lunedì 30 marzo 2009

Venga il tuo regno

E fu così che Silvio divenne imperatore. Silvio Cesare. Per unanime acclamazione, senza percepibili manifestazioni di dissenso tra le migliaia di delegati accoliti presenti al congresso fondativo del PDL. Un'autentica apoteosi, il trionfo assoluto di un uomo che non è più un uomo, ma un semidio, o, per citare Giuliano Ferrara sul Foglio di oggi, un messia postmoderno.


VEnga il tuo regno


Dopo quindici anni la sinistra lo ha capito il fenomeno Berlusconi o è ancora in ritardo?”, chiedeva Giuseppe Cruciani al suo ospite Fabrizio Rondolino durante la Zanzara di venerdì 27 marzo.

Ma il vero fenomeno che va capito, secondo me, non è tanto Berlusconi in sé, ma quello dei 14 milioni di persone che lo venerano. Una massa che non penso si possa giustificare solo con il suo potere mediatico. Su questo io do ragione ad Enrico Mentana, secondo il quale, stando ad una sua intervista alla Stampa, pluricitata da un gongolante Cruciani, “si è dimostrata sbagliatissima l'immagine per cui in questi 15 anni in Italia c'è stato un Grande Fratello tv che ha condizionato le coscienze.”

Intendiamoci, a me personalmente le televisioni di Berlusconi fanno schifo. Mi fanno schifo perché rispondono a logiche commerciali e di intrattenimento che non collimano coi miei gusti e con la mia sensibilità. E mi fanno schifo perché considero la qualità dell'informazione fornita dalle reti Mediaset scadente quando tratta temi di cronaca e faziosa quando tratta temi di politica.

Tuttavia, se ipotizzare qualche migliaio di soggetti lobotomizzati dalla "TV deficiente" può aver senso, così non può essere per 14 milioni di persone. Ci deve essere dell'altro. E io penso di averlo individuato nel recondito bisogno di moltissimi cittadini di credere in qualcosa, di mettersi nelle mani di un essere onniscente e onnipotente che sembra sempre certo di quel che dice e sicuro in quel che fa, e che sembra avere sempre a portata di mano la medicina giusta per ogni male.

Non è ipnosi, ma feeling. E' la capacità, che solo il cavaliere oggi possiede, di entrare in sintonia con i desideri della gente, di interpretarli, di impacchettarli, e di dare l'impressione di saperli esaudire. Gli italiani gli credono perché vogliono crederci. Gli credono perché egli dice loro quel che loro vogliono sentirsi dire.

Ebbene questa è la politica che oggi funziona meglio. Slogan, annunci, sorrisi, promesse, ottimismo profuso a piene mani. Tante illusioni, pochi fatti ma presentati col piglio giusto, come per sottolineare che tutto è sotto controllo e che nulla sfuggirà al passaggio dell'esercito del Bene.

Non sto dicendo che sia la politica giusta, sia chiaro. Sto dicendo che oggi è quella che funziona.

Ma così come accadde nella legislatura 2001-2006, arriverà il momento della resa dei conti. Quando molti dei desideri saranno rimasti inesauditi, il germe del dubbio tornerà ad insinuarsi nel tessuto di questo paese, e il trono dell'imperatore Silvio Cesare comincerà a vacillare. Ogni semidio ha il suo punto debole. L'omerico Achille aveva il tallone, Superman la kryptonite. Berlusconi ha il tempo. Che anche stavolta, vedrete, sarà galantuomo.

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R.E.M., "Superman" (1986)




I am, I am, I am Superman
and I know what's happening
I am, I am, I am Superman
and I can do anything


34 commenti:

Paolo il Sung-tetico ha detto...

Buongiorno,
anch'io ho trovato ridicolo il clima plebiscitario del congresso, ma le primarie a candidato unico sono forse più serie?

Quanto a Berlusconi, caro Authan, è vero che i suoi seguaci vogliono credergli, come è vero che ha pesantemente sfruttato il proprio potere mediatico personale, sia per condizionare l'informazione che per instillare un sistema di valori che ci è stato "proposto in modo martellante" (:-)) dalle tv commerciali, è vero anche che non ha avuto davanti un'alternativa migliore.

Quelli di Berlusconi non sono solo ammiccamenti e promesse ampiamente sbandierati: la gestione dei rifiuti in campania è un fatto, la social card anche, l'eliminazione di una giungla di leggi inutili pure, la formulazione di una legge sul fine vita anche, e si potrebbe continuare.
Sono atti spesso piccoli, meno che imperfetti, criticabili, poco condivisibili? Certo, ma auspicati unanimemente (spesso da anni) nello stesso parlamento che non era stato in grado di affronterli se non a chiacchiere.

Sto rivedendo a livello nazionale quello che nel piccolo avevo visto avvenire vari anni fa a Treviso, dove un terrificante Gentilini verrà adorato sin dopo morto per avere condotto una amministrazione mediocre o poco più, unicamente perchè chi lo aveva preceduto e chi lo ha contrastato era completamente incapace di muovere foglia.

Saluti

Paolo il Sung-tetico

Anonimo ha detto...

Buon giorno, per la prima volta non mi trovo d'accordo con Paolo: la tanto sbandierata "morale del fare" la trovo sbagliata perchè, per come sta agendo il governo attuale, nella migliore delle ipotesi il fare si traduce nel fare cose inutili per il Paese (vedi Ponte sullo Stretto) e nella peggiore delle ipotesi si traduce nel fare cose dannose per lo Stato (una su tutte il ritorno al nucleare: avete visto ieri sera Report?). Personalmente sono dell'idea che è meglio fare poche cose ma fatte bene piuttosto che tante fatte male.
Roberto

francesca ha detto...

Dopo tanta inerzia, finalmente un governo del fare...... disastri!

Tanto per ricordarne alcuni...

Avrà pur fatto contenta tanta gente miope ed ottusa la cancellazione dell'ICI, premiando l'egoistica difesa del proprio orticello pur essendo un provvedimento in direzione opposta a quella del federalismo fiscale, che infatti ha messo in seria difficoltà i bilanci comunali e costretto il governo a sottrarre fondi ad altri stanziamenti, come quelli delle infrastrutture al sud.

E che dire dei 120 milioni di euro per finanziare le scuole paritarie prima cancellati dalla mannaia ministeriale e poi, alla levata di scudi dei vescovi, velocemente ricollocati a disposizione dei cattolici?
Poi pero' per il piano di edilizia popolare (5/6000 alloggi) solo 550 milioni che, quando la legge vedrà finalmente la luce, potrebbero anche sparire!!
Per non parlare del totale disinteresse per la categoria degli inquilini che pagano affitti vergognosi perchè l'importante è far star sereni i proprietari di case!


La social card come promesso e sbandierato dalla propaganda avrebbe raggiunto 1,3 milioni di cittadini in difficoltà economiche. In realtà i limiti di reddito cosi modesti hanno consentito a poco piu' di 600 mila persone di aver diritto al contributo.

Io non la penso come Authan rispetto al condizionamento delle coscienze avvenuto attraverso le TV del premier, e la prova è nel fatto che la gente si strugge pensando alle nominations della Casa o alle eliminazioni di Amici piuttosto che fare critiche sulla sostanza dei provvedimenti del governo.

Arriverà si forse il momento della resa dei conti, ma intanto....

Paolo il bifronte ha detto...

@ roberto,

sono d'accordo con te che sei in disaccordo con me:-).

Nemmeno io approvo la "morale del fare" se applicata ad ogni costo.

Ma per molti, specie se segue un periodo di immobilità, è un ottimo motivo di scelta.

Forse se nel mio post precedente avessi citato tra i fatti anche la lotta all'assenteismo nella P.A. la mia posizione ti sarebbe più chiara: come ho scritto spesso penso che i provvedimenti di Brunetta siano controproducenti (tengono negli uffici dei fannulloni inoperosi, offendono e demotivano chi lavora), ciononostante Brunetta è osannato per il solo fatto di aver intrapreso la battaglia.

Saluti

Paolo il bifronte

Genio ha detto...

Quello che mi stupisce ancora, dopo 15 anni (Authan, credo che ormai il tempo sia stato giudice abbastanza), è come ci si ostini a voler trovare delle motivazioni più o meno particolari, più o meno subdole che spingano la maggioranza della popolazione a votarlo, quasi che fosse questa un'azione incomprensibile, figlia di strani sortilegi e manipolazioni mediatiche.
Sarei contento se, almeno una volta, una sola, qualcuno si chiedesse cosa spinga davvero a votare per i suoi antagonisti politici...

LordBeotian ha detto...

Stavolta non sono affatto d'accordo con Authan. Innanzitutto è sbagliato impostare il problema considerando i 14 milioni di elettori come se fossero tutti uguali. Non è che o son tutti plagiati o non lo è nessuno, c'è una varietà di gente tra cui certamente persone con gradi variabili di consapevolezza e condizionabilità dalla TV. Si sente spesso dire che
1) gli italiani sono un popolo intelligente e consapevle
2) la TV non sposta voti

Sono entrambi luoghi comuni che "funzionano" perchè a dire che gli italiani sono stupidi si passa da arroganti e presuntuosi (chi emette il giudizio si crede evidentemente più intelligente). Ma cosa c'è a sostegno di questi luoghi comuni a parte il senso di disagio che si può provare a negare quelle cose? Non c'è niente: tutti i dati in nostro possesso avvalorano tesi opposte, ovvero:

1) gli italiani sono in gran parte ignoranti, disinformati e intellettualmente poco dotati, ecco un paio di link su cui riflettere:
http://linguaditerra.blogspot.com/2009/03/alphabetical-divide.html
http://www.affaritaliani.it/cronache/in_italia_nuovi_analfabeti260209.html
cito:
"Il 65% della popolazione italiana non possiede le competenze alfabetiche
minime, secondo l’OCSE, per orientarsi nella società dell’informazione (è cioè “funzionalmente analfabeta” o “semianalfabeta”). Mentre meno del 10% possiede le competenze necessarie per orientarvisi in modo critico e creativo."
Ad avvalorare questa tesi aggiungiamoci che in Italia i maghi fatturano 5 miliardi di euro l'anno.

2) Le televisioni e i mass media spostano voti, ecco un paio di link su ricerche che cnfermano questo fatto:
http://www.politicaduepuntozero.it/?p=636
http://fantasticiquattro.blogspot.com/2006/04/la-tv-influenza-il-voto.html
i voti spostati da FoxNews vengono stimati in circa un 3-8% degli spettatori, una percentuale che può ribaltare un risultato. Tra parentesi anche Craxi quando nel '94 consigliava Berlusconi gli diceva chiaro e tondo "con l' arma che tu hai in mano delle tv, attraverso le quali puoi fare una propaganda martellante a favore di questo o quel candidato, ti bastera' organizzare un' etichetta che riesca a raggrupparne 25 30 mila, per avere forti probabilita' di rovesciare il pronostico"
http://archiviostorico.corriere.it/1996/aprile/12/Quel_giorno_Arcore_quando_Craxi_co_0_9604123451.shtml

3) L'elettorato Berlusconiano è - dati alla mano - in prevalenza formato proprio dalle persone meno acculturate o politicamente impegnate e che si informano quasi esclusivamente tramite la TV:
http://www.youtube.com/watch?v=d1w7kDxLrQE

Anonimo ha detto...

Hai fatto bene a cancellare la parola delegati e sostituirla con accoliti!
Al mega congresso (costato solo qualche milione di euro...) han lavorato parecchio anche le agenzie di ricerca personale con "le physique du role" per selezionare comparse belle, giovani e bionde, da piazzare nelle primissime linee a riempire tutte quelle 56 sedie di ogni fila....

authan ha detto...

x Genio.

Ti faccio solo presente che le due volte che Berlusconi ha vinto le elezioni e governato, al giro dopo e' stato sconfitto dopo aver perso molto consenso.
Ciao,
authan

LordBeotian ha detto...

@Genio:
dici
"Sarei contento se, almeno una volta, una sola, qualcuno si chiedesse cosa spinga davvero a votare per i suoi antagonisti politici..."

Ti rispondo io: tentare di minimizzare il danno.

pier ha detto...

paolo personalità multiple il punto è sempre lo stesso.
sparare a zero sul centrosinistra imputandole accuse di immobilismo è legittimo e non privo di elementi di verità.
ma in questo modo si guarda il dito e la luna resta lì inosservata.
la questione non riguarda solo il COSA fare ma anche e soprattutto il COME. ed è sul COME, prima ancora che sul COSA, che la destra ha vinto. non nelle urne, ma nella società civile.
tralascio la farsa della social card che verrà analizzata nella prossima puntata di report e a titolo esemplificativo mi dirigo sulla questione della gestione rifiuti:
tu hai la minima idea di quello che è il rapporto in campania, così come in altre zone d'italia, tra la malavita organizzata e le forze politiche che, a seconda della stagione, governano il territorio locale o nazionale ? ti sei mai chiesto come mai di punto in bianco le discariche, feudi camorristici, sono diventate accessibili ?
io non mi posso limitare a constatare, in maniera generica, che il problema è stato risolto. io voglio sapere COME è stato risolto, e queste informazioni me le può fornire solo un giornalismo indipendente e responsabile.
ammesso e non concesso che il COME si traduca in un 'normalissimo' patto di convivenza tra la camorra e i politicanti di lotta e di governo, ti posso assicurare che questo non turberebbe le coscienze della stragrande maggioranza delle persone e l'informazione da me invocata avrebbe partita persa, perchè in un contesto silente le voci 'dissidenti' sono inevitabilmente tacciate di falsità. vedi, da ultimo, alla voce saviano.
anche per questo penso, e mi collego ai miei precedenti commenti, che sia necessario conoscere e diffondere il lavoro dei propri amici anzichè farsi attrarre dai giochi di prestigio dei nemici (ti rubo la terminologia).
d'altronde questo è quello che la destra ha fatto in questi anni. ed ora se la gode.

Paolo lo schizofrenico ha detto...

@ pier:

trovo normale criticare gli "amici" quando sbagliano, perchè riconosco il tradimento di valori che abbiamo in comune, lo rifiuto e cerco di correggerlo.

Non ritengo opportuno cercare di correggere la parte politica avversaria e regalare un favore a valori diversi dai miei.

Non penso che un avversario politico possa cambiare la sua posizione, per mie considerazioni derivanti da valori che non condivide.

Credo che chi sbaglia meno abbia più possibilità di emergere: il centro sx ha perso in primo luogo perchè ha rinunciato alla sua identità, volendo essere laico, ma anche papalino, attento allo stato sociale, ma anche liberista, giustizialista, ma anche garantista, e via così, sommando contraddizioni su contraddizioni, paralisi su paralisi, perdendo voti su ognuna di esse e finendo per non avere nè una identità nè una coerenza.

Tutte cose che gli elettori (e l'amministrazione di una società) pretendono con pieno diritto.

Ad esempio, quando Borghezio parla da fascista (Cruciani mi sfotterebbe per questa affermazione, ma è di Borghezio, non mia) non lo posso criticare per questo, in quanto si dimostra coerente con il suo DNA.
Cerco invece di metterlo ai margini evidenziando che lo fa e quali siano le conseguenze derivanti e possibili dalle sue posizioni, prevedo e presento il conto, cerco di incatenarlo alle sue responsabilità e spero che queste lo schiaccino.

Saluti

Paolo lo schizofrenico

Farina ha detto...

...... sinceramente ... mi viene da esclamare.... ""E' IL SUFFRAGIO UNIVERSALE , BELLEZZA"" .... anche Bush per 2 mandati e' stato votato , che io sappia , democraticamente.....

F®Ømß°£ ha detto...

Buongiorno,

ho apprezzato molto sia il post di Authan, sia il commento di Paolo.

Negare l'influenza delle televisioni sul risulatato delle elezioni mi sembra fuori discussione. È altrettanto chiaro che il martellamento mediatico spiega solo in parte il successo di B.

Sono d'accordo con Paolo sul fatto che Berlusconi piace perché fa.

Questo non vuol dire che sia giusto il fatto che piaccia x questo motivo e neanche che sia giusto quello che fa.

Le cose tuttavia stanno così, a mio parere.

Trovo putroppo ottimistica l'idea che il tempo sarà galantuomo, le conseguenze di tutto questo fare non saranno presentate oggettivamente, proprio a causa dello strapotere televisivo di cui gode il nostro "Messia". Per questo motivo saranno comprese solo se saranno pesantemente disastrose, ma allora la frittata sarà stata fatta.

Tommaso amareggiato

Davide ha detto...

Salve,
io vorrei fare un inchino ai primi due ascoltatori intervenuti alla puntata, soprattutto il primo, che riprendendo la parte del discorso di Berlusconi su quanto il suo parito tenga alle libertà, ha elencato le "presunte" libertà che abbiamo noi Italiani, dalla nuova legge sull'accanimento terapeutico ai famosi dico-pacs-etc..

Grazie

pinaz ha detto...

@francesca: "berlusconi piace perchè fa". mi può star bene, ma siamo sicuri che faccia più degli altri o quello che fa viene enfatizzato dai mezzi di (dis)informazione per amplificarlo?

@davide: anche io ho apprezzato il primo ascoltatore... ma ero in macchina e ho provato in tutti i modi a chiamare, perchè volevo aggiungere alla lista dell'ascoltatore anche i tentativi di "imbavagliare" internet assimilando i blog alle testate giornalistiche, al divieto di andare su siti di scommesse come www.888.com perchè non pagano il pizzo al monopolio di stato, al massacro del G8 con filmati di pestaggi delle forze dell'ordine di anziani e donne... e sono sicuro di dimenticarne parecchie di malefatte ai danni della libertà individuale, d'opinione, etc...

pinaz ha detto...

@lordBeotian: grazie per il post e per i vari link... li ho guardati tutti... e devo dire, veramente interessante quello sull'alphabetic divide.
consigliato!!!
http://linguaditerra.blogspot.com/2009/03/alphabetical-divide.html

Podmork ha detto...

Ai Posteriori l'ardua sentenza.

francesca ha detto...

@ Pier

Se questo blog non ti piace, eccoti un'idea alternativa!




MARTEDÌ, 31 MARZO 2009

Pagina 10 - Interni

BELPAESE

No comment



ALESSANDRA LONGO

Possibile che nessuno scriva una riga a Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione? Abbiamo aperto il suo blog, molto raffinato dal punto di vista estetico: sfondo nero, l´ex ministro del governo Prodi in maniche di camicia che quasi «si appoggia» sul contenitore grafico in attesa che qualcuno partecipi al dibattito. E invece niente: c´è una sua lunga colonna di interventi-provocazione che finiscono tutti, invariabilmente, a vuoto. «Nessun commento», i compagni non collaborano. Il segretario parla della crisi, denuncia, come nel caso della Indesit, «l´interclassismo del Pd», ragiona sull´unità a sinistra, propone la nazionalizzazione delle banche e la redistribuzione del reddito. Ferrero scrive quasi ogni giorno. Sarebbe educato che qualcuno gli rispondesse.

ciao
Francesca

gianpaolo ha detto...

@ authan
Sull'argomento dell'influenza televisiva, non concordo per niente con te. Anche se come fai presente a Genio "che le due volte che Berlusconi ha vinto le elezioni e governato, al giro dopo e' stato sconfitto dopo aver perso molto consenso", questo non significa nulla. La domanda è: e quanti ne avrebbe persi senza le sue televisioni e il controllo anche della Rai???
E' come se in una gara di 100 mt piani, ci fosse un partecipante che invece di partite dai blocchi, iniziasse la sua corsa dai 50 mt. Anche correndo contro Usain Bolt probabilmente qualche volta vincerebbe o comunque perderebbe di poco. Berlusconi senza i suoi media, sarebbe solo un buffone, fallito e in galera. Ecco perchè se li tiene tanto stretti (vedi rete4).

Arcibaldo ha detto...

Io credo che l'ingegneria del consenso parte da quell'ormai lontano 1994... Ricordo MOLTO BENE, ad esempio, Raimondo Vianello che a Pressing INVITAVA gli ascoltatori a votare per voi sapete bene chi.

Da allora è stata una successione di trasmissioni STUDIATE A TAVOLINO per incrementare in modo più o meno subliminale il consenso del cavaliere. Ad esempio, anche in scherzi a parte... nella sigla finale c'erano personaggi travestiti da Klu-Klux Klan (sic) il cui capo, arrivati ad un certo punto, dava un coppino a un altro dopo aver nominato il nome di "berlusconi", oggetto di uno scherzo. Sciocchezze...? Può darsi, ma è palese che berlusconi usa le SUE televisioni per i SUOI scopi, non per altro. Tutto è orchestrato, pianificato, e siamo già a "berlusconia", non più in italia.

Arthur ha detto...

C'è da chiedersi cosa spinga ora Mentana, che sicuramente non deve dimostrare nulla ad alcuno, e non ha certo la prospettiva di finire a fare il lavavetri ai semafori, ad affermare che le (sue) TV non abbiano giocato un ruolo nel successo politico di Mister B, quando dopo la cacciata da Matrix a febbraio, nelle varie interviste ha denunciato come il suo non-allineamento fosse mal digerito.

Cristiano ha detto...

Io credo che se mi date 3 televisioni (su 7) e poi me ne date altre 2, e dopo mi date anche il primo gruppo editoriale italiano, a quei 14 milioni, nel giro di tre anni riesco a far credere che il cielo, da azzurro, sia diventato arancione. Permanentemente

Anonimo ha detto...

Sobrietà, compostezza, pudore....

Termini che oggi fanno sorridere pensando alla cosiddetta disinvoltura di certi atteggiamenti sguaiati, cialtroneschi e maleducati non solo del premier ma di larga parte della compagine governativa, inclusi i portavoce delle varie forze della coalizione.

E la gente, abituata alle risse in TV (grazie Mediaset di tutta la modernità che ci hai graziosamente offerto, in cambio solo di un po' di attenzione ai passaggi pubblicitari lava-cervelli) ormai non ci fa piu' caso e accetta che da un'anima non proprio candida come quella di Silvio Cesare vengano insulti continui ai competitors.

Ma se rivolgessimo la classica domanda che in America si fa al pubblico per sondare la stima nei candidati: "Comprereste un'auto usata da quest'uomo?"

authan ha detto...

Amici, io dico questo.

Cosi' come molti di noi sarebbero pronti a votare chiunque pur di non votare Berlusconi (anch'io), in Italia ci sono sempre stati (anche prima del 1994 e prima di Fininvest/Mediaset), ci sono, e ci saranno sempre (anche dopo la dipartita del cavaliere) milioni e milioni di persone che voterebbero chiunque fuorche' la sinistra.

In Italia funziona cosi', putroppo. Si vota contro (vale anche per me). Non sapete quanto io agogni uno scenario in cui possa votare *PER*. Sulla base dei programmi. Ma questo non sara' possibile finche' Berlusconi non se ne va, perche' la sua presenza e' troppo ingombrante. Ecco perche' lo detesto cordialmente cosi' tanto.

Ma torniamo ai voti e alle TV. Quando Berlusconi e' sceso in campo, milioni di persone che gia' esistevano hanno trovato in lui un punto di riferimento, un capitano, un padrino se preferite. Per costoro non c'era bisogno delle televisioni, perche' erano gia' dei convertiti.

Morale: le televisioni di Berlusconi, che FANNO SCHIFO, con programmi dementi e con un'informazione faziosa, sono si' importanti, non dico che non incidono per nulla, ma esse non spiegano DA SOLE il successo di Berlusconi. Contano molto anche il modo con cui la politica e' concepita dall'elettorato italiano (tifo calcistico), il carisma del cavaliere e la mancanza di un'alternativa pienamente convincente.

Ciao a tutti e grazie per i vostri contributi, che apprezzo e rispetto molto.

Authan

gianpaolo ha detto...

@authan 2. Se lo dicono "LORO" bisognerà pur credergli!!!

Ezio Cartotto ai giudici di Palermo: “Craxi ci disse – in quella famosa riunione in cui si aprì la porta – che bisogna trovare un'etichetta, un nome nuovo, un simbolo, qualcosa che possa unire gli elettori moderati che un tempo votavano per il pentapartito. Con l'arma che hai tu, Silvio, in mano delle televisioni, attraverso le quali puoi fare una propaganda martellante”. Mh... “Ti basterà organizzare un'etichetta, un contenitore – una volta è Forza Italia, una volta la CdL, una volta il PdL -, hai uomini sul territorio in tutta Italia, puoi riuscire a recuperare quella parte di elettorato che è sconvolto, confuso ma anche decisa a non farsi governare dai comunisti e salvare il salvabile”.

Arcibaldo ha detto...

@Authan

Eh, sul tifo calcistico non a caso berlusconi ha comprato il milan... Poi bisogna dargliene atto: ha vinto tutto.

Ma ANCHE in questo frangente, ricordo MOLTO BENE un certo Marco Van Basten (oltre a tutti gli altri giocatori) che ad OGNI intervista, in quel periodo, e sottolineo OGNI intervista, non mancava di ringraziare "il presidente". Non si sa bene per quali motivi, probabilmente anche contrattuali, ma ringraziava il presidente.

Arriviamo ai giorni nostri. Con comparse ai congressi di (s)forzo italia, tipicamente bionde, dove, ad esempio, affermazioni tipo "mangano era un eroe" o "dell'utri è un bravuomo" vengono staccate sui volti delle suddette bionde che non mancano di annuire.

Ora, questa spicciola strategia del consenso può avere effetto solo in un paese come l'italia, da altre parti l'avrebbero già preso a calci nel sedere da un pò, MA... bisogna verificare anche quello che ha fatto un certo d'alema per comprendere come siamo arrivati fino a questo punto.

Mi sembra quasi che questo governo psico-piduista-fascistoide dica tutti i giorni, come in Mars Attacks, "non fuggite! siamo vostri amici!"... e poi sono mazzate.

Cristiano ha detto...

Ragazzi viviamo in un paese in cui la maggior parte delle persone non sa che un uomo che è stato per sette (7) volte presidente del consiglio è stato condannato (e prescritto) per mafia (per reato commesso sino al 1980). La maggior parte delle persone pensa che Andreotti sia uscito pulito dal suo processo per mafia. In un paese con un informazione normale questo non succede. In un paese con un informazione normale si dà questa informzione con tutto quello che questa comporta, e si apre un dibattito (Moretti scusa)
In Italia il fatto che Andreotti sia stato mafioso è un informazione da cultura alternativa underground..

Arcibaldo ha detto...

Cristiano ha detto...
"In Italia il fatto che Andreotti sia stato mafioso è un informazione da cultura alternativa underground.."

Frase da stampare. Memorabile :D

pier ha detto...

francesca non sei in grado nemmeno di fare del qualunquismo un'arte. abbi pietà di te

pier ha detto...

un pezzo di mondo alla rovescia


Pino Maniàci, conduttore antimafia dell’emittente siciliana Telejato, è stato rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione giornalistica. Se l’Italia fosse un Paese normale un provvedimento di questo tipo dovrebbe riguardare centinaia di conduttori di notiziari non giornalisti, magari assieme all’editore Silvio Berlusconi che per anni ha fatto trasmettere Rete 4 senza concessione delle frequenze.

Comunicazione e informazione in una democrazia sono libertà, che non può essere sottoposta a tesserini. In un paese normale la libertà di comunicare è un diritto di tutti, e se fra loro c’è qualcuno come Pino Maniàci, (anzi l’unico in Sicilia) che fa nomi e cognomi di mafiosi e/o presunti tali su un’emittente locale, dovrebbe avere maggiori tutele in un’area difficile come la sua, e magari essere invitato su qualche canale nazionale. Invece viene rinviato a giudizio per un reato ridicolo e liberticida, mentre, magari, i mafiosi che cita se la ridono liberi o latitanti.
La mia solidarietà a Pino, in attesa che esca da questo processo da assolto.
da www.danielemartinelli.it

per quel che riguarda il post penso che il nocciolo della questione sia stato messo in luce da paolo:
senza identità l'unica strada percorribile è quella della sconfitta, elettorale, e cosa ancor più grave, sociale.
nonostante quello che molti delinquenti hanno cercato di inculcare nelle nostre menti spaziose in tutti questi anni, ci tengo a ricordare come la sinistra in italia sia stata forza di opposizione politica per quasi mezzo secolo.
ciò non ha impedito però che un'idea di sinistra, manifestatasi attraverso pratiche di vita politica quotidiana , attecchisse nel contesto sociale.
oggi non è così.
continuerò un'altra volta. il lavoroc chiama.

Paolo Tze Tung ha detto...

Buonasera,
Ho riletto di un fiato post e 30 interventi successivi.

Mi pare che ciclicamente si torni all'antiberlusconismo e questa è una cosa catastrofica, perchè non si governa un paese avendo come unico motore l'avversione ad una persona.

Dopo una sconfitta, per sperare di avere successo nella rivincita, è necessario innanzitutto capire i propri errori e punti di debolezza, rimediarvi e solo dopo cercare di intaccare un avversario che si è già dimostrato più forte di te o lamwentarsi degli errori dell'arbitro e dei rigori non dati (mi si passi la metafora).

Il conflitto di interessi non è più un arma, perchè spuntata dal fatto che chi se ne lamentava a gran voce ha ritenuto di non doverlo risolvere.

Il razzismo di alcune parti del centro dx non è più un arma, perchè spuntata dal fatto che chi se ne lamentava a gran voce ha cercato accordi politici con le stesse parti.

La colonizzazione della RAI non é... non serve che continui, vero?

Finchè si gioca agli antiberlusconisti si gioca con le regole del PdL, perchè in questo modo si cra una falsa coesione dietro una bandiera insufficiente a governare, come si è dimostrato in occasione dell'ultima vittoria di Prodi/Pirro: se le premesse sono le stesse, saranno prevedibilmente gli stessi i risultati.

Bisogna cambiare regole, spostare l'attenzione su altro (e di cose importanti sa dio se ce ne sono) e fare proposte comprensibili, concrete e farle sentire alla gente, nei luoghi di lavoro,...

Avete presente quello che hanno fatto vedere a Report sugli studenti dell'Onda che gestiscono le ripetizioni a prezzo politico? qualcosa di simile. Opponiamo alle ronde l'uscire la sera. Alla mancata informazione giornalistica l'utilizzo dei blog. Alla mancanza di supplenti la disponibilità ad affiancare le maestre.
Diventerà chiaro che il problema c'è e che c'è una soluzione e chi la propone e gestisce.

Saluti

Paolo Tze Tung

pinaz ha detto...

anche le parole di palo tze tung sono da incorniciare!!!

Arthur ha detto...

La puntata di ieri sera ha sfiorato l'argomento di cui Serra oggi offre un impeccabile commento:


"I dati sull´informazione politica dei telegiornali Mediaset relativi al mese di marzo sono (come si dice con formula retorica) indegni di una democrazia.

Il padrone di Mediaset nonché capo del governo ha avuto, da solo, più spazio di tutti gli altri esponenti di partito messi insieme. Quasi l´ottanta per cento del minutaggio è andato alla maggioranza, meno del 15 per cento all´opposizione, il resto a uomini delle istituzioni.

È perfettamente vero che questo schifo non trova una definizione tecnica convincente nella parola "regime". Si chiama conformismo, o servilismo, o pigrizia intellettuale, o docilità professionale, o zelo aziendalista, ed è molto peggio, perché affonda le sue radici non in regole liberticide o in censure conclamate, ma nella progressiva assuefazione di un paese intero (metà felice, metà rassegnato o meglio sfinito) all´incivile assetto dell´informazione in Italia. Rispetto a un regime, il risultato non cambia: la voce del potere sovrasta e quasi cancella quella dell´opposizione.

Se oggi Massimo D´Alema tornasse in visita a Mediaset per ripetere (come fece giustamente da segretario del Pds) che quell´azienda è patrimonio del paese, dovrebbe citofonare a lungo prima che gli mandino un usciere a ringraziare per il disturbo."

Cruciani ha laconicamente commentato dicendo: "Si, poi Gentiloni (ex-ministro delle comunicazioni nel governo Prodi)farà le sue verifiche...."

francesco.caroselli ha detto...

Il tempo è Galantuomo??Non lo so...
La Storia è scritta dal vincitore (da che Mondo è mondo)

Il vincitore non prova vergogna del modo in cui ha vinto - MACCHIAVELLI

La storia ci GIUDICHERA'... ma noi la RICUSEREMO!! - Berlusconi/Guzzanti