venerdì 21 novembre 2008

Orgoglio e pregiudizio

Carneade, chi era costui?

Così come la politica tutta, anche la Zanzara di ieri si è spontaneamente avvitata sulla ridicola sceneggiata della commissione di vigilanza Rai, contribuendo a dare all'ormai ex esponente PD Riccardo Villari, un autentico carneade della politica che sta vivendo il suo quarto d'ora di notorietà, quell'attenzione di cui il senatore napoletano (*) sembra parecchio compiacersi.

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(*) Aperta parentesi. Giuseppe Cruciani ha letto una frase di un editoriale di Concita De Gregorio rilevando una componente “dispregiativa” nel fatto di esplicitare, da parte del direttore dell'Unità, l’origine napoletana del soggetto. Secondo me Cruciani ha preso un granchio colossale. Concita ha scritto “il senatore napoletano Villari” così come un giornalista sportivo potrebbe scrivere “l'attaccante brasiliano Kakà”. L'indicazione dell'origine geografica è solo un aggettivo di complemento, che non sottintende necessariamente un'accezione dispregiativa. Tale accezione dispresgiativa Cruciani l'ha precepita, ma è solo la sua dannata impressione. Quando non c'è evidenza, prima di insinuare la presenza di un velato antimeridionalismo bisognerebbe pensarci due volte. Chiusa parentesi.
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Guardiamoci in faccia, dritti nelle palle degli occhi. Di cosa stiamo parlando? Di chi stiamo parlando? Chi è Riccardo Villari, se non una persona con scarso senso dell'onore, con scarsissimo senso dello stato, e con altissimo senso della cadrega? Siamo seri: il suo atteggiamento è emblematico del peggio del peggio della politica italiana ("italiana" non è dispregiativo).

Non c'è nulla da difendere, e non c'è nulla di cui stupirsi riguardo le tonnellate di “non diciamolo ma avete capito” che molti quotidiani hanno riversato su Villari. Anzi, mi sembra un atteggiamento coerente. E' molto più incoerente, invece, ridicolizzare Villari con le canzonette di Battisti e poi, un minuto dopo, difenderlo come se fosse un solitario eroe buono assediato dagli eserciti malvagi.

Valeva la pena, in ultima analisi, dedicare l'intera puntata, pur con ironia, a questo trascurabile carneade? Cenere era, e cenere ritornerà. Tre minuti di cronaca, uno sberleffo, la musichetta di Battisti (“Io resto qui…”. Per la cronaca la canzone è "Anche per te", datata 1971) potevano bastare. Dopodiché si doveva passare al vero argomento del giorno, la guerra Veltroni-D'Alema che le vicende Villari e Latorre hanno reso più che mai manifesta.

Invece, su tale tema non è stata detta neanche una parola. Se penso che il fiato di Filippo Facci e di don Peppino Caldarola, intervenuti ieri, è stato sprecato a parlare di Villari non so se ridere o piangere.

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Prima di chiudere, ancora due parole su un diverso argomento: l'inchiesta di un giornalista di Retesole, un'emittente televisiva romana ("romana" non è dispregiativo) con la quale è emersa la difficoltà dei gay a trovare camere in affitto nella capitale.

Di nuovo il tenore dei commenti di Cruciani non mi è piaciuto. Pur riconoscendo l'esistenza di inaccettabili pregiudizi, il conduttore della Zanzara da un lato ha un po' sminuito il valore dell'inchiesta per i modi con cui è stata condotta, e dall'altro si è concentrato sui commenti eccessivi o assurdi che ne sono conseguiti (del tipo "c'è un razzismo dilagante fomentato dalla destra xenofoba"), quando invece il punto è un altro: una volta ammesso che il pregiudizio diffuso esiste ed è un problema, la vera domanda è: quali politiche vengono messe in atto per contrastare tale pregiudizio?

Nessuna. Nes-su-na. Con il governo Prodi almeno si parlò a lungo dei famosi PACS. Era l'inizio di un percorso che, a lunghissimo termine, poteva contribuire a sradicare il pregiudizio. Ora, invece, con la maggioranza di centrodestra, la cui sudditanza verso il Vaticano è oggettivamente marcata, c'è l'immobilismo più totale.

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Il tema dei gay e dei pregiudizi è alla base del film "Philadelphia", di Jonathan Demme, interpretato in modo straordinario da Tom Hanks. Gli ultimi fotogrammi della pellicola sono accompagnati dalla struggente canzone omonima, ad opera di Neil Young. Buon ascolto.




Someone is talking to me,
Calling my name
Tell me I'm not to blame
I won't be ashamed of love.


8 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buongiorno,

tralascio le miserie su Villari.

Cruciani deve sempre dimostrare a tutti quanto lui è cinico e scafato, un duro che non si stupisce di niente e sorride beffardo dinanzi a tutto ciò che è brutto nella società italiana (salvo poi etichettare come straordinario Cossiga, e attaccarsi a qualsiasi fesseria dicano Diliberto o Vattimo).

Questo suo atteggiamento, rende ovvio il suo atteggiamento sull'inchiesta sui gay: per Cruciani i pregiudizi e il razzismo sono scontati, siamo tutti un po' razzisti, e soprattutto NON ESISTONO EPISODI DI RAZZISMO.

Così come per Crux il Ghanese menato dai poliziotti non è un episodio di razzismo, così non è discriminazione quella dei proprietari di case di fronte all'inquilino gay.

Mi pare che preferirebbe tagliarsi un dito piuttosto che ammettere che esiste un problema in questo senso e che è una cosa che andrebbe affrontata.

Questo è un grosso limite per Cruciani a mio parere, dal momento che è proprio sulla base di un pregiudizio che lo si trova sempre granitico in queste affermazioni.

Sono d'accordo con tutto quello che ha scritto Authan su questo argomento in questo post. E sono d'accordo con Cruciani che le reazioni che gridano al clima di odio provocato dalla destra sono piuttosto pretestuose.

Condivido con il nostro anche l'opinione che l'inchiesta è stata svolta in modo un po' tendenzioso.

Tommaso il raffreddato

gianpaolo ha detto...

Il fiato di Shirley Temple Facci è sempre e comunque sprecato. Per non parlare di quello che scrive. Viene continuamente "sputtanato" da Travaglio, ogni volta che lo incrocia (L'ultima ieri a proposito di Montanelli, Gervaso e la P2), ma lui, da buon servo sciocco, continua imperterrito. Si vede che rende bene.
Gianpaolo

Anonimo ha detto...

certo per presentare Caldarola come esponente della sinistra ci vuole solo la faccia tosta di Cruciani.caldarola parla sempre contro la sua stessa parte politica è una maldestra quinta colonna,più volgarmente un semplice traditore..
Paolo Papillo

Anonimo ha detto...

philadelphia e cantata da bruce springestin,spero averlo scritto giusto

paolo papillo

Anonimo ha detto...

Buonasera,
non condivido il fatto che il governo Prodi si sia comportato meglio di quello attuale o di quello precedente rispetto alla discriminazione dei gay: una sua componente (la sinistra) ha a lungo parlato di PACS, DICO, ben sapendo che all'atto pratico un'altra componente (i teodem e la maggioranza degli ex DC) non li avrebbe mai fatti passare.
All'elettorato è giunto, giustamente ed ovviamente, il fatto che si perdeva tempo parlando del nulla, all'elettorato gay in particolare immagino sia arrivata la sensazione di essere stato strumentalizzato e preso in giro.
E se si va a vedere cosa ha sostenuto in materia di omosessualità la binetti (il minuscolo è deliberato), non credo che sia meno insultante di certe uscite alla Storace di non troppo antica memoria...

Saluti

Paolo, stanco

Anonimo ha detto...

buonasera a tutti,
vorrei chiedervi un parere. se un giorno qualcuno vi chiamasse e vi chiedesse se affittate un appartamento e nel contempo vi si dichiarasse gay cosa pensereste? io penserei questo è scemo, nessuno ti ha chiesto niente e cosa vuoi che me ne freghi dei tuoi gusti sessuali.... oppure: guarda che sono fascista e certe volte anche liberal stalinista... o ancora: ho tanti tatuaggi, sono etero e mi piacciono tanto le vecchiette meglio se con la dentiera.
Non è il mio mestiere fare inchieste giornalistiche ma forse vanno condotte in altra maniera.

authan ha detto...

x Papillo. Ti confondi, la canzone di Springsteen, che s'intitola "Streets of Philadelphia", e' un'altra. Anch'essa peraltro fa parte della colonna sonora dello stesso film.

x lo stanco Paolo: io credo che le intenzioni del governo Prodi di promulgare i PACS fossero sincere. Purtroppo i numeri in parlamento e elementi inqualificabili come Mastella e la Binetti hanno vanificato tutto.

x l'anonimo (ultimo commento qui sopra): l'autore dell'inchiesa non cercava un appartamento, ma una camera in convivenza. E' diverso, e in tale scenario dichiarare preliminarmente l'omosessualita' non e' cosi' insensato. Cmq, al di la' delle modalita', con cui l'inchiesta e' stata condotta, il vero punto per me e' un altro: i pregiudizi dilagano, e non si fa nulla per contrastarli.

Ciao a tutti,
authan (autore del blog)

F®Ømß°£ ha detto...

Non sono sicuro che i pregiudizi dilaghino, sono solo più evidenti e a volte sono dichiarati con arroganza, sono "sdoganati".

Credo che sia inevitabile che essi esistano, tuttavia trovo che il dovere delle istituzioni sia in primo luogo fornire un'educazione che limiti la diffusione di idee controproducenti come il razzismo.
In secondo luogo vanno puniti gli episodi che sfociano in reati di qualche tipo.
In terzo luogo e comunque importante è far sì che a dire certe cose, si provi un po' di vergogna.

Quello che manca attualmente è anche questo punto. Tutti i vari razzisti, leghisti e compagnia non hanno nessun pudore a tirare fuori tutte le brutture "Tutti quelli di un certo colore, nazionalità ecc. sono...".
Lo esprimono diversamente a seconda del livello culturale, e nel caso il concetto sia espresso da persone non perfettamente ignoranti o becere se ne discute seriamente pure.

Mi fermo anche se ne ho altre da dire.

Saluti

Tommaso