giovedì 21 agosto 2008

Duel

I singolari malintesi sul giro di vite per chi infrange il codice della strada tra il ministro dei trasporti Altero Matteoli e il suo sottosegretario Bartolomeo Giachino hanno fatto sì che la maggior parte dello spazio durante la Zanzara di ieri venisse speso a parlare di sicurezza stradale.

Cruciani si è limitato a fare il moderatore senza esprimere opinioni dirette, e pertanto stavolta mi devo accontentare di riportare la mia idea, anche perché, secondo me, tra i tanti commenti che ho sentito non è stato centrato il punto.

Io ho vissuto per un certo periodo negli Stati Uniti e posso testimoniare che oltreoceano lo stile di guida medio è decisamente più tranquillo. Le motivazioni, vi assicuro, non sono affatto legate ad una questione culturale. La vera causa è il fatto che le strade americane sono stracolme di pattuglie della polizia che non si nascondono dietro la curva, una volta al mese, per fermare con la paletta lo sfigato di turno, ma circolano continuamente perlustrando il territorio avanti e indietro, senza soluzione di continuità. E quando notano un driver che va troppo veloce, lo inseguono a sirene spiegate, lo fanno accostare e gli fanno un culo così.

Non c’è altra soluzione che questa. Inutile menarla con gli autovelox, gli etilometri, le patenti a punti, e gli esami della patente più severi. Sono solo le pattuglie che circolano 24 ore al giorno per le strade (ripeto: per strada, non nascoste occasionalmente dietro la curva), unico efficace deterrente, a poter fare la differenza.

Anche oggi, così come ieri, vi lascio con una chicca cinematografica ispirata dal tema del giorno: un clip, tratto da YouTube, con le scene più coinvolgenti di Duel, il celebre road-movie di Steven Spielberg. Capolavoro.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao,

vorrei dirvi come la penso sulla sicurezza stradale perché io ho un'idea diversa.
Di sicuro è vero che se metto polizia dappertutto raggiungo lo scopo, il problema è che mi chiedo come si faccia in un paese che non ha soldi per riparare le strade, per sistemare le scuole, per rendere vivibili gli ospedali, e per tutto il resto.
I soldi vengono raccolti tramite il pagamento delle tasse: gran parte dei contribuenti se ne fotte con la scusa che le tasse sono troppe, e lascia che a contribuire a queste incombenze sia solo chi è costretto a pagare non potendo evadere. I soldi raccolti in questo modo vengono comunque sprecati (andando ad avallare le scuse accampate da chi non vuole pagare le tasse).
Gli amministratori che sprecano i soldi devoluti al pubblico altro non sono che cittadini come tutti gli altri, poco attenti al bene di tutti e molto attenti al proprio interesse.
In un'Italia come questa che si trascina ormai da decenni in questo modo in cui tutti riescono a puntare il dito verso gli altri e nessuno riesce a farsi un esame di coscienza (per i lavoratori indipendenti gli altri sono tutti fannulloni, per i lavoratori dipendenti i privati sono tutti evasori, per il sindacato la colpa è tutta dei dirigenti, per confidustria la colpa e sempre dei sindacati) vedo scarsamente applicabile il modello americano preso ad esempio solo nei suoi punti di merito.
Per darvi un'esempio di cosa è successo a me, io ero uno come tanti, che il codice della strada lo rispettava ben poco (velocità, telefonino, scorrettezze al volante). Insomma un italiano doc. Poi ho iniziato ad utilizzare l'auto davvero tanto per motivi di lavoro e ho avuto qualche incidente (sempre a causa del mio modo di guidare di merda). Poi sono arrivati due figli e ho cominciato ad avere davvero paura per come prendevo alla leggera la mia guida. E per finire è arrivato il caro petrolio che ha messo definitivamente in ginocchio il mio budget a causa delle spese che sostengo per i miei spostamenti.
A questo punto è successa una cosa che non avrei immaginato prima. Ho iniziato a rallentare, ma quando dico rallentare intendo davvero rallentare. Zona urbana mai sopra i 50, statali mai sopra i 70, autostrada mai sopra i 110. Per chi guida tutto il giorno sembrerebbe una pazzia e invece vi assicuro che non è affatto così: si guida meglio, ci si arrabbia meno, si sta in macchina molto meno tempo di quanto si possa credere (le velocità medie lo confermano). Si vedono prima i pericoli, si evitano gli incidenti (vi assicuro che ne ho evitati moltissimi guidando tranquillo). Non si ha mai paura dei velox, perché ovunque li piazzino io non prendo più una sola multa (e avevo quasi finito i miei 20 punti sulla patente). Occupo la corsia a destra in autostrada e vi dico che i camion di fronte fanno evitare frenate brusche e vi creano un corridoio di aria davanti che vi fa consumare pochissimo. L'auto dura infinitamente di più, i freni vanno alla perfezione, con le gomme faccio tantissimi kilometri. Mi godo Radio 24 e arrivo a casa con una mezz'ora di ritardo, ma vivo.
Insomma la mia vita al volante è cambiata e oggi guardo con pietà chi fa lo sbruffone in auto, chi viaggia nella corsia di mezzo delle autostrade quando sono libere quelle a destra costringendo a frenate brusche o a sorpassi sulla destra, chi è sempre al telefonino (andando piano si ha il tempo di vedere come la gente guida male e quali sono le cause degli incidenti, insomma si impara a guidare meglio). Proprio ieri un tipo al telefono non ha visto il sopraggiungere di un'altra auto e l'ha evitata per un pelo. Dieci centimetri più in là e non tornava a casa dai figli. E quando gli ho suonato per fargli capire che era un pirla e che aveva attentato anche alla vita degli altri, si è pure incazzato, come se per lui le regole non valessero; come se a lui non potesse succedere nulla. Si può essere più idioti?
Due settimane fa un'auto mi ha sorpassato, non guidava male ma andava veloce. Dieci kilometri più avanti gli è scoppiata una gomma. Può succedere. Ma se vai a 160 km/h non puoi sperare di controllare l'auto come fa un pilota di formula uno. Risultato: l'auto si è ribaltata e una piccola di 6 anni (la figlia del conducente) è morta. Non immaginate la pena che ho provato nel vedere quel corpicino steso a terra senza vita. Continuavo a immaginarmi nella stessa situazione e pià ci pensavo, più il piede dell'acceleratore si alzava.
Allora vi chiedo:
Servono dei poliziotti per essere responsabili?
Secondo me è solo questione di maturità e rispetto. Una maturità che noi italiani non dimostriamo più da tantissimo tempo e in tantissimi campi, non solo quello della guida.

Ciao,

Marco

authan ha detto...

Ciao Marco,
grazie per la tua bella testimoniananza.

Sono d'accordo che maggiore accortezza e prudenza alla guida da parte di tutti risolverebbe il problema sicurezza ma sperare che la totalità degli automobilisti segua il tuo esempio è purtroppo utopistico.

Laddove non basta il buon senso (vedi fumo nei locali) deve, volenti o nolenti, intervenire la legge, con i controlli e le pene.

Ciao,
authan (autore del blog)