martedì 7 aprile 2009

Fatalista e immemore

Lo dico subito: in riferimento al sisma che ha colpito l'Abruzzo due notti fa, argomento su cui la Zanzara di ieri si è concentrata in via esclusiva, l'ultima cosa al mondo che oggi desidero fare è prendere posizione sulla querelle riguardante la prevedibilità dei terremoti scatenatasi in seguito alle dichiarazioni dello studioso Giampaolo Giuliani. Non ho nessuna competenza e mi renderei solo ridicolo nel mettermi a disquisire del gas radon quando invece fino a ieri non lo avevo mai neppure sentito nominare.

Però c'è un punto, per commentare il quale non occorre essere dei geologi esperti, su cui mi sento di dire la mia. L'Italia è un paese a fortissimo rischio sismico, come evidenzia non solo la seguente mappa dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ma la semplice memoria storica. Come diavolo è possibile che nell'anno del signore 2009 un terremoto di intensità solo medio-alta provochi una simile ecatombe?


Mappa sismica


Non voglio aprire una polemica politica, sia chiaro. Voglio solo capire, perché non riesco a darmi una spiegazione. Dando un'occhiata nelle rassegne stampa sono solo riuscito a ricavarne lo stesso ritratto di un'Italia fatalista e immemore che già si era profilato autonomamente nella mia testa.

In particolare, ho trovato decisamente indovinate le parole del geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi, in un suo commento apparso sulla sulla Stampa di oggi.

“Sarà bene ricordare che non solo le città italiane sono il frutto di ricostruzioni dopo innumerevoli terremoti, ma anche il paesaggio è un paesaggio sismico, prodotto cioè da successivi eventi, come è normale in un paese geologicamente attivo, in cui si può convivere con il rischio solo usando scienza e intelligenza. Non uccide il terremoto, ma la casa mal costruita o mal posta. Sarebbe bene ricordarlo sempre. Dovremmo infine farla finita di parlare di ipotetiche catastrofi naturali, che in realtà non esistono: esiste solo la nostra incapacità, ignoranza o malafede nel rapportarci con il rischio e una delittuosa propensione a perdere la memoria degli eventi passati. Ma in Italia nessun posto è immune dal rischio e la Terra non smetterà di ricordarcelo.”

Incapacità, ignoranza e malafede... Quanti terremoti serviranno ancora prima di imparare la lezione una volta per tutte? E' lecito sperare che un graduale processo di risanamento in chiave antisismica di tutti gli edifici esistenti nelle zone maggiormente a rischio, partendo da quelli più sensibili (scuole, ospedali, ecc.), prenda finalmente piede senza più ulteriori proroghe?


14 commenti:

Paolo il bertolaso ha detto...

Buongiorno,
per la gioia di Authan il cinefilo, non so se titolerei questo post “il giorno dello sciacallo” oppure “ho visto cose che voi umani…”, ma nella puntata di ieri ho avuto sensazioni strane e contrastanti.

Da un lato sono stato molto infastidito dallo stuolo di sismologi e gestori delle emergenze da bar (tempo fa qualcuno parlava del cinico da bluetooth, credo siano parenti…) che ritenevano di criticare qualsiasi cosa fosse stata fatta o non fatta sino a quel momento: la mancata attenzione alle “previsioni” (è così difficile essere ragionevoli? Tra la certezza della previsione e quella della sua impossibilità - che emergevano in trasmissione, anche da parte di Cruciani- esistono molte sfumature: che il radon possa essere un indicatore di rischio sismico è plausibile, ma che allo stato attuale tale indicatore sia utilizzabile è quanto meno poco dimostrato), lo “scandalo” di una prefettura e di un ospedale che sono crollati sotto l’urto del terremoto (non conosco lo specifico, ma qualsiasi opera anti sismica ha un limite di resistenza), il ritardo dei soccorritori,...
Il tutto mentre colonne della Protezione Civile si muovevano ordinatamente e con metodo a fornire soccorsi (bella la telefonata dalla colonna da Friuli in cui un volontario segnalava dove presumibilmente erano diretti e quali specializzazioni e mezzi rendevano disponibili – altro tono e concretezza rispetto alle critiche e sicuramente altro risultato): i numeri dei pasti caldi erogati, delle tende montate, delle persone cui è stato trovato un alloggio, dei pazienti trasferiti dall’ospedale diroccato, delle utenze elettriche e telefoniche ripristinate sono state la migliore delle riposte possibili.
Mi chiedo quanti di coloro che stavano telefonando per criticare abbiano mai provveduto ad adeguare alle norme antisismiche le proprie case o abbiano insistito con i propri amministratori perché lo facessero con le scuole, gli ospedali,…: la statistica dice molto poche.

Dall’altro lato per una volta devo riconoscere che la politica si è dimostrata se non all’altezza della situazione almeno migliore dei suoi elettori, cosa ormai rarissima: Berlusconi ha rinunciato agli incontri internazionali che tanto apprezza per dare un segno della presenza dello Stato, Franceschini si è affrettato a rendergliene merito rifiutando ogni sterile polemica (anche in presenza di spunti che l’avrebbero ben permessa): un plauso ad entrambi, auguriamoci, per tutti, che sia un inizio.

Resta, e confermo quanto scritto da Authan, l’incapacità o la mancanza di volontà di gestire correttamente l’ordinario, di adeguare progressivamente le case, le scuole, gli ospedali, i ponti; di rendere sicuro il territorio; di preparare le persone.

Oggi parliamo del terremoto, questo autunno pioverà e parleremo di frane ed alluvioni, continuando a gestire emergenze.

Saluti

Paolo il bertolaso

Vigneron ha detto...

Complimenti Authan hai a mio parere centrato perfettamente il problema.
E mi è dispiaciuto che invece Cruciani si sia soffermato sul sismologo preveggente per arrivare a fare la solita difesa del governo e di Bertolaso e la solita accusa a Di Pietro e Grillo.
Per una volta bisognava cambiare registro e Cruciani non l'ha capito.
Il problema che tu hai sollevato io provo a completarlo con una domanda.
Può un paese in testa alle classifiche mondiali di corruzione politica, con una delle malavite organizzate più forti del pianeta, con una evasione fiscale fuori controllo, con una giustizia lenta e inconcludente, con un abusivismo edilizio generalizzato e con metà del territorio fuori dal controllo dello stato riuscire a fare una concreta politica di messa in sicurezza del proprio patrimonio edilizio?
Io penso proprio di no.

F®Ømß°£ ha detto...

Buongiorno,

intanto grazie a tutti gli espertissimi italiani che ieri erano sismologi, l'altroieri esperti di getione del traffico aereo, che quando c'è la partita della nazionale sono commissari tecnici e quando c'è la guerra sono veterani. Ieri ho acceso la radio, ho sentito uno che esordiva: "Buonasera, io vorrei parlare a livello sismico". Ho immediatamente messo l'autoradio sul CD, riflettendo come sempre se sia giusto che certa gente possa votare.

Più seriamente ho pensato alcune cose:

1) Supponiamo che un giorno la protezione civile, il governo o il Papa dice alla popolazione di alcuni comuni "Andate via che nelle prossime 72h ci sarà un terremoto!"

Andrebbero via tutti?
E se poi il terremoto non arriva? Cosa succede la volta successiva? E se arriva alla 73esima ora? E se arriva nel comune vicino?

2) Da Nord a Sud non penso che nessuna zona sia del tutto esente da palazzinari che tendono a risparmiare sui materiali a scapito della sicurezza. Per di più nella metà del paese che è saldamente in mano ai delinquenti non vedo che fiducia si possa avere nel rispetto delle normative.

Le responsabilità di questo stato di cose sono politiche, e in seconda istanza sono della cultura italica di aggirare le regole.

Pagherà qualcuno di coloro che ha tirato su condomini fatti con la sabbia? Pagherà chi ha permesso ciò?

No.

3) Ogni volta che capitano questi eventi che destano emozione si vede quanto peggiora il livello del mondo dell'informazione e della televisione: accanto ai soliti servizi dei giornalisti affannati che chiedono alla gente cosa prova, alle frasi/foto a effetto, oltre alle ormai consuete polemiche sulla presunta lentezza o disorganizzazione dei soccorsi, adesso c'è anche la discussione sulla prevedibilità dei terremoti con dietrologie degne del processo di Biscardi. Di questo passo bruceremo le streghe o gli untori in piazza entro qualche anno.

Saluti

Tommaso indignato

Arthur ha detto...

In effetti nessuno ha raccolto la provocazione (e l'inutilità) dell'affermazione del premier :"dal Governo subito 30 milioni, cifra che NESSUNO mai prima aveva stanziato"
Se la poteva davvero risparmiare, ricordando i fiumi di denaro (50 miliari al vecchio conio) che il buco nero del 1980 in Irpinia ha ingoiato!
Su Bertolaso avrei da ridire qualcosa.... da 8 anni è al vertice della PC che è diventata per molti un grande business, ma ha fallito non come soccorritore, bensi nella mancanza di istruzione alle popolazioni sul da farsi in caso di.....
Se anche ci dovesse rimettere il posto, sicuro che finisce a fare il parlamentare (per il PDL ovvio) come quel Maurizio Scelli della CRI che libero' "le due Simona" per la gloria di Silvio!

cipper ha detto...

Guardando la mappa nel post e' interessante notare che Messina si trova esattamente sulla fascia di rischio maggiore (e infatti il piu' grande terremoto d'Europa e' avvenuto proprio a Messina il 1908). Ma proprio ieri il nostro capo sentenza: "Crisi, frenare su opere pubbliche, ma il Ponte sullo Stretto non si tocca":
http://www.tgcom.mediaset.it/economia/articoli/articolo446096.shtml

cipper ha detto...

Ovviamente sarebbe impossibile far collegare le due cose (terremoto e ponte) a Cruciani, perche' per lui "questo ponte s'ha da fare" e basta.

paolo remembering may the 6th 1976 ha detto...

@ cipper:

sei di una perfidia degna dei più trinariciuti Komunisti.

Confesso che la prima cosa che ho guardato sulla cartina (grazie Authan) è stata casa mia (azzurro chiarissimo, un livello sopra il grigio: proud to be venetian), ma la seconda è stata Messina - Reggio Calabria :-)

Mi consenta, ma se ho deciso di costruirlo è perchè il ponte sarà un monumento alla tecnologia antisismica, di esempio per tutti gli italiani e non solo, cribbio!

Saluti

paolo remembering may the 6th 1976

authan ha detto...

x Cipper

Troverai probabilmente interessante (come me) un video presente al seguente link in cui il geologo Mario Tozzi, quello che ho citato nel post di oggi, "demolisce" letteralmente il ponte di Messina. In particolare e' interessante il punto in cui Tozzi osserva come il ponte sia stato progettato per resistere ad un sisma di intensita' pari a quella del 1908, cioe' 7.1 della scala Richter. Peccato che essendo la zona dello stretto a rischio sismo massimo, non c'e' alcuna garanzia che il prossimo terremoto, che statisticamente parlando prima o poi ci sara' (tocchiamoci), non possa essere ancor piu' devastante.

http://www.messinaweb.tv/index.php?v=10096&silverheader=3&sub=24

Ciao,
authan (autore del blog)

Anonimo ha detto...

Dal CORRIERE DELLA SERA
L'AQUILA - Il premier Silvio Berlusconi ha visitato nel pomeriggio di martedì la tendopoli di San Demetrio, un piccolo centro vicino L’Aquila dove sono presenti diverse centinaia di sfollati a causa del sisma. Il Cavaliere ha più volte rivolto un invito alla popolazione: «Noi stiamo facendo l’inventario delle case, voi intanto prendetevi un periodo, è quasi Pasqua ed è la bella stagione, andate sulla costa, al mare: paghiamo tutto noi». «Una volta che lo Stato è vicino - ha esortato Berlusconi - fate così, andate al mare, sarete serviti e riveriti fidatevi: avete l’assistenza di tutti gli italiani». Berlusconi ha dunque insistito a non restare nelle tende, ma a spostarsi «sulla costa, è a un’ora di autobus, facciamo tutto noi». A dei bambini che lo salutavano, Berlusconi ha detto: «Fate i bravi, voi, dite alle mamme di portarvi al mare che ci sono degli alberghi che vi aspettano». Poi, rivolgendosi a una signora sulla quale erano visibili i segni di una lunga permanenza al sole, il Cavaliere ha detto: «Mi raccomando, mettete la crema solare». 
Non perde l'occasione per andare a caccia di voti! E' proprio senza vergogna.
Roberto

Andrea ha detto...

Scusate - mi riferisco alla puntata ora in onda - ma perchè Cruciani non chiama direttamente Tarvaglio e chiede a lui spiegazioni del suo pezzo odierno sull'Unità?

F®Ømß°£ ha detto...

Sto disaffezionandomi dalla zanzara.

Oggi accendo e sento: "Ma perché gli scienziati non prendono in considerazione le tesi di Giuliani anche se non sono d'accordo?"

Saranno parte della casta degli scienziati, dico io e cambio sul CD un'altra volta.

Tommaso che non sopporta la gente che non ragiona

Vorlander ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Arcibaldo ha detto...

cruciani, esattamente come ferrara, è riuscito nell'intento di farmi riascoltare 105 network... non lo facevo da anni.

Da trasmissione di mero approfondimento, radio 24 è diventato organo di propaganda, ovvero megafono, di questo governo psico-fascista.

Arcibaldo ha detto...

... e aggiungo una cosa. Io non ho competenze specifiche in materia di sismologia, ma mi chiedo PERCHE' non è stato dato ascolto a Giuliani, che cruciani ha fatto passare per una specie di ciarlatano rabdomante.

In linea aveva una persona che si è affrettata a dire "Giuliani non è un ricercatore ma un tecnico".

...

Mi viene da rispondere "E allora...?"

I suoi dati sono sempre stati disponibili e a quanto pare aveva previsto nel 2002, con una precisione INQUIETANTE, il terremoto di San Giuliano.

Tutti stanno lodando l'ottimo lavoro della protezione civile. Per carità. Anch'io.

Ma ho bene in mente che, intanto, bertucciaso ha denunciato Giuliani per procurato allarme la settimana scorsa, e che subito dopo il terremoto lo stesso bertucciaso si è affrettato a dire in un intervista che "non era prevedibile, e ora sentiremo i soliti PONTEFICI che diranno che si poteva prevedere" (Su radio24)

Ho anche in mente che bertolaso presentò le dimissioni, dimissioni non accettate. Perchè in questo paese chi dovrebbe dimettersi non lo fa, e chi lo fa alla fine rimane sempre dov'è?