martedì 9 dicembre 2008

Morale della favola

Interessante la valutazione che ha dato Giuseppe Cruciani, alla Zanzara di ieri, sulla cosiddetta questione morale della quale in questi giorni si fa un gran parlare, relativamente al Partito Democratico: per dirla con due parole, la questione morale “non esiste”.

Se a Firenze o altrove alcuni amministratori locali hanno infranto la legge, sarà la magistratura a verificarlo. Ma è un dato di fatto che in Italia (riassumo le parole di Cruciani) “ci sono difficoltà enormi ad amministrare le città. E complicatissimo dar via, in modo del tutto trasparente, ad importanti opere pubbliche. La burocrazia infinita ha come effetto che, per poter procedere, alcune regole debbano venire infrante”.

Quindi ammesso e non concesso che qualcosa di non trasparente sia avvenuto, ciò non implica necessariamente disonestà, avidità e malafede.

Credo che queste parole siano molto coerenti con l'atteggiamento iper-garantista che Cruciani ha sempre tenuto, facendone un proprio punto fermo. Altri pseudo-garantisti unilaterali da quattro soldi, invece, non hanno perso l'occasione per sfruttare politicamente la cosiddetta "Tangentopoli del PD".

Ciò detto, vorrei condividere con voi alcune considerazioni:

1) E' sicuramente vero in passato che la sinistra, tifando aprioristicamente per i giudici e dando per scontate colpe che poi non sono state accertate, ha marciato molto sulla (im)moralità delle altri parti politiche, senza curarsi molto della propria. Però, ciò non significa che quanto sta accadendo in questi giorni sia anche solo lontanamente paragonabile alla stagione di Mani Pulite dei primi anni '90. Come dalle vicende di questi giorni possa derivare l'obbligo di una riabilitazione morale di Craxi da parte della sinistra solo Capezzone lo sa.

2) Accettando l'assioma, non privo di senso, in base al quale a volte infrangere le regole è necessario per il bene comune, senza alcun intento provocatorio mi chiedo: dove va messa l’asticella? Chi decide se lo strappo alla regola è giusto o no? Io non so rispondere, se non banalmente, che prima di infrangere le regole bisognerebbe provare a cambiarle.

3) Come si concilia, esattamente, la recente apertura di inchieste a carico di amministratori del PD con l'ipotesi di una magistratura politicizzata e schierata che si concentra sistematicamente sul polo berlusconiano? Che fine ha fatto il famoso complotto?

4) Il quotidiano sinistroide Repubblica è quello più attivo sul fronte dell'inchiesta di Firenze. Il sindaco Leonardo Domenici (che è del PD) si è così risentito che, per protesta, si è incatenato ai cancelli della sede di Roma del quotidiano (gesto peraltro criticato da Cruciani per la sua incomprensibile platealità). Ora, io non so se Repubblica abbia o no calcato troppo la mano, ma trovo sia un punto forte della nostra democrazia che il quotidiano più venduto d'Italia non si sia trattenuto nel dare risalto ad un'inchiesta che tocca la parte politica ad esso più vicina. Riuscite anche solo ad immaginare il quotidiano "dell'altra sponda" di maggior successo (Il Giornale) fare lo stesso?

4 commenti:

vigneron ha detto...

Il Giornale non è un quotidiano ma la voce di un imprenditorotto che se ne frega della qualità e attendibilità dell'informazione ma pensa solo agli affaracci suoi.
La Repubblica è un quotidiano con tutti i pregi e i difetti che ciò comporta.
Il PDL non è un partito ma proprietà privata di un signorotto volgare che continua solo a pensare a questi affaracci suoi.
Il PD è un partito con tutti i pregi e i difetti che ciò comporta.

andrea ha detto...

Capezzone?
Che delusione!
Non mi resta che condividere l'opinione di un giornalista girontodino che conduce ZapNews, una trasmissione (molto partigiana verso IdV e Travaglio, ma anche molto divertente..) sul canale 924 di sky:
Capezzone non è il tipo di politico di cui l'Italia ha bisogno (ed il brutto è che forse lo era)..

Anonimo ha detto...

Buongiorno e bentornati.

Non avendo sentito la trasmissione in questi giorni posso solo commentare i commenti:

X Vigneron: il PD un partito? E io che ero convinto fossero due (uno di sinistra, MA ANCHE uno di destra ). E con un po’ di fortuna in Europa confluirà nel PPE, come il PdL.

X Andrea: non credo che Capezzone sia mai stato un politico del quale l’Italia aveva bisogno: con tutta la stima che posso avere per il loro passato, i radicali italiani, quando sono usciti dalla stretta orbita del signore supremo Pannella non sono mai risultati incisivi (e spesso nemmeno lucidi).

X Authan: sono d’accordo con Vigneron: il Giornale, malgrado il nome, non è tale (ma può essere utlilmente utilizzato per altri scopi…).
Quello che mi stuzzica di più è il riferimento alla necessità di infrangere le regole: un indiscusso Grande di ogni tempo lo ha fatto sistematicamente, con lo scopo di far emergere le contraddizioni del sistema politico nel quale operava. Si trattava di Ghandi, che però ne ha sempre pagato in prima persona il fio (galera compresa), senza cercare di aggirare vincoli e pene. Qui si parla di altra tempra.

Saluti
Paolo, il Krampus (è un piccolo indizio sui miei ultimi giorni…)

Anonimo ha detto...

cruciani è un garantista "peloso" visto che è solito difendere solo i potenti.non l'ho mai sentito fare il garantista a favore dei cittadini comuni...anzi invoca sempre la certezza della pena che per i comuni mortali esiste,le carceri sono piene e non mi risulta che ad affollarle siano politici corrotti o colletti bianchi..
un essere spergevole ,debole con i forti e forte con i deboli
paolo papillo