venerdì 26 novembre 2010

Una nullità reazionaria

Qui sotto il post di Authan. Non dimenticate l'altro post odierno, by Paolo.

++++++++++++++++++++++++++

Altro che camomilla. Altro che bromuro. Serviva, ieri sera, un dardo impregnato di sedativo, di quelli che si usano con le belve feroci, per ammansire un Giuseppe Cruciani mai così "indignato speciale" e mai così reazionario, che sul tema della dilagante protesta studentesca ha letteralmente dato in escandescenze, specie nella prima parte della trasmissione. Quella di ieri è stata una conduzione mortificante. Non si può, in una trasmissione radiofonica nazionale affrontare un argomento così complesso con una tale aggressività e veemenza verbale. Non è il modo. La Zanzara non sarà un pranzo di gala, ma neppure può ridursi a cagnara da saloon.

La situazione è questa: c'è una riforma sull'Università in fase di discussione pre votazione alla Camera, che è contestata da una parte degli studenti e dei ricercatori (chi vuole approfondire le ragioni di questi ultimi, consiglio la lettura della lettera inviata a Repubblica da un ricercatore dell'Università di Pisa. Sul Mattino di oggi, invece, trovate un'accurata analisi pro riforma, del docente della Luiss Giovanni Orsina. UPDATE. Una interessante analisi antiriforma è invece apparsa sul Fatto Quoridiano del 27 novembre a firma di Ugo Arrigo, docente alla Bicocca di Milano). Ci sono delle pubbliche manifestazioni di dissenso, alcune molto civili (studenti sui tetti degli atenei, striscioni ovunque), altre borderline (occupazioni di monumenti, a patto che non si impedisca l'accesso ai visitatori), altre odiose (occupazioni di binari, blocchi del traffico), altre semplicemente inqualificabili (tentativi di irruzione in sedi istituzionali).

Non è obbligatorio plaudire alle manifestazioni, ovviamente, ed è più che legittimo deplorare i politici che vanno sui tetti a cavalcare la protesta studentesca è più che legittimo. Ma l'esame di ciò che sta capitando non può ridursi ad una sequela di colpi d'accetta a suon di “cialtroni”, “nullafacenti”, “perditempo”, “vogliono solo fare casino”, e via andare, il tutto sulla base di ragionamenti risibili del tipo “quand'ero studente studiavo tutto il tempo e non avevo tempo di protestare”. Ma per favore. Neanche all'asilo si argomenta in modo così superficiale.

Magari la protesta è sbagliata (forse, o forse no, io non ne so abbastanza per prendere una posizione netta), ma come minimo essa va ascoltata, esaminata, sviscerata. Si tirano fuori i nodi chiave, e, se è il caso, si ribatte punto per punto, con cognizione di causa e non con uno sputar sentenze frutto solo di pregiudizi (vien quasi da pensare, ma lo dico sorridendo, che l'astio del Crux sia da collegare a qualche trauma del passato, ad esempio un due di picche rifilatogli da una bella fanciulla tutta kefiah e pugni chiusi). E' cosi che si affronta un tema e si alimenta un dibattito. E no, amico mio, non sarebbe noioso, né sarebbe un approccio adatto solo per i programmi di Giannino e Barisoni. Già noi, zoccolo duro della trasmissione, dobbiamo sorbirci un cabaret spesso infimo. Ci manca solo che la Zanzara si tramuti in una nullità reazionaria.

------------------------------------

Il 27 marzo 1987 gli U2 scatenarono un piccolo pandemonio esibendosi a sorpresa sul tetto del Republic Liquor Store nella East 7th Street a Los Angeles. La canzone è "Where The Streets Have No Name" (1987).




I wanna run
I want to hide
I wanna tear down the walls
That hold me inside
I wanna reach out
And touch the flame
Where the streets have no name...

Scimmie urlatrici

Qui sotto Paolo, a parte Authan. Oggi si mena.

++++++++++++++++++++++++++++

[Paolo]

Buongiorno.

Avete presente le scimmie urlatrici? Quegli esseri che si manifestano al mondo emettendo ripetutamente lo stesso verso, variandone unicamente il volume verso l'alto?
Quegli esseri che potete tranquillamente vedere ospiti in televisione ad Annozero o Ballarò (ed ultimamente anche ad Exit) e che riempiono la trasmissione dei loro versi, cose tipo: "Vergogna! Vergogna! Vergogna! Vergogna!" oppure "Capra! Capra! Capra! Capra!" o ancora "Ma va là! Ma va là! Ma va là! Ma va là!" per non parlare di "Servo! Servo! Servo! Servo!" o infine "Fascista! Fascista! Fascista! Fascista!"

Già da anni gli etologi studiano i loro versi per scoprire se nascondano un linguaggio e permettano a questi animali di comunicare, per ora con scarsi risultati: allo stato attuale sembra che il verso della scimmia urlatrice sia riconducibile più alla categoria del rumore che a quella della comunicazione, anche se alcuni etologi ritengono possano servire a due scopi: ritrovarsi (le scimmie urlatrici amano stare in piccoli gruppi, non da sole), oppure disturbare chi occupa il territorio circostante sino a farlo andare via (ed in effetti molti telespettatori –io sono uno di quelli– stanno abbandonando la trasmissioni in cui più assidua è la presenza di questi animali, infastiditi dai loro strepiti e dal fatto di non riuscire a sentire un singolo ragionamento).


Monkey


Ma non è di questo che voglio parlarvi. La notizia è che le scimmie urlatrici stanno dimostrando la validità di quella parte delle teorie evoluzionistiche che prevedono l'adattamento degli esseri all'ambiente.

Sembra infatti che ieri sera, attorno alle ore 18.30 una di queste sguaiate bestiole, probabilmente sfuggita da uno studio televisivo a orientamento calcistico di Mediaset, sia fortuitamente giunta in via Monterosa a Milano, sia entrata negli studi radiofonici di Radio24 e, premuto il tasto "ON AIR" abbia riempito l'etere coi suoi versacci urlati per tutta la prima mezz'ora di trasmissione.

Gli etologi di tutto il mondo si stanno confrontando per capire se si sia trattato di un evento casuale oppure se -udite udite!- il passaggio dallo studio radiotelevisivo a quello radiofonico abbia indotto la scimmia urlatrice in questione ad abbandonare l'usuale ruolo di ospite televisivo per assumere quello di conduttore radiofonico.

All'abituale conduttore della trasmissione sarebbe rimasto solo lo spazio per annunciare seccamente "Il traffico!", "La Borsa!" e "Dobbiamo dare la linea al GR. Restate con noi!". Al co-conduttore probabilmente è stato delegato invece il lancio delle noccioline. Solo dopo il GR è stato possibile risentirlo affermare le solite cose scontate: che Emilio Fede aveva tutto il diritto di incitare a pestare i manifestanti (chi potrà mai sostenere si tratti di istigazione a delinquere?), che tutti i manifestanti sono dei fastidiosi fancazzisti, che è ridicolo che gli studenti stiano occupando i tetti (gru, ciminiere e carceri erano già occupate da precari, cassintegrati e disoccupati, dove dovevano andare?). L'unica cosa originale uscita in trasmissione è stata che quando lui era studente doveva impegnarsi nello studio e non aveva pertanto tempo per queste cose.

Ebbene, permettete anche a me un luogo comune caratteristico degli ingegneri. Impegnarsi a Scienze Politiche? Per portare a casa quel popò di capacità di analisi politica che ci fa sentire in trasmissione? Ma va là…

Ciao

Paolo


giovedì 25 novembre 2010

Il frontman della rock band

Qui sotto un post di Authan. Ma anche oggi c'è, a parte, l'ennesimo bel pezzo by Paolo.

++++++++++++++++++++++++++

Si percepisce nell'aria di certi ambienti una notevole inquietudine condita da qualche dose di isteria da panico rispetto alla possibile discesa in campo di Luca Cordero di Montezemolo.

Intendiamoci, qui nessuno si illude che LCDM sia un messia con la bacchetta magica in grado di rivoltare l'Italia da cima a fondo riuscendo d'incanto in ciò che il dispensatore di finti miracoli di Arcore ha fallito miseramente in sedici anni. Però è impossibile non osservare come certi commenti piuttosto puerili che ho letto e ascoltato tra ieri e oggi riguardo alcune recentissime uscite del presidente della Ferrari denotino un certo nervosismo, e ciò dà da pensare: chi ha paura di Montezemolo?

LCDM può sparigliare le carte, turbare l'ecosistema, introdurre un elemento di alternativa. Convincente o no è tutto da vedere, ma di fronte ad un governo di pifferai e ad un'opposizione di maldestri, io come minimo ho voglia di stare a sentire cosa ha da offrirci questo outsider. Specie sulla base dei contenuti proposti dal suo think tank di riferimento, Italia Futura. Contenuti che, per merito di elementi qualificati quali, per citarne due tra i migliori, Andrea Romano e Irene Tinagli, sono di spessore.

C'è sicuramente molta retorica quando Montezemolo dice che “è finito il tempo del one-man-show” e che “è ora di fare squadra”. Ma è una retorica che colpisce favorevolmente. Piuttosto che il one-man-show del ghe-pensi-mi, è infinitamente meglio una bella rock band di musicisti eccelsi con un buon frontman. L'identificazione di un governo con chi ne detiene lo scettro non è un concetto sbagliato di per sé, ma lo diventa se raggiunge i livelli morbosi che tristemente conosciamo in Italia. Questo personalismo portato all'eccesso, senza il quale l'attuale crisi di maggioranza si risolverebbe in un battito di ciglia, è uno dei fattori che oggi sta tenendo in stallo l'intero paese. Già solo un cambio di passo, sotto questo punto di vista, sarebbe un salto triplo in avanti.

-----------------------------

Jonas Brothers, "One Man Show" (2008)




I'm a one man show
I don't need no one
I'll be fine alone...


Vedi cose che altri non vedono?

Qui sotto Paolo, a parte Authan.

++++++++++++++++++++++++++

[Paolo]

Buongiorno,
un po' di anni fa ho svolto il servizio militare, quando era ancora in vigore la leva obbligatoria. Pertanto sono stato sottoposto al Minnesota Multiphasic Personality Inventory, un test psicologico che, sulla base delle risposte che uno dava a forse un migliaio di affermazioni, permettevano all'esercito di incasellare la tua personalità e di valutare la tua attitudine al rude e virile mondo militare (Perdonate la battuta sessista: no, le femminucce non potevano ancora fare il parà: forse non era ancora in commercio l'assorbente con le ali :-)).

Molte di queste domande erano molto "buffe" per la loro ingenuità e trasparenza: si andava da "Ti piacciono gli uomini?" al "Ti piacciono i fiori?" tesi ad impedire una contaminazione omosessuale del mondo militare ritenuta almeno impropria, e si arrivava alle domande volte a individuare persone psichicamente disturbate tipo "Qualcuno controlla i tuoi pensieri?" o "Senti cose che gli altri non sentono?" In fondo sarebbe antipatico affidare un AR70 – 90 SC carico ad uno psicopatico cui una voce nell'orecchio sussurra che deve estirpare Satana dal mondo seminando proiettili 5,56 Nato a destra e a manca…

La domanda del MMPI “Vedi cose che altri non vedono?” in questi giorni mi sembra di grande attualità.

Abbiamo un Premier che irrompe telefonicamente in trasmissione a Ballarò per smentire che a Napoli in questi giorni esista una emergenza rifiuti. Son tutte mistificazioni. Anche Libero ed il Giornale evidentemente hanno truccato le foto con Photoshop.

Abbiamo un Premier che, con un governo paralizzato dalla defezione di FLI, prevede di raggiungere una “buona maggioranza in entrambe le camere”. E suggerisce all'UDC l'appoggio esterno.

Abbiamo un Premier che, mentre l'emergenza è la gestione della crisi economica, lavora per mantenere in piedi un governo zoppo ed inetto e invita il Presidente della Camera a dimettersi.

Abbiamo un Premier che sostiene ancora che l'Italia uscirà dalla crisi prima e meglio degli altri.

Per di più, ascoltando le garrule interviste effettuate alla Zanzara dalla sede di Strasburgo dell'Europarlamento, o gli interventi della Santanchè su Exit, o leggendo dei vuoti entusiasmi dannunziani del ministro della difesa che bombarda di volantini Bala Murghab, o dei favoritismi che baciano i parenti/amici di un ministro dei beni culturali che non aveva però il tempo di intervenire a tutela di Pompei, mi pare che la sindrome tocchi anche i politici a lui vicini.

Vedono cose che gli altri non vedono. Vivono in un mondo diverso dal nostro. Nell'esercito, che non era esattamente il più ragionevole ed astuto degli enti, questo era motivo sufficiente per escludere da ruoli di responsabilità, perché comportava rischi troppo gravi.

Ciao

Paolo

------------------------------

Contributo multimediale scelto da Paolo: la scena non facilmente dimenticabile, tratta dal film "Full Metal Jacket", della recluta Palla di Lardo che uccide il crudele sergente istruttore per poi suicidarsi.




mercoledì 24 novembre 2010

Il cielo d'Irlanda

[Super articolo di Paolo]

Buongiorno,

negli ultimi giorni si è tornato a parlare dei problemi dei PIIGS, in quanto l'indebitamento del sistema bancario irlandese sta trascinando l'intera Irlanda stessa verso il default, come è già stato per la Grecia. Ieri alla Zanzara ne ha accennato brevemente anche la Serracchiani (non ci si poteva certo aspettare che lo facessero ospiti come la Zanicchi o Borghezio che ci rappresentano indegnamente in Europa).

L'Irlanda aveva costruito un periodo di crescita economica su agevolazioni fiscali per chi investiva, bolla immobiliare, e sviluppo del settore finanziario. Tutte attività che hanno potuto crescere finché non si è stati costretti a guardare al debito ed al rischio.

Quando si è guardato al debito pubblico, ci si è accorti che un'aliquota al 12,5% attira un sacco di investimenti, ma non al punto di coprire il fabbisogno pubblico di uno stato occidentale. Tutto funziona solo finché la massa degli investimenti continua a crescere. Il che non può avvenire all'infinito. Il debito pubblico è esploso, il disavanzo dell'Irlanda viaggia attorno al 15% del PIL.

Né in questo momento sarebbe pensabile di migliorare le cose aumentando le tasse tout court. Infatti, quando si è guardato all'indebitamento privato ci si è accorti che il valore degli immobili (e dei tanti beni acquistati a credito dagli indebitatissimi irlandesi) non aveva sufficienti garanzie, né conseguentemente una valutazione realistica. La bolla immobiliare è esplosa e con essa quella del credito, svelando che il tenore di vita degli irlandesi stava crescendo molto oltre quello che si potevano realmente permettere: molti irlandesi sono rimasti con debiti molto superiori al valore dei beni che hanno comperato indebitandosi, per di più essendosi velocemente abituati a spendere 100 per comperare quello che valeva 50, ma con uno stipendio che permetteva l'acquisto solo di ciò che costava 25.

Quando infine si è guardato al rischio ci si è accorti che il sistema bancario dell'isola aveva reso moltissimo in passato perché aveva assunto molti rischi. I debiti degli irlandesi, ormai esigibili solo in minima parte, sono solo un piccolo pezzo dell'esposizione di quel sistema finanziario, le cui banche erano state tra le più attive nelle operazioni speculative internazionali, ma non tra le più accorte a defilarsi in occasione del crollo. Infatti sono rimaste col cerino in mano e sono attualmente in condizioni pre fallimentari, con ciò sottraendo ulteriori risorse al bilancio statale. In sintesi quella irlandese si è rivelata in buona parte una falsa crescita economica, in quanto erosa e minata alle radici da un debito colossale.

In questo momento chi nel sistema bancario è esposto in Irlanda (come sembrerebbero essere le banche inglesi e parte di quelle tedesche) cerca di limitare i danni e di tamponare il tracollo delle banche irlandesi, mentre la Germania continua a premere (per la verità poco ascoltata) per ricondurre i governi UE a politiche di bilancio più rigorose, perché il salvataggio da un default formale dell'Irlanda (che sul mercato non troverebbe chi ne finanzi il debito, se non gli stati alleati per ragioni politiche) indebolirà comunque le casse della UE come già avvenuto in occasione dell'altrettanto formale salvataggio dal default della Grecia. Infatti gli stati che comperano il debito pubblico inesigibile di Grecia e Irlanda lo fanno a spese del proprio indebitamento.

E, a furia di indebolirsi, c'è da chiedersi quanto la UE possa pensare di contrastare la speculazione che di queste situazioni si avvantaggia. Diciamo che l'Irlanda verrà salvata. Riusciremo tra quattro/sei mesi a salvare il Portogallo, ipotizzando che sia quella la successiva tessera del domino? E cosa rimane in cassa per Spagna ed eventualmente Italia se la caduta delle tessere dovesse continuare? E se l'Italia finisse nel mirino degli speculatori prima degli altri, visto che ha un governo incapace e debolissimo?

Mi auguro che gli europei siano ancora in tempo per aggiungersi alla Germania nel tentativo di sei mesi fa di spuntare le unghie alla speculazione finanziaria, quando la Merkel proponeva il blocco delle vendite allo scoperto, l'istituzione di un'agenzia di rating europea ed altre iniziative volte a rendere il mercato europeo meno appetibile per gli speculatori e più sicuro per investimenti di lungo periodo, perché mi pare che allo stato attuale non vi siano tante proposte migliori per stabilizzare il vecchio continente, considerando i tanti paesi dalle economie ballerine che ne fanno parte, e perché gli speculatori sono stati lasciati nel frattempo liberi di operare e rinforzarsi.

E auspico che gli attuali traccheggiamenti dei politici italiani cessino quanto prima, perché in frangenti come questi abbiamo bisogno di un governo forte, coeso, attento alle esigenze dei cittadini, determinato e competente in campo economico, cosa attualmente impensabile.

Ciao

Paolo

------------------------------------

Fiorella Mannoia, "Il cielo d'Irlanda" (1992)




Dal Donegal alle isole Aran
e da Dublino fino al Connemara
dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
il cielo d'Irlanda si muove con te
il cielo d'Irlanda è dentro di te...

martedì 23 novembre 2010

Quelli che benpensano

Secondo post del giorno, qui sotto, di Authan. Il primo era di Paolo.

++++++++++++++++++++++

Qual era già quel partito di cui si diceva rivendicasse per sé il primato della moralità, dell'integrità assoluta, dell'inscalfibile rettitudine, della probità senza smagliature?

Era il Partito Comunista. Poi, col tempo, sul piedistallo si accomodarono altri movimenti, tra cui l'Italia dei Valori. Oggi, invece, ad ergersi a simbolo di ogni virtù è il turno della Lega. Lo si percepisce dalle parole del ministro Roberto Maroni, che la scorsa settimana a Matrix ha definito il movimento di cui fa parte “partito degli onesti”, e che a Vieni Via Con Me, ieri sera, ha ricordato come le inchieste sulle infilitrazioni delle 'ndrangheta in Lombardia “abbiano portato al coinvolgimento e persino all'arresto di esponenti politici di altri partiti ma non della Lega”.

Ebbene, io dico attenzione, cari leghisti. Quando entra in gioco la pretesa di essere infallibili, di essere duri e puri, quando non si ascoltano le critiche a prescindere da chi sia a formularle, quando l'autostima diventa egocentrismo, succede che si finisce con il perdere le inibizioni. Se si smette di guardare dentro se stessi, se si abbassano le proprie difese, anche i sentimenti e i propositi più nobili possono soccombere all'intrinseca corrompibilità del potere. Nessuno ne è immune. Di presunta immacolatezza si può morire.

----------------------------------

Il contributo multimediale di oggi non è un tocco finale, ma è il cuore del post.

Frankie HI-NRG MC, "Quelli che benpensano" (1997)




Sono intorno a me, ma non parlano con me
Sono come me, ma si sentono meglio...


Miracoli con data di scadenza

Oggi due post. Qui sotto Paolo, a parte Authan.

+++++++++++++++++++++++

[Paolo]

Buongiorno.

Questo governo, sia in campagna elettorale che dopo, ha puntato moltissimo su alcune "bandiere" che avrebbero dovuto qualificarne l'azione. A distanza di poco meno di tre anni dalla sua elezione è possibile cominciare a riassumere quali siano stati i risultati nei vari campi cui si è molto clamorosamente applicato.

Alitalia
L'intervento di SB in campagna elettorale fece saltare la bozza di accordo con Air France, allora disposta a pagare per rilevare la compagnia, perché Alitalia doveva restare il biglietto da Visita nel mondo e bisognava quindi preservarne l'italianità. Oltre a rimetterci i soldi offerti da Air France, gli italiani pagarono centinaia di milioni di euro per spingere la cordata italiana denominata CAI. Alitalia attualmente ha come primo azionista Air France, praticamente non vola all'estero e opera in Italia col vantaggio dei prezzi di monopolio sulle principali rotte. Non mi pare che tutto ciò valesse una spesa attorno al miliardo.

Sicurezza
La scelta di utilizzare indiscriminatamente uno strumento emergenziale quale l'impiego dell'esercito per garantire l'ordine pubblico era nata come ovvia conseguenza di alcuni eventi particolarmente efferati, quali l'omicidio con stupro della Caffarella o quello con l'ombrellata nella metro di Roma. Pochi giorni fa ci raccontavamo degli omicidi del tassista milanese o dell'infermiera nella metro di Roma. Direi che nella pratica la risposta semplicistica ad una reazione emotiva non ha sortito risultati. Forse perché non sono decollate le ronde…

Rifiuti di Napoli
A due anni dal miracolo di aver ripulito Napoli dai rifiuti in pochi giorni si “scopre” che il miracolo aveva il respiro cortissimo. Non è stata attuata alcuna significativa operazione strutturale (con l'eccezione della parziale apertura di una delle tre linee dell'inceneritore di Acerra), ma sono state riaperte, con pregiudizio dell'ambiente circostante, le vecchie discariche già sature. Adesso non più possibile nemmeno nascondere la polvere sotto il tappeto. O mmiracolo è stracco.

Pubblica Amministrazione
Brunetta ha martellato i media con la sua campagna anti fannulloni, vantando risultati mirabolanti sul fronte delle assenze. Gli indicatori di prestazione della PA però (dal fabbisogno pubblico alle liste di attesa –il cui dato è stato pubblicato da Cittadinanzattiva nei giorni scorsi-, per citarne un paio) sono però peggiorati negli ultimi tre anni. Aver ridotto le assenze non ha migliorato le prestazioni della PA.

L'Aquila
Le New Town sono l'equivalente odierno delle baraccopoli del '76. Per fortuna al giorno d'oggi è possibile costruire velocemente dei più confortevoli prefabbricati in luogo dei container di una volta. Ma in Friuli, a due anni dal sisma, la ricostruzione era ben avviata ovunque e le comunità erano rimaste unite. Il centro dell'Aquila invece è sostanzialmente inaccessibile e ancora invaso dai detriti, mentre gli aquilani sono dispersi un po' ovunque in Abruzzo. Nemmeno questo miracolo ha resistito al tempo.

Immigrazione clandestina
Gli accordi con la Libia hanno limitato moltissimo gli sbarchi dei clandestini. Che però erano una frazione minima del flusso (veniva stimata nel 10% degli ingressi). Ciò ha avuto un prezzo politico molto rilevante: la Libia sta esercitando un potere di ricatto molto forte sull'Italia, giungendo a sparare sui pescherecci italiani dalle motovedette fornite dall'Italia stessa e rese operative da militari italiani.

La crisi
L'approccio "negazionista" che voleva che la crisi fosse un fenomeno psicologico e che ne saremmo usciti prima e meglio degli altri, continuando a spendere come privati ed operando poche mosse come stato (social card e tagli orizzontali) viene smentito ormai quotidianamente: l'Italia cresce meno del resto dell'Europa, né le previsioni permettono di sperare in una inversione di tendenza.

La stabilità politica
Si è passati dal partito dell'amore al partito del rancore, passando attraverso il “Che fai, mi cacci?” del ditino di Fini. Il dubbio ormai è sempre più non se si andrà alle elezioni anticipate, ma quando.

La politica per la famiglia
Dopo il Family day il governo si è talmente speso per la famiglia che all'ultimo Forum per la famiglia gli organizzatori hanno dichiarato apertamente il loro imbarazzo all'idea di dover ascoltare il discorso del premier.

La scuola ed i giovani
La disoccupazione giovanile italiana non è mai stata così grave, mentre la tanto sbandierata riforma del "maestro unico" si è tradotta (parlo per esperienza mia e di amici, sarei lieto di avere una smentita da qualcun altro) in una mera riduzione di offerta formativa. Ai giovani si stanno sottraendo lavoro e competenze per trovarlo.


Questa sorta di decalogo del fallimentare governo attuale ha un unico comune denominatore: per ogni problema è stata proposta una soluzione semplicistica, che non ha retto alla prova dei fatti. Questo modo di affrontare i problemi complessi è tipico dei dilettanti. Il mio invito è a far sì che il prossimo governo sia di professionisti. Perché tutti sono capaci di promettere miracoli, ma poi a farli veramente non c'è nessuno.

Ciao

Paolo

------------------------------------

Fabrizio De André, "Il testamento di Tito" (1970)