martedì 31 agosto 2010

L'assuefatto speciale

L'ormai classica posa crucianiana super-snob dell'antieroe cinico, del “non riesco ad indignarmi, non ce la faccio, non ne sono capace”, stavolta riferito alla turpe carnevalata del colonnello Gheddafi e del suo circo equestre, si è arricchita di una componente masochista: “chiamatemi, e ditemi che sono uno stronzo”, è stata l'invocazione provocatoria pronunciata ieri in diretta del conduttore della Zanzara.

La tentazione c'è. Ma essendo il sottoscritto tutto sommato un signore :-) preferisco ribattere a questa ennesima disinvolta dimostrazione di assuefazione assoluta con le parole che Michele Brambilla, editorialista della Stampa e ottimo amico di Giuseppe Cruciani, sulla scia del caso Verdini/P3 ha pubblicato nelle pagine del quotidiano torinese il 13 luglio scorso, in un pezzo dall'emblematico titolo "C'è bisogno della forza di indignarsi".

È che ormai nessuno scandalo fa più veramente scandalo. Bisognerebbe modificare la stessa definizione del termine che ne dà il vocabolario: da «evento o incidente che provoca una vivace reazione nell'opinione pubblica» a «fatto ordinario registrato dai media come le previsioni del tempo e serenamente accettato dai lettori».

[…]

E questo accade proprio perché tutto ormai scivola via, viene ingoiato nella normalità. Seguiamo poco, ci disinteressiamo. Un po' per assuefazione, per noia. Ma un po' anche perché, purtroppo, è cambiato - e molto - il comune senso della morale. Proviamo a immaginare che cosa sarebbe successo se un importante uomo politico, trenta o quaranta anni fa, fosse stato condannato per mafia e anche avesse solo partecipato a equivoci festini. Forse allora eravamo bacchettoni e ipocriti, ma l'ipocrisia è anche l'omaggio che il vizio rende alla virtù: nascondevamo le nostre malefatte perché sapevamo che c'era di che vergognarsi. Era l'Italia in cui finire sul bollettino dei protesti o più semplicemente andare in rosso in banca era un disonore: oggi, un rinvio a giudizio è una medaglia al valore. Ai politici perdoniamo molto perché molto abbiamo da farci perdonare.

Non stiamo facendo un elogio del professionista dell'indignazione: spesso l'indignato è colui che si indigna solo per i peccati altrui. Ma oggi il rischio è l'indifferenza, quando non la complice acquiescenza. Ed è questo che ci spaventa.

Crux ama ripetere una frasettina di quelle che suonano bene: “Il mio mestiere non è quello dell'indignato speciale”. No, infatti. Il suo mestiere è quello uguale e opposto: l'assuefatto speciale. Che, se posso far mio un verso di Guccini, è una morte un po' peggiore.

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Lucio Dalla, "Stronzo" (1983)




23 commenti:

Francesca ha detto...

Ben scritto Authan!


@ GC

Stronzo, ricordati che devi morire

francesco.caroselli ha detto...

Francesca!

sei una signora!

contegno.


cmq ho da fare il precisino sull'articolo di Brambilla.
Proviamo a immaginare che cosa sarebbe successo se un importante uomo politico, trenta o quaranta anni fa, fosse stato condannato per mafia e anche avesse solo partecipato a equivoci festini

30-40 anni fa la mafia non veniva proprio percepita.
Era qualcosa di cui si vociferava.
Nessuno aveva la certezza che esistesse.
Fu istituita come reato solo nell'83 (omicidio La Torre).

Lo stesso Borsellino diceva che quand'era giovane la Mafia era sentita come qualcosa che non esisteva e se esisteva era qualcosa di positivo per la Sicilia.

I primi pentiti "ante-litteram" che parlarono di questa società segreta furono internati come malati mentali.
Non furono creduti se non per i reati che incriminavano loro stessi.
Penso in primo luogo a Leonardo Vitale.


Nota personale
Oggi ho discusso con la mia ragazza perchè è andata a comprare in un negozio che1 mese fu messo sotto sequestro perchè sospettati di essere proprietà del clan Cicero.
Lei voleva andarci (e ci è andata alla fine) dicendo che è il più fornito.
Secondo me è sbagliato.
Il negozio si trova sulla strada Francesca e Giovanni Falcone.
Fate un po voi...



Di Gheddafi non me ne frega niente.
CIARPAME SENZA PUDORE

Viola ha detto...

Ottimo Authan!

Francesca ha detto...

@ caroselli

adesso ho capito perchè il punto rosso nel riquadro verde in basso a sinistra, tra il mio e il tuo profilo, è cosi distante!

La storiella che hai raccontato della tua ragazza mi fa venire in mente la polemica innescatasi la scorsa settimana dopo la lettera del teologo Vito Mancuso circa l'opportunità di continuare a pubblicare per Mondadori, Einaudi e altre collegate al premier ..... dopo quella norma ad hoc che gli consente un imbarazzante "risparmio" di tasse per chiudere un contenzioso con l'erario.....

Io la penso sempre uguale. E vale per Mancuso, Saviano, Augias e compagnia cantante!

Perchè Michele Serra quando la Mondadori venne fagocitata dal Cainano disse "Se arriva lui, me ne vado io" e da allora pubblica con Feltrinelli?
Semplice, perchè è COERENTE e LEALE con sè stesso innanzitutto e con gli altri.
Quindi, parafrasando proprio il già citato Paul Bourget alla fine di un suo celebre romanzo, «L'uomo o agisce come pensa o finisce per pensare come agisce».

F®Ømß°£ ha detto...

Buongiorno, ieri ascoltavo la zanzara molto distrattamente, per cui non ho seguito i dettagli.

Prevedibile come un sasso che affonda nell'acqua (o uno stronzo che galleggia per usare il suo ormai sguaiato registro), Cruciani ha sentenziato che lui "non si indigna proprio per niente".

Chi se l'aspettava, ma soprattutto, sempre per tornare al registro che tanto gli piace "Chi se ne fotte, stronzo?"

Cruciani l'anticonformista, Cruciani il sottile, al punto tale che si sa già quello che dirà.

Della fase successiva della trasmissione alle mie orecchie sono arrivati in continuazione strepiti come "non me ne frega niènte" "lo dica con me: è una S-T-R-O-N-Z-A-T-A" e via così, il tutto condito da ospiti di valore quali Borghezio "Quegli imam di merda".

E pensare che anni fa Cruciani era, al pari di Maurizi la settimana scorsa, capace di centrare i punti importanti della giornata e magari rendere un po' più vivace la trasmissione con il suo fare spigoloso. Poi ha smesso di interessarsi delle cose serie "sono troppo complicate per questa trasmissione" e adesso si sforza per usare il turpiloquio a livello di un qualsiasi politico intercettato.

Amarezza Tommaso

PaoloVE ha detto...

Buongiorno,

anche se non credo a Cruciani quando afferma "non riesco ad indignarmi, non ci riesco, non ne sono capace", non sono d'accordo con Authan quando definisce il conduttore "l'assuefatto speciale", perchè a questo tipo di assuefazione si giunge solo attraverso uno sfinimento prolungato ed una frustrazione che non mi pare Cruciani abbia evidenziato nel tempo. In più Cruciani va oltre: per quelli della sua parte (e solo per quelli) minimizza, mistifica e giustifica. Li trova leggeri e giocondi. E questa non è assuefazione.

Avrei creduto più facilmente ad un "non mi interessa indignarmi, non me ne frega niente, non lo voglio, è contro i miei interessi personali". La sua posizione è falsa come il narcisistico invito a dargli dello stronzo. Se lo desiderava, gli sarebbe bastato chiamare una volta di più il suo amico Sgarbi e muovergli per una volta una critica...

Ciao

Paolo

francesco.caroselli ha detto...

Ok Francesca, ma quindi tu non condividi la mia idea?

Per sconfiggere le mafie il consumo critico è basilare.

La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere della nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte da sentire subito le bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso sociale, dell’indifferenza della contiguità e quindi della complicità

W addiopizzo!


Poi non capisco se tu la pensi come me o no...

sembra che tu critichi il mio atteggiamento, ma mi pare che eviti come la peste ogni cosa "contaminata" dal Cainano.
Ti spieghi meglio?

PaoloVE ha detto...

@ Tommaso:

Borghezio deve essere proprio in ribasso se persino Cruciani arriva velatamente a fargli presente che la politica estera è affare del governo o al limite europeo e non dei Comuni, e quindi che sentire gli inviti rivolti dal parlamentare europeo della Lega al sindaco UDC di Antrodoco era come ascoltare il bue che dà del cornuto all'asino.

Ciao

Paolo

Francesca ha detto...

@ caroselli

certo che condivido, e dunque boicottare per evitare la contaminazione in ogni modo!

Trovare fornitori alternativi e meglio se equo-solidali o sensibili come Libera che realizza con la fatica della parola e del lavoro sui campi la rieducazione alla legalità!

Sfuggire alla tentazione di farsi omologare e rivedicare a testa alta la propria distanza!

Consumo critico e moooooolto selettivo!

Bravo Caroselli, ma ora si tratta di convincere la signorina!

Michele Reccanello ha detto...

@Francesca
certo che condivido, e dunque boicottare per evitare la contaminazione in ogni modo!

Figurati se non fosse stato cosi, ho ancora, e con me anche un mio collega a cui gli feci ascoltare il podcast, impresso la tua conversazione con il Crux sul BoBi.
E ti posso assicurare che eravamo piegati in due nell'ascoltarti!

...Forse è per questo che sei sulla Black List del nostro.

F®Ømß°£ ha detto...

@Paolo,

Borghezio non merita di essere invitato in nessun programma serio, dal momento che non è nemmeno in grado (il volgar-Cruciani potrebbe preferire un "non ha le palle") per sostenere pubblicamente le fesserie ("stronzate" x il nostro) che ulula nei suoi comizi. Per fortuna ero distratto e della polemica col sindaco non ho sentito nulla, tranne Cruciani che urlava, con voce sgradevole "al sindaco non gliene frega niènte, ha ccapito? non gliene frega niènte!".

Mai come ieri la Zanzara ronzava dalla mia radio solo perché mi ero dimenticato di spegnere.

Apprezzo molto il tuo post sul "narcisistico invito".

Saluti

Michele Reccanello ha detto...

OT

vi segnalo il link sulla questione giustizia che più sta a cuore al notro premier.

Quello che mi fa specie è l'atteggiamento di Bocchino e presumo di tutto FLI:

"Alfano e Ghedini da Berlusconi
Bocchino, discutere su modifiche, no cancellazione 5.000 processi"


Quando invece non dovrebbero nemmeno discuterne. E poi:

""Noi riteniamo - ha aggiunto Bocchino - che una legge sui tempi giusti del processo sia utile, ma che vada approfondito il testo uscito dal Senato per due ragioni: una, perché servono mezzi, risorse e strumenti perché una cosa è dire facciamo i processi in tempi più brevi e una cosa è farli. Tra la teoria e la pratica ci vogliono gli investimenti. L'altra ragione è la cosiddetta norma transitoria. Noi siamo favorevoli ad uno scudo giudiziario per Berlusconi, che è vittima di un'aggressione , ma non si può fare venire meno, dalla sera alla mattina, quattro-cinquecentomila processi".

Per la serie tante belle chiacchere sull'etica, l'onesta etc, etc, e poi alla fine ci fanno vedere la loro vera faccia!

Michele sempre più disgustato.

Pale ha detto...

Finalmente siete tornati quasi tutti!!!

Ho ascoltato la zanzara quandi GC non c'era e l'ho trovato molto interessante. A me delle risatine isteriche non me ne frega niente. Pertanto GC non mi è mancato per niente. Non sapevo che volesse essere chiamato stronzo. Più che altro, riprendendo il caro Tommy, Cruciani il sottile è così sottile da essere una nullità. (con affetto, Giuseppe, si fà per prenderti in giro per quel tuo appena accennato narcisismo!)

Pale

Francesca ha detto...

dal pezzo di Peppino Caldarola di oggi:

Il leghista Calderoli ha ancora sulla coscienza le decine di morti fra i dimostranti libici che protestarono contro l’esibizione in tv della sua maglietta con le vignette anti-Maometto. Non da meno è stato Silvio Berlusconi. Nel 2001 sostenne che «l’Occidente deve avere la consapevolezza della superiorità della sua civiltà» contrapposta a quella islamica e qualche giorno dopo fu costretto, dopo le pressioni delle maggiori cancellerie europee, a chiedere scusa ma ancora nel 2009 si dichiarò convinto che «non possiamo mettere sullo stesso piano le due civiltà». Tutto dimenticato. Anche le battaglie sulle “radici cristiane dell’Europa”, che hanno tanto appassionato intellettuali e parlamentari del Pdl oggi silenziosi di fronte al rais che proclama l’Islam la religione del futuro nel Vecchio continente.

C’è una conclusione da trarre. La politica estera italiana è diventata una delle variabili del protagonismo berlusconiano. Ogni visita di stato, ricevuta o ricambiata, offre solo lo spettacolo dell’esibizione di straordinari rapporti personali. La “politica del cucù” prevede che ogni ospite sia sempre il miglior amico. Ogni stagione cancella quella precedente. Berlusconi è guerriero con Bush e pacifista con Obama, laburista con Blair e conservatore con Sarkozy e Merkel. La Farnesina è diventata un outlet in cui il compratore estero viene accolto con sorrisi e pacche sulle spalle nella speranza che compri qualcosa. C’è stato un tempo in cui questo paese aveva una politica estera. Stava in Occidente e dialogava con l’Est. La politica estera berlusconiana è volubile come il mercato dei saldi a fine stagione. Ogni ospite si sente dire quel che desidera ascoltare, si tratti di un rais arabo o del premier di Gerusalemme. L’Italia non fa domande, non chiede garanzie, non importuna gli ospiti. Se poi vengono qui facciano e dicano quel che gli pare. L’Occidente, l’Oriente, l’Islam, il Cristianesimo, i diritti umani sono tutte mercanzie di un mercato planetario. Il cliente ha sempre ragione. L’importante è che vada via con un sorriso, soddisfatto o rimborsato.
Avanti un altro “miglior amico”. C’è posto per tutti.


Almeno qui, a differenza di Cruciani, non si resta con le spalle al muro in ossequio alla Realpolitik, perchè le critiche sono pesanti (alla politica estera berlusconiana) e le conclusioni molto amare.

Gabriele, Monza ha detto...

Oggi mi sono permesso di scrivere a Massimo Giannini, vice-direttorre di Repubblica, per ringraziarlo di non far parte della categoria degli assuefatti o, peggio, degli asserviti al potere politico.

I suoi ultimi 2 articoli-denuncia, sul perdurare dell'interim al Ministero dello Sviluppo Economico e sullo scandalo della norma salva-Mondadori, sono un esempio di Giornalismo al quale gli assuefatti/asserviti Cruciani, Battista, Facci, Belpietro, Feltri, dovrebbero convertirsi.

Ai Giornalisti veri, quali Giannini, Telese, Travaglio, Gabanelli (solo per citare l'ultima generazione), quindi dico: grazie, grazie, grazie.

Francesca ha detto...

Ho notato che Littorio Feltri non si è occupato molto del dittatore libico amico del Berlo in questi giorni e ha continuato a martellare su Fini & i Tulliano's.

Eppero' ricordo di aver letto un gustoso pezzo in cui Massimo Fini, con dovizia di particolari, racconta di quando il direttore del giornalino di zio Paolino randellava proprio il Berlo.

Faccio che linkarvelo, se mai l'aveste perso, e buona lettura!

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/26/quando-feltri-picchiava-su-berlusconi/53174/

Michele Reccanello ha detto...

@francesca

...glielo faceva osservare, a littorio, anche un lerner in forma campionato, l'altra sera a "in onda", con ospite finale Mentana che, anche se è un terzista, qualche frecciatina a faccia di pietra-littorio non l'ha risparmiata. Se te lo sei perso lo puoi riguardare sul sito di la7, vale il prezzo del biglietto

Francesca ha detto...

@ Mike

ma si l'ho visto e alle critiche che gli muovevano, per tutta risposta Littorio Feltri ha tirato fuori ancora la storia di 35 anni fa delle accuse de L'Espresso al Presidente Giovanni Leone, cosi come dei radicali e del libro della Cederna!

Gabriele, Monza ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Gabriele, Monza ha detto...

Voglio anche io citare Il Fatto.

Slvia Truzzi: Milan e Apicella. B alla riconquista delle masse.

"Lunedì la Zanzara di Giuseppe Cruciani è andata a punzecchiare Domenico Apicella, menestrello di corte, che ha annunciato l’imminente uscita di un cd scritto da Berlusconi....una domanda maliziosa di Cruciani: “Se Fini la chiamasse a cantare, lei ci andrebbe?”. Risposta: “Se mi paga il cachet, certo che ci vado”. È il mercato, che farci?"

Eccovi servito - parafrasando Aldo, Giovanni e Giacomo - lo Zero Giornalistico Assoluto.

Francesca ha detto...

ecco... pensavo anch'io quando ho sentito del CD ispirato dal Berlo al menestrello di corte.... per quelle caxxate il tempo lo trova sempre il LEGITTIMAMENTE IMPEDITO premier che non puo' MAI andare in tribunale perchè deve occuparsi di cose sempre molto (piu') importanti!

Gabriele, Monza ha detto...

@ Francesca

anche per visionare e comprare ville e castelli (Toscana, Sicilia, Venezia), il Legittimo Impedìto é sempre riuscito a ritagliarsi del tempo...

Francesca ha detto...

Dal quotidiano di riferimento del nostro entertainer preferito:

Zaia, ovvero un niente leghista. E'da quasi un anno che governa il Veneto e non ha fatto altro che dire banalità assassine, guerre per il crocifisso, guerre di religione, guerre per i ladri delle quote latte...il resto sono aumenti delle tasse regionali, disoccupazione stratosferica, malcostume dilagante, tangenti e tanto odio verso gli immigrati. Ricordo che lo statuto regionale è da anni in sospeso.

epperchè lo posto direte voi?

Per invitarvi a leggere l'articolo in cui l'ex-PR da discoteca non giustifica con i grassi affari di ENI e altre imprese italiane il dover tollerare il dittatore libico che fa il villanzone a casa nostra, nooooooooooooo!

«Meglio il folklore degli immigrati. Sparita la tenda, sparito il problema. Se per avere Lampedusa senza clandestini servono tre giorni così, mi sta bene».

http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/254559/


siamo sempre li, l'ossessione per l'immigrazione, niente altro conta per il partito verde!