giovedì 9 ottobre 2008

Acque limacciose di un'insulsa quotidianità

Ultimamente si è molto polemizzato a proposito del nostro Parlamento, dove fannulloni e ignoranti sembrano albergare allegramente.

"Fannulloni" perché le statistiche dicono che in molti, senza validi motivi, non si presentano alle votazioni. Per Giuseppe Cruciani, la colpa di ciò è in gran parte dovuto ad un calendario di lavori male organizzato; occorrerebbe concentrare le sedute in brevi periodi prefissati, anziché avere una sessione continua. Considerazione interssante, gliene do atto.

"Ignoranti" perché, come dimostra il servizio delle Iene ripreso ieri alla Zanzara, ci sono elmenti che non sanno neppure rispondere a domande elementari su chi sia il Dalai Lama o chi sia Olmert. E, su questo, anche Cruciani se la ride senza sforzarsi di pronunciare difese d'ufficio, se non il fatto che una legge elettorale diversa, magari con le preferenze, non cambierebbe di molto le cose.

A questa cornice, si aggiunge la querelle sul fatto che il governo, che detiene il potere esecutivo, sta di fatto esercitando in modo surrettizio anche il potere legislativo a colpi di decreti legge e a voti di fiducia, fiducia che non è mai in discussione data la maggioranza bulgara di yesmen di cui Berlusconi può godere.

Agli ascoltatori che sollevano una qualsiasi di queste questioni, o anche tutte, Cruciani risponde, in sostanza, che, pur ammettendo una certa qual mancanza di qualità, non ci sono seri motivi per scandalizzarsi. Un vero e impellente problema democratico/parlamentare non c'è, perché l'importante è avere un governo che governi e che prenda decisioni importanti in breve tempo, specie in questi tempi difficili.

Non bisogna inoltre dimenticare, aggiunge Cruciani, che anche nelle precedenti legislature le opposizioni, di qualunque colore fossero, gridavano allo scandalo del parlamento esautorato dai suoi compiti. Ormai è una litania.

Tutto questo discorso mi riporta alla mente l'articolo di Antonio Polito sul Riformista di qualche giorno fa (già citato in uno dei miei precedenti post), dove veniva introdotto il concetto di post-democrazia: per Polito, la democrazia parlamentare, per come la si conosceva fino ad oggi, è solo un ricordo. Siamo ora entrati in uno stadio successivo, dove sono i cittadini per primi, in larga maggioranza, a chiedere decisionismo e non "cazzeggio parlamentare" (definizione mia, non di Polito).

Ieri, in assenza di notizie di rilievo, slegate dalla crisi finanziaria, poteva essere l’occasione per provare a stimolare le opinioni degli ascoltatori, in merito a questa ipotetica post-democrazia, chiedendo quali sono le riforme istituzionali, volte a semplificare l'azione legislativa, maggiormente auspicabili.

Ma così non è stato. Cruciani ha preferito galleggiare nelle acque limacciose di un'insulsa quotidianità, portando a termine una Zanzara scialba che neppure l'intervista a Paolo Guzzanti (incazzato con Berlusconi per la sua amicizia con Putin) è riuscita a salvare.

D'accordo che la Zanzara è una trasmissione di commento veloce e non di approfondimento alla Vivavoce, ma porca miseria, ci sono delle volte che rimpiango davvero il gigione Luca Telese coi suoi argomenti imposti.

mercoledì 8 ottobre 2008

Gli alieni sono tornati!

Nel caso ve lo stiate domandando, vi spiego il titolo del post, dicendovi che è ispirato dai primi dieci fenomenali minuti della Zanzara di ieri. Come accadde in un'altra occasione, ad aprile, anche in questa circostanza, specialmente nella prima parte della trasmissione, c'è stato il Giuseppe Cruciani che non t'aspetti, tanto da far sospettare un secondo sequestro alieno con rimpiazzamento tramite clone, stile Invasione degli Ultracorpi.


Ultracorpi


In apertura, Cruciani si è lanciato in sperticate lodi per il PM del processo Tanzi, Francesco Greco, recente protagonista di una requisitoria “molto attuale” per come è stata severa non solo verso le banche coinvolte nella vicenda Parmalat, ma verso le banche in generale, che sono oggi nell'occhio del ciclone.

Cruciani ha stra-ragione, le parole di Greco sono davvero sacrosante. Ma un elogio così incondizionato verso un PM (piu che una requisitoria, quella di Greco sembrava un'orazione) me lo sarei aspettato da un Di Pietro, o da un Grillo, non certo da Cruciani, il quale, inoltre, non ha manifestato alcun sentimento di pietà verso Calisto Tanzi, lasciando da parte, per una volta, le sue tendenze iper-garantiste.

Chiuso con Parmalat, Cruciani è poi passato ad occuparsi di politica, commentando alcune dichiarazioni del vice-presidente del Senato, la leghista Rosi Mauro. Successivamente, il conduttore della Zanzara si è dedicato all'emendamento (al DDL sulla sicurezza), proposto ieri dalla Lega, in base al quale si vorrebbe introdurre il permesso di soggiorno a punti.

Cominciamo con Rosi Mauro. Voglio dilettarmi, come spesso faccio, nel riportare le parole testuali trasmesse in audio alla Zanzara: “Non si è più sicuri in casa propria, ed è la cosa peggiore per ogni cittadino. Non si è più sicuri neppure di giorno, nella propria abitazione. E’ scandaloso. Quando uno chiude la porta di casa sua, va a letto e non sa la mattina si risveglia, questa è la cosa più antidemocratica che possa avvenire.”

“Questo”, ha commentato Cruciani “significa cavalcare la paura”, e io la penso allo stesso identico modo, al punto di sfidare chiunque a dimostrarmi il contrario.

Ma di cosa stiamo parlando? Dell'Italia o della Chicago anni ’20? O della Beirut anni ’80 o della Baghdad attuale? Questa è speculazione politica allo stato puro, uguale ed opposta a quella sul razzismo. Così come non siamo in un regime di apartheid, non siamo neppure un paese che vive nel terrore di uscire di casa o di non risvegliarci il giorno dopo. Tutto questo è follia.

Ma non basta. Le parole di Rosi Mauro accompagnavano la proposta leghista relativa al permesso di soggiorno a punti, che a mio avviso sfonda ogni barriera di assennatezza per entrare nella dimensione dell'insania più assoluta. “Solo per pensare ad una cosa del genere”, ha detto Cruciani strappandomi una risata, “bisogna avere qualche problema”.

Io non riesco neppure a trovare la parole per commentare un'idea così contorta. Serve una mente aliena per concepirla. Ma ve lo immaginate l'immane lavoro che occorre svolgere per determinare il punteggio da sottrarre in corrispondenza di ogni possibile infrazione amministrativa o penale? E poi chi terrà la "contabilità"?

Se proprio la Lega ci teneva a manifestare la propria xenofobia (non neghiamo l’evidenza, please) sarebbe stato meglio fare una proposta all'americana, del tipo "three strikes and you are out": tre infrazioni - di qualunque natura - e fuori dai coglioni. Sarebbe stato non solo meno dispendioso da un punto di vista organizzativo, ma anche intellettualmente più onesto.

martedì 7 ottobre 2008

Niente è impossibile

La giornata di ieri è stata dominata dalle notizie sulla spaventosa crisi finanziaria che sta imperversando in tutto il mondo. Tale argomento, però, si ritaglia più a trasmissioni come Focus Economia che non alla Zanzara, e infatti, la puntata di ieri della trasmissione di Giuseppe Cruciani ha un po' sofferto in termini di interesse e di coinvolgimento suscitato.

Insomma, per farla breve: la Zanzara di ieri è stata di una noia mortale, e non è facile neppure per me commentare puntate così. Ma facciamoci coraggio, e cominciamo.

Per prima cosa, devo dare ragione a Cruciani quando ha ripreso Veltroni per aver attribuito alla “destra mondiale” la responsabilità della crisi economica. Si, è vero, lo slogan "meno stato e più mercato" e la conseguente deregulation si possono probabilmente ricondurre ad una filosofia economica "di destra". Tuttavia, come genere di ragionamento (in pieno stile Berlusconi, se mi è concesso) è davvero troppo sempliciotto. Magari può essere efficace con le casalinghe di Voghera (con tutto il rispetto, eh!?), ma io da Veltroni mi aspetto una politica decisamente più "alta".

Inoltre, la sintesi di Veltroni si presta ad un facile contrattacco. Anche ammettendo il fallimento della visione economica "di destra", ammesso che esista, quale sarebbe la visione "di sinistra" da offrire come contraltare? La collettivizzazione dei mezzi di produzione?

Mi fermo qui, perché la questione rischia di sfociare nel ridicolo. Veltroni ha fatto bene a mettere in risalto i voltafaccia di certi geni dell'economia (uno per tutti, Giulio Tremonti), ma doveva fermarsi lì, senza prendersela con la destra mondiale.

L'unico altro istante della Zanzara di ieri che mi ha destato dal torpore è stato quando Cruciani ha giudicato eccessive le critiche - ma sarebbe meglio dire insulti - espresse ieri da Cossiga verso Di Pietro, il quale aveva osato affermare che non si possono escludere forme di abusi da parte degli organi di polizia (il riferimento, per la cronaca, era al caso della donna somala apparentemente maltrattata dagli agenti all'aeroporto di Ciampino).

Sì, avete letto bene: Cruciani ha difeso Di Pietro da Cossiga. Non che, nel farlo, ci abbia messo un particolare trasporto, ma nella vita a volte bisogna accontentarsi. Io, dal mio canto, sono corso a mettere una X sul calendario, urlando al miracolo: oggi Cossiga ha detto qualcosa di non "strepitoso". Incredibile.

Per chiudere il post, torno ancora una volta al tema del razzismo, che anche ieri ha trovato un po' di spazio alla Zanzara. Nella rassegna stampa di oggi ho trovato un bellissimo articolo, sul Riformista, di don Peppino Caldarola, che meriterebbe di essere citato ed approfondito in trasmissione. Caldarola distingue tra razzismo e xenofobia e biasima i due poli politici che, come al solito, si rendono protagonisti di un dialogo tra sordi, dove l'essenziale non viene colto.

I miei lettori più fedeli si stupiranno, forse, nel vedermi decantare un articolo di Caldarola, personaggio da me spesso preso bonariamente in giro. Ma non ce n'è ragione. Io mi considero un libero pensatore e non mi fisso su dei preconcetti. Per capirsi: oltre a Caldarola, prendo spesso per il culo anche Filippo Facci, ma questo non mi impedisce di trovare interessanti molti suoi articoli (a patto che non parlino di Travaglio).

D'altronde, se pure a Cruciani capita di difendere Di Pietro da Cossiga, vuol dire davvero che niente è impossibile.

---

Vi lascio con il video di Amore Impossibile dei Tiromancino. Provate a non fischiettarla fino alla fine della giornata, se ci riuscite :-)



Chiudere la realtà dentro la tua isola
ma non perdere la voglia di volare
perchè l'amore è amore impossibile
quando non riesce a inseguire è irraggiungibile
Senso di libertà oltre le stelle e il cielo
che è nascosto sul fondo dell'anima


lunedì 6 ottobre 2008

La strategia dello struzzo

Al centro dell'attenzione alla Zanzara di venerdì 3 ottobre 2008 c'è ancora stato il tema del razzismo. Giuseppe Cruciani ha mantenuto la sua linea minimizzatrice, volta soprattutto a osservare da un lato l'inesistenza di una emergenza razzismo in Italia, e dall'altro la speculazione politica, accompagnata da un eccessivo risalto mediatico, di cui alcuni episodi della recente cronaca sono stati oggetto.

Dice in sostanza Cruciani, con tono liquidatorio: prendere una manciata di episodi slegati tra loro (e per giunta in alcuni casi non sempre chiari o comunque non sempre associabili a pura intolleranza) ed incasellarli sotto la colonna "razzismo" è un'operazione giornalisticamente e politicamente sbagliata. Siamo di fronte ad una moda mediatica che presto, c'è da scommetterci, passerà.

Su queste osservazioni, è difficile dar torto al conduttore della Zanzara, bisogna ammetterlo.

Trovo però che questa concentrazione di notizie relative al razzismo assomigli molto, per intensità e per esagerazioni, a quella relativa al cosiddetto problema sicurezza (sul quale il centrodestra ha giocato le sue migliori carte elettoriali), un fenomeno che, per via delle campagne stampa, veniva percepito dai cittadini in dimensioni più grandi del dovuto.

Ma la percezione dei cittadini non è qualcosa che si possa ignorare, anche quando tale percezione, alimentata da mode mediatiche, va oltre la realtà. Anche dalle mode mediatiche, a volte, si possono trarre buoni spunti di riflessione, e così come, mesi fa, si e dibattuto a lungo del tema sicurezza nonostante le indecenti speculazioni politiche, a mio avviso ha senso oggi dibattere del tema razzismo.

Io sono convinto che, a prescindere dagli episodi (veri o falsi, accostabili direttamente al razzismo o meno) dei giorni scorsi, e a prescindere dalle speculazioni politiche, in Italia esista una nicchia (piccola, ma contagiosa, se non la si limita) di intolleranza e sono altrettanto convinto che chiedersi cosa fanno le istituzioni per combattere tale nicchia è legittimo, perché la questione non è marginale, anche se Cruciani, con mio disappunto, sembra trattarla come tale.

Del resto, se la questione fosse marginale, due figure istituzionali quali il Presidente della Repubblica Napolitano e il Presidente della Camera Fini, che non sono esattamente due passanti, non avrebbero toccato l'argomento come invece hanno fatto negli ultimi due giorni.

E' sacrosanto biasimare le speculazioni politiche e la superficialità di certo giornalismo, ma poi il passo successivo di un serio osservatore dovrebbe essere quello di verificare cosa fa esattamente il governo (a livello di scuola, di vigilanza, ecc) per arginare un fenomeno, l'intolleranza, che, sebbene non esteso, comunque esiste. Concesso, cioè, che non siamo in una situazione di emergenza, cosa si fa, di preciso, per evitare che a tale situazione ci si arrivi in futuro?

E' divertente, osservare che anche il quotidiano di riferimento di Cruciani, il Riformista, in un articolo del 3 ottobre (non firmato, quindi ascrivibile al direttore Polito) si rivolge direttamente al Ministro degli Interni Maroni, chiedendo proprio maggiore attenzione al problema da parte del governo. Ne cito un passo significativo: “Al punto cui siamo arrivati, la deriva razzista meriterebbe maggiore attenzione da parte del governo. Caro ministro Maroni: anche il razzismo è un pericolo per la sicurezza da combattere ed estirpare.”

Per la cronaca, ieri Maroni si è finalmente degnato di rilasciare qualche dichiarazione sul tema del momento. In sostanza, egli dice che non c'è alcuna emergenza razzismo (e fin qui va bene, mica siamo un SudAfrica, no?), ma poi parla di casi isolati e lascia intendere che non si sono reali motivi di preoccupazione. Siamo cioè di fronte alla classica strategia dello struzzo: testa sotto la sabbia, fine del problema.

(Problema? Quale problema?)



Struzzo


venerdì 3 ottobre 2008

Talkin' bout a revolution

E' fresca fresca la notizia che la procura di Venezia ha messo sotto inchiesta il prosindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, per istigazione all’odio razziale.

Alla Zanzara di ieri, Giuseppe Cruciani ha fatto ascoltare un paio di frammenti del comizio di Gentilini alla recente festa dei popoli padani a Venezia. Ne trascrivo un passaggio:

“Io voglio la rivoluzione contro gli extracomunitari clandestiniii. Voglio la pulizia dalle strade di tutte queste etnie che distruggono il nostro paeseeee. Voglio la rivoluzione nei confronti dei nomadi, dei zingari (sì, ha detto "dei zingari"). Ho distrutto due campi di nomadi e di zingari. […] Voglio eliminare tutti i bambini dei zingari (aridaje! Si dice "degli zingari"!) che vanno a rubare dagli anzianiiii. Voglio tolleranza a doppio zerooo!”

Vi metto anche l'audio, perché il tono di voce di Gentilini, stile esorcista, è parte integrante del messaggio.




Il commento di Cruciani (che ha anche definito "deliri" le parole di Gentilini) è stato: “Più che da tribunale, questa è roba da bagaglino. Gentilini sicuramente se ne frega dell’inchiesta, che probabilmente accresce solo la sua popolarità.”

Mi va bene, buttiamola pure sul ridere. Diciamo che Gentilini è un cabarettista e non prendiamolo troppo sul serio. Però, caro Cruciani, possiamo sforzarci di fare un piccolo step in più nell'analisi?

Il problema è che questo signore ha un seguito non indifferente! Sono dieci anni che comanda a Treviso, e dubito che quelli che lo votano lo considerino un cabarettista, e su questo penso ci sia un po' meno da ridere.

Detto questo, non bisogna neppure esagerare nell'altra direzione. Ieri è intervenuto in diretta, in qualità di ospite, il giornalista dell'Unità Toni Fontana secondo il quale (vedi anche suo articolo) è imminente la nascita, a Treviso, di un regime di segregazione razziale. Ma quando mai, ma non diciamo fesserie!

Nel sostenere queste enormità, nel parlare di apartheid, di Ku Klus Klan, concetti del tutto fuori luogo, paradossalmente si regalano solo facili argomenti difensivi a Gentilini e ai suoi fans.

Il fatto che Gentilini abbia un grosso seguito preoccupa NON perché si vedano all’orizzonte chissà quali scenari di violenze razziste permanenti, ma perché l'uso si certi toni, la scelta di certe parole, l'evocare rivoluzioni, sono tutte cose che hanno, come effetto, quello di rallentare e ostacolare un generale processo di integrazione che, in ogni caso, alla fine, ci sarà comunque.

Questo processo di integrazione è fisiologico, e, in quanto tale, va assecondato, favorito, gestito, regolamentato, in modo da minimizzare ogni possibile scenario di scontro sociale. Invece Gentilini, con le sue urla, gli improperi, i toni esagitati, si mette di traverso, nella sciocca speranza di invertire la direzione della corrente del fiume. In tal modo, acuisce le diversità, e incoraggia l'isolamento e l'auto-ghettizzazione.

Mi spiego meglio. Io sono ben felice che la micro-criminalità sia contrastata e che i delinquenti che rubano, che spacciano, che schiamazzano di notte e "pisciano contro i muri", siano perseguiti per quello che sono (delinquenti, appunto).

Ma questo mestiere da sceriffo può essere benissimo espletato con un profilo un po' più basso, senza esasperazioni, in modo che chi, tra gli immigrati, è solito seguire le regole, non venga messo nella condizione di avere paura e di essere tentato a provare una sorta di "solidarietà etnica" con conseguente auto-ghettizzazione.

Una volta per tutte, vorrei che un punto diventasse chiaro: il destino di questo paese è quello di diventare una società multirazziale. Chi continua a negare questa evidenza, chi continua ad auspicare che ciò non accada, a mio avviso è, nella migliore delle ipotesi, un povero ebete che non vede al di là del proprio naso.

----

Contributo multimediale: parlando di rivoluzioni, mi son detto che questa era una buona occasione per riascoltare la splendida Talkin' bout a revolution, anche se ovviamente la cantante, Tracy Chapman, si riferiva a rivoluzioni di tutt'altra natura rispetto a quelle evocate da Gentilini.





Poor people are gonna rise up
And get their share
Poor people are gonna rise up
And take what's theirs

giovedì 2 ottobre 2008

Generiche espressioni di antipatia

La notizia in primo piano alla Zanzara di ieri è stata quella relativa al ragazzo di colore, Emmanuel, che ha raccontato di essere stato malmenato senza motivo e poi anche insultato con epiteti di stampo razzista da alcuni agenti di polizia municipale di Parma, i quali dal canto loro negano fermamente.

Giuseppe Cruciani, facendo ascoltare la versione del ragazzo, quella del comandante dei vigili di Parma e quella dell'assessore alla sicurezza, ha fatto del suo meglio per tentare di chiarire i fatti, senza dare nulla per scontato (né in un senso, né nell’altro), ma senza successo. A questo punto, solo l'indagine della magistratura potrà, sperabilmente, fare piena luce sulla vicenda.

Questa vicenda si aggiunge ad altre che nelle settimane scorse hanno portato alcuni organi di stampa a dare il peggio di sé. Quelli sinistroidi spingono l'acceleratore sul razzismo col solo intento di far male al governo. Quelli destrorsi minimizzano, nascondono le notizie, negano che in Italia ci sia la benché minima forma di intolleranza, come se vivessimo in un paradiso terrestre.

Io non penso assolutamente che il governo fomenti il razzismo o che abbia qualche responsabilità negli eventi di cronaca che in tempi recenti hanno visto protagoniste persone di colore. Però, così come mi infastidice la strumentalizzazione di alcuni episodi per lanciare attacchi politici antigovernativi, mi infastidice in egual misura questa linea maginot negazionista, questo minimizzare a prescindere ogni episodio anche senza conoscere a fondo i fatti, pur di mettere a segno contrattacchi politici.

Non c'è nessuna analogia tra l'Italia e il SudAfrica di qualche tempo fa (teoria sostenuta da un ascoltatore ieri), ma ciò premesso, è del tutto inaccettabile il rifiuto categorico di credere che in Italia una piccola nicchia di intolleranza verso il diverso esista eccome, indipendentemente da chi ci sia al governo.

Come si può combattere un nemico di cui si nega l'esistenza?

Per spiegarmi meglio, torno alla vicenda di Parma, a proposito della quale vorrei tanto leggere su un qualche giornale un bell'editoriale che dicesse qualcosa del tipo:

Fermi tutti, aspettiamo. Nessuno può sapere cosa sia successo di preciso. C’è un'indagine in corso, e la sola cosa sensata che si può fare è aspettarne l'esito. Se risulterà che Emmanuel ha mentito, si beccherà una denuncia. Se invece ha detto la verità, saranno i vigili a dover fare i conti con la giustizia.

Ma in ogni caso, qualunque sia l'esito dell'indagine, tale esito non potrà essere ascrivibile come una dimostrazione che il razzismo in Italia non esiste o che, al contrario, esiste e prospera per colpa del governo in carica. Sarà la semplice conclusione di un singolo caso di cronaca.

Se però dovesse venire fuori che i vigili sono colpevoli, allora il governo avrà un'occasione d'oro per adoperarsi attivamente contro l'intolleranza, ad esempio facendo la voce grossa con tutti i responsabili degli organi di pubblica sicurezza e ricordando che malmenare senza motivo, e usare epiteti di stampo razzista, sono atti vergognosi (a maggior ragione perché compiuti da chi dovrebbe dare il buon esempio) che gettano grave discredito sulle istituzioni della Repubblica.

Riassumendo, ciò che mi aspetto dal governo è che, senza ingigantire e senza minimizzare, sia pronto a reagire in modo fermo ed efficace ogniqualvolta che inqualificabili manifestazioni di intolleranza, da parte di chicchessia, dovessero venire verificati con certezza.

Prima di chiudere, un'ultima osservazione, di natura meramente lessicale, rivolta direttamente a Cruciani. Il conduttore della Zanzara ha detto ieri che per lui il termine "negro" in italiano non rappresenta un insulto. Può darsi che tecnicamente sia così, ma negli ultimi decenni questa parola, nell'immaginario collettivo, ha assunto un accezione dispregiativa (che, a mio avviso, va peraltro molto oltre la cosiddetta "generica espressione di antipatia"), di cui non si può non tener conto. Detto questo, mi fermo qui, per non scadere in una sterile polemica linguistica.

---

Contributo multimediale: il tema di oggi mi ha fatto venire in mente una scena esilarante della parodia western Mezzogiorno e mezzo di fuoco. Gli abitanti di una cittadina si sono radunati per festeggiare l'arrivo del nuovo sceriffo. La banda musicale suona, il sindaco è pronto a pronunciare il suo discorso di benvenuto, ma il nuovo sceriffo ha qualcosa di speciale :-)



- Hey, the sheriff is a n... (DONG!)
- What did he say?
- The sheriff is near!
- NO, the sheriff is a nig.. (DONG!)

E poi quel gelo finale, quel silenzio, quei menti caduchi... Capolavoro della comicità.

mercoledì 1 ottobre 2008

Il martello del fabbro

Qualche nota sparsa sulla Zanzara di ieri:


BERTOLASO

Cruciani ha messo su un piedistallo Guido Bertolaso. Straordinario uomo di stato per serietà, rettitudine e pragmatismo. Idolo assoluto, mito, esempio per tutti, avercene così, ecc. ecc. Più o meno sono state queste le parole di elogio pronunciate in trasmissione, e io le ho condivise. Viva Bertolaso, Bertolaso alè alè.


TELENOVELE CICLICHE

Finita la telenovela Alitalia, a giudicare dal numero di interventi di ieri sembra tornare in auge la telenovela rifiuti e discariche a Napoli. Mi genufletto e imploro che ciò non avvenga.


CATANIA

Il governo regala 140 milioni di euro, a fondo perduto, al comune di Catania, in semi-bancarotta. Caro Cruciani, qui non bastano velate critiche. Qui c'è da prendere un martello e menare colpi come un fabbro. Forza, Cruciani, su, coraggio! Un po' più di decisione! La stessa che ci mette quando parla di Travaglio! Avanti!


BERLUSCONI? BAH!

Visto che Cruciani, nella puntata precedente (ore 20:38 di lunedì) lo aveva preannunciato, mi aspettavo un approfondimento sul modo non proprio istituzionale con cui Berlusconi aveva commentato l'ipotesi che la Consulta bocciasse il Lodo Alfano. Invece niente, e personalmente non ho apprezzato.

Ma rimaniamo sul cavaliere. Un paio di ascoltatori sono intervenuti non sulla stretta attualità, ma per discutere in generale l'anomalia Berlusconi, il potere mediatico, il conflitto di interessi, la manipolazione del consenso, ecc. ecc.

Sono, questi, temi su cui ormai il conduttore della Zanzara non ci sente più da un bel po' (già in aprile scrissi un post intitolato "La quieta rassegnazione di Cruciani"). L’esistenza dell'anomalia Berlusconi non viene negata, ma l'argomento, a torto o a ragione (per me a torto) viene considerato da Cruciani obsoleto e “superato dagli eventi” (s'intende l'esito elettorale).

Il mio consiglio, rivolto a chi desidera intervenire in trasmissione per criticare Berlusconi ottenendo maggiore considerazione, è quello di legarsi sempre e comunque a fatti di stretta attualità: provvedimenti del governo, dichiarazioni, atteggiamenti, ecc.

Detto questo, lasciatemi ancora aggiungere che l'ascoltatore Dino da Roma mi ha davvero strappato un bel sorriso quando ha rimproverato Cruciani nel momento in cui quest'ultimo, mentre Dino parlava di Berlusconi, non ha esitato a sparare il suo primo micidiale “Bah!”.

Peccato che la linea telefonica con Dino sia poi caduta, perché l’intervento prometteva bene e aveva possibilità di rientare nel novero delle perle della Zanzara. Magari con Cruciani che si zittisce per poi limitarsi a dire “Fatto?” alla fine.


VAURO E LE VIGNETTE

L'intervento di ieri, in qualità di ospite, di Vauro, a proposito della vignetta dell’Unità è iniziato bene per poi invece finire male, con Cruciani seccato, e non a torto, dall'ironia usata dal vignettista del Manifesto sulla necessità della scorta al ministro Renato Brunetta.

Che in questo paese ci sia un abuso delle scorte lo pensano tutti gli italiani (e su ciò Vauro per me non è criticabile). Ma se c'è una persona per cui la scorta è più che dovuta è sicuramente Brunetta (e su questo Vauro ha pertanto davvero sbagliato ad ironizzare).

Rimanendo sulla vignetta dell'Unità, vorrei ancora dire all'ascoltatore Carlo da Modena, il quale nel suo intervento ha sostenuto come certe “cose miserabili” su giornali come Libero non sarebbero mai accadute, che ha decisamente la memoria corta, come l'immagine qui sotto dimostra.


Libero


Giusto per essere chiari... La vignetta dell’Unità e questa famosa prima pagina di Libero mi danno la nausea nella stessa misura. Ciò premesso, però, ribadisco quanto ho detto nel post di ieri: non ha senso che la critica vada oltre il far presente l'evidente pessimo gusto. Chi ci vede incitamenti diretti o indiretti alla violenza dovrebbe rilassarsi un po' e magari prendersi una vacanza.

----

Contributo multimediale: il titolo del post mi porta a canticchiare Sledgehammer, la famosa canzone di Peter Gabriel, il cui videoclip è uno dei più belli di sempre.