giovedì 11 dicembre 2008

Cioccolatini

Se io fossi in Antonio Di Pietro, manderei a Cruciani dieci scatole di cioccolatini, per ringraziarlo di tutta la pubblicità che mi sta facendo, e di tutti i voti che fa guadagnare all'IdV (ovviamente trattasi di voti in uscita dal PD).

La Zanzara di ieri è stata praticamente monografica, dedicata integralmente all'ex PM per via di alcune dichiarazioni in piena indole dipietrista, poco formali nello stile ma molto efficaci da un punta di vista comunicativo, rilasciate da Di Pietro a Gian Antonio Stella durante un'intervista radiofonica.

Lo stesso Cruciani ha dato il voto massimo alle capacità comunicative di Di Pietro. In realtà, questi elogi, per quanto sinceri, non hanno fatto venir meno la patina canzonatoria (ormai è un cliché) con cui il conduttore della Zanzara è solito commentare qualunque cosa Di Pietro dica. Secondo Cruciani, Di Pietro più che un politico, è uno showman che fa cabaret: quello che dice importa poco (tanto son sempre stupidaggini), anche se lo dice benissimo. E vabbè.

Per la cronaca, Di Pietro, nell'intervista a Stella, tra una battuta e l'altra (geniale, però, il sussurro con cui ha risposto a Stella che gli chiedeva se i suoi toni non fossero troppo alti) ha fatto dei paragoni tra l'Italia e gli Usa riguardo all'atteggiamento della politica verso il potere giudiziario, citando il recente arresto del governatore dell'Illinois, avvenuto in seguito ad un'indagine basata anche su intercettazioni telefoniche. Il messaggio di Di Pietro in sostanza era: negli Usa il potere giudiziario è forte, ma nessuno si sogna di sospettare recondite finalità politiche nell'azione dei prosecutor americani.

Cruciani ha ovviamente disapprovato, osservando che ogni paragone tra Italia e Usa è improprio, essendo i sistemi giudiziari nei due paesi profondamente diversi tra loro. L'argomento era interessante, ed in parte è stato affrontato con l'intervento del corrispondente della Stampa Maurizio Molinari, ma non si è venuto a capo della vera questione: okay, il sistema americano è diverso, ma in cosa, esattamente è migliore quello italiano? In un'ipotetica riforma della giustizia, cosa potremmo copiare dagli americani per avere un sistema giudiziario efficiente e scevro da conflitti con il potere esecutivo? Non si è capito.

A occhio, i possibili cambiamenti principali sono due: separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti e gerarchizzazione del potere giudiziario rispetto al potere esecutivo. Io non domino abbastanza la materia per fare commenti con cognizione di causa, ma mi sento di dire che mentre il primo punto sembra avere molto senso, il secondo lascia perplessi. L'indipendenza tra i poteri dello stato, se è vero che da un lato può essere foriera di conflitti, dall’altro è un principio basilare che funge da scudo a difesa della democrazia. Non sono certo di volerci rinunciare, a tale scudo.

Un'ultima considerazione: che la giustizia vada riformata, se non altro per renderla più rapida, è poco ma sicuro. Quel che lascia perplessi è che a rendersi promotore della riforma sia Silvio Berlusconi, un personaggio che negli ultimi anni è stato coinvolto in numerose vicende giudiziare e che pertanto non garantisce di poter trattare la materia con la dovuta obiettività. Se volete, è una variante dell'eterno conflitto di interesse, una maledizione di cui spero l'Italia possa liberarsi per sempre nell'anno del signore 2013.

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Perché non accompagnare i cioccolatini con una bella canzone? Dido, "Thank you".




I want to thank you
for giving me the best day of my life
Oh just to be with you
is having the best day of my life


13 commenti:

vigneron ha detto...

Nel 2013 il nostro padrone avrà 77 anni, sarà sicuramente arzillo e scattante e rivincerà le elezioni.
Mi sembra più prudente parlare del 2056 quando compierà i 120 anni previsti da Scapagnini.
Io allora avrò 87 anni e forse mi verrà un'infarto dalla gioia per la sua dipartita e creperò anch'io...

Come vedi non ho molte speranze

F®Ømß°£ ha detto...

Non vedo come B possa perdere le elezioni finché l'opposizione è ridotta così.

Tommaso amareggiato

authan ha detto...

Secondo me, posto che ci arrivi, nel 2013 non si ricandida più. Me lo vedo in bermuda alle bermuda. Questo non implica una vittoria certa della sinistra, anzi.
Ciao,
authan (autore del blog)

Anonimo ha detto...

Buongiorno,
visti i tre interventi precedenti mi sbilancio in una serie di previsioni:

1) entro il 2013 modifica della costituzione in senso federalista e maggiormente presidenzialista,

2) il centro dx si conferma al governo magari con Casini primo ministro (un ex DC divorziato ma anche bigotto, che non sta con la dx, ma neanche con la sx, vicino alla gente ma sposato alla Azzurra figlia della grande imprenditoria italiana, maturo negli anni ma giovane nelle teste degli italiani, un vero RIVOLUZIONARIO DI CENTRO! cosa volete di più dalla vita?),

3) A parziale soddisfazione della UE RAI3 va finalmente sul satellite (REPORT compresa che adesso va di moda l'infotainment mica il giornalismo),

4) Il presidente Berlusconi prende possesso del Quirinale e lo sposta a villa Certosa,

5) All’opposizione resta l’opposizione, cioè l’IdV, PD non pervenuto (perchè, davvero pensavate che potesse fare qualcosa?)

6) La Canalis va al ministero dei Beni ed Attività Culturali per ovvi motivi

Riguardo alla trasmissione di ieri devo dire che malgrado debba riconoscere davvero molte ragioni all’IdV, l’impressione che mi confermano in ogni occasione è purtroppo quella già sentita per altri: “unfit to lead Italy”.

Troppo improvvisati (l'ex Udeur che ieri sera parlava di Bertolaso mi ha ricordato De Gregorio, non so perchè), ossessivamente monotematici (per loro la giustizia è come l'ambiente per i verdi), naif, istericamente anti berlusconiani...

Mi meraviglio invece che l'offensiva politica e mediatica di Soru, coerente, costruttiva, di sinistra e rivolta al futuro, stia passando in relativo silenzio anche alla Zanzara: meriterebbe (Soru e quello che sta cercando di fare) maggiore attenzione.

Saluti
Paolo, il catto - trotskysta

P.S. se ne azzecco 5 su 6 mi offrite una birra? me lo segno?

F®Ømß°£ ha detto...

Paolo centra tutti gli obiettivi mi sa. Specialmente sulla totale inutilità per il paese e per l'opposizione dell'Italia dei Valori.

B Presidente della Republlica non è evitabile temo.

Ahimé, mi sa che ti dovrò una birra

Tommaso

Anonimo ha detto...

@FROMBOL: sull'inutilita' dell'IdV non sono d'accordo, dato che rappresenta l'unica opposizione netta alla deriva berlusconiana.
Di Pietro tutta la vita!

Roberto

Anonimo ha detto...

Mi era simpatico Di Pietro ai tempi di mani pulite, grezzo informale in una parola genuino. Il primo dubbio lo ebbi da un fatto del tutto insignificante, quando il suo figliolo, allora credo poliziotto, fu inserito nella scorta che lo proteggeva. Cavolo – pensai – il buon Tonino pur non facendo nulla di illecito, avrà pur scomodato qualcuno per farsi assegnare il suo ragazzo, avrà pur telefonato a qualche conoscente e buon amico per impedire che il proprio pargolo fosse inviato in zone un pò più pericolose.……. ne parlai, in quel periodo, con un mio caro amico finanziere che era stato inviato a Reggio Calabria.
Poi vennero ahimé i fatti che tutti conobbero, la mercedes i cento milioni, i vestiti, i prestiti restituiti e tutto l’altro che non lo ha reso penalmente perseguibile ma moralmente e, alla luce della successiva carriera, non politicamente limpido. D’altra parte, della giustizia e della questione morale il suo partito ne fa un’ossessione: stanno prevedendo curriculum e pedigree di specchiata morigeratezza e di trasparente moralità per chi volesse avvicinarsi all’idv tanto che, come dice il crux, ci vorranno le “analisi del sangue”. Ora il buon Travaglio, sempre così lucido e preciso nella conta dei peccati di chiunque, pare non vedere o dare poco conto delle scivolate del “proprietario” del suo partito di riferimento e così tanti altri. A buon vedere il Tonino è perfettamente speculare al dirimpettaio dell’altra sponda che tanto odia ed avversa. Come Silvio è venuto fuori da mani pulite con tanta pubblicità, è proprietario di un partito, è circondato da yesmen e replicanti, è sempre in televisione pur non possedendone nemmeno una, ha l’ossessione della giustizia, usa continuamente sproloquiare ed offendere l’avversario, non ha intenzione di trattare con nessuno nemmeno con gli alleati che anzi vuole fagocitare, è populista, presenzialista ed invadente. Mi direte: ma lui fa opposizione ed è il solo modo per rendersi visibile……….. ok continuiamo ad urlare ad offendere tanto il piccoletto di Arcore morirà di vecchiaia prima o poi….
Lungi da me l’intenzione di augurare la morte a chicchessia………
Gfo.
Complimenti per la pacatezza authan almeno tu non urli e non offendi.

F®Ømß°£ ha detto...

X Roberto: mi spiego su cosa intendo con inutilità, anche se già Paolo ha espresso in sintesi.

Cosa bisogna fare per non essere governati da B?

1) Vincere le elezioni
2) Governare

Sulle possibilità di vincere le elezioni con i proclami di Di Pietro ho seri dubbi, anche se spesso lo trovo simpatico e a volte centra anche i problemi.

Ma quanto a governare, stiamo scherzando? Basta vedere i suoi compagni di partito, proprio non ci siamo.

Quindi è utile per cosa?
Ridurre i voti a sx e regalarne a dx. I moderati fuggono (e le elezioni si vincono su quei voti), gli esaltati, i duri e i puri, e i semplicioni manichei accorrono, ma con loro probabilmente non si vince e sicuramente non si governa.

Io lo so che il PD non piace a nessuno, ma un'opposizione con solo Di Pietro è esattamente quello che serve a B (e che vuole forse, del resto DiP è sempre in TV).

Si ritorna ai punti del vaticinio di Paoladamus (4° commento di oggi).

Tommaso pessimista

authan ha detto...

La mia posizione su Di Pietro e' molto semplice:

1) I toni che usa sono spessissimo eccessivi. E' ovvio che li usa per ottenere visibilita', e in questo senso la sua strategia comunicativa e' vincente (e' dato in forte crescita nei sondaggi). Da un punto di vista politico, pero', la strategia e' controproducente: Berlusconi, la sa nemesi, non e' danneggiato, mentre lo e di molto il PD.

2) Nel suo partito ci sono molti inetti. Barbato e' uno di questi.

3) Di Pietro e' una anomolia politica esattamente come lo e' Berlusconi. Esiste in funzione dell'altro. Quando Berlusconi sparira', sparira' pure Di Pietro, ne sono convinto. (A margine: Se nel 2013 Berlusconi non si ripresenta, Di Pietro non "peserà" piu' sull'opposizione. In questo senso, il dibattito sulla sua utilita' o inutilita' perde importanza.)

4) I tre punti precedenti non cancellano pero' un dato: Nel merito, andando alla sostanza dele cose e tralasciando gli slogan e le cazzate tipo Videla, sul 90% delle cose che dice Di Pietro ha ragione.

Morale: Per me Di Pietro e' come la nutella. Mi piace, ma so che fa male.

Ciao,
authan (autore del blog)

Anonimo ha detto...

Buongiorno,
una precisazione: io non penso che l'Idv sia inutile, ma che anzi in questo momento sia l'unica forza dell'opposizione parlamentare ad avere un programma politico. Per diventare una reale alternativa al centro destra dovrebbe adattarlo ad un programma di governo (quindi non monotematico "giustizialista", anche se l'ossessione è ben più che giustificata). Un primo paso da suggerire?: propongano una riorganizzazione del sistema giustizia secondo il modello Tarfusser a Bolzano, che ha portato a contenere i costi e contemporaneamente a rendere più efficace la macchina giudiziaria.

Il PD è alcuni passi indietro: non è un partito ma la somma di più correnti, non ha un programma politico e sta affossando sia le persone che potrebbero essere i motori di una alternativa di governo (Soru -mi fanno ridere i suoi conflitti di interessi-, Bersani,...) che i possibili alleati politici, che siano l'IdV o la Sx.

La sinistra extraparlamentare non ha linea politica, nè unità nè voce, anche se proprio adesso avrebbe tutti i motivi di farsi sentire, potendo rivendicare la validità di moltissime analisi che non hanno avuto seguito.

Infatti:

1)la crisi i mutui subprime è scoppiata nei paesi dove il mercato del lavoro era più flessibile perchè, OVVIAMENTE, i precari sono creditori a maggior rischio, specialmente in paesi che delocalizzano licenziando i lavoratori;
2)adesso viene vituperata la "finanziarizzazione" dell'economia italiana, per come ci sta coinvolgendo nella crisi mondiale: le richieste di maggior tassazione delle rendite finanziarie avrebbero OVVIAMENTE avuto l'effetto di contenerla;
3)adesso la maggior parte di quelli che fino a un anno fa invocavano Adam Smith e la mano invisibile del libero mercato (so che è una assurdità che qualcuno usi nella vita reala dei vaticini stregoneschi dell'800 smentiti 50 anni fa dai matemetici,ma ne esistono ancora) chiedono a gran voce l'indispensabile intervento regolatore, finanziatore e di controllo dello Stato tanto caro a sinistra;
4) qualcuno (pochi) comincia ad accorgersi che i meccanismi della previdenza privata avversata a sx non funzionano perchè pretendono di fornire garanzie agli assistiti attraverso i rischi della speculazione: probabilmente servirà il fallimento di qualche gestore di fondi pensione perchè la cosa assuma rilievo mediatico;
5)le crisi petrolifere e del gas ci hanno segnato particolarmente anche perchè a fronte di una indisponibilità di risorse non abbiamo sviluppato le rinnovabili come richiedeva la sx.

Paolo, il Rosso

Anonimo ha detto...

Certo che dire che il problema dell'Italia è Di Pietro mi ricordo Johnny Stecchino che diceva che il problema della Sicilia è il traffico!
Mi pare che la tecnica del discredito nei suoi confronti sia evidente DA TUTTE LE PARTI... gli danno dell'ignorante- certo che la laurea in legge l'ha presa ha vinto l'esame di stato per la procura di Milano ed ha passato subito l'esame da avvocato senza essere andato in Calabria, un pò di diritto lo conoscerà più di Mastella o Castelli, BelPietro o Polito!-, del volgare, caciarone terrone, sconfusionato in continua contraddizione, del antidemocratico filofascista...oppure non dicono niente e lo guardano con compatimento come un pazzo!!! Ok, questo è l'atteggiamento giusto; se lo merita! Rimane il fatto che i problemi dell'Italia non li ha fatti Di Pietro.

Vittorio ha detto...

riguardo alla faziosità a volte irritante di cruciani, anche se in ritardo (solo oggi ho scoperto questo blog), vorrei rammentarvi l'inizio della trasmissione quando ha attaccato l'anm.
Le parole usate sono state, più o meno, "l'anm, il sindacato dei pm, ha espresso preoccupazioni sulla legge riguardante le intercettazioni! Una legge non ancora in vigore, di cui si sa poco" ecc ecc
peccato che il parere sia stato espresso in commissione giustizia, dove l'anm era stata invitata e che della legge si sappia tutto.
Di seguito posto il link dove potrete vedere (anche cruciani che, se ho ben capito, lege questo blog) i vari testi di legge:
http://www.camera.it/organiparlamentarism/10085/242/4408/6108/commissionepermanentetesto.asp?slAnnoMese=200812&slGiorno=10&addTitle=Convocazione+del+giorno+10+Dicembre+2008

authan ha detto...

Ciao Vittorio e benvenuto.

Grazie per la segnalazione. Per il lavoro che fa, per Cruciani dovrebbe essere fondamentale tenersi sempre "up to date". In questo aspetto a volte e' manchevole. Si fida troppo della sua memoria.

Scrivi ancora.

authan (autore del blog)