mercoledì 7 maggio 2008

Niente di cui pentirsi

Durante la carrellata iniziale di notizie, alla Zanzara di ieri, Giuseppe Cruciani ha ironizzato sul fatto che Romano Prodi, intervistato da Ballarò, ha difeso senza pentimenti l’operato del suo esecutivo. In sostanza, il conduttore della Zanzara contesta all’ex premier la totale mancanza di autocritica, riassumendo il suo commento in un ipotetico titolo “Niente di cui pentirsi”, che prontamente ho fatto mio per questo post.

Subito dopo, Cruciani ha trasmesso alcune dichiarazioni di Prodi rilasciate alcuni giorni fa in riferimento al famigerato programma di governo 2006 dell’Unione, quello di 281 pagine. Ne trascrivo alcuni frammenti, con minuscoli adattamenti per maggior leggibilità (Prodi non parla, bofonchia): “E’ stato molto deriso il fatto delle 281 pagine, ma da questo fare una campagna elettorale [2008] in cui i programmi sono stati trascurati e calpestati perché si diceva che non contano nulla, è un passaggio indietro grosso”.

In risposta, Cruciani ha sostenuto che non è vero che i programmi (peraltro simili sotto alcuni aspetti, per quanto riguarda PDL e PD) non hanno contato nulla in campagna elettorale, e che “l’esaltazione del programma di 281 pagine è curiosa”.

Questa severità di Cruciani, lapidaria e quasi irridente verso Prodi, la trovo abbastanza fuori luogo. Vista la maggioranza brancaleone che si è trovato a dover gestire, per me il professore ha fatto letteralmente dei miracoli. Con la spada di Damocle del Senato sempre in bilico, è lampante che per Prodi non è stato sempre possibile operare come avrebbe voluto, ma chiunque al suo posto avrebbe avuto gli stessi problemi e non so indovinare chi avrebbe saputo cavarsela meglio.

Insomma, Prodi secondo me non è, di fatto, compiutamente giudicabile, e pur condividendo l’idea che egli fa male a non ammettere neppure un errore, allo stesso modo non trovo corretto non riconoscergli in modo esplicito alcun merito, lasciando trasparire, volenti o nolenti, un giudizio pesantemente negativo e senza appello.

Sulla faccenda dei programmi che nella recente campagna elettorale non avrebbero contato nulla, sicuramente Prodi ha esagerato. Tuttavia, trovo comunque condivisibile il pensiero in base al quale scrivere un programma generico e vago, anziché uno molto dettagliato, sia un passo indietro. Pur concedendo che 281 pagine rappresentano un tomo improponibile per l’elettore medio, anziché limitarsi ad irridere il vecchio programma dell’Unione sarebbe stato meglio dire qualcosa di propositivo su come, esattamente, dovrebbe essere scritto un programma

Ad esempio, alle prossime elezioni (2013...) a me piacerebbe che le forze in campo presentassero due documenti. Uno sintetico, una sorta di abstract, rivolto all’elettore medio, e uno ultra-dettagliato, colmo di numeri e cifre relativi a obiettivi da raggiungere con indicazioni puntuali su come verranno finanziati gli interventi, rivolto agli "addetti ai lavori", in modo che l’operato del governo sia poi giudicabile con l’approccio "carta canta". Che ne pensate?

4 commenti:

batta ha detto...

ho sempre pensato la stessa cosa: obbiettivamente un programma di 281 pagine è troppo per l'elettore medio, che non leggerebbe neanche un libro così lungo. Ma un programma di mezza pagina mi sembra altrettanto sbagliato, perchè si riduce a una serie di promesse elettorali, proprio ciò che bisognerebbe evitare.

Bellissimo blog, complimenti!

authan ha detto...

Grazie per il commento, batta, e grazie per i complimenti, che ricambio visto che il tuo blog, a dispetto della tua giovane età, e molto maturo oltre che interessante. Mi sono abbonato al tuo feed.

Torna spesso a leggermi. Ciao,
authan (autore del blog)

robegue ha detto...

Ciao Authan,
sono d'accordo, ma volevo ricordare (anche a Cruciani) che già nel 2006 era possibile trovare una versione sintetica del programma dell'Unione, praticamente su tutti i giornali e su internet.
E' molto importante fornire ai cittadini un programma dettagliato, ma è altrettanto importante seguirlo! Ma ancora più importante, bisognerebbe inserire una clausola per impedire che si facciano cose non scritte sul programma: cirami, gentiloni, salva-previti, condoni...

authan ha detto...

Robegue, hai ragione in teoria, ma come si fa a scrivere un programma quinquennale che preveda tutto ma proprio tutto? La questione e' che se uno deroga troppo dal suo programma dovrebbe venire punito dagli elettori (come in effetti nel 2006 accadde, anche se non in modo abbastanza forte purtroppo).

Ciao,
authan (autore del blog)