giovedì 3 settembre 2009

La zona rossa

L'argomento più significativo uscito dalla Zanzara di ieri è quello delle cause intentate dai politici nei confronti dei giornali. Come noto, Berlusconi negli ultimi giorni ha querelato sia la Repubblica che l'Unità per via dei loro reportage sugli scandali sessuali di Berlusconi.

Le reazioni indignate non si sono lasciate attendere. Il direttore dell'Unità, Concita De Gregorio, nel suo pezzo di oggi, sostiene come il cavaliere cerchi di distruggere, nel mondo dell'informazione, tutto ciò di cui non può impadronirsi direttamente. Su Repubblica, tre illustri giuristi (Franco Cordero, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, non esattamente tre passanti qualsiasi) hanno lanciato un appello contro “il tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l'opinione pubblica”.

Ma dall'altra parte c'è chi osserva come il ricorso ai giudici non sia prerogativa esclusiva di Berlusconi. Ad esempio Alessandro Sallusti, vicedirettore del Giornale, ascoltato ieri in un clip audio durante la trasmissione, fa presente le innumerevoli cause intentate contro il suo quotidiano da Antonio Di Pietro.

C'è dunque”, si è chiesto il conduttore supplente Alessio Maurizi, “un doppiopesismo nei giornali di sinistra, un riflesso condizionato che porta a tramutare le querele ai giornali in attentati alla democrazia? Oppure la concentrazione di potere economico politico e mediatico di Berlusconi fa sì che le sue querele diventino un mezzo con cui arrivare là dove la sua semplice influenza non basta?”.

Tema interessante. Una buona risposta, ascoltata al GR24 di stamattina, l'ha indirettamente pronunciata Massimo D'Alema: “Quando io divenni presidente del consiglio, rinunciai ai tre procedimenti giudiziari che avevo con dei giornali, perché la figura del presidente del consiglio dispone di un tale potere da trasformare eventuali denunce in atti di intimidazione”. Sacrosante parole, pienamente condivisibili e applicabili alle vicende di questi giorni. Peccato però, che, come scrive oggi Vittorio Feltri, anche Romano Prodi, negli anni '90, da presidente del consiglio, querelò un organo di informazione (uno a caso… il Giornale), senza particolari levate di scudi di alcuno a difesa della libertà di stampa.

C'è tuttavia un altro aspetto che rende le querele di Berlusconi diverse da quelle di Di Pietro e di Prodi, che non è legato solo alla concentrazione di potere nelle mani del premier. Posto che il premier ha il diritto di adire le vie legali se lo ritiene opportuno, ciò che dà da pensare sono le probabili motivazioni dietro la decisione.

I dubbi nascono da un'evidenza: i procedimenti intentati da Berlusconi non rientrano nel solco della classica querela per diffamazione: si portano a giudizio, in sede civile, con richieste di risarcimento esorbitanti, interi numeri di giornale, nel caso dell'Unità, e una serie di domande (irriverenti quanto si vuole, ma pur sempre solo delle domande) reiterate nel tempo, nel caso di Repubblica.

Non si intravede, cioè, nel cavaliere, la semplice legittima volontà di "raddrizzare un torto", di ottenere la mera ritrattazione di una falsità. Per come sono state concepite, queste azioni legali hanno un sapore punitivo, repressivo, randellatorio, con un retrogusto vagamente reazionario. Una specie di "assalto alla scuola Diaz" in salsa giudiziaria, dove al posto dei poliziotti ci sono gli avvocati e al posto dei manganelli ci sono le carte bollate.

E' un gesto, quello di Berlusconi, che non è fine a se stesso, ma diventa latore di un messaggio preciso, che poi è lo stesso che lancia Feltri con la sua aggressione a Dino Boffo. Chi tocca il cavaliere muore. C'è una zona rossa nella quale non si può entrare. C'è intorno al premier un reticolo di filo spinato ed elettrificato alla massima potenza. Chi prova ad oltrepassarlo lo fa a suo rischio e pericolo.


No trespassing


15 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buongiorno,

Una notazione OT, sul linguaggio utilizzato in questi ultimi giorni.

Boffo è stato attenzionato e i Commissari Europei
andrebbero dimissionati.
Sarò ipersensibile, ma trovo questa generazione di verbi transitivi inesistenti una cosa che fa accaponare la pelle.

Non si contano più ormai questi mostri linguistici che hanno immediato successo nella prosa degli uffici tecnici, e anche in quella giornalistica spesso. Uno dei primi è stato la vettura incidentata coniato da agenti della stradale, agenzie di pratiche auto e assicurazioni e subito fatto proprio dai giornalisti sportivi.

Ho scritto questo commento tuttavia pensando soprattutto agli autori dei "neologismi" citati all'inizio.
Uno è il redattore del documento anonimo spacciato per "nota informativa" di una improbabilissima (e infatti inesistente) autoritˆ giudiziaria, l'altro è il nostro Superman in persona che mostra una particolare inclinazione a tale gergo.
Non so se sia appropriato parlare di una specie di corruzione linguistica. Forse mi si risponderebbe che la lingua è un corpo vivo che cresce e che muta e che non ha niente di fisso e immutabile. Però penso che sarebbe utile e interessante se qualche linguista studiasse davvero, seriamente, con gli strumenti di cui è in possesso, come si è andato formando il linguaggio di questo attuale potere, e degli italiani che esso rappresenta e ai quali si pone quale esempio: di quali cambiamenti nel costume e nei rapporti sociali è espressione, di quale sia il suo rapporto con la realtà che rivela o stravolge o nasconde.

In riferimento al post di oggi, condivido quello che scrive authan. Non mi va neanche di discutere troppo su ciò che è evidente.

Saluti

Tommaso alla ricerca della kryptonite

Collettivo ha detto...

io abolirei proprio la citazione in sede civile, lasciando solo la querela per diffamazione. in alternativa, mi citi per 1 milione? se perdi, tu mi dai il milione.

tra parentesi, che la citazione di berlusconi abbia altri scopi lo si vede quando mette in mezzo l'unità anche per un virgolettato di paolo guzz trasmesso su sky, senza querelare il guzz o la stessa sky.

PS Tommaso, per fortuna che nessuno è stato ancora suicidato...

mauriziomorabito ha detto...

ma cosa dici, Authan, come potranno Repubblica e l'Unita' "morire" per le cause appena intentate? Altra cosa sarebbe se il potente di turno se la prendesse con i topini e i moscerini, ma di questo non si tratta proprio. se qualcuno un giorno si preoccupera' di leggere il rapporto di Freedom House sull'Italia, e magari anche quelli degli anni prima, scoprira' delle "belle"

Anonimo ha detto...

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-24/lettera-boffo/lettera-boffo.html

complimenti a Feltri & Co.
MISSIONE COMPIUTA, l'attenzionato ora è anche dimissionato!

Anonimo ha detto...

Boffo si è dimesso.

Lui no.
Lui no.
Lui no.
Lui no.
Lui no.


Scusate, ma sono arrabbiatina.

P.S. non è vero, sono incazzata nera.

Grace

Anonimo ha detto...

Mi domando come mai solo ora questo attacco virulento ad alcune testate giornalistiche. Silvio, tramite i suoi adepti "premi pulizer" tradisce nervosismo. I sondaggi sono in calo? Si avvicina un autunno caldo (scioperi del comparto della pubblica istruzione, delusione per la crisi perdurante nonostante le rassicurazioni)e bisogna distogliere l'attenzione da altri problemi creando una cortina fumogena. O è soltanto "l'eccesso di zelo" di Feltri e degli avvocati del cavaliere.
Comunque è indiscutibile che una "reazione" così ad "ampio spettro" da parte di Silvio nei confronti dei giornali "dissenzienti" non si era mai vista.
Pasquino

Anonimo ha detto...

@ Collettivo:
si tratta del cosiddetto "comma Luttazzi" che il comico ipotizzò dopo le querele per la puntata con Travaglio. Querele che lo videro vincente. Luttazzi affermò quanto dici nel tuo post a proposito dei fini della querela: tappare la bocca a chi dice cose scomode, non importa se sono vere.

Alberto

Anonimo ha detto...

Una volta tanto giustizia è fatta.
Antonio

authan ha detto...

Cristiano, guarda che "attacco politico" non e' mica una parolaccia. Anzi. La differenza che volevo rimarcare e' che la Repubblica nel criticare Berlusocni hap osto una questione politica, mentre Feltri ha attaccato Boffo sul personale.

Nel primo caso c'e del giornalismo d'inchiesta, nel secondo caso killeraggio.

Ciao,
authan

Fabio Giampaoli ha detto...

Beh!
E con oggi finisce la carriera politica di Berlusconi (il Berlusconismo invecie pervaderà l'italia ancora per un bel pò di tempo), tutto stà a capire cosa ci sarà dopo. Non sò se questo governo arriverà a Natale, Berlusconi potrà avere ancora l'appoggio dei soliti elettori fanatici, (intanto però senza Lega non è mai arrivato da nessuna parte e guarda un pò chi c'era ieri da Bagnasco?).
Non ha più alcuna credibilità a livello iternazionale e ora ha fatto pure incazzare la chiesa (che ha sì qualche frattura al suo interno, ma questi sono specialisti nel lavarsi in casa i panni sporchi) anche se tutti continueranno a dire che i rapporti sono ottimi...AHAHAHAHA.
Poteva offrire la testa di Feltri e non l'ha fatto...... scellerato!, le dimissioni di Boffo sono una vittoria di Pirro, stavolta Silvio lo vedo proprio messo male.

Arthur ha detto...

Buongiorno,
se con il nuovo direttore ad Avvenire continuerà la traccia di Boffo, giacchè SB non ha certo intenzione di cambiar life style e quindi offrirà ancora parecchio materiale per critiche e richiami alla sobrietà, etc.etc., si capirà bene e da subito come siamo messi per il prossimo futuro.
Ci vedrei bene Anfossi, quello di FC, parecchio inviso al premier, ma che già si è sentito rispondere dal Vaticano che quanto espresso dal suo giornale non rappresenta la posizione della Chiesa.
Se invece arriva Socci....

Paolo il futurologo ha detto...

Buongiorno,
spero che con le dimissioni di Boffo su chiuda l'estate degli scandali.

Tempo fa, indipendentemente dalle valutazioni (negative) sui comportamenti di SB, auspicavo che l'opposizione abbandonasse la speranza di rovesciare il premier con questi mezzi.

Oggi SB rende chiaro a tutti che, influenzando il sistema mediatico come può fare ed essendo a capo dei sistemi informativi, in questo campo ha le armi migliori.
Al punto di poter far spostare l'attenzione dai suoi comportamenti a quelli degli altri quando vuole (persino attraverso l'articolo di un diffamatore pluririconosciuto che svela una nota anonima), e quindi riporre la pistola nella fondina dopo aver soffiato nella canna e mormorare "Una volta tanto giustizia è fatta, cribbio!".

Ma possibile che l'opposizione non riesca a trovare due neuroni due funzionanti in grado di prevedere un evento che rasenta la certezza? di scegliere di affrontare l'avversario solo dove e quando è più debole? di conoscere le basi dei comportamenti politici?

Saluti

Paolo il futurologo

mauriziomorabito ha detto...

e bravo Paolo...lamentarsi che Feltri abbia tirato addosso a Boffo e' come salire piccoli e mingherlini sul ring contro un peso massimo e poi brontolare per le fratture alla faccia

Cristiano ha detto...

Ciao Authan, ho visto che hai risposto al mio commento, ma il mio commento non c'è più. Ti posso chiedere come mai? non mi sembrava di aver detto nulla di offensivo…
grazie
ciao

authan ha detto...

Cristiano,
nessuna cancellatura. Semplicemente, per sbadataggine ti ho risposto nel post sbagliato. Il tuo commento era nel post precedente, quello intitolato "Licenza di uccidere", ed e' ancora li'. Per sbaglio io ti ho replicato in questo post, "La zona rossa".

Ciao,
authan