lunedì 8 settembre 2008

Noi siamo un trio, all'erta e pieni di brio

Durante la Zanzara di venerdì 5 settembre, l'ennesima, scontata, fucilata di Giuseppe Cruciani contro Marco Travaglio è culminata in un'osservazione interessante, sulla quale vorrei chiedervi una riflessione nei commenti di questo post. Cito testualmente (podcast manent) le parole di Cruciani:

Questo è il modo di parlare di Travaglio: ormai per farsi ascoltare, bisogna superare il limite, per avere spazio che in realtà è sempre minore sui quotidiani, per fortuna.

Trovo alquanto singolari, sorprendenti ed ambigue le ultime due parole. Tuttavia, per usare un'espressione cara al conduttore della Zanzara, “lascio a voi giudicare”.

Riguardo la scorsa puntata, c'è però un'altra cosetta che vorrei raccontarvi.

Come avrete sentito anche voi, poco prima delle ore 20 a dispensare perle di saggezza e ad illuminare le menti ottenebrate dalla cattiva influenza del padre di tutti i seminatori d'odio, è intervenuto in trasmissione don Peppino Caldarola, la seconda spalla preferita di Cruciani, firma illustre del Riformista di Antonio Polito (prima spalla).

Mentre ascoltavo Caldarola, un pensiero stupendo si è materializzato nel mio disordinato intreccio di neuroni: Cruciani, Polito e Caldarola sono una specie di trio delle meraviglie, tre individui dotti e dotati di abilità superiori alla media. Abilità che, se applicate in un'armoniosa azione di gruppo, producono effetti superiori alla semplice somma delle parti.

Non è meraviglioso?

Ho cercato poi di semplificare questo pensiero, trasferendolo in forma visiva e riducendolo ad un'unica immagine. Il risultato è stato questo:



Lupin



Giunti qui, però, una domanda grande come il sole sorge spontanea: se Cruciani è il Lupin III della situazione, Polito è Jigen, e Caldarola è Goemon, chi fa Fujiko?


4 commenti:

gianpaolo ha detto...

L'ho notato anch'io quel "sempre minore". Forse Cruciani sa qualcosa che non noi non sappiamo??? (Nuove epurazioni in vista!!! Ha visto ancora il picinin una presentazione di Marco???)
A proposito di questa vicenda vorrei però far notare la "bassezza" del Cruciani. Ha estratolato da un discorso di più di 50 minuti (Presentazione di "Bavaglio" a Roma) i passaggi più insignificanti solo per mettere in cattiva luce Travaglio. Provate ad ascoltarlo e vedete se le cose più rilevanti sono quelle fatte sentire. Io l'ho di nuovo invitato a chiamare Marco e dargli del "manipolatore" in diretta, ma è troppo coniglio. Concludendo quindi, Cruciani lo vedo più un Jigen (dei poveri) che spara solo alle spalle!!!

gianpaolo ha detto...

Fujiko, non può farla che Ferrara. E quando è indisposta, la Filippa con le mesche.

authan ha detto...

Ciao gianpaolo.

Più che il "sempre minore", mi ha colpito quel "per fortuna" finale.

In pratica, Cruciani auspica che Travaglio cada forzatamente nell'oblio mediatico. Non mi sembra bello, non mi sembra liberale, non mi sembra "riformista", e non mi sembra neppure educato.

Ma ormai è in corso una guerra personale, portata avanti a tutti costi, anche con argomentazioni poco solide pur di parlare male del personaggio.

Quando è Cossiga ad insultare, è comunque sempre "strepitoso".

Quando lo fa Sgarbi, un buffetto e via, rieccolo ospite frequentissimo in trasmissione come se nulla fosse.

Se Travaglio va un pelo oltre le righe, giù mazzate.

La coerenza, cantava qualcuno, non è di questa valle.

Ciao,
authan (autore del blog)

PS: Fujiko, ovviamente, non può che essere Filippone Facci

Asvel ha detto...

Hai ragione, Cruciani ha un'idea tutta sua della volgarità. Travaglio è volgarissimo quando parla di muffa e lombrichi, ma non lo sono altrettanto Sgarbi o Cossiga quando insultano pesantemente.
Purtroppo Cruciani non capisce che portando avanti questa battaglia anti-travaglio fa esattamente quello che rimprovera a travaglio. Supera il limite.
Ma cos'è che di Travaglio dà fastidio a tanti? Mi viene da pensare il successo ed il seguito mediatico, ma forse sarebbe troppo semplice.