mercoledì 16 dicembre 2009

Il paese dei pugili guerci

Chiunque abbia ascoltato sia la Zanzara di lunedì che quella di ieri non può non aver percepito, in quest'ultima, un leggero smussamento nelle valutazioni di Giuseppe Cruciani sul presunto humus da cui sarebbe scaturito il gesto violento contro Berlusconi. Non che Crux abbia cambiato idea, sia chiaro. Però ieri ha sentito l'esigenza di prendere esplicitamente le distanze dallo sconcertante j'accuse di Fabrizio Cicchitto alla Camera contro i presunti mandanti morali dell'aggressione a Berlusconi, individuati nel gruppo Repubblica, nel Fatto Quotidiano, nel “terrorista mediatico Travaglio” , in Santoro e nel partito dell'Italia dei Valori.

Ebbene, a questo punto, però, credo che Cruciani farebbe bene a riannodare un po' i fili del suo pensiero, perché c'è qualcosa che non torna nei suoi ragionamenti. Se pensa che la violenza contro il premier sia figlia del clima d'odio (Crux: “Non sono sorpreso di quanto avvenuto a Milano”) e se ritiene che Di Pietro con i suoi riferimenti al Berlusconi "dittatore" abbia contributo a fomentare tale clima (Crux: “I dittatori vanno abbattuti con la forza”), la conclusione del sillogismo è la stessa a cui giunge Cicchitto. Quindi perché dissociarsene, se nella sostanza la si pensa allo stesso modo?

Una risposta a questa domanda non ce l'ho. Forse manca un po' di coraggio delle proprie idee, forse non si vuole apparire troppo di parte, o forse non si è poi così convinti di essere nel giusto. Non so, e in fondo di mettermi a psicanalizzare Cruciani francamente non è che poi ne abbia tutta 'sta voglia.

Il punto che secondo me Cruciani manca è questo. Che molte esternazioni di Di Pietro (Berlusconi come Videla, mafioso, fascista, ecc. ecc.) siano da stigmatizzare è giustissimo. Ma lo sono non perché tali esternazioni possano essere foriere di un inesistente clima violento da anni '70 (a questo proposito consiglio la lettura di un significativo post di Vittorio Zucconi sul suo blog), ma più banalmente perché la radicalizzazione estrema dello scontro politico (fomentata non dal solo Di Pietro, peraltro, visto che pure Berlusconi ci ha messo del suo, e alla grande, così come altri) impedisce un sereno dibattito tra le forze parlamentari, rende molto più accidentata la strada delle riforme e in ultima analisi danneggia e pone in stallo il paese. Stop. Il salto logico che porta a parlare del clima d'odio foriero di violenza è un'interpretazione soggettiva, opinabile, faziosa, catastrofista, nonché assolutamente non avallata da alcuna prova.

***

Il mio contributo per oggi finirebbe qua, ma urge un'appendice. La commentatrice Francesca ha richiamato la mia attenzione su un articolo di Luca Ricolfi, apparso sulla Stampa di oggi, dove si critica l'antiberlusconismo viscerale e pregiudiziale, e si invoca un esame di coscienza, cosa che sicuramente farà gongolare il nostro Cruciani (toto-Zanzara: Ricolfi ospite, o, come minimo, lettura integrale o quasi del suo pezzo).

Che dire… Il pezzo è molto interessante e non è facile farselo scivolare addosso. Io non credo di rientrare in quel 5% di italiani (stima inclusa nel summenzionato articolo) visceralmente ostile al cavaliere e quindi non ritengo di avere alcun mea culpa da recitare (ammesso e non concesso che ci siano ragioni per farlo), e pur trovando condivisibili molte delle considerazioni di Ricolfi penso che qualche puntualizzazione sia necessaria. Ci torneremo magari domani, se, come credo, il sociologo torinese sarà la star della serata.

Quanto sopra doveva essere semplicemente un "cappello" al post vero e proprio, che oggi è ad opera di Paolo. Invece mi sono dilungato... Amen. Però ora mi metto nell'angolino e lascio la parola appunto a Paolo, che ci delizia col suo solito stile brillante e istrionico.

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[Da qui in giù il testo è a firma di Paolo]

Buongiorno.

Il coach mi raccomanda di gestire il match sino alla fine. Al gong gli lascio il centro del ring, cercando di tenere la distanza e di non farmi bloccare agli angoli. Accorcia e mi colpisce al corpo. Poi accompagno un suo diretto destro al fegato. Mi colpisce ancora, stavolta al viso. Paro con la guardia un gancio destro al corpo, ma non posso nulla contro il successivo colpo ancora al viso. Vado in clinch, l'arbitro ci separa. Devio il suo gancio destro al ventre in uscita. Cerco di guadagnare distanza ma lui si fa sotto. Paro con la guardia un diretto destro in allungo al viso. Poi mi finisce con un colpo che non vedo nemmeno partire. Nero. Vado giù. Nella nebbia vedo l'arbitro che conta ed i fari al soffitto.

Cosa avete letto? La sconfitta contro un formidabile pugile dotato di un formidabile destro? No, è la descrizione che lo sconfitto pugile guercio fornisce dell'ultimo round contro un avversario normale. Ma l'occhio cieco gli impedisce di vedere e gestire i colpi tirati di sinistro. Quindi la descrizione dell'incontro, oltre che essere parziale, è limitata e sbagliata.

Mi pare una buona metafora della situazione attuale: siamo il paese dei pugili guerci, in quanto nella nostra gran parte vediamo e gestiamo solo una parte dell'odio in campo: chi ricorda l'epiteto “mafioso” non ricorda l'epiteto “coglione”. Chi ricorda il “vadano a morire ammazzati” non ricorda il “Videla”. E via discorrendo. Non vediamo e non capiamo le ragioni della parte avversaria.

La trasmissione di ieri è stata caratterizzata da questo andazzo.

E, signore e signori, all'angolo destro, per il titolo dei medio massimi, con i calzoncini azzurri - pardon, del SUO colore :-) - lo sfidante GIUUSEPPEEEE CRUUUCIANIIIII!!!!”. Anche lui pugile guercio.

Era abbastanza ovvio che gli interventi degli ascoltatori fossero segnati in questo senso. Cruciani ogni tanto prova a parlare di clima d'odio tout court, come sarebbe corretto, ma riprecipita subito (credo inconsciamente) nel solo odio contro Berlusconi. Non vede e non capisce i motivi dell'opposizione, ma solo quelli della sua parte. Arriva a fine trasmissione a valutazioni grottesche, parlando dell'anomalia italiana il cui parlamento sarebbe l'unico occidentale ad ospitare ex iscritti al Partito Comunista (senza faticare ricordo che la Francia ne ha, addirittura non ex, addirittura sotto le vecchie bandiere del PCF). Da buon guercio non si accorge di non considerare anomali i parlamentari ex REPUBBLICHINI altrettanto presenti nel parlamento italiano e che talvolta ha invitato in trasmissione.

Ma anche, sempre da guercio, all'inizio non riesce a distinguere un giornalista che riporta (tendenziosamente) fatti reali e documentati come Travaglio, da uno che diffama riportando falsità come Feltri

Da parte mia credo che piuttosto di dire fesserie e passare per stupidi o faziosi, sarebbe meglio regolarsi o tacere. Anche perché il pugile guercio, non vedendo partire metà dei colpi, finisce con l'incassarne troppi e soccombe. Guercio, sconfitto e suonato. Non è bello il futuro per l'abitante del paese dei pugili guerci.

Saluti

Paolo "Marvellous" Hagler

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Sigla (ottima scelta di Paolo): "The boxer", Simon & Garfunkel (1969)




Still a man hears what he wants to hear
And disregards the rest...


29 commenti:

francesco.caroselli ha detto...

Paolo 9,5 - il tuo commento è stupendo il migliore che tu abbia mai scritto.
Bravissimo.

Authan - 6 stiracchiato :)

Francesco colleggio giudicante (ma non giustizialista)
:)

emanuele ha detto...

Grande Authan, ottimo come sempre!!

francesco.caroselli ha detto...

@ ste76
Che ne dici dell'ultimo mio post di ieri? era per te...

Francesca ha detto...

L'unica cosa che mi ha fatto sorridere ieri è stata la definizione data da Cicchitto de Il Fatto Quotidiano come "il mattinale delle procure".

Che sense of humor!
Quasi quasi lo propongo come articolista per Le canard enchainé...

Devo mordermi a questo punto la lingua perchè, io che ci vedo benissimo, lasciando stare SB che ha portato il certficato medico, potrei parlare di tutti gli spazi TV di proprietà ben nota dove i ministri perfettamente abili vanno a recitare ogni mattina le loro insulse litanie contro opposizione e magistrati.

ciao

Pale ha detto...

Mi sono piaciuti entrambi i post. In particolare la metafora del pugile guercio credo descriva bene la situazione italiana.

A mio parere per migliorare il clima irrespirabile basterebbe che evitassimo di usare cosi' tanti aggettivi o iperboli quando esprimiamo il nostro pensiero. Fateci caso. Sono questi elementi della frase che trasformano uno scontro politico in una corrida. E cio' vale anche per i nostri commenti (quindi anche miei).

Un esempio? La parola "irrespirabile" che ho scritto poco sopra e' gia' qualcosa di ridondante.

Pale

Lorenzo ha detto...

In tutto questo e' passato sotto silenzio il fatto che il previsto "bagno di folla" di Domenica si sia rivelata una riunione tra amici, con 4-500 persone ad essere ottimisti....
Altra domanda...ma le bandirate ai contestatori fanno meno male?

marco ha detto...

Bel post, complimenti a tutti e due!

La prima cosa che mi è venuta in mente leggendolo è che in un match c'è sempre un arbitro, ci sono regole, c'è la dignità di due parti che si affrontano, c'è un verdetto, etc.

La realtà è ben diversa e purtroppo non potrà che peggiorare: come può lo scontro ritornare (o meglio DIVENTARE) confronto quando sentiamo parole come quelle pronunciate da Cicchitto? E a gennaio quando si dovrà metter mano alla giustizia per sistemare quei due maledetti processi? Lì cosa succederà?

ste76 ha detto...

@pale

sono daccordissimissimissimo :)

"irrespirabile" comunque ci stava, sono ben altri gli epiteti che stroncano una discussione o la inaspriscono.

ste76 ha detto...

@marco

come può lo scontro ritornare (o meglio DIVENTARE) confronto quando sentiamo parole come quelle pronunciate da Cicchitto?

E' vero.
Se SB oppure Di Pietro facessero una dichiarazione pacificatrice, forse ci si potrebbe aspettare un distendimento dei toni? Pero SB come potrebbe farlo senza darsi una zappata sui piedi? Dice: "ok ho esagerato facendo di tutto per evitare i processi"?. Un suicidio credo.
Certamente gia zittire alcuni dei suoi sarebbe buona cosa. Per Di Pietro sarebbe piu facile (non dico giusto, Francesca), in quanto accusatore. Solo questa volta. Un gesto per tutti noi. E chiaro che anche lui ha le sue difficolta. Dice: "ok il paragone con Hitler era un tantinello esagerato". Se lo facesse io lo voto. Va beh scusate le fantasie.

Pale ha detto...

@ ste76

Cerco solo togliere le travi dai miei occhi prima di additare quelle degli altri... pero' gia' che ci sono, razie per il "daccordissimissimissimo" e per la sua ridondanza!!!!! hehehhehe

"Si fa per scherzare", come dice Benigni nel suo spettacolo di tanti anni fa quando prende in giro Ferrara.

Pale

Francesca ha detto...

Eccone un altro di mandante morale!

http://temi.repubblica.it/micromega-online/due-follie-don-farinella-commenta-laggressione-a-berlusconi/

ste76 ha detto...

@pale

Ho apprezzato il tuo messaggio sopratutto per il contenuto ma anche per esserti subito auto-criticato.

non ho capito la citazione a Benigni.

ste76 ha detto...

@francesca
io trovo che riuscire ad arrivare in fondo a questo articolo

http://www.ilgiornale.it/interni/il_mandante_morale_sotto_accusa/14-12-2009/articolo-id=406682-page=0-comments=1

sia piu difficile che arrivare in fondo al tuo.
il tuo almeno e' scritto bene.

Possibile che tutto debba essere o bianco o nero.

Francesca ha detto...

sondaggio di RADIO24

Mercoledì 16 Dicembre

Cicchitto (Pdl): Tartaglia “armato” da Di Pietro, Travaglio, e alcuni magistrati. Sei d’accordo?

NO 70%
SI 30%

Pale ha detto...

@ ste76

Il Giudizio universale di Benigni dovrebbe aiutarti a capire la citazione.

http://www.youtube.com/view_play_list?p=F6FD3E7CEA8B6564&search_query=benigni+giudizio+universale

ste76 ha detto...

che bello un quiz!!
mi riguardo volentieri Benigni!

PaoloVE ha detto...

Ancora una osservazione (stavolta non scrivo in modo aulico).
Sono rimasto incredulo delle critiche ai servizi segreti ed alla scorta di SB in occasione dell'attentato.

Probabilmente se i servizi non si autoassolvessero da responsabilità comunicando contemporaneamente che dopo l'attentato è cresciuto il rischio per il premier, li troverei più seri e credibili (non posso certo aspettarmi serietà da un organismo che ha Rutelli a capo della struttura di controllo), ma trovo assurde e sterili le polemiche che ho sentito.

Un attentatore isolato (nel senso che non è inserito in una rete di relazioni), pazzo (ammesso che con Tartaglia di questo si tratti) o disposto a morire, è ragionevolmente quanto di più difficile ci sia da fermare: non esiste chi sia a conoscenza delle sue intenzioni perchè non lo comunica ad altri e non risponde ai normali stimoli di autotutela personale perchè pazzo o disposto al sacrificio, quindi ti priva degli strumenti per prevederne i comportamenti e prevenirne gli atti. L'unica cosa da fare è mettere in produzione una nuova papamobile, ma questo mal si concilia con i bagni di folla...

Saluti

Paolo 007

Francesca ha detto...

SB ieri sera ha visto Ballaro' e non l'ha gradito, malgrado le strenue arroganti difese di Gelmini & Castelli.

Chissà... se domani sera non andasse in onda Annozero... cosa significherebbe?

Meno male che io sto proprio a due passi dal confine svizzero e parlo tutte le lingue della Confederazione!

ste76 ha detto...

@francesca

io ho la nazionalita svizzera se vuoi ci sposiamo!

Neon+Atlas ha detto...

Nel Crux pensiero Vattimo non è un filosofo, Tartaglia non è uno psicolabile, e Fede è un giornalista.

Traffico.

Francesca ha detto...

@ ste76

ahahahaha!!!
grazie topino!
ma ho già dato, e ci ho messo un sacco a riprendermi la libertà che adesso me la tengo ben stretta!

Comunque il Crux, quando le questioni sono ALTRE ecco che provvidenzialmente arriva SEMPRE il TRAFFICO!

Francesca ha detto...

scusate ma non ho sentito se il Crux abbia annunciato o meno, proprio mentre finiva la trasmissione, l'arresto di Prosperini di cui ha parlato il GR24 delle 21....
E' su tutti i quotidiani on-line ma forse Giuseppino se l'è squagliata in silenzio!

E' la stagione giusta.... Crucià prepara le arance e non dimenticare gli amici!!

pinaz ha detto...

@authan

Mi dispiace, ma gli interrogativi dell'articolo su la Stampa che hai linkato, così come sono posti, non mi interessano. Non mi interessano perchè l'articolo non parte dall'analisi dei fatti per giungere ad un insegnamento, ma fa l'inverso. Parte dalla intima ed ancestrale convinzione che l'anomalia sia la sinistra. Se questo Premier si attira un odio "personale" non è perchè la sinistra lo ha preso a bersaglio come vuole far intendere l'articolo. E' perchè Berlusconi ha creato un partito di plastica intorno a se. No Berlusconi? NO party(to).
E si potrebbe discutere ore su tutti gli argomenti che vengono buttati nel calderone di pochi paragrafi, con il solo risultato di creare un polverone dal quale risulta difficile districarsi e apparentemente inconfutabile.
Vorrei far notare che Ricolfi cita, nell'ordine:
Bill Clinton e Monica Lewinsky
Pertini e Cossiga
papa Wojtyla.
Togliatti
Moro
Andreotti
Cossiga
Craxi
il suo preside, un illustre storico della Resistenza
Fini
Bossi
D'Alema a
Antonio Polito
Per ogni personaggio citato c'è un episodio storico accennatto, per non parlare di tutto gli altri avvenimenti storici o più recenti che Ricolfi butta nel discorso e che non riporto qui...
Ci vorrebbero decine di pagine o ore di dibattiti perchè il pensiero di Ricolfi possa essere realmente incisivo. Così è solo un monolito inconfutabile.

Lorenzo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=Lqz3E2SnAFk&feature=player_embedded#

Vorrei un vostro parere (seriamente) sulle tesi espresse in questo video.
Perche' a me il "timig" di quesa stori continua a puzzare

F®Ømß°£ ha detto...

Le teorie del complotto no... per piacere!

PaoloVE ha detto...

@ francesca:

ebbene si, anche Crux ha passato la notizia.
Ieri sera la guardia di finanza ha arrestato l'assessore lombardo Prosperini.
Uno dei riferimenti della Zanzara. L'assessore lombardo ieri sera smentiva con inconfondibile accento lombardo ad un giornalista la notizia: "no, no, son qui bello paciarotto", ma poco dopo sembra che un un finanziere gli abbia detto "oph oph oph Ciapa su l camél e a cà (circondariale)".
Da indiscrezioni poco attendibili sembra che all'ingresso in carcere sia stato accolto con i simpatici cori che contraddistinguono i frequentatori del posto " Senti che puzza, scapperebbe un cane, è arrivato un mangiabanane...", ma l'eurodeputato Salvini l'avrebbe rassicurato sul fatto che non c'è nulla di preoccupante in tutto ciò, che si tratta di una simpatica goliardata.
In fondo il carcere non deve essere un albergo a cinque stelle.

Al di là del sarcasmo facile e sciocco che si può ottenere citando le dichiarazioni di Prosperini e dei suoi sodali, mi auguro che la disavventura si risolva penalmente in nulla (amo l'idea di vivere in un paese onesto) e che gli insegni un po' di rispetto per gli "altri". Perchè, come sta vedendo, spesso basta poco per finirci, tra gli "altri".

http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/cronaca/arrestato-prosperini/arrestato-prosperini/arrestato-prosperini.html

Saluti

Paolo dal terzo raggio

clem ha detto...

Neanche io ho apprezzato l'articolo di Ricolfi su La Stampa. Contiene un elemento spesso citato anche da cruciani, ovvero:
"O l’analisi è sostanzialmente esatta, e allora è venuto il momento di imbracciare le armi e iniziare la resistenza. (...) sarebbe naturale emigrare o darsi alla macchia."
Il che è ovviamente una megalitica caxxxxa, anche se usata come provocazione.
Peccato perché l'invito a non contaminarsi con uscite alla Di Pietro per mantenere credibilità è invece fondamentale. Peccato che sia DOPO il passo che ho citato. Personalmente ho smesso di leggere appena giunto alla parola "resistenza." ma poi mi son sforzato di finire l'articolo perché non mi sembrava carino altrimenti scriverne qui :)

Francesca ha detto...

Intanto il casto Formigoni si è già affrettato a rassicurare che il prode Prosperini dimostrerà la propria innocenza.
Speriamo che in cella gli servano bastanti razioni di pasta asciutta e che gli lascino attaccare i suoi calendari alle spoglie pareti.

http://www.corriere.it/gallery/politica/12-2009/prosperini/calendari/prosperini-calendari-fustigatore-centri-sociali_0d57feae-ea91-11de-8d37-00144f02aabc.shtml#

Ho un conoscente siriano, rappresentante della piccola comunità della mia zona, che spesso lo ha incontrato negli studi TV in quella vergognosa trasmissione dove spesso Prosperini si esibiva con Boni e altri galantuomini dello stesso stampo..... ci sarà una grande festa e scorreranno fiumi di arak.... mmmmmm.... quanto mi piace l'anice!!

PaoloVE ha detto...

Ricolfi nel suo articolo si domanda perché l’odio stia andando a bersaglio solo a destra e fornisce alcune risposte almeno in parte condivisibili.

Personalmente penso che ciò possa avvenire principalmente per questi motivi:

1)E’ impossibile colpire un’idea, posso però colpire il suo alfiere, e lo individuo tanto meglio tanto più questa idea è a lui strettamente collegata. A differenza della sinistra, la destra ha portato avanti una politica estremamente personalistica strettamente collegata alla persona ed agli interessi di SB. Per cui, chi voglia colpire quella politica ne trova una personificazione (e quindi malauguratamente un bersaglio potenziale) in SB. Per questo c’è chi ha pensato e pensa di colpirne la persona. L’identificazione tra una sola persona e la linea politica (quale?) dell’opposizione non esiste, quindi il potenziale bersaglio umano viene a mancare.

2)L’aggressione politica è spesso motivata dall’idea di applicare il metro di giudizio dell’aggressore (non ti sei adeguato alla realtà che io vorrei? Adesso faccio giustizia io). E proprio alla valutazione della giustizia SB si è pervicacemente sottratto negli anni (innocente o colpevole che fosse).
La pseudologica è: non vuoi essere processato -> allora sei colpevole, ma resti impunito -> ti applico la punizione cui sei sinora sfuggito.
E' la stessa pseudologica che porta al linciaggio di un malfattore: penso che non ti sarà applicata quella che ritengo essere la giusta pena, quindi "rimedio" all'ingiustizia.

3)Prendete una persona e urlategli in faccia “Coglione!”. Poi prendetene mille e dopo un milione e ripetete l’esperimento. Ogni volta contate le sberle che prendete in risposta. SB lo ha fatto frequentemente nei confronti dell’elettorato avverso. Metaforicamente e non. L’opposizione lo ha fatto nei confronti di SB, ma molto limitatamente dei suoi elettori. Milioni contro uno. E' uno dei pochi casi in cui la sinistra si sia dimostrata più lungimirante di SB ed abbia tratto giovamento dalla statistica.

Saluti

Paolo monocolfi