martedì 10 giugno 2008

Il giro di vite

Mi spiace un po' che Cruciani sia sparito proprio nel momento in cui al centro dell’attenzione c’è il giro di vite sulle intercettazioni telefoniche, che Berlusconi intende vietare per inchieste su reati diversi da mafia e terrorismo. Al pari del conflitto di interesse, credo che questo tema delle intercettazioni sia tutto fuorché prioritario per il Paese, ed ero curioso di vedere la reazione di Cruciani.

Avrebbe prevalso il suo scontato (chi è fedele ascoltatore di Cruciani capirà perché dico "scontato") gradimento per l’intento di Berlusconi, o avrebbe invece prevalso il biasimo per il fatto che tale temi critici per il Paese, oggi, sono ben altri?

Credo che la risposta a questa domanda sia facile… Dopo tanti post pro-Cruciani avrei avuto una bella occasione per ravvivare un po’ di sana polemica con lui. Invece, posso solo limitarmi a dire che concordo con le opinioni espresse ieri sera da Corrado Formigli, il conduttore pro tempore della Zanzara, che, presumibilmente, sono molto, molto diverse da quelle che avrebbe espresso il conduttore titolare.

Più in dettaglio, il mio pensiero è il seguente: bello o brutto che sia, quello delle intercettazioni è, ad oggi, il principale mezzo investigativo. Prima di rendere tale mezzo, di colpo, inutilizzabile, io ci penserei non una, non due, ma cento volte.

Qualcuno mi chiederà: ma a te farebbe piacere essere intercettato? Naturalmente no, ma a costo di essere ingenuo mi piace pensare che se non commetto reati la probabilità che ciò accada sia molto bassa. Inoltre, ho fiducia sul fatto che l’autorità giudiziaria non disponga intercettazioni alla leggera, ma solo quando realmente necessario a fini investigativi.

Il vero scandalo, come sostengono giustamente in molti, è la diffusione sui giornali di conversazioni private che non hanno rilievo penale (esempio non applicabile al famoso dialogo tra Berlusconi a Saccà, che sono stato ben felice di ascoltare, per intendersi).

Tuttavia, prendersela con i giornali, secondo me, sarebbe sbagliato, perché ciò che diventa pubblico, automaticamente, diventa pubblicabile. Semmai la questione è: perché sugli atti ufficiali relativi ad indagini in corso, che, fisiologicamente, diventano pubblici, vengono spesso citati anche dialoghi del tutto irrilevanti?

Questa è la domanda fondamentale, alla quale io non sono capace di dare una risposta.

1 commento:

Gianpaolo ha detto...

Non mi è piaciuta per niente l'intervista (in ginocchio) a Consorte (come domandare a una trota che cosa pensa delle canne da pesca!!!). In quanto alle nuove norme sulle intercettazioni, servono esclusivamente alla tutela della caste e in primis del Nanopresidente, senza considerare gli enormi danni collaterali per la collettività. Come peraltro già successo con l'ex Cirielli.