martedì 20 gennaio 2009

Gesto simbolicamente genocida

Lo stesso atto di bruciare una bandiera è un gesto simbolicamente genocida: esprime il desiderio di mettere al rogo un popolo, un'etnia.

E' una frase inclusa in un articolo di Paolo Guzzanti, apparso sul Giornale, che Giuseppe Cruciani ha citato durante la Zanzara di ieri, affermando di condividerla in pieno. Il riferimento è a quanto accaduto in alcune piazze italiane nei giorni scorsi, in corrispondenza di cortei e manifestazioni pro Palestina.

Io ci ho riflettuto parecchio sopra e la conclusione a cui sono arrivato è che, oltre ai gesti, sarebbe ora di misurare anche le parole.

D'accordo, bruciare una bandiera, che sia quella con la stella di Davide, o quella americana, o qualunque altra che rappresenti uno stato o una comunità di persone, è un atto abietto, vile, infame, vergognoso, ignobile, ripugnante e potrei andare avanti con un'altra quindicina di aggettivi.

Però "gesto genocida che esprime il desiderio di mettere al rogo un popolo un etnia", è troppo. Troppo. L'atto del dar fuoco ad una bandiera evidenzia immensa idiozia e ignoranza, proprie di chi vede le cose solo bianche o nere, ma "genocidio" è una parola grossa, che non andrebbe associata ad azioni simboliche. E' semmai molto più "genocida" (ma io questa parola di mia iniziativa non l'avrei usata, sto solo replicando a un ragionamento) scaraventare tonnellate di bombe in un'area densamente popolata,

No, non ci credo. Non ci credo che il ragazzino dei centri sociali poco più che diciottenne, ciecamente filo-palestinese, voglia “la morte di ogni ebreo sulla faccia della terra”, così come prescritto dallo statuto di Hamas. Non si può confondere la stupidità, l'ignoranza, la miopia intellettuale con l'antisemitismo e con ipotetici auspici genocidi.

C'è un eccessivo e nauseante squilibrio nei commenti, sia nei giornali filo-israeliani che in quelli filo-palestinesi, e questa cosa mi fa particolarmente incazzare. C'è troppa gente piena di certezze che, dall'alto di chissà quali pregresse esperienze o conoscenze, vomita sentenze e sparge presunte verità.

Basta, non ne posso più. Io, su questa guerra, sono pieno di dubbi e me li tengo ben stretti. E se di bruciare bandiere non ho alcuna intenzione, neppure di sventolarle ho quella gran voglia.

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Odia, tutta la gente
che non sventola la tua bandiera...
Odia, tutta la gente
che ha una bandiera
con i colori diversi dalla tua...


(Edoardo Bennato - "La bandiera")

4 commenti:

francesca ha detto...

Che meravigliosa chiosa!
Nemmeno sui Buongiorno di Gramellini ho mai letto niente di cosi "adatto" alla situazione.
Ma perchè Santoro non ha invitato te, Authan, ad Annozero l'altra sera?
Anche se sulla sponda opposta, la trasmissione ne avrebbe di certo guadagnato!
Sottoscrivo tutto e vorrei ricordare a Cruciani che le bandiere, oltre che con il cerino, si "bruciano" anche alzandovi sopra il dito medio in gesto di massimo dispregio per ciò che esse rappresentano come vessillo di Nazione una e sola, per la propria barbara e svitata idea di secessione!
Spero che come oggi abbiamo potuto festeggiare Obama con il silenzio delle armi, arriveremo al Giorno della Memoria ormai prossimo con buone speranze di dialogo per una pace duratura..... ognuno sotto la propria bandiera.

aaron1980 ha detto...

Io non riesco francamente a capire come sia possibile parlare per ore delle manifestazioni dove si bruciano le bandiere equiparandole all'uccisione dei bambini in Palestina. Ma stiamo scherzando?
Vorrei lanciare una provocazione (non è che sono consentite solo a Cossiga:) se i paesi arabi avessero attuato un embargo all'Italia, simile a quello che fanno gli Israeliani a Gaza, a seguito delle dichiarazioni dei vari Borghezio, Calderoli e simili, cosa avreste pensato?
Le dichiarazioni di Hamas, che io considero gruppo terrorrista, sulla distruzione di israele, sono pura propaganda elettorale in quanto non realizzabili, cosi come quelle dei leghisti.
P.S. Authan scrivi veramente troopp bene: saresti uno dei miei giornalisti preferiti.

authan ha detto...

Ciao Aaron.

In realta' commetto una quantita' immane di errori di ortografia, accenti che mancano, parole ripetute o mancanti, ecc. ecc. Il fatto e' che se spendo tempo pure a rileggere, pubblicherei solo di sera, troppo tardi. Di solito nel pomeriggio trovo il tempo di ricollegarmi e di fare un po' di pulizia. Se vedete errori grammaticali o frasi senza senso compiuto, passateci sopra. Prima o poi correggo.

Ciao,
authan

Anonimo ha detto...

Buongiorno,
ieri sera ho ripreso ad ascoltare la zanzara ed ho sentito il riferimento all'articolo in questione.
Concordo con Authan nel diffidare da posizioni intransigenti, anche perchè da un lato si omette di considerare l'antisemitismo arabo antecedente alla nascita di Israele (oltre al gran muftì vanno ricordate le allegre camicie di ferro ed altri movimenti arabi di stampo antisemita e paranazista che portarono durante la WWII alla formazione di una divisione di SS mussulmane che operò in yugoslavia), dall'altro si confondono il feroce ateismo e la generale paranoia di Stalin con antisemitismo (un ascoltatore, docente universitario di storia lo ha anche fatto notare, senza che cruciani abbia potuto rispondere credibilmente): a riprova di tale confusione il fatto che Stalin epurò non gli ebrei, ma indiscriminatamente i religiosi, i popoli che temeva infedeli e gli oppositori politici in generale, giungendo però nei momenti critici della nascita di israele a rifornire d'armi attraverso la Cecoslovacchia l'esercito clandestino di Israele -l'haganà-, fatto ovviamente non citato da Guzzanti, oppure ci si dimentica che i fratelli arabi hanno fatto probabilmente maggior danno ai palestinesi di quanto ne abbia fatto Israele stessa nel corso del novecento, alternativamente massacrandoli e strumentalizzandoli.

Paolo "Shalom"

P.S. X aaron: forse le parole di hamas sono propaganda, ma i grad ed i qassam però vanno oltre: vero è che quando ha avuto un possibile interlocutore (secondo me Arafat, per quanto corrotto, lo era) Israele non ha saputo adottare una politica tipo quella inglese con l'IRA (fondamentalmente concessione per concessione) ed anzi ha in alcuni casi deliberatamente provocato il nemico (ricordate la passaggiata nella spianata delle maschee? era necessaria al processo di pace o a vellicare gli istinti belluini degli oltranzisti?)