domenica 27 aprile 2008

A scuola da Travaglio

Ancora Beppe Grillo superstar, non solo in Piazza San Carlo a Torino, per il V2-Day, ma anche alla Zanzara di venerdì 25 aprile, dove l’attenzione, come prevedibile, è stata focalizzata sul lato più becero del comico genovese: quello degli insulti, le ingiurie, la demagogia.

Inutile dire che Giuseppe Cruciani ha stigmatizzato Grillo, e francamenente non vedo come si possa non condividere. Cruciani ha ragione, specialmente quando fa notare che non si può prescindere dai modi e dai toni con cui un viene espresso un pensiero. Non contano solo i contenuti, ma anche la forma. Le parole pesano, e sarebbe cosa saggia misurarle.

A margine, però, non si può non notare una strana contraddizione. I toni di Grillo al V2-Day hanno ricordato quelli di Umberto Bossi in un comizio pre-elettorale. Vi ricordate? I fucili, le carogne, le canaglie centraliste... In quell’occasione, Cruciani, pur biasimando il leader leghista, fu molto più morbido nei commenti. Come si suol dire, due pesi, due misure.

Detto questo, lo spunto per il post di oggi mi è venuto da un messaggio di un ascoltatore, letto da Cruciani in diretta, che invitava il conduttore della Zanzara ad andare “a scuola da Marco Travaglio”. La sarcastica risposta di un Cruciani piuttosto velenoso è stata qualcosa del tipo: “Se Travaglio aprirà una scuola, farò un corso accelerato”.

Beh, in effetti, a pensarci bene, qualche lezioncina il nostro Cruciani farebbe meglio a prenderla davvero, da Travaglio.

Attenzione: non sto parlando di qualità giornalistica, visto che Cruciani, almeno potenzialmente, non ha nulla da invidiare né a Travaglio né a chiunque altro. E non sto neppure suggerendo (ci mancherebbe altro) che Cruciani debba allinearsi alle opionioni di Travaglio.

Quindi, cos’ha da imparare Cruciani da Travaglio? Risposta: l’efficacia, la capacità di penetrazione, l’arte di essere straordinariamente convincente e persuasivo. Sotto questo punto di vista, tra i due c’è, per ora, un abisso, come dimostra il fatto che Travaglio ha un larghissimo seguito al cospetto del quale Cruciani sembra solo un nerd che non si è manco guadagnato una voce su Wikipedia.

Non fraintendetemi, non sto sminuendo Cruciani. Anzi, come ho gia fatto in precedenti post (ad esempio questo), lo vorrei stimolare a dare di più, a tirare fuori un po’ più di ambizione, a vedere la creatura radiofonica (la Zanzara) che ha ereditato, valorizzandola, come un punto di partenza e non di arrivo.

I suggerimenti che vorrei dare a Cruciani per fargli fare un salto di qualità, sperando che egli li accolga in modo costruttivo, sono sostanzialmente tre.

Primo: alla Zanzara c’è troppo sbilanciamento sul commento ai danni della proposta. Cruciani si sforzi di specificare, di sua iniziativa, cosa bisognerebbe fare per risolvere un certo problema, senza aspettare altri pareri illustri da commentare. Sprema le meningi e sia lui, magari per primo, a tirare fuori le idee. Da passivo, diventi un opinionista attivo.

Secondo: senza lasciare la Zanzara (sia mai!), inizi una collaborazione con un’autorevole testata della stampa scritta. Sappiamo che Cruciani è molto bravo a parlare ma non sappiamo se è bravo anche a scrivere.

Terzo e ultimo: è giunta l’ora di dar vita ad un libro o un saggio. Il giorno che vedremo davvero di che pasta è fatto Giuseppe Cruciani sarà quello in cui il suo nome farà capolino nelle librerie.

5 commenti:

Michele ha detto...

Ma no...ma no...le librerie sono piene di robaccia ! Il valore di un giornalista lo senti in quello che dice, in diretta, quando non ha il tempo di pensarci su troppo. Cruciani è preparato, efficace, ha visione prospettica della politica. Perché ridurlo alla carta stampata e ai libri ? Per lui io proporrei direttamente la politica, un nuovo soggetto !
Ciao

authan ha detto...

Ciao michele.

Io non chiedo che Cruciani smetta di parlare per cominciare a scrivere. Vorrei che facesse entrambe le cose.

Il mio e' un "anche" non un "invece". Non sarebbe una riduzione, ma una aggiunta.

Ciao,
authan (autore del blog)

Attila ha detto...

Ma non ti sembra che troppi giornalisti scrivano già troppi libri?

Cruciani è bravissimo alla Radio, Travaglio a creare un forte impatto nelle sue inchieste...

In Italia c'è sempre la convinzione che tutti debbano saper fare tutto, per cui la qualità si disperde. Chi fa bene una certa cosa si specializzi maggiormente in quella, la qualità del Paese ne trarrà sicuramente beneficio, rispetto a chi vuol fare tutto e a poco a poco diviene capace a non fare niente..

authan ha detto...

Attila,
la tua visione per me è limitativa, chi è bravo deve avere lo stimolo e l'ambizione a fare di più.

Cmq grazie e a presto,
authan (autore del blog)

Anonimo ha detto...

Cruciani punta solamente a condurre matrix ha la lingua foderata a furia di leccare....