martedì 22 luglio 2008

Sympathy for the devil

[Nota: al 99% domani, mercoledì 23 luglio, non avrò tempo di postare. In tal caso, a giovedì.]

Lo confesso. Ieri sera ho provato sincera simpatia (nell'accezione anglo-sassone del termine: simpatia intesa come compassione, solidarietà) per Giuseppe Cruciani, costretto, suo malgrado, a dedicare un'intera puntata della Zanzara alle nuove intemerate di Umberto Bossi, il quale, in un comizio a Padova, ha alzato il dito medio contro l'inno nazionale italiano, per poi prendersela con i professori del sud colpevoli di avere bocciato un ragazzo padano alla maturità (incidentalmente si trattava del figlio di Bossi, Renzo).

Povero diavolo, Cruciani. Lui che ambirebbe a portare il livello della discussione ad un plateau superiore, dove regna l'alta politica, deve invece disquisire se la melodia e le liriche del componimento di Mameli siano qualitativamente elevate o no.

Io, dal mio canto, di dedicare un post a Bossi, ministro della Repubblica anche se non si direbbe, non ne ho nessuna voglia. Non ne vale la pena. L'attenzione che ha ricevuto è stata già fin troppa. Mi limito a dire che secondo me, in ultima analisi, la vera essenza di Bossi (di Bossi, non di tutta la Lega) è riassumibile nel seguente brevissimo video, tratto dal film Eccezziunale veramente.





E allora, per concludere questo post, non mi rimane che tornare al nostro inno, che sarà pure una marcetta un po' sciocchina, accompagnata da un testo incomprensibile, ma che quando viene interpretata con i giusti arrangiamenti, arriva quasi a commuovere.

A me, quando ripenso all'intepretazione data da una dolce bimba alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Torino 2006, vengono ancora i brividi. Date un'occhiata a questo video, e provate a dirmi che vi lascia indifferenti, se ne avete il coraggio.





7 commenti:

U Bellu Pieppe ha detto...

Caro Authan,
vogliamo spendere anche una parola per coloro, semplici cittadini, che pretendono rispetto per il loro inno nazionale e poi non ne conoscono nemmeno il testo?
E' inaccettabile sentire da QUASI TUTTI gli italiani: "stringiamoci a corte". E' un errore madornale. Da costoro, è difficile accettare lezioni di simbologia patriottica. Come se pretendessi rispetto per la bandiera e poi io per primo confondessi il bianco della striscia centrale con il beige...

La frase in questione è "stringiamci a COORTE" con due O... la coorte, era una unità militare, maggiore in numero ed organizzazione del "manipolo" ma minore della "legione", con caratteristiche di compattezza e maggior potenza nell'attacco.

Non pretendo che gli italiani, prima di parlare dell'inno e di difenderlo, conoscano tutte e cinque le strofe (penso di essere uno dei pochissimi che le conosce a memoria tutte e cinque), ma almeno quelle due, tre parole che vengono cantate e per cui si pretende rispetto, che si imparino...

Gianpaolo ha detto...

Questa sera ti ha copiato l'inno!!! Non è che authan è l'alter ego di Cruciani.

authan ha detto...

Pieppe, giuro che "stringiamoci a corte" io non l'ho mai cantato. La mia insegnante delle scuole elementari (o medie, non ricordo) fu precisa :-) e io ho imparato le parole giuste.

Gianpaolo... Diciamo che Cruciani, che mi legge, ha trovato "ispirazione" da questo post :-)
Magari poteva dirlo, ma va bene così.

A presto,
authan (autore del blog)

mauriziomorabito ha detto...

Alcuni dettagli sulla interpretazione della bambina, Eleonora Benetti

Asvel ha detto...

Nessuno qui ha ancora fatto notare l'errore in cui è incappato il "senatùr". Il suo gestaccio si riferisce alle parole "che schiava di Roma" dell'inno, e fa parte dei soliti modi con cui Bossi si rivolge alla capitale, colpevole di rappresentare l'odiato e corrotto potere centrale dello stato. La scena oltre che volgare è anche comica, dato che, nel testo della canzone, non è l'Italia ad essere schiava di Roma, ma la vittoria. Su questo chiedo conferma a chi dell'inno d'Italia si intende più di me.
Note lessicali a parte, credo che non ci sia nulla di cui stupirsi. Questa è la cifra politica della lega, reazione contro il potere centrale e protezione di tutto ciò che è "padano".
Non si capisce come possa fare coalizione con AN e con ex-democristiani. I misteri della politica italiana..

Anonimo ha detto...

Per asvel che si chiede come la lega "possa fare coalizione con AN e con ex-democristiani": Bossi farebbe coalizione col diavolo per portare avanti il suo gioco politico. Sì, politico, perchè a dispetto dei modi, del dito e del fucile, la banda del senatur, ha sempre saputo far politica, presentando un progetto lineare fin dal principio. Curano gli interessi di una parte sola del paese, prestano(secondo me volutamente) il fianco all'odio viscerale di molti italiani e all'ilarità dei radical-chic, ma lasciano un enorme segno sul territorio, e anche un bambino conosce il loro progetto politico. Possiamo dire lo stesso di tutti gli altri?
Ciao, Max

U Bellu Pieppe ha detto...

Caro Anonimo, ottimo intervento.