mercoledì 29 ottobre 2008

Due raggi di luce

Diciamo la verità... Sulle recenti questioni relative a scuola e università si è capito di più durante la puntata di ieri della Zanzara che non in tutte quelle precedenti messe insieme.

Non essendo, per scelta, un programma che produce approfondimento "in proprio", gli unici sistemi che il conduttore Giuseppe Cruciani e la sua piccola redazione hanno a disposizione per fare un po' di luce sui temi di attualità sono:

1) aggrapparsi come un parassita (nel senso biologico e naturalistico del termine, da non intendersi in senso dispregiativo) ai migliori articoli di giornale che vengono pubblicati la mattina;

2) invitare ospiti qualificati che in pochi minuti sappiano entrare brillantemente nel merito delle questioni.

E ieri, con mio gaudio, ha avuto luogo una felice combinazione delle due modalità, con ampio spazio dedicato a due degli opinionisti che personalmente stimo in maggior misura. Vediamo in dettaglio.

ARTICOLO

Sulla prima pagina del Corriere della Sera è stato pubblicato un articolo formidabile, intitolato "La fabbrica dei docenti" a firma dell'economista Francesco Giavazzi che è illuminante per chiarezza e efficacia. Cruciani ne ha letto ampi stralci, osservando giustamente come questo articolo “andrebbe diffuso come i volantini durante le manifestazioni degli studenti e in tutte le università”.

In sostanza, con tanto di dati e cifre, Giavazzi, più che esprimere un'opinione, espone dei dati di fatto inoppugnabili a fronte dei quali viene fuori che gli studenti avrebbero mille ragioni per scendere in piazza a protestare, ma che ora come ora lo fanno per le ragioni sbagliate, con la complicità di docenti che li strumentalizzano, e (aggiungo io) con un governo che è capace solo di tagliare a muzzo senza andare al cuore dei problemi con una riforma organica (riforma dei concorsi, introduzione di veri criteri di meritocrazia, introduzione di indicatori per la qualità dell'insegnamento).

OSPITE

Poco prima delle 19:50, Cruciani ha annunciato un'ospite, sempre per discutere sui temi della scuola: il sociologo Luca Ricolfi. L’intervento di Ricolfi è stato del tutto complementare all'articolo di Giavazzi. “Nelle manifestazioni – dice Ricolfi (riassumo con minime modifiche per maggior leggibilità) – “si ripropongono le solite alleanze. Tra studenti e professori nelle Università e tra genitori e insegnanti nella scuole, ma nessuno si preoccupa del problema fondamentale: la qualità dell’insegnamento che è drammatricamente scaduta. E questa questione non viene affrontata neppure nei provvedimenti del governo.

In conclusione, vi propongo l'audio integrale dell'intervento di Ricolfi. Val davvero la pena. Buon ascolto.




5 commenti:

cipper ha detto...

Caro authan,

una volta che vengono fornite le informazioni complete, l'articolo di Giavazzi non e' piu'cosi' illuminante come sembra.

Per esempio puo' sembrare ovvio dire che un taglio del 3% all'anno e' "non drammatico", ma se consideriamo che il 90% dei costi sul fondo ordinario vanno a finire in stipendi per i dipendenti, ecco che un taglio del 3% va a ripercuotersi su quel 10% che rimane (i dipendenti non si possono licenziare, per legge!) e che serve per le spese di mentenimento: riscaldamento, manutenzione, apparecchiature, etc.
Quindi il 3% diventa in realta' un taglio del 30% sui costi di mantenimento.

Ci vuole poi una bella faccia di bronzo a volersi confrontare con il resto d'europa, e soprattutto con i G8: basta guardare sul sito del miur per accorgersi che l'Italia e' ULTIMA per spese/PIL sulla ricerca, e' ULTIMA come numero di insegnanti per studente, e' ULTIMA come eta' degli insegnanti e cosi' via.

Se le spese per studente sono piu' alte che altrove (se e' vero) e' perche' in Italia c'e' un numero elevatissimo di abbandoni e fuoricorso.
Se ci sono dei problemi (tipo corsi di laurea con 1 solo studente) bisogna risolvere quelli e non tagliare in modo orizzontale su tutto, sia quello che funziona che quello che non va. Tagliando i fondi si uccide l'universita', non la si aiuta.

Infine una piccola polemica: se il governo non avesse sperperato a destra e a manca (vedi togliere l'ICI ai ricchi, o alitalia) non ci sarebbe bisogno adesso di fare cassa cosi' miseramente.

Daniele ha detto...

Perfettamente d'accordo con robegue.
Volevo solo sottolineare che quella sui corsi di laurea con un solo studente è una bufala.
Guardate qua:

http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2008/ottobre/la_bufala_dei_37_corsi_della_gelmini_finalmente_svelata

Anonimo ha detto...

Non vedendolo comparire riposto:

Buongiorno e complimenti per il blog.

Una lunga nota (me ne scuso) su due argomenti che recentemente sono stati dei cavalli di battaglia delle trasmissioni di Cruciani: scuola/università e fannulloni.

In ambedue i casi i ministri che hanno proposto le loro “riforme” ed i loro sostenitori (tra cui Giavazzi) hanno fatto leva sull’indubbia inefficienza delle organizzazioni interessate, individuando come principale motivo di ciò la scarsa meritocrazia (analisi che personalmente condivido).

In ambedue i casi però i ministri hanno preso dei provvedimenti che NON hanno differenziato i meritevoli dagli altri: nel caso di Brunetta a tutti i dipendenti della P.A., meritevoli e non, è trattenuta quota parte dello stipendio quando sono malati, nel caso della Gelmini i tagli riguarderanno i precari / borsisti / ricercatori, cioè i soliti ultimi arrivati, e non gli insegnanti meno validi.

Vengono forse presi provvedimenti che perseguano miratamene gli assenteisti, gli scaldapoltrona, i baroni universitari, i nepotisti? che misurino i risultati dell’operato dei dipendenti della P.A.? che premino i responsabili dei servizi che forniscono le prestazioni migliori? NO, in entrambe i casi quindi i ministri non hanno agito su quello che identificano come principale motivo dei disservizi.

A casa mia se lo scarico perde sostituisco la guarnizione e non il contatore dell’elettricità o il gestore telefonico o la caldaia e comunque non mi aspetto che il cambio del contatore enel elimini la perdita: perciò devo temere che in ambedue i casi i ministri abbiano mascherato con la ricerca di efficienza un fine diverso.

Quindi in ambedue i casi non mi aspetto di vedere dei miglioramenti della qualità dei servizi, ed anzi, prevedo che questi debbano peggiorare a fronte di una riduzione delle risorse ad essi destinate senza che a monte vi sia stata una razionalizzazione frutto di analisi e programmazione (anche se la Gelmini ha definito questa una ottima opportunità – e chi mai non considererebbe un’ottima opportunità la riduzione delle proprie disponibilità economiche?).

In più occasioni ho sentito alcuni ospiti abbozzare analisi come questa, ma Cruciani li interrompe, li invita a non scendere troppo nel tecnico (anche quando è necessario per capire: cosa dice il decreto, il maestro è “unico” o “prevalente”? cosa mai nei provvedimenti di Brunetta spingerà il fannullone costretto ad andare in ufficio a lavorare?), predilige un “BAH!”, un “Fatto?” oppure regala dignità a considerazioni di infimo spessore tipo “Il fatto che studenti e professori manifestino insieme la dice lunga sulla natura della protesta” (come se questi non potessero avere altri scopi in comune che difendere dei privilegi) o sui privilegiatissimi maestri ex sessantottini (fate due conti su salari ed età che avrebbero queste persone e ditemi se saranno toccati dai tagli della Gelmini e se con quelle cifre possono essere chiamati privilegiati), col disonesto risultato di presentare le scelte di cui ho parlato come foriere solo di benefici.
Più corretto per una trasmissione del genere sarebbe stato presentare le cose in termini più reali tipo: l’eliminazione dell’ICI e l’italianità dell’Alitalia valgono una riduzione del servizio reso dall’attuale sistema scolastico? Ma così sarebbe più facile essere in disaccordo con il conducente…

Per chiudere alla Uolter, dato che un simile commento mi avrà bollato come un sinistro che si ritiene moralmente / culturalmente superiore: il livello degli ascoltatori della zanzara è migliore di chi la conduce

Scusate ancora la prolissità

Paolo

F®Ømß°£ ha detto...

Bravo Paolo, approvo quello che dici in pieno, un ministro che la spara ogni gioeno più grossa come Brunetta proprio non mi pare degno della simpatia che gli tributano Cruciani e ahimé una fetta di italiani.

So che sono un po' fuori tema, però la musichetta di Uforobot mi innervosisce quasi come la pubblicità Rap della zucchetti.

Brunetta si rivolge a gente che odia i cosiddetti fannulloni per INVIDIA: mi spiego. Quegli stessi che osannano alle misure vessatorie che impone Uforobot sarebbero i primi a comportarsi da fannulloni se potessero, e la cosa rode loro follemente.

Scusate la digressione

Saluti a tutti e complimenti a Authan con l'acca :-D

Tommaso

Anonimo ha detto...

C'e' una discussione carina sull'articolo di Giavazzi, ma sembra (per fortuna) che non siano rimasti "illuminati" in cosi' tanti....

http://ricercatoriprecari.wordpress.com/2008/10/28/prof-giavazzi-nun-te-reggae-piu/