mercoledì 21 ottobre 2009

Lento, ma affidabile

Oggi vi propongo - strappo alla regola, ma ne vale la pena - un post fiume, ad opera di Paolo. Leggere, mi raccomando, che poi Paolo vi interroga. E non fate mancare un bel po' di commenti. Ciao, Authan

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[Il post di oggi è a firma di Paolo]

Chi ha vissuto l'inizio dell'epoca dei Personal Computer sa che questa era la formula per rifilare ad un cliente ingenuo un fondo di magazzino di marca. La frase mi è venuta in mente sentendo prima Giulio Tremonti (!), adesso Silvio Berlusconi (!!!) elogiare il posto fisso (e ciò è stato il tema maggiormente dibattuto durante la Zanzara di ieri).

Voglio ipotizzare che i due siano in buona fede (anche se il premier smentisce oggi quello che ha detto ieri, quando dissentiva da Tremonti, ma alle smentite del cavaliere siamo abituati) e quindi anche a loro va un "Ben svegliati!".

Se pensate che tutto quanto segue (con l'eccezione della chiusa) è un torrenziale post preconfezionato sulla crisi che è stato da me inviato ad Authan dieci giorni fa ed è il frutto di mie "meditazioni" estive, vi renderete conto dell'intempestività e della banalità dell'uscita, che arriva per di più solo dopo un anno di conseguenze catastrofiche della scelta di orientare il mercato del lavoro verso la precarietà. Abbiamo un governo lento, ma affidabile. Praticamente un bidone.

* * *

Spesso mi capita di constatare che la scelta di un determinato linguaggio serve a nascondere delle informazioni più che a renderle chiare. Questo comportamento diviene pericoloso quando influisce sulle scelte delle persone, come avviene in politica. In particolare mi sto accorgendo di come la crisi economica stia diventando un campo in cui questa pratica è applicata molto massicciamente, con il risultato spesso di non far capire quali siano state le scelte che hanno portato al disastro, chi ne sia stato responsabile, se la bufera sia ormai passata e se si possa stare tranquilli per il futuro.

Come possiamo tradurre in linguaggio comprensibile l'affermazione che abbiamo importato dagli USA una crisi originata dai sub-prime e dalla speculazione immobiliare? Perché ci dicono che le nostre banche hanno erogato un credito più sano che negli USA? E perché dovremmo uscire dalla crisi meglio degli altri?

Passatemi qualche semplificazione e fate un piccolo sforzo di immaginazione per vedere la cosa nel suo contesto.

Immaginate di essere una banca USA un po' di anni fa, diciamo almeno 10 - 15. Il signor John Smith vi richiede un mutuo prima casa. E' un normale dipendente USA, e come tale un debitore a rischio nella misura in cui può perdere da un giorno all'altro il lavoro o l'assicurazione sanitaria. Il fatto che gli USA siano in crescita economica e che il valore degli immobili cresca nel tempo vi forniscono però delle garanzie sufficienti a pensare che se dovesse rimanere senza lavoro ne troverebbe un altro e resterebbe solvibile, mentre l'accrescersi del valore del suo immobile (che ipotecherete e quindi potrete eventualmente rivendere) vi fornisce garanzie sufficienti in quelle condizioni. Poiché il mercato, di fatto, non vi offre potenziali debitori più affidabili (il mercato del lavoro lì è quello che è), gli erogate il mutuo e finché la situazione rimane così, va tutto bene.

Cosa succede contemporaneamente in Italia? Qui la situazione è diversa, non tanto per quanto riguarda il mercato immobiliare, quanto per quello del lavoro. Infatti, i dipendenti sono per la quasi totalità a tempo indeterminato e difficilmente licenziabili. I primi esempi di lavoratori atipici (equivalenti ai dipendenti USA) non danno garanzie personali sufficienti, non trovano accesso al credito, non possono accendere un mutuo né avere carte di credito. Qualche privilegiato rimedia attraverso "garanti" diversi (ma si tratta per l'appunto di privilegiati), quindi non rimane precario a lungo. Perché una banca dovrebbe esporsi al rischio di finanziare debitori quali i lavoratori precari, quando il mercato ne offre molti di più solvibili? Non a caso la situazione cambia solo circa cinque anni fa: da anni i dipendenti vengono assunti solo con contratti precari e restano precari: il mercato del credito, in mancanza di debitori più solvibili, è costretto ad adeguarsi a questa nuova realtà e comincia ad offrire mutui anche a queste persone. Questa è la fase di preparazione della crisi.

Torniamo negli USA: ad un certo punto la situazione cambia e l'azienda per cui lavora John Smith va in crisi o "delocalizza" e con lei lo fanno molte altre.

Le banche non si sono fatte trovare impreparate. Quando hanno visto che la situazione economica stava cominciando a cambiare si sono rese conto che quei crediti non sono più facilmente esigibili, hanno smesso di erogarli, li hanno etichettati come sub-prime ed hanno scelto la strada più facile: hanno creato dei prodotti finanziari non trasparenti (i derivati) strutturati accorpando a questi crediti esigibili con sempre maggior difficoltà, altre componenti (azionarie, obbligazionarie, assicurative, etc.) e li hanno venduti in modo da liberarsi del problema. A causa della scarsa trasparenza dei prodotti stessi, ogni banca ha potuto vendere i propri derivati, ma ha anche comperato quelli dagli altri, riprendendosi in tutto o in parte i rischi di cui pensava di essersi liberata.

A livello europeo le banche giungono a sottoscrivere gli accordi "Basilea II" per limitare il credito a rischio. Oggi l'UE ipotizza dei limiti al finanziamento ancora più restrittivi.

E le banche italiane? La loro esposizione con i mutui sub-prime è minima (solo da poco esistono prodotti per lavoratori atipici, quindi ne hanno erogati pochi e smettono ai primi accenni di crisi) hanno però acquistato ed in gran parte rivenduto (spesso a pubbliche amministrazioni) derivati di ogni provenienza. La loro esposizione è invece forte sul fronte delle piccole e medie imprese, che non danno garanzie solide e che, a causa degli scarsi investimenti in ricerca e sviluppo stanno soffrendo la concorrenza sia dei paesi produttori a basso costo che di quelli ad alto livello tecnologico.

Intanto negli USA i John Smith che perdono lavoro ed assicurazione sanitaria sono moltissimi, non trovano lavoro, smettono di pagare le rate del mutuo (e delle carte di credito) ed il mercato immobiliare rallenta o crolla, per cui le garanzie derivanti dalle ipoteche vengono di fatto cancellate: i mutui sub-prime fanno esplodere la crisi, i derivati la propagano sia a livello geografico sia al di fuori del contesto bancario. E' la crisi globale degli ultimi due anni.

Sulla base di quanto sopra facciamoci un po' di domande, per definire responsabilità e prospettive.

Era immaginabile tutto ciò oppure si è trattato di una fatalità?

Il fatto che le banche si fossero attrezzate per scaricare il problema su altri è la chiara dimostrazione che era previsto, oltre che prevedibile.

Le banche italiane si sono comportate meglio delle altre?

No, beneficiavano un mercato migliore, grazie al vecchio modello italiano del mercato del lavoro, per cui hanno generato molti meno sub prime. Hanno invece trattato derivati come tutti gli altri.

Come si è comportata la politica italiana?

Non ha saputo prevedere e normare in modo da evitare la situazione. Ha promosso di fatto lo sviluppo del modello delle PMI (piccole e medie imprese), che offrono minori garanzie di solvibilità, peggiorando la qualità del credito anche su questo fronte. Ha favorito un mercato del lavoro "flessibile e moderno" (scusate il sarcasmo) che ha peggiorato la qualità del credito.

Non ha, poi, ancora capito (sempre la politica italiana) che dovranno essere le PMI ad adeguarsi a Basilea II (cioè diventare debitori affidabili) e non viceversa. Ha fornito garanzie che hanno salvato dal fallimento le banche (è la possibilità di accedere ai Tremonti bond in se stessa la garanzia, e non il fatto che tu vi acceda realmente) senza avere in cambio strumenti che migliorassero l'eticità e la trasparenza del sistema bancario, né un miglioramento delle condizioni di credito per le imprese, favorendo una rendita parassitaria. Non ha fornito difesa dagli effetti della crisi né alle imprese né alle persone (se non molto limitatamente). Ha operato per diffondere ingiustificato ottimismo, ma non per eliminare le radici profonde della crisi.

Siamo fuori dalla crisi?

L'opacità dei derivati rende molto difficile sapere quanti crediti inesigibili vi siano ancora in giro ed in mano a chi. Alcuni settori dove era prevedibile vedere almeno qualche fallimento o comunque grasse difficoltà (carte di credito, assicurazioni, enti pubblici,..) sono rimaste stranamente apparentemente immuni alla situazione, il che, in mancanza di trasparenza si può spiegare in modi opposti dicendo che sono più sani di quanto immaginato, oppure che stanno mascherando i loro problemi. Resta il fatto che rimanendo gli stessi fondamentali economici è molto presto per tirare un sospiro di sollievo.

Ne usciremo meglio degli altri?

Poiché ogni stato ha sostanzialmente fatto da solo, le situazioni sono le più varie: l'Italia è stata coinvolta meno di altri nei crack finanziari, ma ha preferito la tutela del mondo finanziario in luogo di quello imprenditoriale / industriale. Gli USA hanno fatto una scelta opposta, lasciar fallire le banche e provare a promuovere chi produce reddito e capitale (vedi iniziative per la green economy e riforma della sanità). Già sul medio periodo questa seconda scelta dovrebbe riuscire vincente.

E' evidente che le risposte individuano nel tempo e per competenza le responsabilità di alcuni imprenditori, politici e banchieri, che farebbe piacere venissero sottaciute dietro al linguaggio pieno di termini aventi valore "mistico" (cattiva finanza, derivati, sub-prime, crisi importata, etc.) che tanto ama il ministro Tremonti: quanto sta avvenendo è la conseguenza delle scelte dei modelli economici adottati operate da costoro.

Quanto sopra, ovviamente, rispecchia le mie opinioni per quello che sono riuscito a capire leggendo un po' ed ascoltando quando posso il Sebastiano Barisoni su Radio 24: da un premier e da un ministro delle Finanze credo sia legittimo aspettarsi una capacità previsionale ed analitica un po' superiore, e a me sembra non sia stato così…

Saluti

Paolo, l'economista

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(Authan) La mia personale opinione sull'uscita di Tremonti relativamente al posto fisso coincide, tanto per cambiare, con quella del prof. Pietro Ichino, che vi riporto qui sotto. Ciao.




29 commenti:

Anonimo ha detto...

Splendido post, grazie mille Paolo!!! L'unica eccezione è che moltissime banche americane sono state lasciate fallire, ma altre sono state salvate da Obama a suon di iniezioni di MIGLIAIA di MILIARDI di dollari.
Jack

gianpaolo ha detto...

Mi scuso non ho letto il post, sono di fretta.

----- Messaggio inoltrato -----
Da: Gianpaolo
A: lazanzara@radio24.it
Inviato: Mer 21 ottobre 2009, 12:04:59
Oggetto: ...ma sempre "alle spalle" come un gasparri qualsiasi???


Caro Cruciani, mi scuso anticipatamente se uso uno dei termini che lei più disprezza e cioè servo. (n.b. Non sto dando del servo a Lei).
Se io fossi un giornalista importante ascoltato ogni sera da migliaia di persone e dovessi prendere dal Passaparola di Travaglio degli spezzoni da far ascoltare al mio pubblico, avrei attinto del minuto 26 c.a. e successivi in cui il "losco figuro" di nome Travaglio illustra con la solita "faziosità" (anche i fatti sono faziosi, caro Cruciani???) le responsabilita dirette di Berlusconi che hanno causato il risarcimento. O la perte della sentenza definitiva di condanna di Previti che obbliga il giudice civile a quantificare il risarcimento e non a decidere se ne hanno diritto o meno.
Se invece fossi un Brachino qualsiasi mi soffermerei sulla parte iniziale per denigrare Travaglio su alcuni eccessi verbali che quando parla a braccio si concede (serva schiocca, precaria). Stesso trattamento riservato al Misiano dal calzino turchese.
Lei Cruciani in quale dei due si riconosce? Forse nel secondo, nel ruolo di manganellatore radiofonico, ma sempre "alle spalle" come un gasparri qualsiasi???
Gianpaolo

Anonimo ha detto...

....breve, succinto e compendioso!
grazie Paolo di questa perla da conservare tra le cose piu' care.

Da parte mia per commentare ripropongo le lucide riflessioni e conclusioni del bravo Stefano Feltri (NON PARENTE DI....!!) di ieri su IL FATTO QUOTIDIANO.

"In questa legislatura Tremonti ci ha abituato a dichiarazioni pubbliche scollegate da ogni conseguenza politica, esternazioni sul commercio internazionale, sui banchieri, sugli economisti, sui petrolieri, sui paradisi fiscali a cui (spesso per fortuna) non seguiva niente di concreto. A cui corrispondevano silenzi su tutto il resto, a cominciare da Alitalia di cui era, come ministro, il primo azionista. Ma i giornali e il dibattito politico rispondono sempre secondo il copione: pensosi editoriali, interviste a cantautori o intellettuali, sempre uno a favore e uno contro.

Ma il governo? Tremonti pensa davvero di ridurre la precarietà in Italia? E se sì, come? Si potrebbe intervenire sugli ammortizzatori sociali, per rendere il lavoro provvisorio flessibile e non precario, aiutando chi perde il posto di lavoro. Ma il governo non vuole farlo, Brunetta dice che abbiamo già “il miglior sistema del mondo”. Si potrebbero abolire alcune forme di contratto a tempo determinato, ma significherebbe scardinare una struttura produttiva ormai consolidata da più di dieci anni. E chi la sente poi la Confindustria?

Oppure si può lanciare il tema, discuterne fino alla prossima dichiarazione e poi lasciarlo cadere.

Intanto Tremonti ha già incassato un duplice risultato: ha dimostrato che in Italia non c'è bisogno di una sinistra, perché il Pdl (e lui nello specifico) può contenere al suo interno tutto l'arco di posizioni culturali, dagli ultraliberisti alla sinistra no-global. Secondo: ha fatto sparire dall'apertura delle pagine economiche di giornali e tg la notizia che l'Antitrust indaga le Poste Italiane per abuso di posizione dominante, proprio le Poste che dovranno essere il cardine della Banca del Mezzogiorno voluta dal ministro."


Ciao
Francesca

ps: da non perdere in prima pagina di oggi il pezzo a firma di Travaglio su Tremonti "il commercialista scambiato per un economista e poi per un ministro" - "Giulietto sempre piu' simile all'imitazione di Guzzanti con i pantaloni alla zuava e il "povcaputtana povcatvoia"!!

ciao
F.

Anonimo ha detto...

@Paolo: 9+ per il post!

@Francesca: sarebbe piu' corretto riportare il link, e solo successivamente un'estrapolazione dell'articolo

saluti,
Mariano, l'insegnante

Alex ha detto...

Ottimo post di Paolo, qualche doverosa aggiuntina:

Come già ricordato le banche americane non sono state fatte fallire, se non quelle che conveniva farlo in modo da farle acquisire da altre con l'iniezione di dollari statali.

La tendenza delle banche usa di concedere mutui "a tutti" indipendentemente dalla possibile solvibilità parte da lontano ma c'è stata una forte accelerazione negli ultimi 2-3 anni prima della crisi; non dimentichiamo che nel (a mio avviso pessimo) sistema consumistico americano, la famiglia media è indebitata per ben oltre il suo reddito.

L'abuso dello strumento dei derivati deriva dalla piaga che si è sviluppata negli ultimi 15 anni circa, con l'incoraggiamento (a partire da Greenspan) della finanza del "profitto subito" a discapito di quella che crea ricchezza e valore reale. Oggi ne vediamo le conseguenze: chi semina vento non può che raccogliere tempesta...

Come sempre il problema non è lo strumento in se (i derivati sono un utile strumento di copertura per finanziamenti ad esempio), ma il modo in cui questo è usato.

Peraltro la crisi non ha insegnato nulla: la finanza mondiale ha continuato a comportarsi esattamente come prima (ennesima dimostrazione - se mai ce ne fosse stato bisogno - che il mercato non si regola da solo come sostengono i fautori del mercato puro e come piace ad un certo modello anglosassone favorevole agli speculatori e refrattario alle regole), ma la politica mondiale, dopo aver salvato il sistema finanziario con i soldi degli stati (= dei contribuenti, defraudati così due volte) ha tirato fuori un sacco di parole ma zero risposte concrete, nessuna regola (a tutt'oggi i derivati rimangono un contratto privato e non sono quotati, tanto che non se ne conosce neppure l'entità).

Nel sistema italiano, inoltre, con la "scusa" di Basilea, le banche non erogano il credito perchè preferiscono prestarsi i soldi a vicenda. E, non solo in Italia, le banche hanno preso i soldi ricevuti e invece di impiegarli li hanno messi al sicuro presso la Bce.

Quanto all'inadeguatezza di Tremonti come ministro delle finanze è ormai da tempo accertata (idem per il suo pari grado anche se si considera sopra).

francesco.caroselli ha detto...

penso sia parecchio difficile stabilire parametri e ragioni della crisi...
Obama però ha lasciato fallire solo una banca la JP Morgan....
poi è DOVUTO intervenire per non causare una catastrofe...

Tremonti tante volte può passare per un estremistra di sinistra... vi ricordate quando parla di dazi per le merci cinesi???

Io mi chiedo perchè con il governo Prodi le differenze fra le varie posizioni dei partiti era così fastidioso e insopportabile ora invece che si contraddicono e remano contro nessun commento dei giornalisti......

Voglio portare all'attenzione un'impressione che ho.
Durante i governo Prodi sbaglio o i TG erano solo un lamento?
Io ricordo benissimo fiumi di parole e di interviste alla gente comune che si lamentava di come fosse difficile arrivare a fine mese etc....
Contemporaneamente si sottolineavano i contrasti nel governo e poi dulcis in fundo i commenti del PDL il cui succo era sempre lo stesso : "questi stanno a litigare mentre gli italiani soffrono".
E' un ricordo solo mio o veramente i Tg avevano questo schema-base?
Vorrei tanto vederne qualcuno...
Scendo voi dove si possono trovare?


Cmq mister B ha subito fatto passare ai giornalisti la voglia di parlare delle difficoltà della gente comune sparando il diktat: Non parliamo della crisi senno la aggraviamo" ....2 piccioni con una fava.

Paolo il sintetico ha detto...

@ Alex:

sulla reale utilità dei derivati ho qualche dubbio: comunque, essendo stati acquistati da enti pubblici (non si sa ancora bene in che misura) adesso si sono trasformati in bombe a tempo all'interno del bilancio pubblico... altra ragione per cui non credo si possa pensare che la crisi è passata.

@ Francesca:

molto interessante la conclusione dell'articolo di Stefano Feltri: sarebbe in effetti una abile mossa di occupazione di uno spazio politico che la sinistra ha abbandonato. E tutto sommato potremmo aspettarcela da chi è vicino alla lega che in queste occupazioni si è dimostrata una maestra.

Saluti

Paolo il sintetico

francesco.caroselli ha detto...

Una riflessione off-topic (ma la mafia non c'entra, tranquilli)

Se come mai "la tv non c'entra con il consenso elettorale e politico", come mai tutti i partiti della prima Republica facevano la corsa a lottizarla? Tanto più che si erano divisi le tre reti in maniera abbastanza "cencelliana"....

Ed è un caso che chi riusci a rompere gli equilibri della prima republica, passando da un multi-partitismo a un bipolarismo quasi perfetto, sia anche il proprietario dell'unico altro impero televisivo?

Voi che nedite?

paolo il banchiere ha detto...

@ francesco:
nelle premesse del post dicevo che si tratta di semplificazione ( ad esempio non parlo dei problemi del credito al consumo, nè di quelli relativi ai circuiti delle carte di credito).

Quanto ai fallimenti bancari USA, non si è trattato solo di JP Morgan (che non mi risulta sia fallita), anzi sono fallite oltre 100 banche in meno di due anni, tra cui anche pezzi grossi: IndyMac Bank, Lehman Brothers, Washington Mutual Bank, First National Bank,... Ciononostante gli usa hanno dovuto stampare moneta in gran quantità per evitare ulteriori crolli.
Son contento di non possedere dollari...

Saluti

paolo il banchiere

Alex ha detto...

@Paolo: i derivati sono utili se usati da chi sa cosa sono e li sa usare.

I vari rappresentanti dei comuni comuni hanno fatto l'elementare ragionamento "derivati = soldi subito" senza curarsi (e spesso senza essere in grado di comprendere) delle conseguenze. E le banche in questo hanno avuto un ruolo, in taluni casi al limite del truffaldino.
E in ogni caso i comuni non dovrebbero giocare con gli strumenti finanziari ma occuparsi di altro: la loro utilità di cui parlavo resta legata al mondo finanziario (e anche lì c'è chi ne ha abusato).

E non ti preoccupare dei dollari: il debito pubblico usa è in mano cinese ;-)

Paolo ha detto...

@ alex:

saper usare i derivati significherebbe poterci vedere dentro (cosa impossibile, visto che sono costruttivamente opachi: c'è chi si è ricomprato parte delle stesse quote a rischio delle quali aveva cercato di disfarsi) ed essere talmente competenti in materie finanziarie da poterne fare convenientemente senza...
In fondo, non avendo altro, anche i dollari non mi facevano schifo, a ben pensarci.... :-)

ciao

Paolo

francesco.caroselli ha detto...

Il fatto che la cina tenga per le palle gli stati uniti è abbastanza evidente....
basti pensare che il presidente nero non ha incontrato il dalai lama per non dispiacere al dagrone d'oriente.

E' vero che sono crollate tante banche...ed ho nominando la JP Morgan, mi sono confuso con la Leham Brothers.... e infatti il fallimento di quest'ultima che ha causato l'intervento del governo, che fino a quel momento era titubante se turbare o no il mercato.

Voglio solo sottolineare lo scandolo odierno....
ovvero queste società, assicurazione e banche che sarebbero fallite senza il prestito dello stato ora stanno presentando guadagni record...
praticamente si stanno pappando i soldi delle tasse (Questo in America of course)

Anonimo ha detto...

Gentile conduttore de La Zanzara, forse le sarà sfuggito ma le evidenze del rapporto di RSF sono state in home page tutta la giornata di ieri:

http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_20/liberta-stampa-report-reporters-sans-frontieres_428ba716-bd5e-11de-a737-00144f02aabc.shtml?fr=correlati

Il suo interesse per la lista dei giornalisti ed operatori dell'informazione interpellati da RSF per contribuire, in misura del 20%, a formulare il giudizio su ogni singolo Paese e stilare la famosa classifica che vede oggi l'Italia scesa al 49° posto....è mooooooolto sospetto!

cordiali saluti

Francesca

Epinoderma ha detto...

@palolo
COMPLIMENTI!

@altri
davvero una discussione costruttiva... complimenti anche a voi

@cruciani
in puntate come quella di ieri scopre davvero il fianco... e' ancora piu' estremo di Mughini e Liguori... poi telefonano certi adulatori (chissa' perche'???) che lo etichettano come persona al di sopra delle parti e troppo poco schierato... ahahahahaha!!!! Mioddio! Ma questa gente dove vive? Cosa ascolta? Ogni sera e' uno spettacolo.. cruciani che deraglia verso il servilismo piu' bieco e la gente che lo accusa di essere il difensore della magistratura sinistroide! Davvero un frullato impazzito.. W la zanzara. W cruciani!

Enrico ha detto...

@ Paolo e @tuttiquanti, se vi interessa ravanare un po' nelle cause della crisi dei mutui a livello matematico divulgativo, tempo fa ho letto un articolo su Wired che è riportato anche nella versione elettronica:
the gaussian copula function.
Molto spesso non si è trattato di banche scientemente crudeli che hanno volontariamente innescato la crisi pur di ottenere un profitto immediato. In generale, in parecchi hanno calcolato il rischio di certi prodotti finanziari con una formula, come dire, semplicistica :)

Anonimo ha detto...

Oggi, mentre il PRESIDENTE DEL CONSIGLIO quatto quatto sta facendo SUOI affari con Putin, il Giornale bastona il GIORNALISTA Santoro per un PRESUNTO acquisto di una Villa condonata in modo sospetto ad Amalfi. Se ne parlerà alla Zanzara? Io dico di sì..
Jack
http://www.ilgiornale.it/interni/condono-lampo_villa_santoro/22-10-2009/articolo-id=392753-page=0-comments=1

Alex ha detto...

Paolo, un derivato non è esattamente questo. Un derivato è semplicemente uno strumento finanziario, in sostanza non è che un contratto il cui prezzo è basato sul valore di mercato di altri beni (come ad esempio azioni, indici vari, valute, tassi ecc.). Spesso vengono fatti ad esempio derivati di copertura del rischio di operazioni finanziarie, con un operazione di segno opposto.

Ci sono poi altre tipologie di derivati a fine speculativo, che sfruttano l'effetto leva o molto più semplicemente "scommettono" su di un certo "risultato" di un indice, titolo, tasso (p.es. io potrei scommettere sul fatto che il petrolio raggiunge 90 dollari fra sei mesi).

In ogni caso l'uso del derivato è piuttosto complesso e per questo dico che dovrebbe essere usato solo da chi sa bene cosa sta facendo.

Se non ricordo male (ma dovrei andare a riguardare) quelli americani erano legati a fondi "calderone" in cui c'era dentro di tutto; in questo caso non è il derivato ad essere oscuro, ma il fondo cui era legato.

In sostanza il problema rimane non il derivato ma chi lo usa (a sproposito).

Anonimo ha detto...

Un caso concreto, i Derivati e il Comune di Milano.
(Interessante il rimando al link del sito della Consob)

http://archivio2.unita.it/v2/carta/showoldpdf.asp?anno=2009&mese=04&file=29ECO31a

Paolo ha detto...

@ Alex:

il problema è proprio il livello di competenza richiesta.
Passami la grossissima semplificazione: se sei in grado di comprendere come è strutturato un derivato sei in grado di gestirti direttamente sul mercato finanziario senza passare attraverso questo strumento e risparmiando sui costi di gestione dello stesso.
Quindi non sono convenienti.
Inoltre quasi tutti hanno approfittato della loro opacità...

Ciao

Paolo

Anonimo ha detto...

"Il plenum condanna a larghissima maggioranza l'attacco al giudice di Milano
La delibera: "Basta denigrazioni e condizionamenti delle toghe"
Mesiano, Csm: "Nel Paese clima invivibile"
Mancino: "Per Napolitano vicenda inquietante"

http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-14/csm-21ott/csm-21ott.html

Come mai tutto questo po' po' di antiberlusconismo (CSM - MANCINO - NAPOLITANO) non è stato radiolondrato ieri sera ???

Anonimo ha detto...

Speriamo che stasera Cruciani inviti Paolo Guzzanti al telefono.... ho voglia di riascoltare la tesi secondo cui il vero complotto ai danni di Silvio sia da parte degli americani indispettiti del rapporto privilegiato dell'Egoarca con il "grande Putin"!!

Alex ha detto...

Esatto Paolo, era quello che volevo dire in fondo e che ripeto...il problema non è lo strumento in sé, ma chi lo usa.

Nel frattempo sto leggendo l'interessante link di Enrico, che conferma implicitamente quanto sopra: troppi usano strumenti che non sono realmente in grado di comprendere a fondo (si parla sempre di finanza ovviamente).

Lo stesso per quanto riguarda il comune di Milano (ma non solo questo): un sindaco si è messo a pasticciare con qualcosa di cui non aveva cognizione, ha preso i "soldi subito" - unico linguaggio che troppi politici capiscono - fregandosene del futuro (e non è l'unico danno che ha lasciato Albertini a Milano, che si vanta pure di essere stato un grande sindaco, ma questo esula dal post). A questo si è aggiunto il comportamento illecito e truffaldino delle banche che si sono tuffate con doppio carpiato a mungere la mucca.

francesco.caroselli ha detto...

Scusate se insisto sul caso Mesiano.

Ora riporto delle parole.... dovete capire chi le ha dette:

"io desidero farvi un augurio. Io vi auguro la pace signor presidente, a tutti voi io auguro la pace. Perchè la pace, la serenità e la tranquillità dello spirito, della coscienza, che per il compito che vi aspetta la serenità è la base fondamentale per giudicare, non sono parole mie, sono parole del nostro Signore e lo raccomando a Mosè: - quando devi giudicare che ci sia la massima serenità - e vi auguro signor Presidente che questa pace vi accompagni per il resto della vostra vita, oltre questa occasione"

Non è facile...

Anonimo ha detto...

Giovanni Brusca??
(e cosa c'entra Mesiano???)

Anonimo ha detto...

Toto' Riina??????

francesco.caroselli ha detto...

ci siete andati molto vicini si tratta di Michele Greco detto il "papa"

(qui il link per il video:
http://kickyoutube.com/watch/?v=UUuSPBSC9Z0

Mi sembra abbastanza evidente cosa c'entra Mesiano.
Quelle parole erano la dichiarazione finale dell'imputato che augurando la tranquillità al Presidente della Corte del Maxiprocesso.....a me sembravano delle minaccie, a voi no?

Il parallelo con Mesiano è evidente, si manda il messaggio (secondo me mafioso) - chiunque si mette di traverso dovrà stare ben attento a quello che ha da nascondere altrimenti lo colpiamo (anche sulla base del nulla..... pensate se avesse avuto un'amante, o se fosse stato omosessuale).
E così chi si trova sulla propria strada il potente di turno (e ora B. in Italia è discratamente potente) non deve giudicare sono un fatto specifico nel merito dovrà anche rimurginare se non ha qualcosa da nascondere...
vi riporto qualche frase dall'articolo di Saviano "Cosa vuol dire libertà di stampa":
-Libertà di poter fare il proprio lavoro senza essere attaccati sul piano personale, senza un clima di minaccia.
-Oggi, chiunque decida di prendere una posizione sa che potrà avere contro non un'opinione opposta, ma una campagna che mira al discredito totale di chi la esprime
-Ma un cittadino che svolge il suo lavoro non può essere esposto al ricatto di vedere trascinata nel fango la propria vita privata.

Tutto l'articolo è qui
http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/liberta-di-stampa/commento-saviano/commento-saviano.html

Vi segnalo anche delle parole interesanti di Benny Calasanzio sulle dichiarazioni di Pietro Grasso(Procur. Naz. Antimafia) sulle ultime rivelazioni a proposito della trattativa stato-mafia

Anonimo ha detto...

Per me Totò Riina.

Alessio

Anonimo ha detto...

@ caroselli

ero a Roma il 3/10 e Saviano l'ho ascoltato live... ha detto queste stesse parole....

ciao
F.

Stefano ha detto...

Non so dove postare, lo faccio qui.
Scusate se off-topic.
Il nosrto eroe del giornalismo critico e libero se la sta prendendo con le donne che rivendicano il diritto di non venir mercificate in tv. Ovviamente il "totem" di tale mercificazione è il nostro PdC puttaniere, pro-familyday e anti-prostituzione.
Può Cruciani non far finta di non capire tutto cio?