martedì 2 marzo 2010

Il turnover degli scandali

Oggi ho ricevuto ben due contributi e sono ben felice di pubblicarli entrambi. Uno è di Kappe, e lo trovate qui sotto. L'altro è di Paolo e, data la lunghezza, lo pubblico a parte.

Prima di cedere il palcoscenico, aggiungo solo un cappellino mio in testa.

Ieri è stato ospite Michele Santoro. Per quindici minuti lui e Cruciani hanno parlato della degenerazione della par condicio, con la sospensione coatta dei talk della Rai. Benissimo. Però, un Santoro sottomano non capita tutti i giorni, e pertanto: non era forse il caso di movimentare un po' il dialogo toccando anche altri temi?

Gioacchino Genchi, dal punto di vista dialettico, ha davvero il talento dello show-man. Crux su ciò inorizzava, un po' per sminuire i personaggio, ma io lo dico seriamente. Se Crux fosse coerente con il suo principio che lo porta a chiamare con maggior frequenza soggetti che più di altri escono dalla banalità, io credo che Genchi dovrebbe diventare uno degli ospiti abituali. Come Brass, Sgarbi, e compagnia cantante. Ci pensi.

In politica le cose che si dicono valgono solo per il momento in cui si dicono”. Che grande verità ha pronunciato quel simpaticone di Gianfranco Rotondi ieri in trasmissione. Non si è capito se il ministro la sua massima (perfetta per un epitaffio, tra l'altro) la applica anche a se stesso, ma va bene lo stesso. Grazie di esistere.

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[Da qui in giù il testo è a firma di Kappe]

Forse è solo colpa mia, ma negli ultimi tempi ho la sensazione che importanti eventi politici e di cronaca si stiano succedendo con una velocità straordinaria. Non si fa in tempo a metabolizzare una tragedia come quella di Haiti che ne subentra un'altra, forse più grave, mentre ci avviciniamo al primo anniversario di quella abruzzese, tra rinnovate polemiche e nuove ombre emerse e subito riassopite.

Confesso una certa difficoltà nel capire, assorbire quanto sta succedendo. Nella sola Italia, in meno di un mese, abbiamo avuto una sferragliata di scandali, veri o presunti (puntualizzazione d'obbligo), favolosa: Bertolaso, Di Girolamo, Telecom-Fastweb, Mills. Si ha un vero e proprio turnover di scandali che finiscono col minimizzarsi e quasi annullarsi a vicenda. I media poi, giusto per dire qualcosa di originale, non aiutano affatto.

Anche Cruciani, nella sua quotidiana e onesta opera di informazione ha difficoltà a gestire questa valanga di news. E in fondo lo capisco. Ieri, per esempio, ha dato molto spazio all'ultima gag della nostra politica: la tardiva iscrizione delle liste provinciali del PDL nel Lazio. Un episodio sicuramente grave poiché dà il polso della serietà con cui si presenta a noi poveri elettori la cosa pubblica. Con altrettanto interesse si è poi soffermato sui comizi di Genchi, che evidentemente lo turbano molto di più rispetto a un episodio ormai obsoleto su cui io invece, gretto giustizialista di pancia, avrei ascoltato volentieri qualche altro commento: la fine della vicenda processuale dell'avvocato Mills e il modo in cui è stata trattata dai nostri telegiornali.

Questa notizia mi è giunta seguendo il TG1, in un servizio di pochi minuti dove si è parlato solo di "assoluzione". Forse sono io distratto ma non credo di aver sentito neanche una volta la parola "prescrizione", e infatti non avevo capito nulla.

Ma le notizie corrono e non c'è tempo per capire. L'avvicinarsi delle elezioni non è un momento per confrontare i candidati o tirare le somme dei governi uscenti, si preferisce discutere d'altro: che sia il madornale svarione d'un factotum che non ha sentito la sveglia e ha poi rimediato con un panino o il provinciale congelamento dei programmi di approfondimento in tv, decisione che personalmente considero offensiva della mia-nostra intelligenza e su cui forse non ci sarebbe molto da dire.

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Contributo multimediale scelto da Kappe.

Police, "No Time This Time" (1979)



28 commenti:

Francesca ha detto...

@ Authan

Se Crux fosse coerente con il suo principio che lo porta a chiamare con maggior frequenza soggetti che più di altri escono dalla banalità...

Con questa affermazione si riconosce a Cruciani di invitare gente "di qualità e spessore".
A volte sono semplicemente soggetti che piu' di altri hanno il difetto caratteriale di essere sempre e comunque SOPRA LE RIGHE.
E' quello che penso ad esempio dell'onnicitato Brunetta che davvero non riesco piu' a sopportare e che mi sembra di una banalità sconfortante ormai per la trasmissione.
Ma Cruciani, nonostante le situazioni analoghe già vissute in passato, ancora ha dovuto propinarci il tormentone del complesso superato della diversa altezza del fanta-ministro, dopo le battute di Gene Gnocchi.... ma basta, davvero!

Francesca ha detto...

@ Kappe

anche se il vortice di accadimenti di rilievo in questi giorni rischia di disorientarci, qualcuno ha ben salda la bussola fra le mani e io ne sono confortata.
Sono le procure di Firenze, Roma, Perugia e Milano, con (fra gli altri) il PM Fabio De Pasquale, nemico giurato della banda Bassotti-Ghedini che non per nulla ora è stato preso di mira dalla polizia segreta di Littorio Feltri come già il povero Mesiano!
E mettiamoci pure il CSM che sta valutando le accuse/offese ripetute del PDC che delegittimano l'intero Ordine giudiziario!

W la magistratura!
W i giudici!

RESISTERE
RESISTERE
RESISTERE

Francesca ha detto...

"Il 25 marzo proverò ad andare in onda con una vera e propria trasmissione di Annozero. Non so dove - ha detto Santoro durante un'agguerrita conferenza stampa convocata d'urgenza nella sede della Fnsi (oltre a lui c'erano Floris, Iacona, Vianello; Paragone e Annunciata in collegamento telefonico) - Sarebbe un boato, una risposta formidabile, squarcerebbe questo silenzio sul quale si vuole costringere il nostro lavoro. Un boato che si trasmette di bocca in bocca, come un tam tam, e bypassare questo divieto". Alla domanda se la puntata possa andare in onda via web, Santoro ha risposto che è una delle ipotesi su cui lavorare, «ma anche attraverso tutto quello che ci permetterà di farlo». Intanto arriva l'invito di Youdem, la tv online del Pd, che si dice pronta a riprendere con le proprie telecamere la puntata di Annozero, così come di Ballarò e di altri talk show trasmessi fuori dagli studi Rai. Analoga proposta arriva da Sel tv, l'emittente web di Sinistra Ecologia e Libertà che ha cominciato domenica le trasmissioni in streaming. Anche Klaus Davi invita tutti al suo approfondimento su YouTube KlausCondicio: «Sul web non hanno valore le regole della par condicio e ci sarà spazio per tutti i candidati e per tutti coloro che vorranno veicolare messaggi di carattere politico»."


E ieri sera mi è parso che Santoro abbia neanche tanto velatamente lanciato un appello anche a Radio24 di poter essere ospitato in questa trasmissione extra-Rai!

nessuno ha detto...

Dal post di Kappe.
"Forse è solo colpa mia, ma negli ultimi tempi ho la sensazione che importanti eventi politici e di cronaca si stiano succedendo con una velocità straordinaria."

A proposito del tournover degli avvenimenti. Cadiamo dal pero.

Non è la prima e non sarà l'ultima volta che capita.

Da certi appunti presi nel 2005-2006.

Luglio 2005. Attentato metropolitana londinese. Prodi lascia la presidenza europea e per candidarsi nell"UNIONE" chiede le primarie. Indagini magistratura sull'Opa Antonveneta a BPI e ABN Amro. Altra Opa su BNL da parte di Bbva e Unipol. Scalata Caltagirone-Ricucci a RCS. Altri attentati a Londra e Sharm el Sheik.

Agosto 2005. Intercettazioni Fazio-Fiorani. Follini e Casini chiedono discontinuità nella leadership di F.I. Intercettazioni Consorte-Fassino. Sharon restituisce Gaza ai palestinesi. Fazio sempre più nella bufera. l'uragano Katrina distrugge New Orleans.

Settembre 2005 I danni di Katrina. Il virus aviario. Attacchi a Berlusconi di Casini e Follini che chiede riforma legge elettorale in senso proporzionale. La C.d.L. accoglie la proposta UDC per riforma elettorale. Unione contraria. La riforma della Banca d'Italia nella riforma sul risparmio. Antonveneta alla ABN Amro, Fiorani fuori da BPI. Germania: Angela Merkel e Gerard Schroeder parità. Siniscalco presenta bozza Finanziaria, molte critiche, si dimette, torna Tremonti. Fazio nel registro degli indagati.


E potrei continuare coi mesi successivi con Lapo Elkan, l'omicidio Fortugno a Locri, il caso Billè, il malore di Adriano Sofri, le barricate in Val di Susa, le intercettazioni Consorte-D'Alema, la rivolta degli africani a Parigi e nelle altre città francesi, Draghi governatore, rapimento del piccolo Tommaso Onofri, le dimissioni di Storace da Governatore del Lazio per il Laziogate (diventerà ministro della salute)....

L'Italia è questa da sempre, come il mondo, e sempre questa sarà.

L'importante è prendere appunti, ma poi ci si stufa anche di fare questo.

E i giornalisti che continuano a farlo giorno per giorno per mestiere, poi sono i primi a dimenticarselo e, al più recente avvenimento, fanno meraviglie. Dalle mie parti si dice (non so perché: cadono dalla naca (dalla culla). Al nord si dice: cadono dal pero (ed anche qui non so perché, ma il senso è chiaro).

E dunque, anche se molte considerazioni di Kappe sono giustissime, continuiamo a cadere dal pero (o dalla naca, come più vi piace).

Cordialità

kappe ha detto...

@nessuno
Diciamo che la mia era una considerazione limitata al breve periodo. Forse non era chiaro, ma non volevo scadere nella considerazione da bar del tipo "se andiamo avanti così, chissà dove finiamo", e di conseguenza cadere dal pero. Se sfogliamo gli annali dei quotidiani o apriamo i libri di storia è evidente che il nostro Paese ha attraversato momenti anche più intensi di questo. Ma il presente blog ha un target di discussione preciso: il programma La Zanzara e di conseguenza i temi da essa trattati, ossia gli argomenti di attualità.
Ricordo quando lo scorso anno Cruciani ci ha ammorbato per intere settimane (e non esagero) sul caso Englaro, entrando in una specie di trans comunicativa dove ogni giorno non solo trattava lo stesso argomento, ma diceva le stesse identiche cose.
In questo periodo il turnover delle notizie che storicamente (hai assolutamente ragione) c'è sempre stato, mi sembra particolarmente intenso e la conseguenza è che chi ha la malizia nel non voler affrontare argomenti spinosi, e il caso Mills mi sembra decisamente spinoso per gli equilibristi della ragione come Cruciani, ne traggono giovamento.

PaoloVE ha detto...

@ Francesca:

continuo a trovare avvilente che sia possibile considerare la magistratura il primo baluardo della destra.

Una delle regole minime della lotta politica è di finire i nemici in difficoltà, se non possono diventare alleati.
Ma l'insipienza a sinistra è tale che, nemmeno in questi momenti di sbandamento degli avversari, hanno la capacità di affondare il colpo. Lo fanno solo i radicali.

Probabilmente, come la destra attende i voti dei disgustati dalla sinistra, la sinistra attende il suicidio della destra, sempre che questa voglia commetterlo.

Per me è un'attesa estenuante.

Saluti

Paolo

francesco.caroselli ha detto...

Paolove
ma siamo sicuri che sia solo insipienza?
non è che c'è anche un po di connivenza?

Mi pare che siamo tutti un po troppi ingenui.

Mandare via B significa che persino nel partito più ego-centrico può esserci un'alternanza.

E chi è che dovrebbe mandare B a casa?
Gli stessi che ci sono prima della discesa in campo!

Io spero che prima della caduta di B ci sia un vero rinnovamento nella sinistra.

D'Alema Latorre et similia non possono storcere il naso difronte a B.
Almeno B quando parlava con Sacca non commetteva nessun reato (secondo i giudici) mentre D'Alema e Latorre praticavano l'aggiotagio!

Ma D'Alema è stato eletto a capo del COPASIR... sicuri che non ci sia un debito da onorare?

Possibile che se B debba cedere ci dobbiamo trovare di fronte lo stesso andazzo di colore diverso?

E poi...
per quale motivo i sinistrati dovrebbero aver interesse a a cacciare B?
Il "loro" ce l'hanno gia ampiamente!

Oppure vogliamo far finta di non sapere dello schifo?

nessuno ha detto...

a Kappe.
Quando ero giovane si diceva che ogni atto che compiamo è un atto politico, anche l'acquisto di un panino, perché se lo compriamo con la mortadella è un conto, ma se lo compriamo col prosciutto (cotto o crudo?) è un altro.
Naturalmente esagero, ma tanto per capirci.
Allora, d'accordo il target di questo blog è la zanzara coi temi di attualità da essa trattati, ma in questo blog tutti gli interventi hanno una tinteggiatura politica che non è certo dettata dagli argomenti dell'attualità ma da convincimenti già costituiti e ben radicati.
Da qui le mie considerazioni sulla caduta dal pero.
Il caso Englaro, Morgan, Brunetta, Michele Santoro, il terremoto dell'Aquila, il caso Mills, le liste elettorali respinte, Travaglio, Vittorio (o secondo qualcuno Littorio) Feltri, Gramellini o Belpietro o Conchita De gregorio e il salernitano De Luca.... Ma, secondo te noi ci appassioniamo a costoro perché ci incuriosiscono come fenomeni da baraccone o da film o per i risvolti politici che il parlare di loro o su loro ci consente di sviluppare?
Lo fa anche Cruciani ed ognuno del blog è con lui d'accordo o dissente. E questo "ognuno del blog" fa la stessa identica operazione politica di Cruciani: fa cioé un scelta politica uguale o contraria a quella del Crux, come viene di solito chiamato.

Poi c'è anche chi lo ama, oltre che per ragioni politiche, anche per la sua voce...o per le sue avventure in quel delle Canarie...
Ma non è la maggioranza.

Concludendo, interessandoci alla Zanzara non si può prescindere da valutazioni politiche di campo, perchè l'attualità trattata da Cruciani è solo una occasione.
Non sono forte nelle similitudini ma direi che l'attualità è la miccia e la politica è la bomba.

Quanto sopra è tanto vero che PaoloVe conclude il suo post così:
Probabilmente, come la destra attende i voti dei disgustati dalla sinistra, la sinistra attende il suicidio della destra, sempre che questa voglia commetterlo.
Per me è un'attesa estenuante.


Secondo me, negare le attese politiche di ciascuno dei bloggisti sarebbe far torto all'intelligenza di ciascuno di noi.

Ti saluto con molta simpatia.

nessuno ha detto...

a francescocaroselli.

Sarai contento che Loriero e Chiaravalloti al processo Whi not di Catanzaro siano stati assolti.

Invece la teste che si era esposta è stata rinviata a giudizio.

W la magistratura!!!!
Resistere, resistere, resistere.

francesco.caroselli ha detto...

ohohohoh
nessuno
La Procura di Catanzaro è celeberrima per la sua trasparenza e correttezza...
Sin dai tempi della strage di Ustica o sulla p2 sono dei professionisti dell'insabbiamento.

Sul perchè loiero è stato assolto è molto facile da capire

De Magistris si scontro con quella procura che lo vedeva come un corpo estraneo.

Peccato che fra tutti i bastardi che ci sono nel palazzo di giustizia l'unico a pagare sia quello non appartenente a nessuna corrente della magistratura.

Le Indagini delle toghe lucane hai visto come le hanno fatto finire. (ti ricordi il il link?)...

Io non mi stupisco piu...

Capisco la tua ironia sul resistere...

ahimè qui non si può piu...

santacruz ha detto...

È stato invece CONDANNATO a due anni (con pena sospesa) Antonio Saladino, principale accusato dell'inchiesta, ma solo per abuso d'ufficio: assolto dunque dalle accuse di associazione per delinquere, truffa, frode nelle pubbliche forniture.

La Procura generale aveva chiesto per lui una condanna a 4 anni e mezzo di reclusione.

La principale teste dell'accusa, Caterina Merante, è stata RINVIATA A GIUDIZIO per una violazione della legge sul lavoro per la quale era stata indagata nell'inchiesta "Why Not".

Il gup ha disposto inoltre la trasmissione degli atti relativi alla Merante e ad altri indagati per quanto riguarda alcuni capi d'imputazione contestati nell'udienza preliminare.

Così, tanto PER LA COMPLETEZZA!

Si fa per dire... arghhhhhhh! ;-/

nessuno ha detto...

a francescocaroselli

Non mi sembra che la responsabilità sia della sola Procura, ma piuttosto di tutto il corpo giudicante.
In altri termini, una bella melassa o, come piace di più alla Procura di Firenze, una bella gelatina.

Sursum corda.

kappe ha detto...

a nessuno

Naturalmente non è mia intenzione far torto all'intelligenza di alcuno. Tu parli di attese politiche sulle quali poi si proiettano gli interessi dei blogghisti e di chi segue il programma. Forse questo era comprensibile in tempi in cui le attese politiche avevano una natura ideologica precisa, come immagino funzionasse tra comunisti e democristiani. Ma adesso le cose sono forse un po' diverse. Io appartengo alla generazione post-tangentopoli. Una generazione in cui l'appartenenza o quantomeno il sostegno a uno schieramento piuttosto che a un altro e semplice frutto di simpatie e soprattutto di antipatie verso le persone, i leader, e non tanto verso le idee.
Io ho cominciato a seguire l'attualità in tempi in cui Berlusconi si definiva un presidente operaio e il confronto fra le diverse promesse elettorali denotava solo una diversa cultura del marketing e della comunicazione politica, ma nella sostanza ho imparato a vedere i due schieramenti pressochè speculari. E il trasformismo dei vari Bondi, Capezzone, Rutelli non ha fatto che alimentare questa tendenza al qualunquismo. Crescendo così si scade in un limbo intellettuale che ha ben poco con una qualsiasa "attesa politica". Per carità, sia chiaro che io parlo dal mio punto di vista e non mi aspetto che la stessa apatia sia condivisa da tutti.
Ora, anche accettando il supposto che il mio interesse sul caso Mills sia frutto di una "disattesa politica", cioè dal voler sentire confermate non le virtù del mio partito, che non esiste, quanto i vizi dell'altro, voglio ugualmente pensare che comunque si ragioni soppesando gli argomenti da affrontare (e il dubbio è rivolto anche a me stesso). Si abbia insomma sempre il giusto distacco con cui separare la gravità di un'accusa come quelle che pesano su Mills o Bertolaso, con la scelte personali di Morgan o le boutade di Brunetta. Anche questi ultimi hanno un risvolto politico, ma meno incisivo. Meno grave. Sbaglio?
Mi illumini sulle avventure di Crux in quel delle Canarie?
Ricambio il saluto.

francesco.caroselli ha detto...

eh bravo a santacruz..

mi piace la tua completezza...
completa piu spesso
:-)



a nessuno
Si si la melassa si appiccica dappertutto.
Hai mai sentito le intercettazioni nella procura di Matera...
Bellissimo...

Ci sarebbe da parlare solo di queste inchieste per anni.

tante di quelle schifezze che non smetteresti piu di vomitare...
Beh
cmq sono felice di conoscere queste cose e di essere consapevole...

I tuoi commenti sono molto "pirandelliani"... cosi è se vi pare...
Ho letto male il messaggio?
PS- anch'io sono curioso sulle canarie e Cruciani...
amiamo i pettegolezzi!



Scusa per il lunghissimo off-topic
grandecapo authan

PaoloVE ha detto...

@ nessuno:

forse mi sono espresso male.
Quello che mi snerva è l'immobilismo dei partiti che attendono, sconfessando promesse di cambiamenti e riforme.
Non sono io ad attendere spasmodicamente qualcosa, in quanto tuttora non vedo una classe politica in grado di portare avanti una linea politica degna di questo nome (indipendentemente dal fatto che io la condivida o meno).
Ed è il principale motivo per il quale alle ultime politiche non ho votato.

Saluti

aolo

PaoloVE ha detto...

@ Kappe:

complimenti per i post: mi piacciono molto sia le tue abnalisi che lo stile.

Clap Clap!

Saluti

Paolo plaudens

Francesca ha detto...

@ PaoloVE

altre parti sempre del pezzo di Calabresi che ti ho già indicato:

"Dove sono finite le idee, i progetti, i programmi, i sogni o anche le affabulazioni che la politica dispensava a piene mani prima di ogni elezione? Scomparse. Inghiottite da un malessere diffuso, da una cupezza che sembra aver coperto tutto. Le giornate sono scandite dagli scandali, dalle risse intestine e dalla sciatteria. La campagna elettorale esprime pochissima passione e nessuna energia, prigioniera della stanchezza e del risentimento.

Si dice da mesi che gli ultimi tre anni della legislatura, un periodo insolitamente lungo senza nessun appuntamento elettorale nazionale, potrebbero essere una grande occasione per fare riforme. Ma non si capisce quali e guidate da quale visione. Però non è immaginabile pensare di vivere 36 mesi in cui la politica si prepara soltanto ad un ipotetico dopo-Berlusconi.

L’unica certezza è che avremmo bisogno di molto più dibattito, di proposte, idee e parole e di molti meno silenzi. Non è blindando tutto che si riconquista la fiducia degli elettori, una fiducia che sta scendendo ai livelli più bassi: i cittadini sembrano aspettarsi qualunque cosa o forse sarebbe meglio dire che non si aspettano più niente dalla politica. E questa è la cosa che allarma di più. Viene da rimpiangere quell’ironica richiesta scritta con la vernice pochi anni fa su un muro di Brescia: Basta con i fatti, vogliamo promesse."

c'è davvero tutto, come non essere d'accordo?

nessuno ha detto...

a Kappe
Non è semplice risponderti.
Tu parli di cultura del marketing e della comunicazione politica, io dico che la politica è anche nella scelta di un panino.
La differenza tra queste due posizioni è o sembra abissale.
La prima presuppone una passività rispetto a tecniche da persuasori occulti, la seconda implica una scelta attiva.
Ma io penso, senza avere prove nel senso galileiano del termine, che si nasca con delle predisposizioni intellettuali e fisiche.
Si nasce omosessuale, eterosessuale, pedofilo, trans, amorfo, tendenzialmente delinquente
o persona onesta e per bene, sia che si nasca in ambienti socialmente elevati che nelle favelas brasiliane o indiane.
Ma poi i primi esempi all'interno della famiglia o della comunità in cui si è nati, l'incontro con un maestro nel bene e nel male, gli amici, ci portano alla scelta di un libro piuttosto che un altro, un tipo di musica piuttosto che un'altra, un tipo di cinema piuttosto che un'altro, un giornale piuttosto che un altro, una trasmissione televisiva o un programma radiofonico piuttosto che un'alto e il nostro ambiente familiare, il maestro, gli amici, i libri letti, la musica ascoltata, il cinema, i protagonisti della televisione e della radio preferiti diventano i nostri persuasori occulti.
Anche il leader politico che utilizza le stesse tecniche di cultura del marketing e della comunicazione politica nel momento della promesse e della propaganda elettorali.
Naturalmente so di dire cose dette e ridette.
Poi quel leader al momento della realizzazione di quelle promesse ti delude (accade sempre). Ma nel frattempo tu, malgrado le delusioni, non rinunci alle idee che ti sei formato, continui a crederci ed a sperare anche nel leader che ti ha palesemente deluso.
Credo che a questo punto anche tu ti sia creata una ideologia. E passi alla scelta del panino che ormai sarà, sempre uguale, per tutta la vita. E' quel che capita quasi a tutti.
Nel caso italiano esiste, secondo la metà degli italiani, l'anomalia che un leader politico è un capitano d'industria.
Però, primo, non è l'unico al mondo. Negli Stati Uniti i Bush e Carter provengono dal mondo dell'industria ad alti livelli ed in Italia il grande "avvocato" ha diretto la politica da dietro le quinte per circa mezzo secolo.
Secondo, Francesco Sforza, Duca di Milano, era un capitano di ventura fiorentino.
E tra capitani di ventura e capitani d'industria grande differenza non c'è (anche il presidente degli Stati Uniti
Eisenhover era un generale come Gheddafi è un colonnello).
Costoro ambiscono al potere e lo ottengono.
Gli altri appartengono alla schiera degli elettori per lo più ideologizzati anche a loro insaputa e che non rinunciano, caschi il mondo, alla propria ideologia.
Anche se a qualche tornata elettorale, per la troppa delusione, non vanno a votare.

Spero di non averti deluso per le banalità sopraesposte. Ciao.

PaoloVE ha detto...

@ nessuno:

quando dici che "Anche se a qualche tornata elettorale, per la troppa delusione, non vanno a votare." ho l'impressione che ti stia velatamente riferendo a me (e con questo credo di rispondere anche ad un post di qualche giorno fa).

Ho sicuramente delle convinzioni politiche solide, ma basate su una lettura dei fatti, non su una posizione ideologica, il che vuol dire che sono disposto a votare chiunque, prescindendo dalle bandiere che sventola, sulla base di quanto è intenzionato a fare. E questa è una situazione che mi pare sia sempre più diffusa nell'elettorato. E non ho votato non per delusione ma per scelta, cercando di accelerare il ricambio nella parte politica che sento (poco) più affine alle mie posizioni e che sento tuttora inadeguata.

Saluti

Paolo votivendolo

nessuno ha detto...

"Quello che mi snerva è l'immobilismo dei partiti che attendono, sconfessando promesse di cambiamenti e riforme."
A PaoloVe
Ma cosa puoi attenderti dai partiti?
Quelli di opposizione, promesse o non promesse, non possono certo fare le leggi, dal momento che in Parlamento sono minoranza.
Quelli della maggioranza sono da anni impegnati in Parlamento a proteggere il premier dall'"assalto" della magistratura e quindi sono impossibilitati a legiferare bene o male.
Forse nell'ultimo anno della legislatura, se l'attuale maggioranza non si dissolverà prima, qualcosa si farà.

Poi magari, alle prossime elezioni vince chi ora è in minoranza e nei primi due anni della legislatura disfa le leggi varate nell'ultimo anno della legislatura precedente dalla precedente maggioranza (vedi Prodi bis). E, magari, Dio non voglia, dopo due anni si dissolve anche quella maggioranza (vedi Prodi bis).

Conclusione: hai ed abbiamo ogni ragione per essere "snervati".

Era per queste ragioni che nel '22 saltò fuori un certo Mussolini, e tutti esclamarono: finalmente!

Forse se si mettese un coperchio sulle vicende giudiziarie di questo premier, non ci sarebbero più alibi per questa maggioranza.
A quel punto anche la minoranza dovrebbe farsene una ragione e, quando diventa maggioranza, smettere di disfare quello che l'altro ha fatto.

Io non vedo altre vie d'uscita. E tu?

Saluti

nessuno ha detto...

a Paolo Ve.

Evidentemente ci siamo incrociati nei commenti, ognuno rimuginando cose sue.
Non è che pensassi proprio a te quando ho fatto riferimento a quelli che non vanno a votare.
Anche a me è capitato, più di una volta, di non andare a votare.
Anche in quel modo si afferma un minimo di onestà intellettuale.
Un "minimo".
Perché poi, come dici tu, si rimane appiccicati alla parte "che sento (poco) più affine alle mie posizioni" e, dico io, anche se la "sento tuttora inadeguata" come dici tu.

Per trovare la giusta soluzione ognuno dovrebbe fondare il proprio partito senza elettori. Ma questo, nell'Italia contemporanea, è riuscito solo a Pannella ed alla Bonino. Quindi, rassegnamoci e, come diceva Indro Montanelli, turiamoci il naso.

Ciao.

francesco.caroselli ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
PaoloVE ha detto...

@ nessuno:

non proseguirò oltre, ma cosa c'è di incomprensibile o incredibile nell'affermazione "sono disposto a votare chiunque, prescindendo dalle bandiere che sventola, sulla base di quanto è intenzionato a fare" che ti porti a confermare che "si rimane appiccicati alla parte che sento (poco) più affine alle mie posizioni"?

Ho dei motivi (pratici e non politici) per credere che uno stato debba occuparsi di diritti, welfare, sanità, servizi alla persona, istruzione, sicurezza, infrastrutture e prevenzione in certi modi. Chi domani si impegni credibilmente a fare qualcosa di simile, da Rifondazione a Forza Nuova porta a casa il mo voto.
Chi mi dimostra che sto individuando male le prerogative dello stato (ed è questa la parte difficile, quella sulla quale pochi si misurano: fatemi vedere dove sta la convenienza sociale nell'essere più liberisti o più statalisti, ad esempio) me le fa cambiare. E mi fa cambiare il voto.

Meno appiccicato di così...

Saluti

Paolo Bostik

francesco.caroselli ha detto...

Il problema nasce tutto dal PD,
anzi dai partiti in generale.
Ma io parlerò del PD perchè questo è il partito che vorrei votare (anche se non l'ho mai fatto, almeno alle politiche)

La disaffezione della gente...

sembra che certi lider siano intoccabili, resistano alle carestie e al passare degli anni.
Io volgio che il lider del mio partito se gli venisse rivolto l'appellativo di "comunista" si possa fare una risata e rispondere "guardi che si sbaglia"
E' chiedere troppo non essere rappresentato da un vecchio che era parte integrante del partito comunista?
Sapete com'è.... il tempo è cambiato...
oltretutto il lider maximo colleziona fallimenti uno in fila all'altro anche quando riguarda il suo "personale" (che mi pare sia l'unica cosa che gli preme).
voleva fare il pres. della republica.
poi il presiden del senato.
poi il PESC il ministro degli esteri europeo.
niente solo fallimenti!

Ha rovoscieta diverse volte governi della sua stessa parte politiche...
Ma con che diritto sta li?

Eppoi tanto tempo fa B disse che l'"avversario preferito" era proprio lui: Massimo D'Alema.
A questo punto mi porrei delle domande...
perchè tutti i lider del centro-sx sono evaporati, mentre lui è ancora li?
Come possiamo fare a cacciarlo?
mistero.
democrazia del piffero.
puo scegliere il partito ma non chi rappresenta il partito!

A questo punto gli scandali sarebbero utili per togliere dai piedi qualche lider...
e invece niente sempre incrostati li... nemmeno le intercettazioni BNL-UNIPOL hanno cambiato le cose..
cosa si puo fare?

Io un'idea ce l'ho.
L'ho letta un po di giorni fa su piovono rane

Ditemi che ne dite di questo.

Francesca ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Francesca ha detto...

@ PaoloVE

come sempre le tue spiegazioni sono chiare e condivisibili.
Dunque spazziamo via ogni contaminazione ideologica e guardiamo solo alle proposte concrete fuori dei simboli.
Pero' come sappiamo le promesse elettorali han le gambette ben corte (Vullo/Rotondi)e dunque come fare a convincersi, sbf (salvo buon fine)?
Per me il problema non si pone, non ho mai disertato un'elezione, sia politica, che amministrativa che referendaria, perchè non ammetto la non-presa di posizione.
A livello locale le tentazioni ideologiche sono ben temperate dalla conoscenza diretta delle persone per lo piu', ma a livello nazionale, nel sistema bipolare ormai ben consolidato, quello che ho visto con il governo del centro-dx negli ultimi 9 anni mi basta per non avere dubbi, mai potrei appoggiare chi raccatta quattrini con lo scudo fiscale o chi rende criminali i clandestini.

nessuno ha detto...

a PaoloVe
Va bene, Paolo. In parte ti ha risposto anche per me (involontariamente) Francesaca.

Nessuno (ti) contesta la (tua) libertà di scegliere nell'ampio ventaglio che va da Rifondazione Comunista a Forza Nuova. E' già tanto. Pensa che fino al 1994 quelli da AN e fino all'estrema destra che tu oggi citi tranquillamente ed includi (teoricamente) tra le tue possibili scelte,, erano considerati off limits, fuori del sacro 'arco costituzionale'.

Forse giorno verrà che un italiano ad una elezionew voti per il centrodestra ed ad un'altra elezione voti per il cebtrosinistra in nome dei propri pratici interessi e credendo alle promesse elettorali una volta dell'uno e un'altra volta dell'altro, per ottenersi una sana alternanza.
La permanenza per lunghi periodi al potere di una sola parte facilita, come è prevedibile, la corruzione, e quindi ben venga l'alternanza.
In Inghilterra questo avviene.
Ma per il momento, in Italia, a prescindere dalle buone intenzioni di alcuni singoli (e già in altra occasione ho ricordato a me stesso che la strada che porta all'inferno è lastricata di buone intenzioni) mi pare dura.

E credo poco - è certamente un mio limite, non ne dubito, - agli agnellini super partes.
Anche se tu pensi e sostieni che dovrebbero essere tanti.

Ripeto, è un mio limite. Che vuoi farci.

Ciao

nessuno ha detto...

a PaoloVe
Chi mi dimostra che sto individuando male le prerogative dello stato

Ho riletto il tuo ultimo post.
Non stai individuando male le prerogative di uno Stato e, per quanto mi riguarda, non sarò io a dimostrarti che le stai individuando male. In effetti uno Stato moderno deve occuparsi di diritti, welfare, sanità, servizi alla persona, istruzione, sicurezza, infrastrutture e prevenzione.
Purtroppo lo Stato italiano è composto da varie strutture tra cui il Parlamento ed il Governo ed attualmente, come ti ho già detto, è impegnato soltanto a proteggere il premier.

Eppoi, sullo Stato, la sua composizione e le sue prerogative se ne parla dai tempi della Repubblica di Platone il quale sosteneva un Governo dei filosofi (te li immagini i Vattimo al Governo?), del De Monarchia di Dante, delle teorie di Montesquieu e Giovanni Sartori, buon ultimo, il quale è stato, udite udite, negli States e, quindi, per forza è un pozzo di scienza e sa come si confeziona uno Stato.

Il problema grosso però, fin dai tempi di Platone, appunto, non è lo Stato ma è il cittadino che aspetta...uno come te e me...

Una canzoncina del famigerato ventennio, forse erroneamente indirizzata a una "faccetta nera, bell'abissina"
diceva: aspetta e spera che già l'ora si avvicina.

E dunque, dov'è il problema?