lunedì 2 marzo 2009

Il prezzo da pagare

Sul tema della pubblicazione delle intercettazioni, un tipico cavallo di battaglia di Giuseppe Cruciani è il ragionamento, espresso anche durante la Zanzara di venerdì 27 febbraio, che vado qui di seguito a sintetizzare:

Fino a che non c'è un rinvio a giudizio, non v'è certezza che un'intercettazione telefonica facente parte di una certa inchiesta abbia rilevanza penale. Può capitare infatti che l'inchiesta venga archiviata, con conseguente richiesta di distruggere ogni prova, com'è successo per il caso Berlusconi/Saccà.

Pertanto, la pubblicazione di intercettazioni prima della conclusione dell'inchiesta e dell'eventuale inizio del dibattimento in tribunale è illegittima, e andrebbe vietata per legge, perché se, dopo l'eventuale pubblicazione, viene fuori che non c'era rilevanza penale, alla fine ciò che rimane è solo la violazione della privacy e la gogna mediatica.

Ciò premesso, assumendo valido il principio enunciato sopra, qualora un'intercettazione venisse indebitamente pubblicata, bisognerebbe avere la forza morale di non entrare nel merito del contenuto.

Bene. Io non dico che questo approccio non abbia alcun senso. Ce l'ha, in un mondo ideale. Però nel mondo reale io non penso che in tutti casi il livello di gravità di aver pubblicato illegittimamente un'intercettazione sia sempre più alto di quello relativo all'eventuale solleticante rivelazione contenuta nell'intercettazione medesima.

Ad esempio, il tentativo di Berlusconi di compiere mosse volte, indirettamente, ad irretire un senatore della parte politica avversa (un'azione politicamente disonesta), al fine di convincerlo a fare il salto della quaglia, era una notizia troppo succosa, troppo rilevante per poter essere sottaciuta. (Nota: la vera notizia, in questo caso, non era quella delle "raccomandazioni" delle attrici, ma l'intrigo politico.)

Pertanto, chiedere che venga negata a prescindere, per legge, ogni possibilità di pubblicazione (con inchiesta in corso), o chiedere che non si entri nel merito del contenuto di intercettazioni, secondo me è sbagliato. Deve stare alla sensibilità del direttore del giornale decidere caso per caso, magari attenendosi ad un auspicabile (ma ad oggi assente) codice di autoregolamentazione.

E' vero che in nome della libertà di stampa sono stati fatti tanti obbrobri, ma guardiamoci negli occhi: l'alternativa qual è? Vietare, limitare, cingere? No signori. Come ha spiegato l'ex procuratore Bruno Tinti, protagonista di uno splendido intervento, “a grande richiesta”, durante la Zanzara di venerdì, la cura sarebbe peggiore del male: “Sì, l'informazione commette abusi, ma l'abuso è il prezzo da pagare per un'informazione democratica. Se vogliamo garantirci che nessun abuso possa essere commesso, l'unico modo è non avere più un'informazione”. Parole sante.

***

Chiudo con una curiosità. Verso le 19:25 di venerdì, Cruciani, che non condivide l'opinione in base alla quale Enrico Mentana sia stato (cito le parole pronunciate con tono ironico dal conduttore della Zanzara) “vittima di un allineamento di Mediaset alle volontà di palazzo Chigi”, non ha resistito alla tentazione di dare un colpetto all'ex direttore del TG5.

Così, dopo aver scartabellato tutto il pomeriggio in YouTube, il Crux ha trovato e trasmesso un video, preso da un vecchia puntata di Striscia la Notizia dove, in un fuori onda, nell'ambito di un'intervista a Berlusconi, si sente Mentana concordare la prima domanda con il cavaliere (anche se non proprio di buon grado).

Nulla da ridire sul gesto di Cruciani, per quel che mi riguarda, se non fosse per la constatazione che anche i più nobili principi, quando non fanno comodo, si possono mettere da parte.

Capite dove voglio andare a parare? Cruciani, alla faccia della privacy, non ci ha pensato due volte a trasmettere un frammento di conversazione che non era previsto arrivasse al grande pubblico ("fuori onda" vuol dire quello).

Il fatto che il video fosse di Striscia la Notizia è irrilevante. Quella parte di dialogo tra Berlusconi e Mentana, era, in origine, privato, e in quanto tale, applicando per estensione il ragionamento di Cruciani dettagliato all'inizio del post, non andava diffuso. Viva la coerenza, e buonanotte al secchio.

17 commenti:

Anonimo ha detto...

Massimiliano Robespierre

DISCORSO SULLA LIBERTA' DI STAMPA

Parigi, 09.maggio.1791



La libertà di stampa dev'essere intera e senza limiti altrimenti non esiste. Per limitarla, io non vedo che due sistemi, l'uno' di assoggettarne l'uso a certe restrizioni e a certe formalità, l'altro di reprimerne gli abusi con delle leggi penali. Entrambi gli argomenti richiedono la più seria attenzione.

Il primo' sistema è chiaramente inammissibile perché,come sappiamo, le leggi sono fatte per garantire all'uomo il libero sviluppo delle sue facoltà, non per incatenarle e il loro potere deve limitarsi ad impedire a ciascuno di nuocere ai diritti altrui senza ostacolare l'esercizio dei suoi.

Oggi è superfluo rispondere a quanti vorrebbero porre degli ostacoli alla stampa col pretesto di prevenirne gli abusi.

Privare un uomo dei mezzi che la natura e l'arte gli hanno fornito per comunicare i suoi sentimenti e le sue idee allo scopo d'impedire che ne faccia cattivo uso, incatenare cioè la sua lingua per paura che se ne serva per calunniare o legare le sue braccia per paura che le rivolga contro' i suoi simili, chiunque vede che queste sono delle assurdità, che questo è semplicemente il segreto del dispotismo che, per rendere gli uomini bravi e tranquilli, non conosce metodo migliore che ridurli a strumenti passivi, a imbelli automi. A quali formalità sottometterete il diritto di manifestare i vostri pensieri? Impedirete a dei privati cittadini di possedere delle macchine da stampa per trasformare un bene comune all'umanità intera in patrimonio di alcuni mercenari? Donerete o venderete ad alcuni il privilegio esclusivo di dissertare periodicamente su argomenti di letteratura,ad altri di parlare di politica e di avvenimenti di interesse pubblico? Deciderete che gli uomini non potranno dar corso alle loro opinioni senza il visto di un ufficiale di polizia o che non potranno pensare senza l'approvazione di un censore e il permesso del governo? Questi sono, in realtà, i capolavori partoriti dall'assurda mania di dettar leggi sulla stampa. Ma l'opinione pubblica e la volontà generale della nazione hanno proscritto da molto tempo queste infami usanze. Una sola idea a questo proposito mi sembra valida,quella di proibire ogni genere di scritti che non portino il nome dell'autore o dello stampatore e di renderne costoro responsabili. Ma, essendo questo problema legato alla seconda parte del nostro discorso, cioè alla teoria delle leggi penali sulla stampa, verrà risolto dai principi che stabiliremo su questo punto.

F®Ømß°£ ha detto...

Buongiorno,

molto ben argomentato il post di Authan, mi trova d'accordo in linea di massima.

Una sola cosa vorrei notare: la pessima qualità dei nostri giornalisti (televisivi principalmente, ma non solo) fa sì che gente come Cruciani possa appigliarsi alle intercettazioni-gossip che in grande copia sono state pubblicate per appoggiare una censura che fa comodo a interessi ben precisi.

Personalmente ritengo che una responsabilità enorme dello stato attuale della società italiana ricada sull'informazione.

Nel mondo ideale vorrei credere che un giornalista abbia un'istruzione superiore alla media, che sia onesto e che controlli le notizie che dà: siccome non si può sapere tutto, onestà e etica vogliono che prima di sparare cazzate si dia una controllatina. Peccato che per farlo bisogna non essere totalmente ignoranti (italiano, matematica di base e inglese, non astrofisica!).

Il nostro mondo reale e italiano vede legioni di giornalisti che fanno fatica a comprendere il concetto di percentuale e hanno una limitata capacità di comprendere la nostra lingua e le altre.

Grazie all'infimo livello di questa gente (non tutti si badi) non ci si può aspettare una autoregolamentazione e i discorsi alla Cruciani, peraltro un po' ipocriti, come evidenzia bene il finale del post, hanno buon gioco.

Saluti

Tommaso intollerante

francesca ha detto...

Coerenza??
Ma andiamo!
Pur di portare acqua la mulino del Grand Gaffeur, Cruciani si rimangerebbe qualunque principio!
A proposito, ma avete sentito sempre venerdi scorso quando ha parlato di Obama e della sua "discontinuità" con le amministrazioni precedenti, riferita all'annuncio delle tasse ai ricchi e della sanità per tutti??

F®Ømß°£ ha detto...

Proporrei una piccola sezione del blog riguardante ciò che concretamente farà Obama di profondamente diverso dalla politica di Bush.

Lo associerei all'audio in cui Crux si sgolava a dire che non c'era una vera discontinuità.

paolo, l'umile servo ha detto...

Buongiorno,
io invece non sono d'accordo nemmeno sulla linea di principio, anche se mi rendo conto di essere sempre più minoritario in questa posizione.

Per me un uomo politico è innanzitutto e per propria scelta un uomo pubblico, per cui la corrispondenza tra intenti, dichiarazioni e comportamenti è un aspetto fondamentale del suo ruolo, al di là degli aspetti legali o penali e con ovvia limitazione della sua privacy.

Tali aspetti è giusto influiscano sulle scelte di voto (una democrazia con informazione limitata o distorta è un ossimoro, con buona pace di Cruciani). Volete un esempio? Lo scelgo bipartisan: ricordate l'inchiesta censurata delle iene sull'uso di stupefancenti in parlamento? Quanti di voi avrebbero votato il proprio candidato sapendolo cocainomane, anche se l'uso di stupefacenti non è di per sè reato? La censura vi ha privato e vi priva di questa possibilità / diritto decidendo di tutelare la privacy su aspetti riservati della vita personale dei nostri politici.
E se formalmente vuole permettervi di valutare i comportamenti illeciti passati in giudicato, sostanzialmente si propone invece che possiate valutare solo comportamente penalmente rilevanti datati di oltre dieci anni - i tempi della giustizia sono quelli che sono, e salvo immunità varie - e non quelli recenti o quelli che, pur non essendo rilevanti penalmente lo possono essere in quanto più o meno allineati alle posizioni politiche dichiarate (Dato che in parlamento non vi è praticamente ormai più traccia di antiproibizionisti l'esempio di cui sopra resta valido).

Per chiudere vi invito a ricordare quanto servile fosse Saccà, praticamente a 90° nelle intercettazioni in questione. Per Cruciani lo faceva "a fronte alta".
Difficile, se non sei un vero contorsionista :-).

Saluti

Paolo, l'umile servo

Andrea ha detto...

Ciao se avete tempo date una veloce lettura a questo articolo su un convegno organizzato dalla Camera in cui unico relatore "scientifico" (....) è l'autorevole, PER CRUCIANI S'INTENDE, F. Battaglia...

http://www.climalteranti.it/?p=127

Una scommessa:
Cruciani non mancherà di dare pubblicità di questo convegno...

authan ha detto...

x Tommaso: magari al prossimo collegamento di Cruciani con Christian Rocca, ne quale quest'ultimo di sicuro non manchera' di magnificare tutti i punti di continuita' tra Obama e Bush, ci faro' sopra un post :-)

x Paolo: un conto sono i politici, un conto sono i privati cittadini ceh non ricoprono cariche pubbliche o posti di rilievo. Per me la stampa deve essere libera ai pubblicare quel che vuole, senza spade di damocle sulla testa. Ma, personalmente, se non vedo trascrizioni di telefonate o sms riguardanti privati cittadini non indagati e non coinvolti in alcuna inchiesta (non e' il caso di Sacca', per intendersi) sono piu' contento. A tal fine non invoco ne' leggi, ne' bavagli, ne' carcere, ne' megamulte, ma un semplice codice di autoregolamentazione.

Ciao,
authan

Anonimo ha detto...

...Si, se non sarà troppo impegnato stasera a rallegrarsi della probabile estradizione di Battisti, tutto merito ovviamente delle cartoline, fax, e-mail inviate all'Ambasciata brasiliana di Roma, di cui ha fatto una vera crociata!

Tornando all'ennesimo convegno inutile e dannoso, in quanto non ospiterà i veri esperti in materia, penso che anche il prof. (si fa per dire) Battaglia potrebbe essere un valido candidato per i premi IG-NOBEL 2009!!
Poi pensandoci bene, qualche altro negazionista..... magari il vescovo WILLIAMSON....eheheheheh!!!

LordBeotian ha detto...

Ma infatti io dico: non è "gogna mediatica" quella dei fuori onda di Fede? Non è "gogna mediatica" quella dello scoop del pizzino tra Latorre e Bocchino con il recupero del pizzino e la sua lettura in diretta? E le interviste delle "iene" o di "striscia la notizia"? O quelle analoghe dei TG di mediaset a Soru in cui questi dice non non avere tempo o non voler rispondere? Vogliamo sostenere che tutto questo andrebbe *proibito* con apposite leggi che puniscano chi manda in onda "gogne mediatiche"? E in quale altro stato democratico del mondo esistono leggi del genere (anche solo per le interecttazioni)?

aaron1980 ha detto...

Francamente non riesco a capire cosa ci sia di personale nel raccomandare qualche amichetta nel servizio pubblico pagato da tutti noi. Questo è il vero uso crimonoso della tv pubblica: per quale motivo dovrei non sapere tutto cio.
Non riguarda fatti privati ma rilevanti per l'opinione pubblica.
Mi domando come mai , per esempio, le telefonate di azouz assolutamente personali (ricordate? trascrissero addirittura la frase "è il momento più bello della mia vita" detta dopo la morte della moglie e del figlio) non destano alcun scalpore quando vengono propinate in Tv.
Stasera provo a chiamare Cruciani ma vedrete che , come sempre, non mi faranno parlare.
Sostenere che Saccà è uscito dallo scandalo a testa altissima è francamente troppo anche per Cruciani.

pier ha detto...

Scusate l'intromissione. Ho riletto poco fa il manifesto del blog e mi sono accorto che vi sono entrato a far parte in modo abusivo. Io non apprezzo Cruciani, nè in linea generale nè in linea particolare.
Cosa significa dire che non è banale e, conseguentemente, considerare questa una nota di merito ? Le affermazioni di Williamson sull'olocausto erano banali ? No, erano semplicemente, volgarmente e vigliaccamente false. Di certo non banali.
Dire che Saccà, in seguito alla richiesta di archiviazione della procura di Roma (atto di DIRITTO), esce a testa altissima dalla vicenda - intercettazioni dopo aver affermato solo qualche giorno prima a proposito della sentenza Mills - Berlusconi, che nelle sentenze (atto di DIRITTO) non sempre è racchiusa tutta la verità dei fatti, è banale ? Non lo so, certamente è idiota. I due concetti, presi singolarmente, sono opinabili ma sensati; espressi dalla medesima persona a distanza di pochi giorni l'uno dall'altro sottintendono una manifesta incapacità d'intendere e di volere.
Ridacchiare, facendo appello al paradosso il cui uso richiede un'arte non in suo possesso, mentre si ascolta Cossiga invitare le forze dell'ordine a usare violenza nei confronti dei docenti che manifestano, me ne frego se è originale o banale.
Sicuramente è da stronzi (gaber docet).

Un abbraccio fraterno a chi sabato a Bergamo è stato vigliaccamente picchiato dalla polizia mentre urlava la propria rabbia contro la feccia che risale a galla.
Le fogne, oramai, sono a cielo aperto.

pier

Paolo, il paria ha detto...

@authan: scusa il sarcasmo ma mi era sfuggito che tutto questo amore per la privacy fosse a tutela dei semplici cittadini:-)

Dev'essere perchè all'atto pratico si chiede in primo luogo di vietare la pubblicazione di intercettazioni telefoniche (ve ne ricordate una sola tra due privati cittadini? io no), intercettazioni che hanno tanto gravemente danneggiato la diritta schiena di Saccà (funzionario pubblico) e non nomi, foto e quant'altro di un indiziato / indagato / arrestato in attesa di giudizio qualsiasi, come spesso avviene.
Attingo ai soli titoli di oggi per dare una dimensione della cosa: non sento nessuno che dica che questa legge serve a tutelare la privacy e la dignità di Zornitta, Modestino, Racz, Loyos, tutte persone delle quali abbiamo conosciuto nomi, visi ed accuse ben prima di una sentenza, senza che ciò scandalizzasse i nostri politici (anzi! in quasi tutti i casi ricordo uscite forcaiole e filocastratrici).

Passatemi la frase pomposa del giorno: non è su chi non ha bisogno di garanzie che si misurano i diritti. I politici hanno bisogno di poche tutele perchè già molto (troppo) garantiti. Ed è a loro beneficio che mi sembrano rivolti questi provvedimenti, perchè se domani venissi additato come stupratore seriale o pedofilo o spacciatore o unabomber nessuno, oltre a mia moglie ed ai miei figli, protesterebbe per foto, nome ed indirizzo pubblicati sul giornale prima di una sentenza, come normalmente avviene nel silenzio dei garantisti di maniera. Il tutto in spregio ad una privacy cui io, a differenza dei politici, non sono stato chiamato a rinunciare, perchè non sono un personaggio pubblico.

Paolo, il paria

Anonimo ha detto...

Ben scritto Paolo, umile servo

francesca ha detto...

@ aaron1980
ciao!
scusa ma ieri sera ho seguito solo a singhiozzo... sei poi riuscito ad arrivare in trasmissione per il tuo intervento?????

aaron1980 ha detto...

@Francesca

Come sempre, non mi hanno fatto parlare in trasmissione.
Chiamo quasi ogni sera e parlo con i collaboratori di Cruciani che, regolarmente, non mi richiamano.
Le prime volte che chiamavo mi facevano quasi sempre intervenire in trasmissione, adesso praticamente mai. Non vorrei pensar male, non mi piace passare per "complottista", però i fatti sono questi.

francesca ha detto...

@ aaron1980

eheheheh!!!
come diceva quello?
"A pensar male si fa peccato, ma qusi sempre ci si azzecca!"

Posso testimoniare che succede la stessa identica cosa anche a me.
Hanno evidentemente un'anagrafica ascoltatori "indesiderati" che vengono bloccati dal filtro gentile delle operatrici telefoniche, alla faccia di chi crede che basti comporre l'800240024 per intervenire!!!

Restano due vie:
1) l'SMS
2) le e-mail

Io propendo per la seconda!
Ogni giorni a valanga!!
ahahhahah!!!

paolo chiavari ha detto...

La puntata di ieri è stata spettacolare !! Un signore ha chiamato e ha fatto barba e capelli al crux sul caso Genchi. Quel signore è anche lui un consulente giudiziario. Grandissimo!!!


ps . unicredit -5.23 % alle 11.35am

Penso possa essere tema di discussione per stasera!!