lunedì 30 agosto 2010

Cosa non si fa per un caro vecchio amico

Sul tema dell'ennesimo show del colonnello Gheddafi in quel di Roma, con circo al seguito, il premio per l'articolo più demente del giorno lo vince con tutti gli onori Mario Sechi. Applausi.

Ricorrendo ai soliti triti luoghi comuni sulla sinistra salottiera da perfetto radical scioc, il direttore del Tempo ha messo all'indice il “disgusto della intellighentsia aristo-progressista per la visita del leader libico”. Scrive Sechi: “Ah, quale sublime arabesco di interrogativi, quale fino lavoro d`uncinetto culturale si prepara nei salottini della parte più colta, elegante, soffice e svolazzante del nostro Paese sottoposto all`invasione beduina. Il colonnello per loro è un sottoprodotto della cultura del Nord Africa, un bifolco in tenda. Mi pareva di ricordare che tra i radical chic fosse in auge ben altra scuola pensiero”.

E qui Sechi cita alcuni esempi. Partendo con la levata di scudi che ebbe luogo quando Berlusconi inneggiò, anni fa, alla superiorità della cultura occidentale, il giornalista di origini sarde prosegue osservando come “la superiorità antropologica della sinistra trova il suo campo d`applicazione scientifico nell`accoglienza riservata a Gheddafi. Quando governa, la sinistra parla e rende onore a tutti i dittatori, partecipa fieramente a bombardamenti d`ogni sorta, va a braccetto con esponenti di un movimento politico che è anche terroristico (vedi alle voci D`Alema e Hamas), ma appena torna nella posizione naturale di spettatrice - l`unica che riesce a mantenere a lungo [battuta di Sechi!] - ecco riemergere lo snobismo da tartina e terrazza. […] Tollerano che l`Iran di Ahmadinejad stia all`Onu, dica cose terribili su Israele e gli ebrei e costruisca la bomba atomica, ma lo spietato Gheddafi, l'amico di Silvio, non riescono a sopportarlo”.

Stendendo un velo pietoso sullo "snobismo da tartina e terrazza" che solo il cielo sa cosa c'entri, caro Sechi, un paio di osservazioni, se consente.

In primo luogo, citare in senso critico l'altrui presunto senso di superiorità antropologica, e al contempo sorvolare sul fatto che tale senso stava alla base della famosa frase di Berlusconi sulla superiorità culturale dell'Occidente è un ossimoro bello e buono. E non servono "lavori d'uncinetto culturale" per rendersente conto, tanto è palese la contraddizione.

Secondo punto. Firmare accordi con dittatori, Gheddafi incluso, trattare con organizzazioni terroristiche internazionali, partecipare a missioni di guerra internazionali è real politik. Non sempre edificante, non sempre qualcosa di cui andar fieri, ma nel mondo reale a certi compromessi tocca dover scendere, desta o sinistra al governo non importa. Ma consentire che un soggetto come Gheddafi venga una volta l'anno (cos'è, ha fatto l'abbonamento?) da noi a dar vita ai suoi disarmanti e umilianti show è un'altra storia che con la real politik, o con qualunque cosa assomigli al concetto di interesse generale per il paese, non ha nulla a che fare. Se Berlusconi si trova a suo agio con Gheddafi, vista la comunanza di interessi e di visione del mondo e della politica, si porti il suo compagno di merende in una delle sue megaville e lo intrattenga privatamente a sue spese. Chiaro?

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Yo Yo Mundi, "La diserzione degli animali del circo" (1994)




Ma questa notte si cambia musica
Un'invasione per le città
E questa notte profumo di libertà
La diserzione degli animali del circo eccola qua...

15 commenti:

Clem ha detto...

Authan, ti ammiro per l'entusiasmo. Il problema qui è che Mario Sechi è probabilmente d'accordo con te, perché tu fai osservazioni dettate dal buon senso e dalla buona fede. Ci sono uomini liberi e schiavi.
Io non mi ci metterei neanche.
Approfitto per darti il bentornato.

Authan ha detto...

Ma quale entusiasmo, caro Clem... E' sotto i tacchi.

Neon Atlas ha detto...

Oh ma gheddafi non dovrebbe osservare il ramadan?

Michele Reccanello ha detto...

Mi associo al morale sotto i tacchi di Authan. Aggiungiamoci poi le pagliacciate, da circo equestre, con le quali non si và da nessuna parte e abbiamo fatto il pieno!

Michele Reccanello ha detto...

Ah, in questo momento sto osservando la Costamagna e Telese a "in Onda" con ospiti Lener, Feltri e Mentana il quale sostiene:
...E' ovvio che c'è il "trattamento" a Fini in questo momento...

Question: Ma anche gli elettori di cdx non si sono rotti i coglioni di questo merdaio?

Scusa Authan per l'espressione forte.

Francesca ha detto...

@ Neon Atlas

Nella caserma dei carabinieri Salvo D'Acquisto a Roma stasera viene offerto al dittatore libico il tipico pasto serale (Iftar)che interrompe il digiuno che si osserva durante tutto il giorno nel periodo del Ramadan.

Paradossalmente non si cucina mai così tanto come in tempo di Ramadan. Al tramonto del sole, lo “ftour “o "iftar" annunciato in tutte le città dalle sirene, segna la fine del digiuno. Il pasto inizia solitamente con un dattero perchè era così che il profeta Maometto rompeva il digiuno. Al centro tavola troneggia la “harira” fumante, zuppa araba a base di pomodori, lenticchie, ceci, riso e carne, piccante e all’aroma di limone. A seguire, tè, dolci, frittelle, uova, datteri...una mescolanza di sapori dolci e salati Gli chebbakia, nastri intrecciati di pasta fritta, aromatizzati al miele e spolverati di semi di sesamo, sono i dolci per eccellenza del Ramadan. Lo “ftour” viene offerto a tutti, chi si trova fuori a quell’ora, può affacciarsi alla porta di una casa qualsiasi e riceverne. Spesso, verrà invitato a sedersi e a mangiare.

Come sappiamo ci saranno 800 invitati, che, come il sindaco di quel paesello in provincia di Rieti, considera un grande onore rendere omaggio ad un simile personaggio che ha messo gli occhi sul suo Comune per farvi arrivare soldi e lavoro e a cui nulla importa del circo ignobile di cui si contorna immancabilmente nè tantomeno che da 40 anni costui sia a capo di un regime dittatoriale e chi commette un reato anche minimo, come un piccolo furto, puo' solo aspettarsi una condanna da medioevo, altro che tre gradi di giudizio, ricorsi e prescrizioni.

@ Cruciani
1)
all'ascoltatore che le ha chiesto quali sono le situazioni per le quali si indignerebbe, datosicchè nemmeno un sopracciglio aggrottato riserva al colonnello, ha risposto di non ricordare..... io invece mi ricordo di quanto le balle le girino ad esempio se dei lavoratori protestano, magari anche con buonissime motivazioni come la difesa del posto di lavoro, ed interrompono un pubblico servizio (come all'epoca di Alitalia) o bloccano l'autostrada o la ferrovia (vedi Eutelia o Alcoa)!
Per non parlare di quanto la facciano uscire dai gangheri quelli che avendo detto che si ritirano, poi a volte tornarno con una dichiarazione o per presentare un libro (Prodi, Beppino Englaro per non far nomi!)
E tutte le volte che la sua misoginia l'ha portata a criticare rabbiosamente chi (solo le donne eh?!) parlando citava i propri figli con aneddoti (qui l'esempio è da indovinare, il nome comincia con C e il cognome con D e G).

Tutti motivi validissimi e non c'è paragone, vero Cruciani, con il ridicolo e patetico teatrino inscenato oggi dall'apostolo di Maometto che impartiva lezioni di Corano a scosciate avvenenti ancelle prezzolate ??

2)
al medesimo ascoltatore che dopo averle confessato di averla abbandonata per ascoltare Forbice e poi scusatosi per lo sfogo, lei ha confermato che in trasmissione ci si puo' sfogare liberamente....ci mancherebbe, siamo qui anche per questo!

Ma allora .....tutte le volte che ha trattato a pesci in faccia gli ascoltatori che la criticavano, non allineati con certe sue tesi (ricordo la vicenda del fuori onda della Palomba sulla direzione di REPU) urlando nel microfono: "Ma la faccia finitaaaaaaaaaa" ......

Michele Reccanello ha detto...

OT ogni tanto qualche buona notizia...

Michele Reccanello ha detto...

@clem
"Il problema
qui è che Mario Sechi è
probabilmente d'accordo
con te"


volevi forse dire ...è probabilmente d'accordo con te... e non sa di esserlo!

;-)

Francesca ha detto...

@ Mike

ahahah!!
Ed è successo proprio a Como, questa è la vera bella sorpresa!
Emmenomale che a qualcuno è rimasta la voglia di reagire, giacchè ormai nulla di nulla sembra piu' essere scandaloso secondo il minimo buon senso.

E vedrai stasera colui che non si indigna mai come deprecherà le contestazioni, perchè come ben sappiamo, ognuno deve poter dire cio' che vuole, anche se ha già collezionato 2 sentenze di condanna (e non da poco) e cerca di vendere della fuffa alla quale amplissimo risalto è stato dato durante varie puntate de La Zanzara, oltre ad aver candidamente ammesso di esser entrato in politica mica per vocazione, ma per meglio difendersi dalla giustizia persecutoria.

Francesca ha detto...

E non possiamo rimanere fermi a guardare anche perché, come scriveva Paul Bourget alla fine di un suo celebre romanzo, «l'uomo o agisce come pensa o finisce per pensare come agisce».

Chi lo dice?
Il ciellino Maurizio Lupi (avendo raggiunto, credo, un buon tasso di indignazione) che finalmente si chiede, dopo che ieri in molti lo avevano già scritto:

è ancora opportuno offrire il nostro Paese come palcoscenico per gli spettacoli del rais?
Certo, è fondamentale per noi sviluppare relazioni diplomatiche privilegiate con la Libia, ma come mai scene e appelli come quello di domenica non si vedono mai in Germania o nel resto d’Europa?


http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=7769&ID_sezione=&sezione=

Ma il nostro campione del mondo di non-indignazione continuerà imperterrito a giustificare tutto con la parolina magica che comicia con la P e finisce con la k!

Michele Reccanello ha detto...

@francesca
non c'è solo Como ma anche l'Aquila, il "gentiluomo" Letta ne sa qualcosa!

Ma la cosa disgustosa è stata quella di mandare la polizia a tentare di levare gli striscioni, perchè i potenti amano solo essere riveriti, e le contestazioni non sono tollerate. E chiamala democrazia!

Francesca ha detto...

@ Mike

elloso! Laggiu' il Berlo non c'è mica andato, chissà come lo avrebbero spettinato sulla sua bella testolina catramata!

E non dimentichiamoci anche di Maroni, fischiato e contestato proprio da quegli angioletti leghisti che popolano la curva degli ultras dell'Atalanta!

A proposito, è OT ma comunque un argomento ben sviscerato anche da Maurizi la scorsa settimana, quello della tessera del tifoso di cui pero' qui nel blog non ho visto alcuna traccia....

Vi voglio segnalare un articolo interessante al riguardo di Massimo Fini sul Mattinale delle Procure di sabato scorso, dove esprime una posizione netta da estremista, di totale appgoggio ai contestatori:
«Io sto con gli ultras.
Anche quelli di Bergamo.
Perché mi paiono gli unici ad aver voglia ed energia di rivolta in un Paese in cui i cittadini si fan passare sopra ogni sorta di abusi, di soprusi e di autentiche violenze sempre chinando la testa. Sudditi.
Nient’altro che sudditi».

PaoloVE ha detto...

Buongiorno,
il circo che ipocritamente tanti attori stanno alimentando attorno alla visita del colonnello Gheddafi sta impedendo una più seria riflessione sulla natura del personaggio, sulla sua politica e sull’opportunità di sviluppare un’alleanza con cotanto personaggio, con argomenti che vadano al di là di aspetti formali ridicoli e grotteschi.

La sostanza dei nostri accordi con la Libia si sta traducendo in un forte sostegno politico e materiale ad un personaggio e ad un regime assolutamente disprezzabili e condannabili, che hanno ripetutamente dimostrato di essere avversi all’occidente ed all’Italia in particolare ed assolutamente inaffidabili.

Non voglio rispolverare i trascorsi militari e terroristici della Libia del secondo dopoguerra ormai in qualche modo passati alla storia (l’allontanamento degli italiani nel ‘71, i missili su Lampedusa, la guerra in Ciad, l’attentato di Lockerbie,…), ma che per la Libia i contrasti storici precedenti non siano da considerare chiusi, Gheddafi lo ha evidenziato in ogni occasione (presentandosi in contesti ufficiali con la foto dei martiri della resistenza libica trucidati dagli italiani appuntati alla giacca, negando il pagamento dei risarcimenti agli italiani allontanati dalla Libia negli anni settanta ed anzi continuando a celebrare il “giorno della vendetta”, affermando che i nazisti avevano imparato la tecnica dei campi di sterminio da quelli realizzati in Libia da generale Graziani,..).

Che il dittatore ambisca ad avere il ruolo di faro politico delle masse di estremisti mussulmani è evidente da decenni, come è evidente che non tiene in nessun conto diritti umani ed accordi internazionali, e che continua a rivendicare una propria totale indipendenza politica nello scacchiere internazionale.

A questo dittatore e a questo regime l’Italia, in cambio di appalti, gas e denaro, sta fornendo armamenti di vario genere (dopo aver fornito alla Libia le imbarcazioni per intercettare i barconi dei clandestini – e qualche peschereccio italiano - stiamo premendo perché Finmeccanica possa concludere una joint venture per la realizzazione di fregate di ultima generazione) ed addestramento militare (abbiamo in previsione esercitazioni militari congiunte).

A coronamento della situazione il dittatore in questione si trova sulla sponda mediterranea del nord africa, di fronte alle nostre coste, in una regione dove il fondamentalismo islamico avanza, il nazionalismo è forte e le (quasi) democrazie poche e deboli.

Mi pare che la politica dell’Italia rischi di assomigliare sempre più a quella che portò l’occidente a fomentare (involontariamente e forse con migliori ragioni) il conflitto iracheno. In quell’occasione, si armò la mano di Saddam Hussein in funzione anti iraniana, e questo usò le sue armi anche per invadere il Kuwait. Non vorrei che un domani le armi che forniamo alla Libia avessero un ruolo contro l’Egitto, per dirne una non del tutto improbabile…

Ciao

Paolo, la quaglia del deserto.

Francesca ha detto...

@ PaoloVE

come sempre esponi in modo impeccabile quello che si deve sapere assolutamente al di là del folklore.
E i motivi di inquietudine ci stanno tutti, se aggiungiamo la pretesa annunciata di 5 miliardi all'anno (come ben precisato da Milan in rassegna stampa stamani) che l'Europa dovrebbe versare per non diventare in breve nera come l'Africa!

PaoloVE ha detto...

Buongiorno,
nel mio post di ieri avevo esposto solo gli elementi di criticità dei rapporti con la Libia, oggi, molto sinteticamente, vorrei dare una dimensione invece del fattore economico che ruota attorno al dittatore libico (ho approfittato per documentarmi un attimo).

In questi tre giorni dietro la cortina di fum delle carnevalate, si è parlato di un parco di commesse stimabile in 40 - 50 miliardi di euro, in cui la parte del leone dovrebbero farla ENI, Impregilo e Fintecna, ma che coinvolge gran parte del sistema industriale e bancario italiano. Due finanziarie. Per un paese che, come l'Italia, non è uscito dala crisi quei soldi sono oltremodo preziosi. Come peraltro lo sono quelli delle partecipazioni detenute da fondi sovrani libici all'interno di banche italiane che non hanno ancora scontato completamente i costi della finanza dei derivati e dei facili investimenti in paese a rischio...

Come vedete vi sono anche molti solidi motivi per prestarsi ad un tourbillion di esotiche pagliacciate, e sarebbe ipocrita far finta che questi non esistano.

Ciao

Paolo l'affarista