Madness, "One Step Beyond" (1979)
One step beyond...
E' come se in una squadra di calcio da medio-bassa classifica fosse calato dall'alto Lionel Messi. Non so bene come e perché sia successo, ma la presenza di Beppe Severgnini per quasi l'intera Zanzara di venerdì 5 novembre ha originato quella che probabilmente è stata la migliore puntata dell'anno. Forse non sono obiettivo, lo ammetto, perché per me Severgnini è un grande. Ma al di là di questo il ritrovarmi per una sera uno così bravo ad argomentare senza – meraviglioso, così si fa! – mai travalicare certi confini di moderazione, e al contempo così spiritoso senza mai scadere nel volgare, è stato un bel sentire. Si può essere brillanti, interessanti e anche rivoluzionari senza essere Sgarbi.
Ciò detto, lo so benissimo che il tutto è sembrato un gran marchettone, un mega spot di un'ora e mezza per il nuovo libro di Severgnini, non so se spontaneo o legato a contratti pubblicitari tra Rizzoli, editore di Severgnini, e il gruppo Sole24Ore. Non lo so e non mi interessa saperlo.
Ma ho trovato in ogni caso abbastanza sorprendente tutto questo spazio lasciato da Cruciani a un collega che la pensa in modo così diverso da lui, tanto da trovare in tutto ciò un'ulteriore conferma della strada intrapresa dal conduttore verso una progressiva presa di distanze dal cavaliere. Cruciani, ricordiamocelo, è colui che un annetto fa o poco più dichiarava (lo ricordo distintamente) di non sopportare più gli innumerevoli libri su Berlusconi che uscivano ed escono ogni anno al punto di cestinare (nel senso di mettere via senza degnare di un'occhiata) tutti quelli di cui veniva omaggiato. Invece quello di Severgnini, per sua ammissione, se lo è letto tutto e ci ha costruito sopra una trasmissione intera, quando, se marchetta doveva essere, bastavano i soliti 6-8 minuti dei normali ospiti. Sarò fissato, ma io ci vedo un segnale.
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Alcuni momenti del Severgnini pensiero di venerdì scorso valgono la trascrizione. Tutta roba bbbuona. Si va dal battimani scrosciante alla ola collettiva.
LA CREDIBILITA'
“Se per Berlusconi le mutande [cioè le donne, il sesso, etc.] diventano un'ossessione io mi preoccupo un po'. Se poi lui dice che non è vero io mi preoccupo ancora di più. Se poi parlando di mutande tutto il tempo spiega che lui è per i valori della famiglia, io dico scusa un attimo: ma se tu su questa materia dici una cosa e ne fai un'altra come faccio a crederti quando parli d'altro?”
THE FIVE MILLION CLUB
“Non viviamo in un grande reality, alla Truman Show, ma qualcuno aiuta a pensarlo. In Italia esiste il Five Million Club, cinque milioni di persone che ascoltano trasmissioni come la Zanzara, che guardano in TV i programmi di approfondimento giornalistico, che leggono libri e giornali. Non necessariamente di sinistra o di destra, governativi o anti-governativi, ma comunque un club di minoranza in un Paese di 60 milioni di abitanti.”
LA FABBRICA DEL CONSENSO
“Controllare la TV pubblica e possedere il maggior network privato non è salutare per la democrazia. E uno dei fattori che incide sul consenso, in una misura tra il 10 e il 40 percento. Non sono i programmi visti dal Five Million Club ad incidere principalmente, ma quelli della fascia dalle 19 alle 21.” [Traduzione. La somma di TG1 e TG5 incide più di tutti gli altri programmi e di tutti gli altri mezzi di informazione messi insieme. Il giorno che Crux capirà questo concetto elementare stapperemo lo champagne]
COS'E' DAVVERO IL BUNGA BUNGA
“Il bunga bunga è il rumore collettivo che si ottiene in Italia da milioni di persone che picchiano tutte insieme la testa contro il muro chiedendosi cosa sia successo a questo Paese.”
LA PANCIA DEGLI ITALIANI
“Berlusconi, molto abile nel mettere l'orecchio sulla pancia degli italiani, esprime molto di questo Paese, e non necessariamente il peggio. Però è evidente che nella pancia degli italiani ci sono anche cose poco simpatiche. Un capo di governo, anziché assecondare qualsiasi mal di pancia dovrebbe occuparsi di suscitare una buona digestione. Il leader deve condurre i cittadini, non farsi condurre. Se Berlusconi vuole fare il follower, vada su Twitter.”
I CHIHUAHUA DELLA DEMOCRAZIA
“Per chi fa il giornalista, lavorare per un editore che è il capo del governo e che si occupa di tutto è pressoché impossibile, è come ballare il rock and roll sulla piattaforma dei tuffi da dieci metri. Molti colleghi al Giornale, a Mediaset, [a Panorama…] e altrove non si pongono il problema perché ritengono in perfetta buona fede che il loro mestiere di giornalista sia un'estensione della loro attività politica (lo stesso accade sul fronte opposto). Per me invece quello del giornalista è un mestiere terzo. Magari cani da guardia della democrazia è troppo, ma almeno chihuahua sì, da fare bau bau se arriva il ladro anziché scodinzolare.”
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Vasco Rossi, "Standing Ovation" (2001)
Secondo post del giorno, qui sotto, di Authan. Il primo era di Paolo.
Chi non l'abbia ancora fatto si affretti a votare il nostro sondaggione su cosa cavolo sia successo a Giuseppe Cruciani.
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Nel glossario finanziario si parla di "rimbalzo tecnico" quando un titolo di borsa, reduce da un periodo di forti perdite, gode di un effimero rialzo che non reca con sé l'effetto di mutare il trend generalmente ribassista del titolo medesimo.
Ebbene, alla Zanzara di ieri è andato in scena una sorta di rimbalzo tecnico. In un periodo di smarcamento da Berlusconi, c'è stato cioè, da parte del conduttore principale, un colpo d'ala pro cavaliere che però non muta la sensazione di un lento voltar di spalle, di una graduale presa di distanza dal personaggio, dai suoi comportamenti, dal suo modo di fare politica e di rappresentare le istituzioni.
Lo si capisce dalla natura del colpo d'ala di cui sopra, che nella trasmissione è coinciso in particolare con la partecipazione durata oltre un'ora di Sonia Alfano, la giovane parlamentare europea che su Berlusconi dice francamente delle enormità (“ha nel dna l'attitudine a delinquere”, “è psichicamente malato”, “è un omosessuale represso”, “una prostituta nigeriana ha più dignità di lui”, e così via) frutto di una visione a dir poco manichea. Anche a me, sentendo tali spropositi, vien quasi da solidarizzare con il cavaliere (hey, ho detto quasi!).
La profondità di un ragionamento di Sonia Alfano su Berlusconi può essere quella – che so – di un Maurizio Ruggiero (quel bizzarro individuo di Sacrum Imperium che, come del resto pure Giulio Andreotti, chiama i gay “sodomiti” ) su Aldo Busi, o di un Don Fanzaga su Emma Bonino, o magari un Giancarlo Gentilini su uno zingaro a caso. Non c'è un lucido pensiero, c'è solo disprezzo assoluto frutto di fanastismo, ideologia, preclusione.
Rimbalzo tecnico, dunque. Non il primo, forse. Probabilmente non l'ultimo. Ma rimane il fatto che ormai, al fine di costruire una trasmissione compiacente/benevola/indulgente verso il premier, se prima il far ricorso alle enormità degli antiberlusconiani più viscerali era una delle opzioni, ora questo, per il nostro Cruciani, è diventato l'unico modo. Ecco perché accade e accadrà sempre più di rado.
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Pink Floyd, "On the turning away" (1987)
Doppio post. Qui sotto Paolo, a parte Authan.
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[Paolo]
Buongiorno,
ieri abbiamo sentito il Presidente del Consiglio affermare, con riferimento agli scandali sessuali che lo stanno coinvolgendo, che “nessuno oggi può con certezza escludere che alcune cose che accadono siano frutto della vendetta della malavita”.
Scopro di avere le idee confuse. Io pensavo che la minaccia mafiosa fosse questa...
Mi spiace che Authan (a causa del suo conclamato bigottismo) non mi abbia permesso di aggiungere i link in cui si mostra cosa in quello strano paese si intenda per agguato, imboscata e strage. Comunque, se vi interessa ed avete più di diciotto anni, trovate tutto su youporn :-)
Saluti
Paolo
Su invito dell'autore, accolto più che volentieri, ripubblico qui un fenomenale post di peppe crusciani, apparso in origine nel suo strepitoso blog, che sembra quasi voler ripondere al sondaggio proposto in un altro (mio) post odierno. Ah, non dimenticatevi che oggi c'è pure un articolo di Paolo! Ciao, Authan
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[Testo di peppe crusciani]
Avrete notato che ultimamente nel commentare le vicende di B. il mio Minimizator sembra spento. Sembra quasi che io non voglia utilizzarlo più. Addirittura ammetto che "anche solo l'esistenza della telefonata" di B. in Questura sia inaccettabile.
Come vedete ora critico pure le battute contro gli omosessuali, nonostante verso Marzo dicessi cose come queste. Addirittura sono quasi sempre d'accordo con Parenzo.
(Parenzo fotografato mentre parla del Divino)
In realtà, carissimi, non è così. Il mio atteggiamento di questi giorni è dettato da una serie di fattori, in particolare due:
- La legge del più forte. Il crucianismo, ho già spiegato, consiste nello stare sempre dalla parte del più forte. Chi è il più forte oggi? Mboh? E quindi, capite, meglio non sbilanciarsi troppo.
- Il Minimizator non è settato sullo zero ma bensì sul tasto "Marcegaglio". Oggi sappiamo bene dove tira il vento nei piani alti della radio, ed io, che fino a pochi giorni fa ero stretto fra due fuochi, oggi mi rendo conto che forse forse un fuoco è più forte dell'altro.
Per avere conferme di quello che vi dico, vi basterà notare che durante le telefonate non infilo nessun "Francamente" (regola num. 12), e nessun "Lei allora mi vuole dire che..." (regola num.11). Non lo faccio più. Eppure se ci pensate ci starebbe benissimo. Un esempio combinato, come ai vecchi tempi:
"Allora lei mi vuole dire che B. avrebbe telefonato in Questura per ottenere una via preferenziale per una sua amante? Be', francamente..."
In ogni caso la prova definitiva l'avrete solo quando B. si sarà scrollato di dosso tutto questo casino e tornerà ad essere lui il più forte. Montezemolo permettendo.
Ricordatemi che devo morire.
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(Authan) Propongo un memento mori artistico, perfetto per il nostro Dylan Dog di Radio 24.
Post di Authan. Non perdetevi quello odierno di Paolo. Poi, per motivi spiegati qui sotto nel testo, ce n'è pure uno di peppe crusciani.
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Dopo avere stroncato la famosa telefonata alla questura di Milano per far affidare la teenager Ruby alla consigliera Minetti, negli ultimi due giorni il conduttore della Zanzara, al contrario di circostanze passate non poi così diverse, ha fortemente biasimato senza concedere attenuanti, l'ultima follia dell'imperatore Berlusconi, e cioè la frase omofoba facente parte di un campionario d'idiozia, ignoranza, preconcetto e di rutto libero che nell'anno 2010 si sperava – invano – confinata ai soli bar sport di periferia. E anche chi, in nome della non-ipocrisia ma in realtà con argomenti imbarazzanti che nascondono solo pregiudizio, ha cercato di difendere il premier, e mi riferisco a Daniela Santanchè (ieri ospite in trasmissione), è stato avversato, sebbene con una certa fatica.
In ultimo, pure il tema delle frequentazioni private del premier, nuovamente al centro dell'attenzione negli ultimi giorni, non è stato messo in un angolo rispetto alla questione, intorno alla quale in altri tempi si sarebbero costruite intere puntate, dei verbali d'interrogatorio di una escort usciti sui giornali nonostante fossero stati secretati.
Vien proprio da chiedersi cosa cavolo sia successo a Giuseppe Cruciani, che da alcuni giorni non difende il premier, non minimizza, non derubrica, non assolve, non sminuisce, non sposta l'attenzione altrove. Idea: apriamo un sondaggio! Votate in massa, mi raccomando.
(Scusate gli errorini ortografici nel testo del sondaggio. Per correggere dovrei far ripartire tutto da zero perdendo i voti fin qui raccolti, e non mi sembra il caso)
PS. Proprio mentre preparavo il sondaggio, mi è arrivata una e-mail di peppe crusciani che mi invitava a ripubblicare (invito raccolto) qui il suo ultimo post apparso nel suo imperdibile blog. La cosa cade a fagiuolo, perché il testo, manco mi avesse letto nel pensiero, sembra quasi una risposta motivata al sondaggio :-)
UPDATE. RISULTATI ALLE 17 DEL 16 NOVEMBRE 2010
(Il sondaggio rimane comunque aperto)
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The Rolling Stones, "Something happened to me yesterday" (1967)
Oggi tre post. Qui sotto, Paolo, poi a parte Authan e infine peppe cruasciani.
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[L'articolo è di Paolo]
Buongiorno,
nei giorni scorsi la mia regione, il Veneto, è finità per metà sott'acqua, a seguito di precipitazioni sicuramente abbondanti, ma non monsoniche né eccezionali. Per le provincie di Vicenza e Verona il precedente più simile era l'alluvione del '66, che però non raggiunse i livelli di questi giorni.
In questi giorni i lamenti e le giustificazioni si sprecano, su tutti Luca Zaia. Quando però si vanno a vedere le carte, si scopre che la realtà è un po' diversa da come viene descritta dal Presidente della Regione. Per cui, alla fine, forse fanno bene i media a continuare a parlare di Bunga Bunga come fa Cruciani: le precipitazioni sono state abbondanti, ma estremamente inferiori a quelle lamentate da Zaia (come dimostrano i dati sulla pioggia caduta rilevati dall'Arpa regionale) e l'effetto dello scirocco sul deflusso dei fiumi sostanzialmente ininfluente sulle province allagate di Vicenza e Verona (infatti le province di Venezia e Rovigo, che si trovano a valle, hanno avuto problemi molto minori).
E allora, cos'è che ha scatenato il casino di questi giorni?
Tempo fa avevo scritto un post su come attualmente la manutenzione dei boschi venga condotta in maniera inadeguata e predatoria nei confronti dell'ambiente, enfatizzando i problemi derivanti dal dissesto idrogeologico di vaste parti del paese: confermo quanto scrivevo, anche se in questo caso ha probabilmente avuto poco peso.
Aggiungo che da tempo la regimentazione delle acque non è più effettuata con una visione complessiva legata all'intero bacino idrografico, ma frammentata tra competenze locali diverse. Qual è il risultato di questa scelta federalista ante litteram? Che se oggi il torrente che attraversa il mio territorio straripa, domani ne cementerò le rive, risolvendo il mio problema locale e scaricandolo ingrandito sui territorio a valle. Che così potrà più comodamente allagarsi domani.
Ma il problema più grosso è la progressiva cementificazione selvaggia del territorio, che si sta portando avanti ferocemente in Veneto (quindi con l'assenso del partito di Zaia che se ne lamenta) ed in Lombardia. La prima volta che andate al centro commerciale, ad un centro congressi, in ufficio, in fabbrica, allo stadio,… guardate dove avete parcheggiato l'auto. Nel 99% dei casi vedrete asfalto (impermeabile alla pioggia) esteso a tutto il parcheggio, quando almeno l'area di stazionamento avrebbe potuto essere realizzata con grigliato di cemento che avrebbe permesso all'acqua di essere almeno in parte assorbita dal terreno sottostante, invece di essere scaricata sulle canalizzazioni. E' solo un piccolo esempio di come si sfrutti il territorio senza avere nemmeno le minime attenzioni cautelari nei suoi confronti. In questo modo i costruttori guadagnano due volte: la prima risparmiando sui costi di realizzazione delle opere, la seconda realizzando (spesso con procedure d'urgenza, le opere necessarie a compensare gli squilibri introdotti.
Zaia piange, si lamenta di una falsa eccezionalità degli eventi, ma è in realtà un alto rappresentante di un partito (la Lega) che ha contribuito negli ultimi quindici anni a depauperare il territorio veneto e lombardo con una edilizia selvaggia e di scarsissima qualità, fatta di asfalto, capannoni e cemento, e che tuttora promuove iniziative che vogliono portare avanti questo tipo di politica (penso dalle mie parti a progetti quali Veneto City, la città della moda, l'area commerciale di Fossalta – Venezia est,…), nell'esclusivo interesse dei costruttori, visto che esisterebbero spesso alternative migliori anche se meno redditizie per gli speculatori (per fare un esempio: perché aggredire terreno agricolo per realizzare Veneto City –che si deve realizzare senza che si sia ancora spiegato a cosa serva- quando a pochi km di distanza esistono aree sterminate di Porto Marghera che è necessario bonificare e riqualificare e che godono di una logistica già esistente e migliore?)
In realtà l'emergenza è in gran parte frutto delle scelte di chi adesso piange, ma non ha la benché minima intenzione di cambiare strada.
Ciao
Paolo
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(Authan) Modena City Ramblers, "In un giorno di pioggia" (1994)