mercoledì 28 ottobre 2009

Tolleranza a doppio zero

Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo. Questa massima che tutti attribuiscono a Voltaire (sebbene in realtà, giusto per la cronaca, non ci sia alcuna evidenza che lo scrittore francese abbia mai sostenuto o scritto una cosa del genere) è stata la colonna portante della Zanzara di ieri.

Il riferimento era al caso di Giancarlo Gentilini, il sindaco e prosindaco leghista di Treviso che nei giorni scorsi è stato condannato dal tribunale di Venezia per istigazione all'odio razziale, in conseguenza di alcune frasi particolarmente forti pronunciate durante un raduno della Lega nel capoluogo veneto che ebbe luogo nel settembre 2008. La pena stabilita consiste in un'ammenda di 4000 euro e nel divieto per tre anni a partecipare a comizi politici.

E proprio quel divieto a tenere comizi il conduttore della Zanzara non lo ha mandato giù. Precisiamo: da parte di Cruciani non c'è nessuna difesa della persona in sé o dei concetti espressi da Gentilini, che, anzi, “fanno schifo” (testuale). C'è solo la difesa di un principio, del diritto di chiunque di pronunciare qualunque boiata perché la libertà di espressione sta proprio in questo.

Ebbene, io le "buone intenzioni" di Cruciani le colgo, e di certo non mi unisco al coro di quelli che lo hanno coperto di improperi per la sua presunta e inesistente levata di scudi a favore di Gentilini. Però, dall'altro lato, questo mettersi a parlare di diritti, di libertà, di principi, mi sembra una gigantesca contraddizione con tutto il Cruciani-pensiero che si fonda sull'assioma che in Italia le libertà fondamentali sono ampiamente garantite.

Andando nel particolare, mi è del tutto incomprensibile come si possa interpretare la sentenza del tribunale di Venezia come un bavaglio censorio messo intorno alla bocca di Gentilini. Non è così. A Gentilini nessuna vieta di esprimere le sue opinioni, di rilasciare interviste a giornali, radio e tv, di intrattenere gli amici al ristorante, o, al limite, di arringare i passanti salendo sul predellino di un'auto. Quello che non potrà fare, per un periodo di tempo limitato, è partecipare a comizi organizzati, ufficiali, di natura prettamente politica, perché è nell'ambito di un comizio politico che il reato di istigazione all'odio razziale è stato commesso.

Qualcuno dirà: ma allora se la volontà di eliminare i bambini rom l'avesse pronunciata in televisione, che pena gli sarebbe stata inflitta? Il divieto di comparire nei talk show? Questa obiezione non ha senso, perché Gentilini, in televisione, non manifesterebbe mai la sua intolleranza in quel modo, con quei toni, con quelle esatte parole così abiette. Né lo farebbe nell'ambito di un'intervista alla carta stampata o in radio.

L'unico ambito in cui Gentilini, sentendosi in qualche modo protetto e autorizzato dal branco adorante, si prende la libertà di andare pesantemente oltre (sottolineo, pesantemente oltre) la normale dialettica e il normale esercizio del libero pensiero è quello dei comizi, dei raduni delle folle leghiste. Il tipo di punizione stabilito dal tribunale è la semplice conseguenza di tale constatazione. Si è voluto punire Gentilini là dove questi era effettivamente in grado di far particolarmente male con le parole, vietandogli l'unica vetrina in cui il prosindaco ha mostrato incapacità nel "trattenersi".

Non si tratta perciò di un bavaglio o di un cerotto sulla bocca, ma di una semplice punizione, una specie di squalifica, come per i calciatori. Gentilini ha violato le regole del gioco e la giustizia lo ha "squalificato" rendendogli impossibile, almeno per un po', violare le medesime regole nell'unico campo in cui può effettivamente e palesemente violarle, quello dei comizi. A me non sembra difficile da capire. Anzi, mi sembra solare, lampante.

Cosa avrebbe preferitito, Cruciani, in alternativa, pur di mantener fede al suo principio? Che Gentilini venisse sbattuto al fresco per tre anni con il diritto, però, di organizzare comizi nel cortile del carcere?

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Prince, "I would die for you" (1984)





14 commenti:

Paolo la banderuola ha detto...

Buongiorno,
cosa è successo ieri sera al cinico Cruciani? Non c'è stato uno solo degli argomenti clou della serata sui quali non abbia manifestato posizioni radicalmente incoerenti con altre già espresse su argomenti affini, magari aggrappandosi a posizioni difficilmente sostenibili (berlusconi e marrazzo? Due situazioni assolutamente diverse!). Probabilmente si era dimenticato di prendere il litio ed è emersa la sua schizofrenia latente…

Vorrei provare ragionare sulla condanna a Gentilini.

Forse ricordo male, ma pochi giorni fa i toni del conduttore nei confronti di una pagina FB intitolata “Uccidiamo Berlusconi” erano chiari: andava oscurata perché i suoi contenuti erano pericolosi.

Però a Gentilini, che riveste un ruolo istituzionale e che quindi dovrebbe avere qualche responsabilità in più di un singolo libero cittadino, non deve essere impedito di usare toni simili e peggiori (solo in infinitesima parte passati in trasmissione) in nome della libertà di espressione, sulla quale ieri sera (ed evidentemente solo ieri sera) Crux faceva una questione di principio: tutti devono poter dire quello che ritengono più opportuno ed eventualmente pagarne dopo le conseguenze.

Bene, voglio portare un po' di argomenti contro la assoluta libertà di espressione (!) e spiegare perché secondo me era opportuno oscurare il sito ed è opportuno zittire Gentilini.

Considerare la libertà di espressione e stampa un valore assoluto è, come sempre quando si ha a che fare con assoluti, un assurdo.

Iniziamo a dire che pensare che ognuno possa indiscriminatamente “esprimere” pubblicamente qualsiasi cosa sia a sua conoscenza ha delle conseguenze e quali possano essere:

- violazione della privacy di ognuno di noi (sto parlando di foto compromettenti, di informazioni sulle eccentricità sessuali, di dati sanitari, … la privacy di un privato cittadino è un diritto sul quale fare una questione di principio, o no?)

- situazioni come quelle verificatesi nella guerra delle Falckland, ben descritte qui, e che comportarono direttamente la morte di un centinaio di persone sul fronte amico.Davvero l'esercizio della libertà di espressione è stato opportuno in quest'ultimo caso?

- Istigazione all'odio. Davvero lasciar parlare un Faurisson, revisionista negazionista sistematicamente smentito e sbugiardato dagli storici è utile e giusto? E perché, se sostiene ciò che è già stato dimostrato essere falso con il solo scopo di generare odio?


Soprattutto, in tutti i casi esposti, per la società è più utile prevenire limitando la propalazione di "notizie/informazioni dannose" o reprimere e rimediare ai danni ove anche sia possibile (immagino cosa avrebbero risposto i gurka nepalesi di Goose Bay ed i marinai britannici)? A me la risposta sembra ovvia, e voglio rafforzare la mia idea con un parallelo: in Italia chi sia incapace di intendere e volere e pericoloso per se e per gli altri viene giustamente e per un interesse superiore a quello della sua libertà personale, sottoposto alle limitazioni delle libertà personali derivanti da un Trattamento Sanitario Obbligatorio.

Saluti

Paolo la banderuola

Anonimo ha detto...

complimenti ad entrambi Authan & Paolo: "ciu post is megl ke uan!

Giusto prendere provvedimenti contro chi utilizza in maniera inappropriata il sacrosanto diritto della libertà di espressione.
Dal momento che, come si sa bene, la libertà propria termina laddove comincia quella altrui, evidentemente qualcuno che si è sentito privato del proprio diritto a non dover tollerare ad ogni costo affermazioni fuori di ogni accettabile misura, pur nel contesto del comizio dinnanzi alla platea degli avvinazzati padani, ha denunciato la bestia Gentilini per le sue deliranti incitazioni al razzismo che tale è stato riconosciuto dal giudice e cosi è stato giustamente punito e direi, dato il soggetto, in modo esemplare con la morale che chiudeva immancabilmente le storie che ci raccontavano da piccoli: "Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te".

ciao Francesca

ps: con quella di ieri (in coppia con Paolino Ferrero pero') credo che ADP abbia battuto il record di radiolondrature!

Matteo da Pescara ha detto...

Vorrei porre una domanda a tutti voi e al Crux: quale delle 2 seguenti frasi è maggiormente ascrivibile alla categoria delle "stupidaggini sesquipedali"?
-in Italia c'è un regime
-i pm sono comunisti
Secondo me sono ambedue delle sonore idiozzie.
Cruciani ha invece definito la prima affemazione una "stronzata" (interloquendo pochi mesi fa con un mio concittadino) e la seconda la definirà, a mio parere, "una uscita che fa parte del personaggio Berlusconi e del solito teatrino della politica".

Gabriele, Monza, ha detto...

E' IL TEATRINO DELLA POLITICA, BELLEZZA.

Matteo da Pescara sono d'accordo con te.
Il "personaggio Berlusconi" é anche quello che definisce gli avversari "Stalinisti". Inoltre, é colui che cita "Il libro nero del comunismo" (manco fosse la Bibbia....) per accusare i comunisti non di mangiare i bambini, bensì di bollirli per farne concime (anno 2007).
E allora chiedo al buon Crux, qual é la differenza tra gli epiteti lanciati da Di Pietro e quelli ribattuti indietro da Berlusconi?
Per me, pari sono, é il teatrino della politica, bellezza.

Gabriele, Monza, ha detto...

In realtà, quando Crux dice "Disapprovo quello che dici" si rivolge a se stesso, consapevole che difendere Gentilini significa mortificare la propria intelligenza.
E quando aggiunge "difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo", intende semplicemente preservare il proprio spazio radiofonico, che ha bisogno di un PROVOCATORE per poter andare avanti.
Ecco, Cruciani ci provoca tutte le sere, e noi tutte le sere abbocchiamo.
E noi diamogli una scossa: invochiamo LUCA TELESE....

Matteo da Pescara ha detto...

Oggi mi improvviso retroscenista e vi pongo una questione. Dopo l'addio di Telese dal Giornale con conseguente passaggio al Fatto molti di noi (anche Authan mi sembra di ricordare) ci siamo chiesti se Telese lo avremmo più rivisto come vice-Crux.
Ebbene, ho notato che Cruciani continua a farlo intervenire spesso come ospite sugli argomenti spinosi riguardanti mrB. La cosa che ha attirato la mia attenzione è che Cruciani rimarca spesso il suo disaccordo con Telese attraverso frasi del tipo "è una delle poche volte che che io e Telese siamo in disaccordo". Bene, la butto lì, ma secondo me è un modo soft di Crux per far capire all'editore "guardate che io non c'entro niente con lui", e magari suggerire fra le righe che non è più il caso di dargli il ruolo di vice zanzarista. So che i due sono molto amici però......

Anonimo ha detto...

@ Matteo

di quale editore parli?
di quello per cui Cruciani ha assunto da poco una collaborazione come commentatore a Panorama o della trasmissione di cui qui dibattiamo?

Puo' essere che debba prendere le debite distanze da Telese quando pensa che Mondadori lo ascolti, ma a RADIO24 ci sono teste pensanti e un pluralismo di opinioni de facto.
Basta ascoltare i tanti bravi conduttori come Barisoni, la Giordano, Galullo, a volte anche il direttore Fabi tanto per fare qualche nome....

ciao
F.

Anonimo ha detto...

@Paolo: non sono d'accordo. IMHO, oscurare la pagina di FB e' stato un errore.
In particolare, una scritta su Facebook non possiede un contenuto formativo, tale cioe' da creare (o elementi tali che permettono di creare) un'opinione.
Invece, fomentare odio, ancor di piu' se da una personalita' pubblica, quello si' che e' da censurare.
Tutto qui.

Saluti,
Mariano

mauriziomorabito ha detto...

mi chiedo perche' nessuno abbia ancora accusato Berlusconi di aver fatto uscire lo scandalo Marrazzo in concomitanza con l'edizione "trans" del Grande Fratello? 8-)

Andrea ha detto...

Cruciani è ormai imbarazzante e prevedibile
Imbarazzantte è l'armonioso duetto con Cesare Lanza, ideatore neintepopòmenoche di Buona domenica (quindi sono entrambi dipendenti di papi... Ma perchè cruciani che aspira ad avere un aurea di imparzialità ha commesso questo errore di scrivere per il settimanale berlusconiano?)
Prevedibile perchè è da quando ho letto l'articolo di costui sul giornale che ero convinto di un suo intervento in trasmissione.
Ormai, caro Authan più che dei tuoi interessanti commenti, la trasmissione merita al massimo la sagacia di PeppeCrusciani...

Anonimo ha detto...

Probabile che ci sia tra la magistratura una corrente antiberlusconiana, ma secondo me è politicamente più orientata a destra (come del resto Tonino) più che a sinistra. Credo che Silvio risulti più insopportabile alla destra sana che alla sinistra attuale. La riprova sta nei continui screzi con Fini e nel fatto che L'IdV si collocherebbe nell'alveo dei parititi conservatori se a destra non si fosse affollato un gruppo di movimenti e partiti cementato intorno all'anomalia "B" ed essi stessi anomalia (razzoleghisti, ex missini, ex socialisti post - tangentopoli).
L'altro B (Bersani) si è finalmente scrollata di dosso la strategia suicida di Veltroni. Bersani è pragmatico e ha capito che se vuole mandare a casa Silvio ha bisogno di allearsi con Tonino e la sinistra estrema. Il PD è un partito troppo snob e politicamente (s)corretto per i miei gusti, ma "piadina" Bersani potrebbe farmi cambiare idea.
Pasquino

Anonimo ha detto...

Lunedì sera guardando l'Infedele e vedendo Nunzia de Girolamo mi pareva di averla già vista, ma non mi ricordavo dove... Sul sito de La7 ho trovato un filmato di quando fu ospite a Tetris nel 2008, quando fu candidata per aver dato la pigotta (è una bambola, non pensate male) a Berlusconi. A quei tempi non era ancora scoppiato lo scandalo veline, gradirei un parere sulla suddetta deputata dalle frequentatrici di questo blog, in particolare di Francesca e Wanda..
Jack
http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=TETRIS_19&id=1886

Stefano ha detto...

L'unica sitazione in cui il Crux rimane coerente è il fatto di non capire. Più un'opinione è ragionevole, semplice, lineare più il nostro eroe non la capisce.
Non ce la fa.
Per il resto è un campione di doppiopesismo come ben evidenziato da Authan e Paolo.
Far finta di non capire un ca77o è pericoloso, poi ci si confonde...

Stefano ha detto...

Come diceva Authan bisognerebbe provare a spiegargliele con un disegnino.