venerdì 10 luglio 2009

Una domanda intima

Oggi solo un post flash :-(

Sul caso dell'arresto di alcuni giovani dopo gli episodi di violenza di Torino e Roma, anch'io come Cruciani non condivido il senso del manifesto sul risveglio delle coscienza civile a difesta della libertà di dissenso controfirmato tra gli altri dal filosofo Gianni Vattimo, intervenuto ieri in diretta alla Zanzara. Sarò un vecchio reazionario da salotto, ma secondo me la libertà di manifestare significa una cosa diversa dall'imbrattare muri, rompere vetrine, rovesciare cassonetti, ecc. Quando il procuratore di Torino Gian Carlo Caselli, anch'egli chiamato ad intervenire ieri, ha detto che gli arresti sono stati eseguiti non contro ma, al contrario, a garanzia del diritto a manifestare senza l'intromissione di piccole frange violente, secondo me aveva ragione da vendere.

***

Cambiando argomento, e con questo per oggi chiudo, avrei una domanda (della quale solo chi ha ascoltato la Zanzara di ieri può capire il senso) per la signorina Titti, la fidanzata di Renato Brunetta.

La domanda è questa: Cara Titti, questa è una domanda intima per cui se vuoi puoi non rispondere… Da quando ti sei fidanzata, ti è mai capitato di scoppiare a ridere mentre facevi l'amore?


Titti


16 commenti:

paolo ha detto...

Authan! Cribbio! stai violando la privacy della ministerial coppia!

Saluti

Paolo

Anonimo ha detto...

Anche per l'espressione di lui nella foto ripropongo la partecipazione del ministro al posto del compianto Villeret nel remake de "La cena dei cretini".

Anonimo ha detto...

...sto pensando a quale altro ministro avrebbe accettato un'intervista cosi idiota.... ma proprio non mi viene.

questo sarebbe il signore che seriamente vuole far funzionare la P.A.?

mah.....

Anonimo ha detto...

Ricordo che Brunetta ha anche disegnato una linea di mobili ("T.T.") e l'ha dedicata alla sua fidanzata.. Lavorare mai?

Massimiliano ha detto...

Guardare questi due video: http://www.youtube.com/watch?v=7Ql3UmU1MqE e http://www.youtube.com/watch?v=Z57Tz3pd4MQ

Anonimo ha detto...

<< Non mi metta in difficoltà... >>, dice Cruciani ad un ascoltatore intervenuto telefonicamente che chiede al giornalista di esprimere un'opinione sull'intervista della Boralevi... Lo stesso Cruciani che qualche trasmissione fa riteneva inutile sottolineare che Rossella e Belpietro fossero "dipendenti" di Berlusconi. In questo caso Cruciani non è nemmeno dipendente della Boralevi, ma ne è collega sulla stessa emittente... Eppure arriva a chiedere di "non esser messo in difficoltà", confermando quindi implicitamente i dubbi sulla libertà di informazione che erano stati evidenziati nelle precedenti situazioni (battibecco Franceschini vs Rossella, Ezio Mauro vs Belpietro). Quindi, concludendo, allora esiste una sorta di pudore/fastidio nel parlare di datori di lavoro o colleghi... ed ha senso non banalizzare quest'aspetto, malgrado Cruciani fosse di tutt'altra opinione.

Alessio

Anonimo ha detto...

caro alessio,

no so per te ma quando uno dice "non mi metta in difficoltà" per me significa che non avrebbe niente di carino da dire sulla persona.

jjletho

Anonimo ha detto...

@ jjletho:

Appunto... E, proprio perchè non ha nulla di carino da dire sulla persona, preferisce trincerarsi dietro un bel silenzio.

Possibile che Belpietro e Rossella condividano sempre ed in modo insindacabile ciò che dice/fa Berlusconi ?

Io sono convinto di no, quindi ha senso eccome puntualizzare il legame che intercorre tra loro. Tra l'altro, se non ricordo male, subito dopo quell'affermazione Cruciani ha aggiunto qualcosa del tipo << io ci lavoro anche in quella rete (La7, ndr) >>... quindi << non mi metta in difficoltà >>...

Volevo solo sottolineare (cosa peraltro già fatta da altri su questo blog in più occasioni, Authan incluso) come il giudizio del conduttore sia di volta in volta mutevole e legato ad interlocutore/argomento trattato. Poco più tardi, infatti, nuovamente Cruciani dichiara che << non ama i lecchini >>... Difficile crederci quando la Redazione contatta Sgarbi o Facci.

Alessio

Paolo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
paolo ha detto...

Buongiorno,
puntata fiacca e post sintetico.
Scontato il consenso a Caselli, infati mi pare che non muova grandi commenti.
Brunetta anche meno, anche se mi sorprende un po' la presa di distanza del conduttore, normalmente prono davanti al ministro.
Infine, secondo me Authan avrebbe meritato un riconoscimento un po' meno oscuro per il blog, cui ieri Cruciani ha attinto in maniera un po' più smaccata del solito.
Un grazie ad Authan ci starebbe bene, ma la classe non è acqua: anche nel pochissimo del programma TV che ho intravisto facendo zapping mi pare che Cruciani "attinga" molto smaccatamente a quello di Augias.

Domandandomi cosa succeda alla mia radio preferita ripesco questo vecchio articolo, le cui linee condivido:

http://www.ideeradio.it/archivio/articoli/arch_2009/per_saperne/radio24_propaganda.htm

Ciao

Paolo

P.s. se vi fosse sfuggito nei commenti di "una figura da pirla" è intervenuta Maria Elena l'ascoltatrice che l'altra sera ha travolto le resistenze di Cruciani. Io l'ho trovato un bel momento e di questo la ringrazio.

Anonimo ha detto...

"L'ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza". Visto che mi rimane ancora qualche ora prima di iniziare a puzzare, vi dò la mia sugli arresti di Torino e di Roma. Soprattutto perché delle miserie di Brunetta, francamente, non me ne frega niente.
Io sottoscrivo pienamente l'allarme di Vattimo. Gli arresti e i fermi disposti sono di natura chiaramente politica, come è sempre stato in Italia dagli anni Settanta in poi (vedi tutte le leggi speciali fatte in anni di piombo e tuttora in vigore). Mentre 4 poliziotti che ammazzano di botte un ragazzo inerme vengono condannati alla "crudele e spietata" pena di 3 anni e 6 mesi (già eccezionale, visto l'esito dei processi per le torture a Bolzaneto o per il massacro alla Diaz), assistiamo all'allarme "democratico" che porta ad arrestare PREVENTIVAMENTE dei giovani, prima che commettano reato nello svolgimento del diritto fondamentale ALLA MANIFESTAZIONE DEL DISSENZO. Vi scongiuro di NON BERE SEMPRE E COMUNQUE quello che passano giornali e tv! Su questi temi, le notizie vengono scritte direttamente in QUESTURA DALLA POLIZIA. Sono loro a decidere che i ragazzi avevano pietre, spraghe, eccetera. Sono i poliziotti stessi a garantire che i loro diretti antagonisti si stavano organizzando in modo "militaresco" (riderei, se in realtà non ci fosse da piangere). Chi ha un minimo di esperienza, sa bene di cosa parlo. In realtà stanno facendo in modo che prima di fare militanza politica, di oganizzarsi, di dissentire, le nuove generazioni abbiano paura. Paura perché se hai 20 anni, lavori o stai studiando e ti beccchi un fermo o un arresto solo perché eri nel posto sbagliato al momento sbagliato, o perché sei un leader riconosciuto di movimento, di certo ti cambia la vita. E poi hai voglia a spiegare ai genitori, al lavoro ai professori che i magistrati si erano sbagliati e che stavi solo manifestando. Intanto ti hanno bloccato arbitrariamente, seza che nessuno sollevasse un dito per impedirlo.
Inoltre, Caselli è sì una garanzia...ma del fatto che gli arresi - come sostengo - sono politici. Caselli è stato uno degli esponenti di spicco dei processi politici degli anni Settanta, molti dei quali - dopo anni di carcerazione cautelare, depistaggi e uso arbitrario del diritto - si sono risolti in valanghe di assoluzioni. Andate a leggere qualcosa sul processo 7 aprile, o sul processo a Giuliano Naria. Il fatto che Caselli sia un magisrato o che rappresenti il Pd non garantisce un bel niente a nessuno. Anzi. E non mi si tiri in ballo Di Pietro e bla-bla-bla: non è che se sono d'accordo con lui sul governo piduista, allora, per sillogismo, sposo ogni sua poizione indiscriminatamente. Questa è una crucianata che non va raccolta, serve solo a fare chiacchiere inutili.
Comuque, questi metodi da inquiszione spagnola funzionano: avrete una nuova classe dirigente di giovani moderati, allineati, tristi, disinteessati e cocainomani. Che prima di opporsi all'ingiustizia (posto che la sappiano riconoscere) faranno una bella domanda di permesso a Caselli in carta da bollo. E che magari sciopereranno lavorando con una fascetta al braccio, ordinatissimi e disposti a rinunciare solo alla propria paga giornaliera.
Volete eliminare il conflitto sociale dal gioco democratico. Ma non si elimina soffocando la manifestazione dei sintomi del conflitto. Si dovrebbe eliminare risolovendo le contraddizioni che lo generano.
Ma questi sono discorsi noiosi, noiosissimi. Meglio pensare a Brunetta che si incastra nudo sulla sua altissima fidanzata.
Ciao e grazie ancora dell'ospitalità!
Maria Elena

Anonimo ha detto...

Le immagini TV di vetrine rotte auto bruciate non possono essere solo il frutto di depistaggi dei "celerini". Le "teste calde" ci sono sempre state come ci sono sempre stati, delle volte, eccessi delle forze dell'ordine nel trattare i manifestanti. L'impressione che ultimamente ci sia maggiore insofferenza nei confronti di chi manifesta in piazza si sta comunque trasformando in un dato oggettivo.
Pasquino

Massimiliano ha detto...

Perché andare a manifestare con delle spranghe o delle biglie? è questo, ciò di cui non mi capacito. Non basterebbe manifestare senza portare con sè questi oggetti? Ricordo una splendida manifestazione di un anno fà (o forse di più) a piazza Navona con Beppe Grillo, Marco Travaglio, Sabina Guzzanti (quando uscì lo scandalo della carfagna)... In quella piazza non ci furono scontri e non ci furono arresti ma civilissime critiche a un governo. Se si andasse a manifestare senza provocare la polizia e con un buon servizio d'ordine interno, non succederebbe nulla.

Cori anti-polizia, biglie, spranghe, provocazioni e distruzioni varie non fanno che vanificare tutti gli intenti della protesta.


Massimiliano
un po' deluso dai suoi giovani coetanei di sinistra.

Paolo il memore ha detto...

@ ME, Pasquino e Massimliano:
le biglie e le spranghe si possono "trovare" come le molotov alla Diaz ed essere quindi frutto di depistaggi e intimidazioni (è solo un esempio, ma crdo che la pratica non sia infrequente).
Alcuni comportamenti di manifestanti documentati da filmati ed immagini non hanno però nulla di equivocabile, nè di civile o lecito, difficilmente possono essere creati ad arte da terzi e, allo stato attuale, non sono certo adeguati a difendere delle libertà.
Per quanto mi riguarda, che negli arresti degli ultimi giorni possa esserci anche della politica (sia da parte di chi avrebbe commesso reati che da parte di chi ha arrestato - cosa sicuramente ben più grave-) è più che probabile, che gli arresti siano stati solo preventivi (si parla di impedire la reiterazione) è opinabile, che possano essere dannosi per chi vuole manifestare invece non lo credo: la maggior parte delle manifestazioni di opposizione degli ultimi anni sono state mediaticamente cancellate dalle intemperanze di pochi cretini, per cui meno ce n'è in giro, più facile è che le manifestazioni abbiano successo: anche se, con la disinformazione ed i luoghi comuni imperanti è effettivamente sempre meno facile.
Ma nessuno ha mai cambiato le cose senza pagarne il prezzo.

Mi fa comunque piacere vedere che non sono l'unico a ricordare qualcosa del caso Naria (che pur essendo stato vittima di un abuso giudiziario enorme -figlio dell'emergenza terrorismo-, poco mi pare abbia a che fare con la situazione attuale).

Saluti

Paolo il memore

F®Ømß°£ ha detto...

Chi va a una manifestazione con caschi e spranghe merita pene severe, come chi va allo stadio con bastoni e passamontagna.

Punto.

Qualsiasi difesa di questa gente è sbagliata e ipocrita.

Tommaso

Massimiliano ha detto...

Paolo ti parlo da persona di sinistra: la disinformazione su queste cose c'è da una parte e dall'altra. Fanno più notizia delle vetrine spaccate che le motivazioni, anche le più nobili, di una manifestazione. La regola è che NESSUNO DEVE FARE NESSUN ATTO ILLECITO, altrimenti c'è poco da stupirsi che la manifestazione venga stigmatizzata. La mentalità del gruppo purtroppo porta quasi naturalmente a gesti scellerati o a cori disdicevoli: BISOGNA EVITARLI. E questo lo dico dall'ottica dei manifestanti stessi. Se organizzassi una protesta, mio massimo interesse è che non venga strumentalizzata in nessun modo e che il messaggio passi chiaro...non si può non essere RESPONSABILI anche in grandi gruppi. purtroppo manca il principio di responsabilità.

Sui depistaggi purtroppo è vero ma vale la regola che ti dicevo prima: SERVIZI D'ORDINE INTERNI. Sono di sinistra e condivido gran parte delle motivazioni e dei motivi di manifestare ma fino a che ci sarà anche solo una carta per terra condannerò gli episodi di illegalità.

Massimiliano