo, o se invece a prevalere sarà lo scoramento e la rassegnazione, lo vedremo il 29 marzo, ad urne chiuse.

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"Rien ne va plus" è il titolo di una splendida canzone di Enrico Ruggeri, datata 1986.




Però cambiano le donne insieme alle stagioni
E allevano bambini che inseguono aquiloni
E il musicista ancora le rincorre con nuove canzoni...



54 commenti:

Francesca ha detto...

Ancora dall'editoriale, in forma di intervista con domanda e risposta a Zagrebelsky che giunge ad una conclusione di condivisibile speranza:

D: Lei boccia del tutto il decreto?

"Primo: un decreto in questa materia non si poteva fare. Secondo: soggetti politici interessati modificano unilateralmente la legislazione elettorale a proprio favore. Terzo: si finge che sia un interpretazione, laddove è evidente l'innovazione. Quarto: l'innovazione avviene con formule del tutto generiche che espongono l'autorità giudiziaria, quale che sia la sua decisione, all'accusa di partigianeria".

D: Di Pietro e Napolitano. È giusta la critica dell'ex pm al Colle?

"Le reazioni di Di Pietro, quando accusa il Capo dello Stato di essere venuto meno ai suoi doveri, mi sembrano del tutto fuori luogo. Ciascuno di noi è libero di preferire un comportamento a un altro. Ma è facile, da fuori, pronunciare sentenze. La politica è l'arte di agire per i giusti principi nelle condizioni politiche date. Queste condizioni non sempre consentono ciò che ci aspetteremmo. Quali sono le condizioni cui alludo? Sono una sorta di violenza latente che talora viene anche minacciata. La violenza è la fine della democrazia. Il Capo dello Stato fa benissimo a operare affinché non abbia mai a scoppiare".

D: Ma Di Pietro, nella firma del Presidente, vede un attentato.

"La vita politica non si svolge nel vuoto delle tensioni, ma nel campo del possibile. Il presidente ha agito usando l'etica della responsabilità, mentre evocare iniziative come l'impeachment significa agire secondo l'etica dell'irresponsabilità".

D: Lei è preoccupato da tutto questo?

"Sì, è anche molto. Perché vedo il tentativo di far prevalere le ragioni della forza sul quelle del diritto. Bisogna dire basta alla prepotenza dei numeri e chiamare tutte le persone responsabili a riflettere sulla violenza che la mera logica dei numeri porta in sé".

D: L'opposizione è in rivolta. Le prossime manifestazioni e le centinaia di messaggi sul web non rischiano di produrre una spirale inarrestabile?

"Ogni forma di mobilitazione contro gli abusi del potere è da approvare. L'unica cautela è far sì che l'obiettivo sia difendere la Costituzione e non alimentare solo la rissa. C'è chi cerca di provocare lo scontro. Per evitarlo non si può rinunciare a difendere i principi fondamentali. Speriamo che ci si riesca. La mobilitazione dell'opposizione responsabile e di quella che si chiama la società civile può servire proprio a far aprire gli occhi ai molti che finora non vedono".

mauro ha detto...

impeccabile authan, come (quasi) sempre ;-)
vedo che indirettamente mi dai anche ragione sulla questione "motore intellettuale del cruciani": che entrambi identifichiamo nel pensiero di giuliano ferrara, uno che per quanto voglia fare il bastian contrario, alla fine dei giochi ha almeno il coraggio di definirsi per quello che é: un berlusconiano di ferro.

quanto a napolitano: concordo ancora sul fatto che la questione impeachment è semplicemente IMPROPONIBILE. sono tuttavia stufo di leggere centinaia di pesci in barile (da scalfari a lerner, passando per zagrebelski e tutto lo stato maggiore del PD) che difendono l'indifendibile. si può e si deve poter dire che napolitano è sotto scacco, senza per questo dare un assist alla comunicazione politica della destra.

lerner di ieri: "il capo dello Stato ha agito in base all’etica della responsabilità. Di fronte a una sorta di violenza latente, talora anche minacciata, egli ha operato affinchè non abbia mai a scoppiare.".
cioè ma stiamo scherzando?!!? se fosse andata realmente così, come del resto suggerisce il sempre ben informato vespa, sarebbe GRAVISSIMO. INAUDITO.
che facciamo, difendiamo il capo dello stato perché ha ceduto alla minaccia di una ritorsione violenta di piazza? ma allora ha proprio ragione travaglio che lo equipara a vittorio emanuele III, correo di non aver mosso un dito dinanzi alla marcia su roma delle truppe di mussolini.
DESOLANTE...

Francesca ha detto...

quando scatterà l'ora X almeno non si potrà dire che non sia stato fatto tutto il possibile per svelenire il clima e temperare i toni dello scontro.

Let it be....

mauro ha detto...

@farancesca
ma sono 15 anni che si tenta di svelenire il clima e temperare i tono dello sscontro! ma c'è realmente ancora qualcuno disposto a credere nella buona fede di B? c'è realmente ancora qualcuno disposto a non vedere il gioco manifesto di un soggetto che tratta solo quando costretto (ovvero quasi mai) e di norma passa invece come un caterpillar su regole, leggi, avversari e alleati indigesti? suvvia...
PS: notevole il tuo avatar con il tormentone "dica" ;-))

MicheleReccanello ha detto...

@authan
... al PDL sarebbe bastato borbottare qualche parola di scuse e andare dal PD col cappello in mano a chiedere una soluzione condivisa. Tutto si sarebbe risolto tutto sommato con danni limitati, mentre ora l'opposizione ha gli appigli per fare un sacco di vittimismo, urlando, anche in piazza, al cambio unilaterale delle regole del gioco in corso d'opera.


Anche molti ascoltatori della zanzara, di area centro-destra, hanno espresso l'idea che chiedere scusa era il minimo, lo stesso Cruciani sembrava orientato a questa visione, ma ci si scorda di un particolare...

B. in tutte le sue decisioni - l'esempio tipico è la legge elettorale definita poi porcata - è sempre passato sopra l'opposizione come un rullo compressore, infischiandosene se le ragioni fossero giuste o sbagliate, e anche questa volta andrà così.

In quanto al centro-sinistra è inutile che facciano del vittimismo, loro hanno voluto amoreggiare con B. cercando il dialogo - per primo D'alema - e sbagliando, regalandogli così una patente di politico che non poteva e non può avere per ragioni piuttosto evidenti:

I suoi problemi con la giustizia.
La sua indeguatezza, nei riguardi delle istituzioni.
Il conflitto d'interessi.
Il senso dello stato che è sotto suoi tacchi.
I troppi punti oscuri della sua vita - che a mio avviso - mai chiariti, sono importanti per un elettore, per valutare chi sei, e se sei degno di ricoprire una determinata posizione.

PaoloVE ha detto...

Buongiorno,

mi permetto di dissentire dall'analisi di Authan.

Bersani ha sbagliato, dimostrando di essere un pessimo stratega e forse persino un pessimo tattico, perchè non ha ancora capito una cosa banale del suo avversario, e cioè che fonda una grossissima parte del successo elettorale nel'immagine di infallibile che si è costruito con l'appoggio dei media.

SB invece lo sa bene e sa che non può ammettere errori e chiedere scusa perchè smentirebbe quello che il suo elettorato gli chiede: di essere l'uomo dei miracoli. Ed il suo partito con lui.

Lo scenario che Authan ipotizza (e che probabilmente ipotizzava Bersani) era di uno scontro "cavalleresco", ma la presenza e la capacità strategica di SB lo rendono irrealistico.

Appena avevano cominciato ad emergere i problemi scrivevo che a destra sarebbe iniziato un coro vittimista / complottista e che tutto sarebbe stato chiuso da un provvedimento ad listam (e "nessuno" confermava che non poteva essere diversamente, il che è tutto dire http://preview.tinyurl.com/uno-marzo ).

SB sa anche che può trarre vantaggio nel presentare l'opposizione come un gruppo di burocrati antidemocratici, cosa che sta facendo e che non avrebbe potuto fare se avesse ammesso errori.

E questo è probabilmente quanto farà, fino al giorno delle elezioni, fino ad annullare presso il proprio elettorato la percezione che sia successo qualcosa di diverso da un complotto delle toghe rosse e l'idea che qualcuno sia stato incapace o truffaldino.

SB ha ovviamente fatto la scelta per lui più conveniente. Tra due settimane la percezione di quanto avvenuto sarà molto, molto sfumata, i danni per il PDL riassorbiti interamente o quasi e le manifestazioni del popolo viola avranno convinto i soli partecipanti, perchè gli altri avranno visto il solito teatrino.

Se sai che il tuo avversario ha il cannone non lo devi infastidire con la spada. Al più cannoneggi per primo e speri di colpirlo prima che possa cominciare a tirare anche lui.

Se Bersani (o la Bonino) vogliono veramente provare a trarre vantaggio dalla attuale situazione, secondo me, non gli resta che ritirare le liste in Lazio ed in Lombardia perchè non vi sono le condizioni per elezioni democratiche, in quando il cambio di regole in corsa ha alterato la par condicio tra i candidati. E far vedere che hanno veramente paura della situazione e che i lamenti non nascevano dal timore che 15 milioni di elettori fossero costretti ad una elezione falsata, come sarebbe anche questa, ma solo dall'interesse degli organi di un partito.

Il risultato potrebbe essere notevole: chiedetevi quanti avrebbero da rimetterci dalla scomparsa politica del PD e quindi quanti diventerebbero ipso facto suoi alleati (dall'UDC a Confindustria).

Il tutto, per di più, sarebbe al rischio di un costo politico basso (non si tratta delle politiche, a quanto può ambire il PD in Lombardia, al 20 - 25%?), se il rischio più grosso anche per il PD non fosse proprio la disgregazione dello status quo.

La peggiore cosa che Bersani può fare, invece, è aspettare che un tribunale rigetti il decreto interpretativo a distanza di tempo perchè evidentemente retroattivo, annullando l'esito delle elezioni e costringendo ad una ripetizione delle stesse (come si è già verificato precedentemente in altra regione), situazione che non scompagina le carte in tavola, ma che unicamente indebolisce il governo locale e deteriora ulteriormente i rapporti tra istituzioni.

Saluti

Paolo Rommel

nessuno ha detto...

nousneA proposito del post di Authan.

Concordo con l'ultimo paragrafo dell'articolo: "Se a destra peserà di più la figuraccia fatta sulle liste, culminata in una leggina furbetta, o l'averla avuta vinta ottenendo la firma del Capo dello Stato, e se a sinistra si riuscirà comunque a sfruttare la vicenda a proprio favore, anche ricorrendo alla piazza, minimizzando l'astensionismo, o se invece a prevalere sarà lo scoramento e la rassegnazione, lo vedremo il 29 marzo, ad urne chiuse."

Ciò detto, le mie obiezioni non sono per Authan ma per Giuliano Ferrara (anche se Maestro e Autore di Giuseppe Cruciani,chi lo legge in Italia?) e per il sindaco leghista di Varese Attilio CFontana, illustre Carneade.

Possono dire quel che vogliono, ma la testa degli italiani (della maggioranza degli italiani, almeno fino a questo momento, da qui in avanti non so, e per questo concordo con l'ultima frase di Authan) non l'ha cambiata una guerra perduta (con buona pace del Fronte del Popolo di Togliattiana memoria) né tangentopoli (Occhetto è rimasto a piedi malgrado la sua gioiosa macchina da guerra).

Figuriamoci se gliela cambia un decretino (che si può leggere anche: de cretino, alla latina).

Naturalmente, Clem, quando si sveglierà là dove si trova, rileverà la mia contraddizione.

Come faccio ad esserne sicuro se contamporaneamente non so cosa succederà tra 21 giorni?

Beh, ed è tirata per i capelli, sono sicuro per quanto riguarda le vicende italiane passate.
Per il futuro è soltanto una scommessa. Mi gioco anch'io i miei due euro.
Authan se li gioca per quanto dirà Cruciani del cui comportamento mi disinteresso, io li gioco puntando sul comportamento dell'attuale maggioranza degli italiani al prossimo voto che secondo me rimarrà invariato malgrado le elucubrazioni di Giuliano Ferrara, di Attilio Fontana e di quanti altri.
Che è quello che io credo conti di più.

Se poi invece mi sarò sbagliato, beh, pagherò i miei due euro.

A chi?

Francesca ha detto...

Caro nessuno, queste figure devono assolutamente essere evitate in quanto discordanti con il cosiddetto PDF (partito del fare).
Ora chi ha sempre sostenuto che Berlusconi si faceva le leggi ad hoc ha una prova evidente che, invece, è vero!

Viola ha detto...

dissento anch'io da Authan per le stesse ragioni di PaoloVE.. da cui mi divide tuttavia il suo suggerimento per il PD di ritirare le liste da Lombardia e Lazio

nessuno ha detto...

A Francesca
Ma di quali figure parli?
A meno di altri qui pro quo, come è capitato con PaoloVe, io parlo dei futuri comportamenti della maggioranza degli elettori italiani (sempre secondo me).
Dico la maggioranza degli elettori italiani che secondo me continuerà a votare per il centrodestra.
Poi ci sarà la minoranza che continuerà a votare per il centrosinistra.

Se riguardo alle figure, ti riferisce a quelle del PdL , il partito del fare, il "fanfarone" del fare, come lo chiamo io,... ma di quelle, scusa, nun ce ne pò ffregà dde meno.

bart27 ha detto...

Ferrara non lo sopporto, ma riconosco che in certe analisi ci azzecca.

Mi dispiace Authan, la citazione di Ferrara che hai messo nel post di oggi io la condivido.

E dissento con te quando dici che il PD ha provato a "cucinare a fuoco lento" l'avversario.

Il PD ha subito espresso la sua linea intransigente, e basta, niente di più.

A mio avviso, poteva (anzi, doveva) esprimere subito un concetto molto importante: "non gareggeremo mai senza l'avversario..."

e contemporaneamente "divertirsi" proseguendo così: "...ma la legge è legge".

Con queste due affermazioni (giuste e, suo malgrado, contraddittorie) avrebbe per davvero "cucinato a fuoco lento" l'avversario, perché avrebbe scaricato addosso a lui la patata bollente, ricordando a tutti che il pasticcio l'ha fatto il PDL

Comunque, sintetizzo il discorso con una vignetta di Giannelli, che secondo me vale più di mille parole, l'ho messa come icona del mio profilo
.

F®Ømß°£ ha detto...

Buongiorno,

apprezzo molto quello che ha scritto authan e mi trovo in accordo più con lui che con Paolo, pur riconoscendo a quest'ultimo alcune ragioni.

Come anche "nessuno" credo che la conclusione di authan sia il nocciolo della questione.

Sarà il risultato delle urne, specialmente in quelle due regioni, che ci permetterà di essere più o meno ottimisti sul futuro.

Se non si assisterà a un calo del consenso del PDL, credo che sarà un'ennesima dimostrazione che alla maggioranza degli italiani va bene questo modo di gestire il potere prevaricando e mettendolo quanto più possibile in boffice al prossimo.

Personalmente, e per miei limiti culturali e personali, non riesco a elaborare una strategia che potrebbe essere vincente per le opposizioni in questa situazione.

La mossa del ritiro delle liste mi sembra totalmente controproducente. Le idee di fantomatiche rivoluzioni popolari mi sembrano fantasie, e in ogni caso non prevedo facilmente un esito positivo dopo tali eventi.

Trovo quindi più sensato ciò che dice authan quando difende la linea tenuta da Bersani, pur temendo che anch'essa sarà perdente.

Continuo in sintesi a ritenere che l'unico vero modo per liberarsi da certa gentaglia sia non votarla.

Saluti

Tommaso in giornata no

Authan ha detto...

Bart,
Bersani quel che tu volevi che dicesse lo ha detto giovedi 4 marzo.

Roma, 4 mar. (Adnkronos) - ''Siamo molto preoccupati'' perche' ''si e' determinato un turbamento della campagna elettorale''. Adesso ''bisogna attendere le decisioni degli organi competenti'', ma di questa situazione ''e' responsabile la maggioranza, se ne prendano la responsabilita'''. Certo, ''non abbiamo mai pensato di vincere per abbandono degli avversari''. Cosi' Pier Luigi Bersani, alla Camera, parla del caos liste alle regionali.

Authan ha detto...

Tommaso,
sottoscrivo il tuo commento.

F®Ømß°£ ha detto...

Grazie authan, stavo proprio cercando le parole di bersani per contraddire bart27.

@bart
Da quello che scrivi, capisco che condividi con me lo sconforto per questi anni di berlusconismo. Tuttavia apprezzi l'articolo di Ferrara (come sempre sul filo della disonestà intellettuale da cartellino rosso) quando questo si basa su premesse false.

Come giustamente ha puntualizzato authan, la linea del PD è stata proprio quella che scrivi nel tuo commento.

Ferrara lo nega, il coro delle televisioni parla di PD che offende.

E quindi diventa realtà che il PD ha contemporaneamente favorito il PDL e offeso il PDL. Da un lato troppo morbidi, dall'altro troppo feroci.

Orwell era un dilettante.

Come ha giustamente scritto Paolo, tra qualche settimana il "ricordo comune" che si avrà di questa schifezza delle liste sarà confuso e senz'altro non controproducente per il PDL.

Tommaso

bart27 ha detto...

.
@ Authan

mi riferivo al "messaggio che passa".

nel senso che nell'opposizione, e in particolare nel PD, non si sente mai UNA voce, ma tante, che complessivamente producono, appunto, il "messaggio che passa".

L'errore che commettono spesso è proprio di comunicazione. Sembrano dimenticare la situazione in cui versano i media, che pescano a piene mani nella pluralità di voci, a volte contraddittorie, del PD.

Un esempio? guarda cosa ha detto Bersani e guarda cosa ha detto D'Alema:

(AGI) - Lecco, 5 mar. - [...] Secondo il segretario poi non e' neanche pensabile l'ipotesi di far slittare le elezioni previste per il 28 e 29 marzo. "Ritengo impensabile un rinvio - ha spiegato - nessuno ipotizza le conseguenze che sarebbero gravi, inedite. Sono cose che si dicono per dire"

(ANSA) - ROMA, 7 MAR - 'Eravamo pronti a intervenire per rinviare le elezioni in Lombardia, con un atto di grande responsabilita' politica'. Cosi' D'Alema. Per l'ex premier, che dice di aver parlato dell'ipotesi con Letta e Maroni, 'questa faccenda, causata solo dagli errori della destra poteva concludersi in un altro modo: c'era la soluzione polica
.

MicheleReccanello ha detto...

Personalmente, e per miei limiti culturali e personali, non riesco a elaborare una strategia che potrebbe essere vincente per le opposizioni in questa situazione.

Anch'io sottoscrivo il commento di F®Ømß°£.
Trovo buffo elaborare una strategia per della gente che forse farebbe meglio a dedicare il proprio tempo a fare qualcosa di diverso da un oppposizione, che opposizione non è.

nessuno ha detto...

Off topic (ma non tanto) per Authan.

Hai inserito a commento musicale del tuo post il "Rien ne va plus" di Enrico Ruggeri.

Credo che anche Ruggeri, come Pupo, abbia frequentato i casino e nella canzone ci va dentro molto bene.

Mi piacerebbe che in qualche circostanza, in base all'argomento di attualità trattato, trovassi il modo di inserire, sempre del Rug, "Il futuro à un'ipotesi".
Oltre alla musica, anche il testo è super.

"Ti ho visto addentare un panino dentro all'autogrill,
A volte un dettaglio (una lista presentata in ritardo?) può uccidere una poesia
.................................
l'amore inventato non può cancellare il ricordo di lei (il centrodestra?)
Ma adesso che lei non c'è più
non possiamo di certo fermarci.
Noi uomini forti sappiamo a che santo votarci.
In nome di cosa non so
ma noi teniamo duro,
teniamo nascosto il passato, pensiamo al futuro.
Ma il futuro cos'è?
Il futuro è un'ipotesi,
forse il prossimo alibi che vuoi,
il futuro è una scusa
per ripensarci poi.
Il futuro è una voglia,
non si sa se sincera.
Il futuro è una donna che probabilmente spera,
fino a quando?
Chissà!"

Cosa ne dici?

Francesca ha detto...

ATENE 461 a.C – ROMA 2010 d.C

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.


Qui il nostro governo favorisce i pochi invece dei molti ma lo chiamiamo comunque democrazia. Qui a Roma facciamo così

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così


Le leggi qui sono fatte ad personam o ad partitum, ignoriamo i meriti dell’eccellenza e riconosciamo solo quelli della mediocrità.
Quando un cittadino si distingue per le sue malefatte allora sarà, a preferenza degli altri, chiamato a servire lo Stato, come atto di privilegio, come ricompensa al merito, e la povertà costituisce un impedimento.
Qui a Roma facciamo così
.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.


La libertà di cui gode il popolo si estende solo parzialmente alla vita quotidiana; noi siamo sospettosi l’uno dell’altro, ci infastidisce molto il nostro prossimo che vive a modo suo.
E’ consuetudine occuparsi dei pubblici affari per risolvere questioni private. Ne riconosciamo il merito.
Noi a Roma facciamo così

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.


Ci è stato insegnato di dubitare della Magistratura che vorrebbe imporci il rispetto delle leggi e proteggiamo solo coloro che dai Magistrati ricevono offesa.
Riconosciamo ciò che è giusto e di buon senso solo se non ha valore universale ma particolare.
Noi a Roma facciamo così

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Pericle - Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.


Un uomo che non si interessa allo Stato noi lo consideriamo utile ne consegue che in pochi sono in gradi di dare vita a una politica e anche di giudicarla.
Noi consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via del plebiscitarismo.
Crediamo che il valore della libertà sia relativo e che comunque non sia la via verso la felicità.
Roma è la scuola d’Italia e ogni cittadino italiano deve crescere sviluppando, sfiducia in se stesso e nella possibilità di cambiare tutto questo. La nostra città non è aperta al mondo e lo straniero non è il benvenuto.
Qui a Roma facciamo così.
Anonimo - Discorso agli italiani, 2010 d.C.

bart27 ha detto...

@ F®Ømß°£

dell'articolo di Ferrara ho commentato solo la citazione, l'intero articolo non ho avuto modo di leggerlo.

Quello che critico nel PD, e con questo preciso meglio quanto ho scritto nel precedente post, è che a volte comunicano dimenticandosi che l'assetto dei media italiani non è da paese normale, e prestano il fianco, spesso per contraddizioni interne e a volte proprio ingenuamente, a farsi mettere in bocca quello che non hanno detto.

E' da qui che proviene la mia posizione che ho espresso su intransigenza sì-intransigenza-no.

Si devono cioè fare certe scelte badando, ovviamente, ai principi e alle idee, ma bisogna anche fare i conti con la loro comunicabilità nel panorama desolante dei media nostrali.

ma sto "scrivendo a voce alta", consapevole che mi ci vuole molto più tempo per chiarire meglio

Francesca ha detto...

quasi quasi me ne dimenticavo.... con tutto sto casino del decreto salvaliste!!

Per tornare a parlare della nostra trasmissione-faro.... che ne dite della grande trovata crucianiana della rubrica "Mission impossible" in cui dà voce ai competitors senza speranza dei piu' titolati candidati regionali??
Io la trovo su-bli-me! Molto divertente (quella di Panto del Parito Nasional Veneto..ahahahhahah!!) e di grande utilità!

Poi mi chiedevo, ma la puntata di "Complotti" che ho visto nel we è una replica o la nuova serie??
Look a parte, direi che Cruciani è moooooolto migliorato!!

Ebbravo Giuseppino!
Tanto so che leggi solo il post di Authan, ti posso vezzeggiare quanto voglio, non lo saprai mai!

PaoloVE ha detto...

Il PD prevedibilmente non ritirerà le liste, salvo colpi di testa da parte della Bonino, per cui i miei ragionamenti sono accademici.

Non vale la pena di mostrare che si crede davvero che il problema sia grave e sostanziale e mostrare dove porta? Non sto parlando di rivoluzioni popolari, sto parlando di rinunciare oggi ad una regione cui non si può minimamente ambire per dare un segnale che possa essere percepito chiaramente e che metta in crisi la sistematica disattenzione delle regole da parte di uno schieramento.

Se l'elettorato non percepirà tutto ciò come grave e sostanziale è perchè i comportamenti dell'opposizione non sono consoni ad un evento grave e sostanziale, ed il voto, prevedibilmente non ne risentirà più di tanto per mancanza di una adeguata comunicazione.

Quale è la lettura più semplice di questo fatto che già adesso viene data? Che in fondo la soluzione trovata è più che accettabile, e che le proteste sono un gioco delle parti, come anche certificato dalla firma di Napolitano. Nulla più di un problema formale sollevato se non creato ad arte da burocrati antidemocratici e piagnoni. Che poi fanno tutti così, in realtà.

Bene questa lettura non sarebbe più possibile. E diventerebbe imbarazzante spiegare perchè è diverso se alle elezioni manca il secondo schieramento più rappresentativo invece del primo, spiegare che non è altrettanto inaccettabile -questo- vincere facile in assenza di avversari quando tutti i paragoni sportivi sono ancora caldi.

E spiegare quanti Di Gerolamo dovremo aspettarci da domani, una volta tolto ogni minimo controllo nella presentazione di liste e candidati, dato che la presentazione delle liste non avrà più lo stesso valore.

Tommaso, che pure non ritiene questa la strada corretta, segnala però che il PD perde anche per problemi di comunicazione: quale dei due atteggiamenti è meno equivocabile, davanti allo stravolgimento delle regole?

Saluti

Paolo

Viola ha detto...

@ Francesca

..sono delle repliche delle puntate andate in onda da primavera e estate scorsa

nessuno ha detto...

A Francesca

Lo sai, vero?, che pochi anni dopo la morte di Pericle - al quale vanno tutti gli onori per aver edificato il Partenone di cui metà si trova a Londra, oltre che la democrazia che prevedeva per gli schiavi il diritto (o il dovere? non so) ad essere schiavi, ad Atene subentrarono i trenta tiranni con il loro regime di terrore?
Della democrazia, tranne qualche brevissimo sprazzo (a Roma c'era una specie di democrazia che privilegiava i patrizi anche se riconosceva i tribuni della plebe)
se ne sarebbe riparlato 2.100 anni dopo, circa, se vogliamo fissare la nascita della democrazia occidentale con la Costituzione americana.

Quindi, i discorsi di Pericle, con tutto il rispetto, valgono gli articoli di giornale che vengono linkati tutti i giorni.

E noi, dovremo vedercela con le elezioni regionali di fra 21 giorni.

nessuno ha detto...

Mi ero riproposto di non intervenire, ma mi sento tirato per i capelli.

Mi è impossibile rileggermi tutti i commenti.
Ma PaoloVe propone che il PD ritiri la sua candidatura in Lombardia?
Ho capito bene?
Perché se, come spesso mi accade, ho capito male, scriverò certamente delle fregnacce, come spesso mi accade.

Il PD che ritira il suo candidato in Lombardia per dare una lezione al PdL che se la ricordi.

C'era uno che nello scontro con dei poco di buono le aveva prese di santa ragione.
Pieno di lividi da tutte le parti e con qualche fratturina di qua e di là, raccontava agli amici:
"Quante me ne hanno date!
Però, io quante gliene ho dette!"

Se ho capito male il pensiero e la "strategia" di Paolo, quanto ho scritto non vale.

MicheleReccanello ha detto...

A proposito di democrazia...

Ho acquistato un libro Incontro con menti straordinarie di Piergiorgio Odifreddi. ho trovato interessante all'inizio dell'intervista con Kenneth Arrow, un economista:
...ma dimostrò anche un teorema di impossibilità della democrazia secondo cui, per evitare situazioni circolari come quella immaginata da Condorcet, è necessario rinunciare a qualcuna delle tre o quattro condizioni che in genere vengono considerate irrinunciabili per la democrazia

PaoloVE ha detto...

@ nessuno:

hai letto bene ma hai capito male.

Quello che scrivi potrebbe succedere quando sali sul ring contro un avversario di quattro categorie più grosso di te e scopri anche che l'arbitro è suo fratello.

Ma se rinunci all'incontro perchè non sono rispettate le regole, il massimo che può succedere è che, fermo restando che la vittoria va all'unico pugile presente, chi non ne ha garantito lo svolgimento deve restituire i soldi dei biglietti, il pubblico si accorge dell'inganno e s'incazza per la truffa.

Il che mi pare meglio che prenderle e basta ed è quanto suggerirei di fare.

Saluti

Paolo

Francesca ha detto...

@ nessuno



Premier's list / 2
(Manzoni - ellekappa)

seconda parte

Ma il Banana a decenza profàno
gli presenta un ricatto al cianuro
sibilando di un colpo di mano
vara un'ode all'illegalità.
Col carisma del baro spergiuro
e sofismi mendaci e contorti,
tra le lodi dei servi codardi,
legalizza la disonestà

Il teppista dal pube irrequieto
per salvar la sua lista incapace
fa ingoiare al paese un decreto
intessuto d'arbitrio e licenza
impetrato con dolo rapace
e ispirato al Marchese del Grillo:
in sostanza, chiarisce il mandrillo,
io sò io e voi un cazzo non siete

Per le leggi prostrate allo scherno
già ribollono sdegni frementi
ed il Colle è scagliato all'inferno
dai Saint-Just che di Pietro blandì,
-vera manna dal ciel dei potenti-
che a sconfitta consegnano i vinti,
di corone d'allor si son cinti
i più puri dei puri son qui.

Ahi! sventura! soverchia sventura!
Bertinotti ci ha dato la crisi,
per vanesia e infingarda natura,
or di Pietro ha lo stesso livor!
stesso sogno, a sinistra divisi
in soffitta la stessa bandiera,
e al caiman che era in piena bufera
d'improvviso ridona vigor.

Della destra utilizza il terreno
ed il Colle aggredisce schiumante,
nella forma allo scempio dà freno,
in sostanza è con il Cavalier.
Ma di un premier protervo e sprezzante
anche il web ne ha strapiene le balle
e la rete in rivolta fibrilla
sfuma in viola il vibrante cliccar



già l'inizio della Zanzara con Tabucchi a Radio Londra mi fa incazzare!
Spengo la radio!
gggrrrrr :-(

ste76 ha detto...

Ma chi andra' a votare e scegliera' in base a chi si e' comportato in modo piu elegante o in base a chi ha fatto meno la figura da pirla in questa disputa? Una volta ancora preferiro' esercitare il mio diritto al televoto al grande fratello!

Viola ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Viola ha detto...

Vorrei capire chi vince la gara del + ridicolo

Mai avrei pensato di trovarmi a rispondere: Napolitano

Non mi stancherò mai di dirlo: avessero applicato la LEGGE fin dall'inizio..

nessuno ha detto...

Sto disperatamente cercando un mio commento postato uno di questi ultimi giorni dove ponevo delle riserve sulla concreta applicabilità del de cretino da parte de giudici dei vari TAR.

Purtroppo non lo trovo più e mi dispiace.

Sta di fatto che, per il Lazio almeno, hanno e abbiamo scherzato tutti. Governo, Presidenza della Repubblica, maggioranza, opposizioni, editorialisti, Giuliani Ferrare, bloggisti, Crucianos, opinionisti, lo stuolo di esperti legulei di Quirinale, Palazzo Chigi, Ministeri vari...Altro che fattorino coglione. Qui coglioni tutti.

Ma si può?

Questo è il reale e concreto livello culturale di sinistra e destra ai loro massimi livelli in questo paese.

E noi a scannarci, metaforicamente parlando, su coerenza e incoerenza
oggettività, forme e sostanze e baggianate simili, quando a regnare su tutto c'è ignoranza e stupidità, da qualunque parte si guardi.

Alla fine si scopre che la legge elettorale nel Lazio è una legge regionale del 2008 con la quale il de cretino non può assolutamente interferire.

Si rimane senza parole.

nessuno ha detto...

a Francescocaroselli.

Scusami Francesco, hai ragione di prendertela con me. Ma non mi sento proprio di risponderti, per colpa del mio stato d'animo di totale sbalordimento.
Del resto, forse, ripeto forse, domande e risposte a questo punto sarebbero superate dalla sentenza del TAR del Lazio.

Ciao.

Viola ha detto...

e comunque...

ieri Cruciani si è dichiarato, soprattutto verso la fine della trasmissione, annoiato, stanco e stufo di parlare di leggi, decreti... BASTA!! ha tuonato dall'alto del suo microfono e delle sue cuffie, "da domani non si parla + di queste cose noiose"... scopiazzando nei toni l'ormai leggendario Ferrara sul tema "traffico"..

MA STIAMO SCHERZANDO?

Dovresti andarci a nozze, adesso, e invece ti annoia..

ma che l'hai studiate a fare Scienze Politiche?

e anche tu: ignorante come tutti gli altri, proprio tu che sei "de Roma"

ma va, vaaa....

nessuno ha detto...

Commento all’articolo: Berlusconi non ci sta: “Siamo nel giusto” de il Giornale del 09/03/2010

Ma perché non ci manda, noi tutti 60 milioni di italiani, all'estero, non so, in Africa o in Cina dove ce ne sono tanti e 60 milioni in più o in meno non fa tanta differenza. Lui resterebbe solo, senza dover combattere coi "suoi", con gli altri, coi giudici, coi presidenti della repubblica, con Veronica, con De Benedetti... Lui solo in Italia (anche senza Apicella e senza igieniste dentarie), certo e convinto di essere il migliore e sempre nel giusto.
Avrebbe l'unico problema di comandare a sé stesso.

nessuno ha detto...

Che strano silenzio, oggi, nel blog (e già fin da ieri sera).
La sentenza del TAR del Lazio nom soddisfa o non piace?
Si aspetta il "la" di Authan per intonare il canto?

F®Ømß°£ ha detto...

@nessuno

la sentenza del TAR, dimostra la pochezza di chi ha cercato di mettere una pezza dove non si poteva.

La sinistra avrà tante colpe, saranno incapaci in tante cose, ma qui chi ha sbagliato a presentare le liste? Chi cercava fino all'ultimo di pescare nel torbido? Chi ha deciso di varare unilateralmente una burla come il "decreto interpretativo"? Chi non è stato capace di forgiare una legge ad hoc per i pasticci creati dai propri "fattorini coglioni"?

Non sono stati i comunisti cattivi, sono stati i suddetti "fattorini coglioni" e sono stati i deputati seduti in parlamento non per meriti o per preferenza popolare, ma per fedeltà al capo.

Il casino è stato fatto tutto dalla squadra che giocava in casa, l'altra squadra stava ancora arrivando allo stadio.

Una volta sfotti i partecipanti al blog dicendo che dovrebbero lavorare invece che scrivere qui, la volta dopo ti lamenti che non c'è nessuno o che c'è solo "nessuno". Mai contento :-D

A parte gli scherzi, condivido raramente quello che dici, perché la mia parte è distante dalla tua, tuttavia apprezzo molto il tuo contributo al blog.

Saluti

Tommaso

PaoloVE ha detto...

@ nessuno:

credo che quanto emerso chiaramente con la sentenza del TAR fosse in realtà già chiaro agli addetti ai lavori, come a posteriori mi fanno pensare le affermazioni di Maroni del pomeriggio di ieri. L'inapplicabilità del decreto ha confermato l'incapacità del PDL, la sentenza del Tar la già annunciata esclusione delle sue liste.
Non c'è novità e quindi nemmeno spunti per la discussione...

Si resta in attesa di qualche nuova alzata di ingegno: in fondo il PDL ha bisogno di un completo reintegro delle proprie candidature per poter "certificare" di essere stato vittima di un complotto su tutti i fronti.

Saluti

Paolo

Viola ha detto...

caro nessuno, io non sono stata zitta e non aspetto il "la" di alcuno, ma evidentemente il tuo occhio altrimenti attento mi salta a pié pari

noto con sorpresa la tua ribellione all'esponente di spicco del tuo orientamento politico..

devi essere proprio incazzato

nessuno ha detto...

a Frma°£
E' proprio vero, Tommaso, non sono mai contento e mi contraddico sempre.
Però, senza tante strategie e tattiche (non avendo fatto studi militari non ho mai capito la differenza tra i due sostantivi),
son servito almeno a chiarire una cosa: che io sto da una parte e tu (con tanti altri sul blog)dall'altra.

Ti dirò.
Qualche anno fa l'ho scritto anche a Bertinotti con una email, quando lui, Presidente della Camera disse: Sì, io sono di parte.
Ed io gli scrissi: anch'io sono di parte. Dell'altra parte.

Non ci credereai.
Nemmeno mi rispose, il maleducato.

:-))
Ciao

Authan ha detto...

La differenza, nessuno, è che tu non concepisci neppure di votare mai a sinistra, per nessuna ragione al mondo. Assolutamente mai.

Io invece concepisco, e alla stragrande, di votare a destra. Ma mai con Berlusconi.

Tu sei di parte. Io no.

nessuno ha detto...

A Viola.

Ti avevo notato, Viola, ti avevo notato, come si fa anon notarti? Eri la sola!
Ma non sono incazzato, sono... disperato.
Ma poi, io l'ho sempre detto, magari ti sarà sfuggito, che sono antiberlusconiano.
Se vuoi di commenti di quel tipo te ne posso riprodurre una quarantina.

E' come te con Napolitano.


Ciao.

Viola ha detto...

enno! io non sono antinapolitana!

che c'entra questo paragone??

anch'io potrei ritrovarmi a votare a destra, ma mai Berlusconi, è una persona che detesto con tutta me stessa.

Napolitano mi ha delusa per come si è lasciato manipolare, per essere circondato da persone che non l'hanno saputo consigliare meglio e soprattutto _informare_ sull'anticostituzionalità del decretino che ha firmato, per non essersi informato meglio... questi errori dal mio Presidente della Repubblica non li accetto e li critico.

e che tu fossi antiberlusconiano... confesso mi era proprio sfuggito, e sono proprio perplessa... ma non andrò a rileggermi i vari post, ti credo e me ne compiaccio.

Authan ha detto...

Viola,
la destra di cui Nessuno fa parte non è quella berlusconiana, ma una destra - diciamo cosi - d'altri tempi.

Viola ha detto...

...fascista, mi era parso di capire

Authan ha detto...

Cosa che non toglie nulla alla legittimità del suo essere qui tra noi, s'intende.

Viola ha detto...

certo, ci mancherebbe

nessuno ha detto...

Ad Authan

Che ragionamenti sottili nei tuoi interventi, Authan

1° intervento (in risposta a me)
"La differenza, nessuno, è che tu non concepisci neppure di votare mai a sinistra, per nessuna ragione al mondo. Assolutamente mai."

Ma come fai a penetrare nel cervello degli altri, Authan, ed in quello mio in particolare?
Quale miracolosa chiave possiedi?
Sarà mica la "presunzione" di cui già ti ho parlato?

"Tu sei di parte. Io no."

Buono a sapersi

2° intervento
"a Viola,
la destra di cui Nessuno fa parte non è quella berlusconiana, ma una destra - diciamo cosi - d'altri tempi." cui Viola aggiungerà: "...fascista..."

E qui siamo nel più bieco spionaggio di marca KGB o STASI.
Possibile che in Italia, nemmeno all'interno di un dignitoso blog, possa esservi la privacy ed il segreto del voto?
E' un fatto vergognosamente anticostituzionale.

3° intervento.
"Cosa che non toglie nulla alla legittimità del suo essere qui tra noi, s'intende."

Qui Authan diventa giudice che soppesa la legittinità e la legalità che mi riguardano e, bontà sua, mi riconosce la "legittimità" di essere "qui tra noi".
Tra noi, chi "noi"?
Quelli dell'altra parte?
Ma tre righe prima non aveva scritto che lui "non è di parte"?
C'è qualcosa che non mi torna, ma tant'è, con un giudice così nagnanimo, vuoi star lì a spaccare il capello?
E quindi ti dirò, per la seconda volta:
"Come è buono, lei.

Quanto sopra, poichè non ci sono sufficienti faccine, lo intitoliamo:
"un po' per celia
un po' per non morir"
(al primo incontro, dce Butterfly).

Authan ha detto...

x Nessuno

1) Lo hai scritto tu, in passato che non avrestimai votato a sinistra. E uno.

2) Ma quale spionaggio, anche un cieco con un cane orbo vedrebbe che tu sei un nostalgico. Non devi vergognartene (e lo dico con lo stesso tono con cui tu insinuavi che qui qualcuno si vergonga di dichiararsi di sinistra. Se lo fai tu, lo faccio anch'io). E due.

3) "Noi chi"? Noi significa noi, noi tutti, la piccola comunità di questo blog, uomini, donne, ragazzini, studenti, lavoratori, belli, brutti, tifosi e non. Il resto della tua risposta semplicemente non ha senso ed è incommentabile. E tre.

Poi?

PaoloVE ha detto...

@ nessuno:

ti rivelo un segreto: noi leggiamo quello che scrivi su questo blog. E chi si ricorda ciò che scrivi può trarre le conclusioni di cui ai primi due punti del tuo post. E potrebbe persino citarti tra virgolette. Senza aver bisogno di scomodare i discendenti dell'OVRA.

Quanto al terzo punto "tra noi" si può tradurre in " nel blog di cui sono signore assoluto e tollerantissimo tenutario", cosa della quale lo ringraziamo troppo poco (slap slap)

Saluti

Paolo

nessuno ha detto...

A PaoloVe

"tra noi" si può tradurre in " nel blog di cui sono signore assoluto e tollerantissimo tenutario",

Ed io che pensavo che, oltre ai tenutari, esistesse davvero la parità democratica, di quella democrazia di cui tu propini quotidiane lezioni.

Immagino che il tuo leccalecca finale (slapslap) sia di tua personale proprietà.


Ad Authan coi suoi ciechi con cani orbi, non rispondo neppure.

PaoloVE ha detto...

@ nessuno:

essendo ospite a casa di authan (creatore e tenutario di un blog personale che ci rende disponibile nei termini che preferisce) arringherò le folle dal balcone con le mie lezioni di democrazia finchè a lui piacerà lasciarmelo fare. Perchè l'Italia è (ancora) una repubblica, ma un blog personale non necessariamente. E a casa d'altri, per educazione, si può suggerire, ma non pretendere di comandare. Ma forse è una cosa troppo banale per te.

Saluti

Paolo

francesco.caroselli ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Clem ha detto...

Nessuno, ma come devi stare?! KGB e compagnia bella?! L'hai scritto tu, su domanda di Authan, di che destra sei, qualche post fa. O_o
Quanto alla parte definita da Authan incommentabile, è effettivamente incommentabile. Authan chiarisce il suo pensiero e diventa un giudice per aver sottolineato un'ovvietà.
Torniamo a Bomba: Viola e il suo "ma stiamo scherzando", quando Cruciani si dichiara stufo di parlare di leggine e decretini: sospetto cominci a guardare alla questione come guarda al conflitto d'interessi. O forse si sta accorgendo che come argomento ha esaurito le sue potenzialità. O non riesce a farci su cabaret e vorrebbe ritornare a derivare verso un altro tipo di trasmissione, come secondo Authan stava facendo prima di questo Pasticcio Delle Liste.