martedì 20 gennaio 2009

L'isola che non c'è

Will you please stand?
(Cortesemente, volete alzarvi in piedi?)


Obama



Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
poi la strada la trovi da te,
porta all'isola che non c'è.

Fa un po' sorridere la tenacia con cui Giuseppe Cruciani (ma anche il suo amico di lunga data Christian Rocca, le volte che interviene alla Zanzara) insiste sul concetto di continuità nelle politiche che l'amministrazione di Obama appena insediata intraprenderà, rispetto alla precedente amministrazione Bush. Lo ha fatto anche nella trasmissione di ieri, sia con gli ascoltatori intervenuti sul tema che durante l'intervista a Paolo Guzzanti.

Continuità, continuità, continuità… Sembra un mantra, una preghiera. Se lo ripeti mille volte, finisci per crederci.

Son d'accordo con voi,
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri,
e se non c'è mai la guerra,
forse è proprio l'isola che non c'è

Signori, vediamo di capirci. Probabilmente sono molti gli illusi che pensano che Obama, con una bacchetta magica e con tanti bei sorrisi, possa, nel breve arco di tempo del suo mandato, cambiare il mondo, trasformandolo nella paradisiaca e utopistica isola che non c'è cantata da Edoardo Bennato.

Son d'accordo con voi,
niente ladri e gendarmi,
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza,
né soldati, né armi,
forse è proprio l'isola che non c'è

Questi miracoli, ovviamente, non si avvereranno. Obama, per dirne una, certamente non "sbracherà" di fronte al terrorismo e se le circostanze dovessero richiedere l'uso delle maniere forti, le userà, come ha fatto inequivocabilmente intendere in un passaggio del discorso di insediamento:

A coloro che cercano di raggiungere i propri obiettivi creando terrore e massacrando gli innocenti, noi diciamo adesso che il nostro spirito è più forte e non può essere infranto. Voi non ci sopravviverete, e noi vi sconfiggeremo.

Ma il punto è un altro. Non serve essere idealisti e sognatori per sperare in qualcosa di meglio rispetto a quanto visto negli ultimi otto anni. Chi ha i piedi ben piantati a terra non chiede a Obama un'inversione di rotta totale, di 180 gradi, ma bensì un cambiamento di direzione molto più sottile.

Qui si tratta di correggere gradualmente l'approccio con cui l'America si presenta al mondo. Un po' meno pugno chiuso, e un po' più mano aperta, un po' meno muscoli, e un po' più dialogo. E' una questione di visione, di impostazione, di apertura.

Ci sono decine di frammenti del discorso di Obama, durante la cerimonia d'insediamento che ha avuto luogo ieri a Washington, che potrei citare a supporto di quanto ho appena scritto. Prendiamo ad esempio questo passaggio:

Oggi siamo riuniti qui perché abbiamo scelto la speranza rispetto alla paura, l'unità degli intenti rispetto al conflitto e alla discordia. Oggi siamo qui per proclamare la fine delle recriminazioni meschine e delle false promesse, dei dogmi stanchi, che troppo a lungo hanno strangolato la nostra politica.

Ma anche quest'altro passaggio è straordinario:

Il nostro potere da solo non può proteggerci, né ci autorizza a fare come più ci aggrada. Al contrario, sapevano che il nostro potere cresce quanto più lo si usa con prudenza. La nostra sicurezza emana dalla giustezza della nostra causa, dalla forza del nostro esempio, dalle qualità dell'umiltà e del ritegno.

Può menarcela con la continuità quanto vuole, il nostro caro Cruciani, ma alla fine fa solo la figura di quello che guarda il dito anziché la luna.

Ieri, inoltre, il conduttore della Zanzara si è pure detto “infastidito dal senso di liberazione per la conclusione dell'amministrazione Bush che traspare nei media italiani”. No, Cruciani, il senso di fastidio è mio per tutti i suoi tentativi di sminuire la portata di questa novità che coinvolge il mondo intero, arrivando al punto di dichiarare di aver ascoltato solo “distrattamente” (incredibile, IN-CRE-DI-BI-LE, non riesco a crederci) il discorso d'insediamento di Obama.

Di appuntamenti con la storia, nell'arco di un'esistenza, non ce ne sono poi tanti. Mancarne "distrattamente" uno così è delittuoso.

---------

E ti prendono in giro
se continui a cercarla,
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te




(Edoardo Bennato - "L'isola che non c'è")

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Il nostro Crux era troppo impegnato sui fronti "Kakà/Coup de theatre del premier" e "Battisti (che palle!!)" per ascoltare il discorso epocale di Obama prestando la DO-VU-TA attenzione!!

aaron1980 ha detto...

Ieri sera è stata francamente una delle peggiori puntete: in un giorno storico con l'insediamento abbaiamo dovuto ascoltare trenta minuti di elogio di Berlusconi sul ritorno mediatico dell'affare Kaka e un'intervista, addirittura ad Aldo Biscardi (che, tra l'altro, si è dimostrato molto meno entusiasta del Cruciani sulla grance operazione di immagine di B.)
Cruciani ha parlato di Obama solo per sostenere che è praticamente uguale a Bush (aiutato in questo dal solito voltagabbana Guzzanti, passata da sostenitore di McCain a sostenitore di Obama) e arrivando addirittura a sostenere che Obama non è dii sinistra ma di centro.

francesca ha detto...

Ma quale continuità???
Ieri sera sarei proprio intervenuta per dire non si puo' credere assolutamente che Obama vorrà, per il bene del suo Paese e del mondo interno, ricalcare le orme del suo predecessore che, non dimentichiamolo, solo poche settimane fa ha fatto outing sull'Irak, le armi di distruzione di massa mai trovate etc. etc.
E abbiamo visto oggi come già si parli di Guantanamo e di bloccare tutti i processi!
Alla faccia di Crux & c.
CIAO francesca
ps: moltissimi complimenti Authan, un "pezzo" da tenere fra le cose piu' care!

Anonimo ha detto...

in mezzo a tutto pero' ieri sera l'insopportabile Beppe ci ha pure fatto un regalone..... l'ospite da 100 milioni di dollari: Tito Boeri (santo subito!).
Speriamo che lo inviti piu' spesso!
ciauz

Anonimo ha detto...

Buongiorno,
voglio spezzare una lancia a favore di Cruciani, nel senso che sono convinto che realmente non abbia la percezione dell'entità del cambiamento.

Tempo fa gli avevo sentito esprimere chiaramente il concetto (che condivido) che in fondo gli americani, essendo più classisti che razzisti, in Obama vedessero prima un ricco avvocato che un negro (ricordo la barzelletta: -mamma hai visto che bell'auto ha quel signore negro? - Sciocchina non è un negro, è un ricco!) e che quindi non rappresentasse un segnale di cambiamento così importante.

Ad aggiunta di ciò, alcuni atteggiamenti sprezzanti di Cruciani rivolti a chi lamenta la precarietà del proprio lavoro, unitamente all'omonimia con Innocenzo Cruciani, ex collega di Santalmassi come giornalista Rai (lavoravano se non ricordo male alla stessa trasmissione)e Presidente della Scuola di Giornalismo Radiotelevisiva di Perugia, mi fanno pensare che il nostro non sia capace, per storia personale, di apprezzare l'enormità del cambio che c'è stato tra una serie di presidenti espressione di due clan politici famigliari ed un self made man figlio di un immigrato africano.

Infine il fatto che tra i suoi collaboratori abbia reclutato anche ex collaboratori di Bush è stato oggettivamente interpretato da molti nel segno della continuità, anche se si è trattato della più clamorosa rottura del tradizionale spoil system politico statuinitense.

Se a questo aggiungete il fatto che in molte occasioni Obama è andato in cerca dei voti di centro contendendoli a Bush e che in campagna elettorale si sono sentiti più slogan che ragionamenti, effettivamente potete rendervi conto del fatto che Cruciani potrebbe in effetti sperare in buona fede nella continuità.

Da parte mia sto a vedere: tra i suoi collaboratori vi sono state scelte molto qualificate ed innovatrici che mi auguro possano effettivamente dare una svolta, tra i suoi finanziatori sono relativamente poco presenti lobbies tradizionaliste e ciò mi fa ben sperare, pur senza aspettarmi miracoli. Dall'altro lato peserà sicuramente l'inesperienza...

Saluti

Paolo, proud to be american

F®Ømß°£ ha detto...

Buongiorno,

concordo sulla pessima qualità e sulla miseria della puntata di ieri.

Cruciani è stato un po' misero nel dire di aver "ascoltato distrattamente" il discorso, nel sospirare x i "Monotitoli" dei TG, nell'assimilare la politica di Bush con quella (per ora solo annunciata) di Obama.

Pessimo gusto nel farci sentire la battuta sull'"abbronzato".

Irritante il continuo elogio per la farsa di Berlusconi al processo. Diceva di aver ricevuto sms che lo criticavano per parlare di Kakà e non di Obama: la verità è che parlava di Berlusconi e non di Obama.

Di certo è un momento importante questo del cambio di amministrazione in America, è impensabile aspettarsi una discontinuità netta, ma nessuno ragionevole si aspetta questo.

Mi sembra però che le parole su Guantanamo e la cosiddetta "mano tesa" verso l'Islam siano due punti un pochino diversi dalla politica degli ultimi 8 anni. Cruciani ha usato la sua solita cavillosità per dire che Bush non ha mai offeso i musulmani: ma mi pare ben diverso dividere il mondo tra NOI (buoni e cristiani sottointeso) e LORO (cattivi e non cristiani), rispetto alle parole del neopresidente.

In sintesi, un Cruciani particolarmente sottotono ieri.

Io posso capire che il clima da "nuovo messia" che si può a volte respirare sia fastidioso. Ammetto anche che il paragone tra la Sinistra in senso Europeo e i Democratici sia da prendere con le pinze. Ma si possono argomentare queste cose in modo intelligente oppure si può cincischiare su Berlusconi e Kakà.

Saluti

Tommaso

Andrea ha detto...

Paolo, ma sei sicuro del rapporto parentale con tale Innocenzo o è solo una tua supposizione?
Sai, questo Innocenzo è dato in quota AN nell'assetto organizzativo della Rai nell'era Cattaneo... è quindi si chiarirebbero un pò di cose ...

Anonimo ha detto...

x Andrea
....veramente l'orgoglioso Paolo ha parlato di omonimia tra i due Cruciani e non di parentela.
Ma puo' essere pure!
Indaghiamo......la cosa si fa davvero avvincente, anche perchè sotto al Cruciani Innocenzo si nota un altro sicuramente molto poco simpatico che di nome fa Antonio Socci!
bye

Andrea ha detto...

Nooooooo.
Cruciani ascolta lo zoo di 105.
No
Non ci credo.
Ma dai.
Ho capito male
O forse ho capito bene.
In effeti fino a qualche anno fà saltuariamente lo seguivo, ma poi mi irritava il qualunquismo sfociante, da ultimo, nel grillismo + becero dei conduttori (ormai + che trentenni...) quando cercavano di parlare di "cose serie".
Ne dedussi che era una trasmissione da adoloscenti o post-adolescenti fascistelli..
Chissà forse ricorda a Cruciani la propria gioventù...

francesca.... divertita!! ha detto...

ahahahahah!!!
quanti interventi staserA ANCORA su Annozero! E a dire "ma bravo Santoro, così si fa"!
E che grinta certi ascoltatori, bravi e tenaci a tener testa al Crux fino a coprirne la voce in certi tratti.
E lui (penoso) a ribadire che un leader dell'opposizione non puo' esser apostrofato in maniera cosi violenta.... che se ci fosse un editore serio.... che se la RAI non fosse terreno di conquista per i partiti....bla bla bla!!!

cipper ha detto...

Mi aggiungo tra quelli che hanno trovato capzioso l'atteggiamento di Cruciani quando tentava di convincerci/si che in fondo tra Bush e Obama non cambia tanto. Allora non si capisce il fastidio per la notizia del giorno. Era ovvio che i TG avrebbero aperto con quella ed e' patetico lamentarsi della "monotonia dei titoli dei TG".

Tutti quei "complimenti per la trasmissione" a Cruciani davvero non li condivido.

Anonimo ha detto...

Talmente infastidito della popolarità (invidioso???) e della "novità" di Obama, di cui peraltro ha dimostrato di non saper cogliere la portata potenziale, continuando a sostenere la tesi della continuità, il povero Cruciani si è rivelato davvero viscido quando, dopo la notizia di un TG, che annunciava l'intenzione di bloccare i processi a Guantanamo per 4 mesi, rivedere tutta l'impostazione di questo carcere in vista della sua chisura entro un anno, non ha trovato di meglio che rimarcare ridacchiando: "Si pero' i 4 terroristi rinchiusi dalle Torri Gemelle han già detto che sono martiri e che attendono l'esecuzione della sentenza".
DISGUSTOSO!

Anonimo ha detto...

Buongiorno, X Andrea, non sono sicuro della parentela, ma ho forti sospetti: nella storia radio 24 gli omonimi eccellenti ed i transfughi della politicizzatissima e lottizzatissima Rai abbondano: Cruciani, Santalmassi, Cugia, Gamberale, Nicoletti, adesso Ferrara..., per cui sono propenso a supporla.

Resta inteso che, al di là della ipotizzata parentela, credo che Cruciani stia dimostrando di essere un ottimo conduttore, anche se un giornalista non eccelso; credo che il nome sia però per lui una garanzia che dà per scontata e che gli impedisce di comprendere quale sia la portata dei problemi per chi non ha un nome che apre le porte e fa da paracadute.

Certo è che la situazione sopra descritta non è un bel biglietto da visita per una associazione come Confindustria, che ama parlare di meritocrazia (per gli altri) e rivendica autonomia dallo Stato. D'altra parte credo che sia in realtà, unitamente al fatto che la Marcegaglia è l'erede di suo padre, lo specchio della realtà imprenditoriale italiana dove la meritocrazia latita, ma abbonda il familismo.

Saluti

Paolo "figlio di nessuno"