Non c'è alcuna evidenza che agenti infiltrati abbiano fomentato le azioni più incivili durante i disordini di Roma del 14 dicembre. Hai voglia a passare in rassegna le foto e i video. Ognuno, specie se si parte con la predisposizione mentale di trovarci a tutti i costi degli indizi, ci vede quello che vuole, un po' come quando si guarda le forma delle nuvole in cielo.
Senza fare confusione con quelle moltitudini di studenti e lavoratori che sfilano tranquillamente nei cortei e che magari inscenano chiassose ma innocue proteste simboliche, esistono purtroppo sparuti gruppetti di giovani e giovanissimi dalle menti acerbe o obnubilate che pensano che lo sfasciare vetrine e l'incendiare automobili siano gesti portatori di un messaggio positivo, ribelle, rivoluzionario e liberatorio. Ci piacerebbe pensare che non fosse così, addossando tutta la colpa ai famigerati agenti provocatori, ma la realtà è questa. Del resto, se anche gli infiltrati ci fossero per davvero, questo non sminuirebbe comunque le colpe per le violenze perpetrate da chi prezzolato dalla polizia non è.
Il punto è un altro. Se proprio vogliamo dedicarci alla dietrologia spicciola, il dubbio da porsi, semmai, non è se ci siano o meno gli infiltrati, ma se chi aveva in carico la gestione dell'ordine pubblico abbia o no fatto tutto quanto umanamente e fisicamente possibile per prevenire le situazioni di tensione o per sedarle prima che degenerassero. Per quanto io non ami crogiolarmi nel complottismo, certi dubbi, semplicemente facendo leva sul raziocinio, sorgono spontanei.
"Cui prodest?", dicevano i latini. A chi giova? Chi trae reale vantaggio politico dai peggiori episodi di guerriglia urbana? Chi necessita di meravigliosi pretesti per screditare tutte le manifestazioni di dissenso, anche quelle pacifiche? Quando le domande sono retoriche, rispondere è pleonastico.
PS. Sempre sui disordini di Roma, splendido come sempre il Saviano di oggi su Repubblica.
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Rage Against The Machine, "Township Rebellion" (1992)
Shackle their minds when they're bent on the cross
When ignorance reigns, life is lost...